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Home | Un ricordo, sempre a proposito di rete »

Introduzione al blog

All’alba dei miei primi 70 anni ho deciso di entrare in Rete.
D’altra parte la parola “rete” mi ha portato fortuna. Tanti anni fa, la trasmissione Senza Rete mi fece conoscere al grande pubblico televisivo. Lì usavo il mio pugliese-banfiota con le finali in –lo e –la: Alberto Lupo, il grande attore scomparso da molti anni che conduceva la trasmissione, lo chiamavo Lupolo. E così via con le soubrettole, le tettole, le orecchiettole con le cime di rèpe…

Ma torniamo a noi. Da un po’ di tempo mi ero incuriosito di questo fatto della rete. Mio figlio mi ha fatto vedere quanta roba esce fuori facendo una ricerca per Lino Banfi.
Chèvolo, ho pensato, tutta questa roba che mi riguarda e io non c’entro niente?

Così ho deciso: anche io voglio entrare in rete!
Allora mio nipote mi ha detto: fatti un blog! Un blog? E cos’è un esame medico, tipo il doppler?
Mi ha spiegato che un blog è una specie di diario pubblico, dove uno scrive quello che gli passa per la testa, per comunicare con gli altri senza nessun tipo di limitazione, quando e come vuoi. Ottimo! Farò un blog! Oltretutto io sono pure grafomane e quando non lavoro passo un sacco di tempo a buttare giù idee e pensieri. Così è nata, per esempio, la mia autobiografia “Ti racconto una storia” che Rizzoli ha fatto uscire in questo periodo.

Se posso parlare di tutto potrò dare voce anche alle mie diverse anime. Prima di tutto le due principali: Lino Banfi. l’attore, e Pasquale Zagaria, l’uomo, che vive alle spalle di Banfi e se ne approfitta, sempre pronto a criticarlo per quello che fa, per quanto è grasso e per la sua poca nobiltà. Forse Zagaria voleva fare il cardinale e non l’attore, ma tant’è.
Per parlare di calcio lascerò la parola a Oronzo Canà, il mitico allenatore della Longobarda.
E poi Nonno Libero che, anche se una parola è troppa e due sono poche, ha sempre un pensiero per i più piccoli. Insomma, cari raghèzzi, ci sarà da divertirsi!

Chi mi ama mi segua e chi non mi ama pure, che se c’è da litigare io non mi tiro indietro!

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Elencati di seguito, i blog che fanno riferimento a Introduzione al blog:

» Bloggers: Banfi e Lubrano approdano sulla rete from COMMUNICATIONDESIGN
Blog e Vlog stanno vivendo, in questo periodo, il loro momento di gloria, fino ad affermarsi come la nuova rivoluzione del Web. L’impiego come strumenti politici e vetrine dei mass-media è solo una tessera del mosaico, giacchè la realta dei blo... Contenuto completo

Commenti (135)

Un blog di Lino Banfi?
ROBA ALLA GRENDE!!! SCOTCH!!!

Ciao Lino,
ho appreso adesso dal blog di Mauro Lupi che il tuo blog è online da pochissimo. In bocca al lupo.

Ti ho visto qualche sera addietro al senso della vita. Se mi posso permettere, tra una risata e l'altra mostra il tuo volto umano, la persona dalla quale possiamo imparare molto - tanti auguri ed in bocca al lupo.

PS - davvero grande la rappresentazione della nostra vita con la fettuccia da sarto

Caro Lino, grazie di tutto e anche per questo Blog!
Come hai scritto nell'introduzione, in rete ci sono una marea di siti dedicati a Te e alle tue opere... ma la Tua voce ufficiale mancava!
Ora potrai stare in contatto con i tuoi numerosissimi fan della rete!
Ne approfitto per fare a Te e a tutti i lettori del Blog tanti auguri di un Felice Natale!
Marco

Grandioso! bravissimo Lino!

ho giusto messo ieri come suoneria del telefono la tua canzoncina: "e benvenuti a sti ....." :)

benvenuto in rete!

Buongiorno,

sono Giancarlo ho 31 anni e vivo a Milano e le chiedo scusa se mi permetto di scriverle su un tema che spero possa prendere a cuore.

Lei che oltre ad essere un grande attore, è un uomo di grande umanità e valori etici importanti,che ha sempre preso a cuore situazioni personali di disagio e di sofferenza, vorrei che possa ricordare solo per una volta la Signora Laura Antonelli che è stata troppo presto dimenticata ed abbandonata.

Ho scritto a tanti artisti e musicisti affichè forse con la musica che è sempre arrivata nel cuore delle persone come poche forme d’arte sanno fare,potessero proprio con una canzone ridare luce ad una donna che il mondo dello spettacolo ha dimenticato denigrandola e distruggendo la sua esistenza ma purtroppo non ho ricevuto nessuna risposta.Spero con tutto il cuore che lei possa invece ricordare la Sig.ra Antonelli e farla ricordare.

Le riporto un articolo del corriere della sera e vorrei che lo leggesse attentamente perché forse anche solo con il ricordo o con una parola o con la musica si può far brillare ancora solo per una volta la vita di questa donna: Laura Antonelli, solitudine di una stella caduta
«Non voglio ricordare, non voglio più nessuno»

Trent’anni dopo «Malizia», l’amaro tramonto di una diva abbandonata da tutti

LADISPOLI (Roma) - Palazzina anonima, periferia di Ladispoli. Laura Antonelli abita qui, in una bolla di aria, tempo e sofferenza che la rende intoccabile, inavvicinabile, imparlabile. Trent’anni fa, in vestaglia e reggicalze, salì la scala nel tinello di Malizia ed entrò nella storia del cinema italiano. Bella e finalmente raggiungibile. Vestale della commedia erotica, simbolo di amore ancillare, sesso casalingo e soprassalto peccaminoso. Oggi non c’è più nulla della sua giovanile bellezza se non gli occhi che ti guardano per un attimo, occhi ancora azzurri, velati, ma perfettamente indifferenti. Più nulla del suo antico e bellissimo corpo, da anni ingrassato fino a 100 chili e deformato dalla depressione, dagli psicofarmaci, dall’alcol, dalla solitudine.

Tutto sparito dentro a quegli anni della carriera e della ricchezza, delle pene d’amore e della sfortuna che infine si addensarono nei mesi paranoici del 1991, l’arresto per 36 grammi di cocaina, il carcere, la vergogna. Tutto sparito in quel lifting sbagliato, durante le riprese di un grottesco Malizia 2000 , remake che avrebbe dovuto sfruttare l’eco (proprio) del carcere, della vergogna, dello scandalo e che (invece) le sfigurò il viso per un anno e il cuore per sempre.

Fu in quei mesi di declino e di abbandono, inseguita dai fotografi a caccia del mostro, a caccia della regina caduta, a caccia della femmina che infine risarciva, con la sua afflizione, tutti i desideri frustrati, che Laura Antonelli pronunciò la sua frase più commovente e premonitrice: «Uso il dolore come una spugna e un po’ alla volta cancello le persone che mi hanno fatto soffrire».

Eccola dunque, perfettamente sola e perduta, ora che per altri dieci anni la sua spugna ha cancellato il mondo circostante. E’ mattina presto, sta andando a messa. Cammina lentissima a piccoli passi. Cammina rasentando i muri. Indossa una tunica di cotone grigio. Scarpe di gomma. Ha un crocifisso al collo. I capelli raccolti. Della sua antica ricchezza le resta poco più di nulla, questo bilocale arredato con le tendine bianche (cucina, salotto, camera con lettino singolo) e una pensione Enpas da 500 euro al mese. Inutile seguirla. Inutile avvicinarsi. Inutile parlarle. Al telefono, un mese fa, è rimasta in silenzio aspettando che sgocciolassero tutte le parole disponibili a motivare un incontro. Poi ha detto: «Laura Antonelli non esiste più».

Incontrarla è una vertigine di spavento e una fatica che ti indeboliscono come una cattiva radiazione. Dice: «Non voglio parlare. Non voglio vedere. Non voglio ricordare». Provi a sentire chi l’ha frequentata negli anni d’ oro, quelli condivisi con i play-boy, le feste, le spider rosse, la celebrità, i viaggi, quando era «la donna più bella dell’universo»(Luchino Visconti), quando viveva nel superattico di via Campo Marzio arredato di fiori e di bambù, quando si faceva fotografare con vestaglie di raso rosa e il sorriso di velluto, ed è come risvegliare una antica malattia, un ricordo sbagliato. Attori, attrici, registi, produttori raddoppiano il vuoto, allungano la distanza della caduta: mai più sentita, mai più vista. Dove abita? E’ ancora viva?

Vieni a sapere, tra precauzioni e sospiri, che amici di amici di amici, una notte dello scorso inverno, l’hanno raccolta per strada fradicia di pioggia e alcol. L’hanno asciugata, ripulita, rivestita. E di nuovo dimenticata. Eppure a sfogliare i ritagli di allora torna a lampeggiare una folla di nomi intorno al suo bellissimo viso dove trapelano la licenza e il perdono, la dolcezza e l’oblio. I volti tirati di quella Roma anni ’70 e ’80, ricca, eccitata, rumorosa, infelice, che la incoronò regina di cuori e degli incassi: il produttore Silvio Clementelli e il vecchio Rizzoli, i registi Samperi, Festa Campanile, Dino Risi, gli attori Lando Buzzanca, Alberto Sordi, Enrico Maria Salerno. Gli industriali e gli avvocati di Cinecittà. Robert Altman e Michelangelo Antonioni che la volevano a tutti i costi. Lei più divina delle bellissime emergenti (Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida), unica erede (sembrava) di Sofia Loren e di Gina Lollobrigida, della Mangano e della Cardinale. «Un volto d’angelo su un corpo da peccatrice» come scrivevano i cronisti estasiati.

Lei che veniva «da una infanzia dispersa e infelice», famiglia di sfollati slavi (nata a Pola, anno 1941), profuga a Venezia, poi a Napoli, poi a Camaldoli, insegnante di ginnastica approdata a Roma nel 1963, primi Caroselli, poi i fotoromanzi con qualche velo svelato, le primissime commediole osées tipo La rivoluzione sessuale , anno 1965, dove Laura, scandalosamente, faceva il bagno nuda. Corpo perfetto: 55 chili, 1 metro e 66 d’altezza. Poi lei moglie di un marito voyeur (Lando Buzzanca: «Era magica, bastava che si slacciasse un mezzo bottone…»), che la esibisce per tornare ad amarla. Infine il successo.

Racconta Sandro Parenzo, oggi produttore, che sceneggiò Malizia con il regista Salvatore Samperi: «L’idea della servetta che eccita tutti i maschi di casa la pescammo un po’ da Brancati. Calze velate, buco della serratura, silenzi d’appartamento, rumore della doccia. Fu un miracolo». Storaro ci mise la luce dei film di Bertolucci. Fred Bongusto la musica della penombra. Laura Antonelli, tutto il resto.

Fu il più grosso incasso dell’anno 1973, 6 miliardi di lire di allora. Il suo cachet passò da 4 a 100 milioni a film. Scrisse il critico Buttafava: «Assurta a simbolo del sesso italico: piccole porcherie esplosive fissate in un catalogo da variare all’infinito». Scrisse il grande Rodolfo Sonego, sceneggiatore: «Lei era di una bellezza estremamente desiderabile e ingannevole. Poteva far perdere la testa a qualsiasi uomo l’avesse incontrata».

Sbocciò infine - dopo un matrimonio sbagliato con l’antiquario Piacentini e innumerevoli flirt veri o presunti - la sua storia d'amore, più emozionante e spettacolare, con Jean-Paul Belmondo strappato alla più gelida e perfetta e bikinata delle Bond-girl, Ursula Andress. Rapito dal set de La trappola e il lupo , in fuga prima a Roma, poi nei Caraibi, isola di Antigua, poi su tutti i rotocalchi del mondo per le botte e i baci, i tradimenti, i litigi e l’amore ad alta quota, come raccontavano (oltre a Laura) le scandalizzate hostess del Concorde di linea Parigi-New York.

Amore che durò 9 anni, senza matrimonio, senza figli («la sola idea di averli mi terrorizza»), senza una casa in comune, lei a Roma, terrazza a pochi passi da Montecitorio, lui appartamento a Saint-Germain-des-Prés, pendolari d’amore, incastonati nella collana di luce del jet-set che luccica a puntate: «Ogni mattina, se nella stanza da letto non c’è Jean-Paul, ho una sua corbeille di rose rosse». Loro che decollano verso Los Angeles per l’ incontro Muhammad Alí-Ken Norton. Loro che atterrano negli ippodromi d’ Inghilterra dove si gioca il polo. Loro che si inseguono da un set all’ altro, fino a che la stanchezza si insinua, e poi le recriminazioni, la gelosia. «Quando Jean-Paul è in pubblico - dirà Laura appena quarantenne e appena separata - deve sempre fare a pugni e tenere in braccio una donna vistosa».

Forse è da qui che inizia il declino di Laura Antonelli, donna (infine) di nessuna o pochissima malizia, semmai ingenua, fragile come uno specchio dentro al quale, lentamente, dilegua la giovinezza. E la bellezza, inavvertita, si incrina. Nelle interviste di allora - primi anni ’80 - la sua voce, ancora impastata d’accento giuliano, si fa via via più cupa: «Mi sono legata a uomini sbagliati. Colpa mia. Colpa del mio dannato bisogno di affetto». E poi: «Ho un temperamento drammatico, un po’ russo». E poi: «Ho un male nell’anima. Ho sempre la voglia istintiva di chiudere gli occhi e di raggomitolarmi in un angolo».

L’angolo che sceglie è lontano da Roma. Acquista una villa immensa a Cerveteri, tre case, una piscina olimpionica, il parco, gli orti, tutto fiorito, tutto bellissimo, tutto solare, ma avvelenato dal veleno della solitudine. Dice: «Vivo nel silenzio. Sono molto chiusa, non faccio confidenze, non ho amici. Sono angosciata da tutto: dallo squillo del telefono al mistero dell’universo».

L’universo si rompe definitivamente la notte del 27 aprile 1991 quando in camicia da notte, lo sguardo allucinato, la faccia gonfia di alcol, apre la porta d’entrata della villa al maresciallo Sollazzo e gli dice: «Venga, dentro c'è una festa», accompagnandolo, indifferente, fino a quel celebre vassoio pieno di coca (con puntiglio il tribunale annotò: 36 grammi di cocaina, pari a 162 dosi, valore 9 milioni di lire), che le spalancò il carcere, la condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi, poi il Centro di igiene mentale di Civitavecchia, poi l’assoluzione in appello (tossicomane e non spacciatrice), anno 2000.

Da allora il telefono ha smesso di squillare. La villa è stata svenduta. I genitori sono morti. L’unico fratello, Claudio, è andato a vivere in Canada. Uno dei pochissimi rimasti a darle una mano è Piero Albertelli, bottega in via dei Prefetti, il più classico tra i camiciai di Roma, amico di Visconti e delle dive di allora, che ti dice: «Lei ha bisogno di tutto, tranne che di ricordare».

Laura Antonelli ha cancellato e si sta cancellando. Per questo ha distrutto tutte le sue foto. E vive in un perpetuo, indistinto, presente. Si sveglia ogni mattina alle 7. Va in chiesa. Torna. Alle 10 arriva una badante che si occupa della spesa e della casa. Ogni tanto arriva un volontario della Charitas. Lei sta seduta in salotto. Legge i salmi della Bibbia. Non compra i giornali. Non guarda la televisione. Va a letto alle 8 di sera. Prega. Al suo amico Albertelli dice di sentire le voci. Le voci le parlano della sofferenza, della solitudine, del tempo che se ne va. Qualche volta piange. Poi (finalmente), si addormenta.

Confido in Lei.

Cordiali saluti

Giancarlo Giangreco

Buongiorno,

sono Giancarlo ho 31 anni e vivo a Milano e le chiedo scusa se mi permetto di scriverle su un tema che spero possa prendere a cuore.

Lei che oltre ad essere un grande attore, è un uomo di grande umanità e valori etici importanti, che ha sempre preso a cuore situazioni personali di disagio e di sofferenza, vorrei che possa ricordare solo per una volta la Signora Laura Antonelli che è stata troppo presto dimenticata ed abbandonata.

Ho scritto a tanti artisti e musicisti affichè forse con la musica che è sempre arrivata nel cuore delle persone come poche forme d’arte sanno fare,potessero proprio con una canzone ridare luce ad una donna che il mondo dello spettacolo ha dimenticato denigrandola e distruggendo la sua esistenza ma purtroppo non ho ricevuto nessuna risposta.Spero con tutto il cuore che lei possa invece ricordare la Sig.ra Antonelli e farla ricordare.

Le riporto un articolo del corriere della sera e vorrei che lo leggesse attentamente perché forse anche solo con il ricordo o con una parola o con la musica si può far brillare ancora solo per una volta la vita di questa donna: Laura Antonelli, solitudine di una stella caduta
«Non voglio ricordare, non voglio più nessuno»

Trent’anni dopo «Malizia», l’amaro tramonto di una diva abbandonata da tutti

LADISPOLI (Roma) - Palazzina anonima, periferia di Ladispoli. Laura Antonelli abita qui, in una bolla di aria, tempo e sofferenza che la rende intoccabile, inavvicinabile, imparlabile. Trent’anni fa, in vestaglia e reggicalze, salì la scala nel tinello di Malizia ed entrò nella storia del cinema italiano. Bella e finalmente raggiungibile. Vestale della commedia erotica, simbolo di amore ancillare, sesso casalingo e soprassalto peccaminoso. Oggi non c’è più nulla della sua giovanile bellezza se non gli occhi che ti guardano per un attimo, occhi ancora azzurri, velati, ma perfettamente indifferenti. Più nulla del suo antico e bellissimo corpo, da anni ingrassato fino a 100 chili e deformato dalla depressione, dagli psicofarmaci, dall’alcol, dalla solitudine.

Tutto sparito dentro a quegli anni della carriera e della ricchezza, delle pene d’amore e della sfortuna che infine si addensarono nei mesi paranoici del 1991, l’arresto per 36 grammi di cocaina, il carcere, la vergogna. Tutto sparito in quel lifting sbagliato, durante le riprese di un grottesco Malizia 2000 , remake che avrebbe dovuto sfruttare l’eco (proprio) del carcere, della vergogna, dello scandalo e che (invece) le sfigurò il viso per un anno e il cuore per sempre.

Fu in quei mesi di declino e di abbandono, inseguita dai fotografi a caccia del mostro, a caccia della regina caduta, a caccia della femmina che infine risarciva, con la sua afflizione, tutti i desideri frustrati, che Laura Antonelli pronunciò la sua frase più commovente e premonitrice: «Uso il dolore come una spugna e un po’ alla volta cancello le persone che mi hanno fatto soffrire».

Eccola dunque, perfettamente sola e perduta, ora che per altri dieci anni la sua spugna ha cancellato il mondo circostante. E’ mattina presto, sta andando a messa. Cammina lentissima a piccoli passi. Cammina rasentando i muri. Indossa una tunica di cotone grigio. Scarpe di gomma. Ha un crocifisso al collo. I capelli raccolti. Della sua antica ricchezza le resta poco più di nulla, questo bilocale arredato con le tendine bianche (cucina, salotto, camera con lettino singolo) e una pensione Enpas da 500 euro al mese. Inutile seguirla. Inutile avvicinarsi. Inutile parlarle. Al telefono, un mese fa, è rimasta in silenzio aspettando che sgocciolassero tutte le parole disponibili a motivare un incontro. Poi ha detto: «Laura Antonelli non esiste più».

Incontrarla è una vertigine di spavento e una fatica che ti indeboliscono come una cattiva radiazione. Dice: «Non voglio parlare. Non voglio vedere. Non voglio ricordare». Provi a sentire chi l’ha frequentata negli anni d’ oro, quelli condivisi con i play-boy, le feste, le spider rosse, la celebrità, i viaggi, quando era «la donna più bella dell’universo»(Luchino Visconti), quando viveva nel superattico di via Campo Marzio arredato di fiori e di bambù, quando si faceva fotografare con vestaglie di raso rosa e il sorriso di velluto, ed è come risvegliare una antica malattia, un ricordo sbagliato. Attori, attrici, registi, produttori raddoppiano il vuoto, allungano la distanza della caduta: mai più sentita, mai più vista. Dove abita? E’ ancora viva?

Vieni a sapere, tra precauzioni e sospiri, che amici di amici di amici, una notte dello scorso inverno, l’hanno raccolta per strada fradicia di pioggia e alcol. L’hanno asciugata, ripulita, rivestita. E di nuovo dimenticata. Eppure a sfogliare i ritagli di allora torna a lampeggiare una folla di nomi intorno al suo bellissimo viso dove trapelano la licenza e il perdono, la dolcezza e l’oblio. I volti tirati di quella Roma anni ’70 e ’80, ricca, eccitata, rumorosa, infelice, che la incoronò regina di cuori e degli incassi: il produttore Silvio Clementelli e il vecchio Rizzoli, i registi Samperi, Festa Campanile, Dino Risi, gli attori Lando Buzzanca, Alberto Sordi, Enrico Maria Salerno. Gli industriali e gli avvocati di Cinecittà. Robert Altman e Michelangelo Antonioni che la volevano a tutti i costi. Lei più divina delle bellissime emergenti (Edwige Fenech, Barbara Bouchet, Gloria Guida), unica erede (sembrava) di Sofia Loren e di Gina Lollobrigida, della Mangano e della Cardinale. «Un volto d’angelo su un corpo da peccatrice» come scrivevano i cronisti estasiati.

Lei che veniva «da una infanzia dispersa e infelice», famiglia di sfollati slavi (nata a Pola, anno 1941), profuga a Venezia, poi a Napoli, poi a Camaldoli, insegnante di ginnastica approdata a Roma nel 1963, primi Caroselli, poi i fotoromanzi con qualche velo svelato, le primissime commediole osées tipo La rivoluzione sessuale , anno 1965, dove Laura, scandalosamente, faceva il bagno nuda. Corpo perfetto: 55 chili, 1 metro e 66 d’altezza. Poi lei moglie di un marito voyeur (Lando Buzzanca: «Era magica, bastava che si slacciasse un mezzo bottone…»), che la esibisce per tornare ad amarla. Infine il successo.

Racconta Sandro Parenzo, oggi produttore, che sceneggiò Malizia con il regista Salvatore Samperi: «L’idea della servetta che eccita tutti i maschi di casa la pescammo un po’ da Brancati. Calze velate, buco della serratura, silenzi d’appartamento, rumore della doccia. Fu un miracolo». Storaro ci mise la luce dei film di Bertolucci. Fred Bongusto la musica della penombra. Laura Antonelli, tutto il resto.

Fu il più grosso incasso dell’anno 1973, 6 miliardi di lire di allora. Il suo cachet passò da 4 a 100 milioni a film. Scrisse il critico Buttafava: «Assurta a simbolo del sesso italico: piccole porcherie esplosive fissate in un catalogo da variare all’infinito». Scrisse il grande Rodolfo Sonego, sceneggiatore: «Lei era di una bellezza estremamente desiderabile e ingannevole. Poteva far perdere la testa a qualsiasi uomo l’avesse incontrata».

Sbocciò infine - dopo un matrimonio sbagliato con l’antiquario Piacentini e innumerevoli flirt veri o presunti - la sua storia d'amore, più emozionante e spettacolare, con Jean-Paul Belmondo strappato alla più gelida e perfetta e bikinata delle Bond-girl, Ursula Andress. Rapito dal set de La trappola e il lupo , in fuga prima a Roma, poi nei Caraibi, isola di Antigua, poi su tutti i rotocalchi del mondo per le botte e i baci, i tradimenti, i litigi e l’amore ad alta quota, come raccontavano (oltre a Laura) le scandalizzate hostess del Concorde di linea Parigi-New York.

Amore che durò 9 anni, senza matrimonio, senza figli («la sola idea di averli mi terrorizza»), senza una casa in comune, lei a Roma, terrazza a pochi passi da Montecitorio, lui appartamento a Saint-Germain-des-Prés, pendolari d’amore, incastonati nella collana di luce del jet-set che luccica a puntate: «Ogni mattina, se nella stanza da letto non c’è Jean-Paul, ho una sua corbeille di rose rosse». Loro che decollano verso Los Angeles per l’ incontro Muhammad Alí-Ken Norton. Loro che atterrano negli ippodromi d’ Inghilterra dove si gioca il polo. Loro che si inseguono da un set all’ altro, fino a che la stanchezza si insinua, e poi le recriminazioni, la gelosia. «Quando Jean-Paul è in pubblico - dirà Laura appena quarantenne e appena separata - deve sempre fare a pugni e tenere in braccio una donna vistosa».

Forse è da qui che inizia il declino di Laura Antonelli, donna (infine) di nessuna o pochissima malizia, semmai ingenua, fragile come uno specchio dentro al quale, lentamente, dilegua la giovinezza. E la bellezza, inavvertita, si incrina. Nelle interviste di allora - primi anni ’80 - la sua voce, ancora impastata d’accento giuliano, si fa via via più cupa: «Mi sono legata a uomini sbagliati. Colpa mia. Colpa del mio dannato bisogno di affetto». E poi: «Ho un temperamento drammatico, un po’ russo». E poi: «Ho un male nell’anima. Ho sempre la voglia istintiva di chiudere gli occhi e di raggomitolarmi in un angolo».

L’angolo che sceglie è lontano da Roma. Acquista una villa immensa a Cerveteri, tre case, una piscina olimpionica, il parco, gli orti, tutto fiorito, tutto bellissimo, tutto solare, ma avvelenato dal veleno della solitudine. Dice: «Vivo nel silenzio. Sono molto chiusa, non faccio confidenze, non ho amici. Sono angosciata da tutto: dallo squillo del telefono al mistero dell’universo».

L’universo si rompe definitivamente la notte del 27 aprile 1991 quando in camicia da notte, lo sguardo allucinato, la faccia gonfia di alcol, apre la porta d’entrata della villa al maresciallo Sollazzo e gli dice: «Venga, dentro c'è una festa», accompagnandolo, indifferente, fino a quel celebre vassoio pieno di coca (con puntiglio il tribunale annotò: 36 grammi di cocaina, pari a 162 dosi, valore 9 milioni di lire), che le spalancò il carcere, la condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi, poi il Centro di igiene mentale di Civitavecchia, poi l’assoluzione in appello (tossicomane e non spacciatrice), anno 2000.

Da allora il telefono ha smesso di squillare. La villa è stata svenduta. I genitori sono morti. L’unico fratello, Claudio, è andato a vivere in Canada. Uno dei pochissimi rimasti a darle una mano è Piero Albertelli, bottega in via dei Prefetti, il più classico tra i camiciai di Roma, amico di Visconti e delle dive di allora, che ti dice: «Lei ha bisogno di tutto, tranne che di ricordare».

Laura Antonelli ha cancellato e si sta cancellando. Per questo ha distrutto tutte le sue foto. E vive in un perpetuo, indistinto, presente. Si sveglia ogni mattina alle 7. Va in chiesa. Torna. Alle 10 arriva una badante che si occupa della spesa e della casa. Ogni tanto arriva un volontario della Charitas. Lei sta seduta in salotto. Legge i salmi della Bibbia. Non compra i giornali. Non guarda la televisione. Va a letto alle 8 di sera. Prega. Al suo amico Albertelli dice di sentire le voci. Le voci le parlano della sofferenza, della solitudine, del tempo che se ne va. Qualche volta piange. Poi (finalmente), si addormenta.

Confido in Lei.

Cordiali saluti

Giancarlo Giangreco

Ciao grandissimo Lino! Non posso crederci, dopo anni ho finalmente la possibilità di "dialogare" con te! Grande idea questa del blog! Sono un tuo conterraneo (di Foggia) e non c'è settimana che non mi veda uno spezzone di qualche tuo film mitico. Sei grande come attore drammatico, ma come attore comico non ti ha ancora superato nessuno! Voglio semplicemente dirti GRAZIE per tutte le risate che mi hai fatto fare e continui a farmi fare. Un abbraccio.

caro lino spero che leggerai i miei messaggi e spero di conoscerti e il mio piu grande sogno

benvenuto in rete lino! grande attore forse non del tutto ancora pienamente valorizzato. Ma sei ancora giovane :)

Caro lino (pasquel),
siamo venuti solo ora a conoscEnza dell'esistEnza (te piaciuta la rima AAAAAAA)del tuo blog.
Noi siamo cresciuti con i tuoi film veduti in replica centinaia di volte.,,e ogni volta ci fai morire,..siamo di San Ferdinando di Puglia (FG)e mia madre e di canosa ,sei nei nostri discorsi continuamente con qualke battuta di qualche tuo film, tu pensa ke nella lavanderia di mia madre ho scritto un cartello preso dal film Vieni avanti cretino : LA VOSTRA SODDISFAZIONE E IL NOSTRO MIGLIO PREMIO.
CON AFFETTO E IN ATTESA DI RICEVERE UNA TUA E-MAIL TI SALUTIAMO A MODO DI PAESANO


PASQUEL STAT BUN BUN e rcurdt "Ca la madonn taccumbagn e ogni pass na cadeut"

con affetto SERGIO E ALEX

Complimenti per il blog Lino!!!

Caro Lino questo e` la mia email saldoria@hotmail.com, per favore rispondimi. Sono il segretario del Puglia Social Club di London Ontario Canada. E a nome del Club vorrei chiederti qualcosa di molto importante. Grazie e tanti auguri. Salvatore D'Oria
mdssports.net/samdoria.html

Carissimo Lino, per caso ho scoperto, navigando in internet, dell'esistenza del tuo blog. Come ogni cosa che hai fatto e che farai (il tuo blog ne è la prova)sei fantastico e se te lo dice un Foggiano (a maddhonn y ncurunth ... per intenderci) puoi crederci. Come premessa ti posso dire che sono un tuo fans "immortale" che ti segue tanto e ti stima tantissimo. Apprezzo e ho apprezzato tutto quello che hai fatto e ti dico continua così non mollare mai.
Sei una persona molto importante per noi pugliesi ed in particolare per noi foggiani, in quanto, tu sai benissimo che "Pasquale Zagaria" (in arte Lino Banfi) non hai mai rinnegato le proprie origini e radici, a differenza del nostro Renzo Arbore, il quale fino a poco tempo fa si dichiarava Napoletano e non Foggiano (a tal proposito mi ricordo che tu in qualche trasmissione lo rimproverasti anche). Di tutto questo io, personalmente, e credo tutti i Foggiani te ne saremo sempre grati e riconoscenti. Sei una persona meravigliosa, molto umano e nello stesso tempo divertente ed allegro...io ti ho sempre visto come un saggio vestito da Clown, perchè in ogni tua azione sia essa comica che drammatica hai sempre saputo dare la giusta interpretazione anche in termini "riflessivi".
Immagino ti sarai annoiato a sentir parlare sempre di te stesso, ma come si dice: "una parola è troppa e due sono poche" ... alla prossima Lino ... ti seguo sempre.
Complimenti vivissimi dal tuo amico di Blog...Pasquale.
P.S.: Auguroni a te e a tutti i tuoi cari, anche se con qualche giorno di ritardo.

Ciao Lino, innanzitutto ti scrivo perchè sei un attore eccezzionale e straordinario, ma sopratutto perchè quest'estate ti ho potuto incontrare. Volevo chiederti solo una cosa, potresti dirmi
se ti è piaciuta la torta che ha fatto mia madre quel giorno? Grazie, Saluti Francesco da Milano

Alla cortese attenzione di Lino Banfi
Buon giorno il mio nome e Paolo desidero contattarla per darle informazioni ha riguardo di una iniziativa di solidarietà nata nei confronti di una anziana signora truffata ora protetta dal tribunale di Ferrara ma che non mette fine a situazioni economiche pregresse che cerchiamo di sanare visto che nel mese di marzo 2007 stanno per vendere all’asta i beni e rimarrà senza casa e neppure il comune possiede un posto dove metterla avendo liste d’attesa lunghe anni
Rivolto anche ha tutti coloro di animo buono cerchiamo volontari per diffondere nelle vostre città volantini e manifesti siete pregati di contattarmi grazie mille a tutti
Ps tutti coloro che mi possono aiutare per contattare Lino Banfi li prego vivamente di chiamarmi
Paolo grazie

"Ti spezzo la quinta vertebra...."
Grande Lino....Il ritorno di Canà sarà il piu bel regalo per tanta gente...un altra generazione si innamorera di Te....

Caro Sig. Lino,
non ho commenti da fare e da aggiungere a quelli degli altri, se non mostrarLe la mia gratitudine per la Sua bravura di Attore e per la sincerità con la quale si esprime, dote questa, che sicuramente La aiuterà nel Suo mestiere.
Anch'io sono un attore, principalmente di teatro, in particolare di quello strano teatro chiamato di "ricerca" e quindi, in soldoni, me la passo malissimo. Ma non sono qui per lamentarmi e parlarLe di me, cosa che non trovo interessante in generale. Vorrei solo sapere come possa fare a inviarLe un pometto che ho scritto e pubblicato anni fa. Sarei felicissimo se Lei lo leggesse e andasse umilmente ad aumentare la famiglia dei Suoi libri. E' possibile inviare il libro presso qualche agenzia in modo che poi qualcuno possa recapitarlo al Suo indirizzo? Scrivo questo post su questo Blog perchè, capirà bene, non saprei in quale altro modo comunicare con Lei.
Inoltre, vorrei invitarLa alla presentazione della mia mostra fotografica, "Luci di città", che si terrà a Roma, presso il foyer del Teatro Eliseo, il 18 marzo prossimo.
Ecco, questo è quanto. Anzi no. C'è dell'altro: sto scrivendo un monologo teatrale per Lei... con molta, moltissima umiltà, mi sono ispirato alla Sua persona per scrivere un testo a cui tengo con tutto il mio cuore.
Spero vorrà ascoltarmi...

Grazie per la Sua attenzione e mi perdoni, per favore, fin d'ora, se l'ho disturbata.
Le auguro tantissima felicità.
Andrea Cramarossa
Bari
acram1972@libero.it

Egr. Sig. Zagaria,
mi permetto di scrivere questo commento perchè ho sentito la necessità di congratularmi con lei per il suo libro. Ho 35 anni è la conosco cinematograficamente da quando ne avevo all'incirca 12. I films da lei interpretati sono stati i compagni della mia infanzia e pubertà (spesso agitata dalle donne bellissime con cui ha lavorato), ed ancora oggi, quando in televisione passa uno dei suoi tanti films, mi fermo a guardarli ridendo per l'ennesima volta davanti ad uno sketch visto e rivisto. L'ammiro molto anche fuori dalle scene, per il suo impegno sociale nei confronti dei bambini più bisognosi e per la serietà della sua persona.
Ed è forse questo il motivo per cui, entrato un giorno in una libreria di Torino con l'intento di acquistare l'ultimo romanzo del solito autore famoso, il suo sorriso sulla copertina del libro mi ha completamente rapito. Il suo è "un libro dettato dal cuore" perchè attraverso le sue parole ho sentito e percepito la passione che ha dedicato all'arte dell'attore e le emozioni e soddisfazioni che il palcoscenico gli ha riconosciuto. Ma principalmente grazie per quel passo del libro che ricorda il momento in cui suo padre viene applaudito alla fine di uno spettacolo a Canosa su invito del grande Modugno. Spero che questo momento arrivi anche per mio padre (ha la sua stessa età), una piccola rivincita nei confronti dei sacrifici della vita ad allevare i figli e a rispettare le loro scelte.
Aspetto il suo prossimo libro, chissà quanti altri ricordi da raccontarci.
Grazie ancora.

Da un piccolo attore con tanta passione.

Fabio Zito

Salve a tutti, ho urgentissima necessita' di parlare con Lino Banfi.
Se qualcuno potrebbe darmi qualche informazione lo ringrazio infinitamente.

******SALVE A TUTTI, HO URGENTISSIMA NECESSITA' DI PARLARE CON LINO BANFI.
SE QUALCUNO POTREBBE DARMI QUALCHE INFORMAZIONE SU COME CONTATTARLO, LO RINGRAZIO INFINITAMENTE********

ciao lino, mi chaimo stefano , ho 15 nni e sono un tuo fan.
Ho visto tutti i film, comici che hai fatto, e sono bellissimi (SOPRATTUTTO "Vieni Avanti Cretino"). ma la cosa piu' bella e "un medico in famiglia)la fiction piu' bella che c'è, e non vedo l'ora che si faccia Marzo per iniziare. anche se quando c'era Giulio Scarpati era piu' bello.

ciao lino, mi chaimo stefano , ho 15 nni e sono un tuo fan.
Ho visto tutti i film, comici che hai fatto, e sono bellissimi (SOPRATTUTTO "Vieni Avanti Cretino"). ma la cosa piu' bella e "un medico in famiglia)la fiction piu' bella che c'è, e non vedo l'ora che si faccia Marzo per iniziare. anche se quando c'era Giulio Scarpati era piu' bello.Comunque adesso ho visto che ci sarà anche Kabir Bedi nella fiction "Nonno Kabir" ma ricorda che "Nonno Libero" e sempre il meglio. Ho seguito anche negli ultimi periodi su raiuno "Il padre delle spose" (Un bel film) e "Il mio amico babbo natale 2 - il ladro di giocattoli" (Andato in onda su Canale 5 a Dicembre). Per me sei il miglior attore di tutti e lo resterai sempre. Ciao Lino !

Ciao Lino sono Stefano ho 15 anni, sei il migliore per favore potresti contattarmi su : Dstefano92@msn.com
per favore vorrei tanto parlare con te , anzi io vorrei incontrarti ma io vengo da Messina ma ti giuro che verrei a vederti anzi i l mio sogno e venire a Cineitta' a vedere la casa del "Medico in famiglia" ma non so come fare! Lino per favore contattami oppure rispondimi da questo sito . grazie ciao da
STEFANO.

Caro Lino, sono un ragazzo di 21 anni e tuo fans da sempre anche perchè sono della provincia di foggia e sono nato nella tua stessa città Canosa di Puglia e vivo in un paese di nome Trinitapoli che spero conoscerai ma che nei tuoi tanti film dove hai nominato tanti paesi il mio non lo hai mai nominato ma sicuramente lo farai nei prossimi film. Scherzi a parte volevo chiedere a tutti i frequentatori del blog e a Lino stesso dove e se è possibile reperire gli audio delle canzoni comiche che Lino faceva negli sketch dei suoi programmi e in particolare una di cui non ricordo il titolo ma che faceva pressapoco così "barlett barlett vicino a mulfett". Chi sà darmi notizie oppure parlare di lino ma anche di altre cose può contattarmi all'indirizzo e mail e msn Maurou85@hotmail.it In attesa di una risposta mi complimento ancora con l'ideatore questo blog e naturalmente con il grande Lino che spero risponda al più presto ciao e grazie

Ciao Lino, mi chiamo Pina, ho 25 anni, sono di Andria e sono a Roma da 5 anni per motivi di studio. Ci siamo incontrati ieri pomeriggio alla Feltrinelli della Galleria Sordi durante la presentazione del suo libro. Per me è stata una grande emozione incontrarla e poterle stringere la mano. Mi ha fatto piacere sapere dell'esistenza di questo suo blog e della possibilità di mandarle delle e-mail! Spero che troverà il tempo di rispondermi ...
Grazie per la sua grande simpatia e umanità! La seguirò sempre con profonda ammirazione!
A PRESTO MISTER!

Pinell (come lei mi ha chiamata)

NO..?!?!

L ALLENATORE NEL PALLONE 2..?!?! ODDIO..X FAVORE QUALCUNO MI DICA KE NN STO SOGNANDO..HO GLI OCCHI LUCIDI E LA PELLE D OCA..

NN VEDO L ORA, NN VEDO L ORA..!!!

MI SENTO COME ORONZO CANA' SULLA PANCHINA KE DICEVA..: NN PUO' ESSERE, NN PUO' ESSERE..E INFATTI NN E'..!

BEH SPERO D SBAGLIARMI..DAI TRA SOLI 10 MESI E' NATALE, NN VEDO L ORA D VEDERLO..!

GRAZIE LINO..!

In quanto barese, mi sento fiera ed orgogliosa che un GRANDE come Lino Banfi abbia un suo blog.
Vai Lino sei forte.

ciao lino sei un grande ho visto tutti i tuoi film comici quello che mi piace di piu è vieni avanti cretino nn che gli altri siano brutti anzi per carita!!!! sei il nostro idolo!!!! puoi contattarci su questo indirizzo theking32@hotmail.it spero in una tua risposta!!!!

salve signor lino banfi siamo 2 ragazzi della provincia di salerno e volevamo farvi i nostri complimenti per la carriera che avete fatto e per le emozioni che ci regalate in tutti i vostri film.noi possiamo definirci dei vostri nipoti e il nostro sogno è quello di avere l onore per 1 volta di stringerle la mano e complimentarci di nuovo per la persona che rappresentate e per i sacrifici fatti nella vostra vita. 1 cordiale saluto da vito e pasquale.

Carissimo Lino Banfi,
Ho necessità assoluta di parlarle.
Con la speranza di trovare una Sua Gentile risposta, colgo l'occasione di salutarla molto affettuosamente come di dovere nei suoi riguardi

djc.amari@libero.it

carissimo lino... sono barbara è scrivo dall'abruzzo, mi piaci tanto come attore sin da bambina ho visto i tuoi film ed erano i tuoi film che mi facevano compagnia ,che mi regalava un sorriso nei momenti piu' duri della mia vita...sei il mio attore preferito...è ti stimo perche' sei un uomo di grande generosita', umilta, è molto, molto devoto al santo padre, sto parlando di padre pio, lui è il mio santo protettore ,la mia devozione lo tramandato pure alla persona che mi sta accanto , il 27 ottobbre mi sono sposata li a san giovanni rotondo , nella chiesa antica di santa maria delle grazie... mi piacerebbe ricevere tue notizie , il mio contatto è kesia73@hotmail.it ti prego rispondi...

Carissimo Lino,
io mi chiamo mauro e sono un ragazzo di 21 anni,per me sin da quando ero piccolino sei sempre stato il migliore,un mito!
io volevo dirti che pre quanto riguarda i P.A.X. sono completamente daccordo con te,e penso che il nostro governo sta cercando di dare pari diritti e opputunità a persone che convivono,ciò non vuol dire che si sta lavorando ad un "matrimonio" di 2° categoria.quindi io dico che molta gente sta cercando di fare disinformazione.
Comunque non sono qui per parlare di politica.
Lino io vorrei dirti che oltre a vederti come un mito sotto le vesti d'attore,io ti vedo e ti ho sempre visto come un padre che aimè non ho mai avuto l'occasione di conoscere perchè mi è morto quando avevo 2 anni.
Io seguo molto il mondo del cinema e della telvisione,infatti faccio piccoli cortometraggi(quando posso,perchè devo studiare!)ed ultimamente mi stavo cimentando a fare "l'attore comico".
Lino per favore contattami io ti sento molto vicino a me in veste di padre e vorrei confrontarmi con te.Desidererei avere dei consigli sulla vita di ogni gg e su quella professionale,ma sinceramente desidero conoscere meglio l'uomo che è diventato ambasciatore dell'Unicef.
T ringrazio di tutto,spero ke tu mi contatti presto,so che lo farai perchè sei una persona corretta e d'onore.
ah già dimenticavo il mio contatto è:Neurhack@hotmail.com
P.S.:nn farti spaentare dal nome del mio contatto Neurhack=hacker...ho scelto questo contatto così perchè nn sapevo cosa crivere.

sono sempre io mauro...21 anni..
ho dimenticato di dirti che anche io sono pugliese sono cresciuto in un paese in prov di bari tutto qui volevo dirti solo che sono anche io un tuo conterraneo

vorrei chiederti lino come si fa ad entrare nell unicef sono volontario della protezione civile ed vorrei entrare a far parte dell assistenza dei bambini,sono stato in africa ed li mi hanno colpito i bambini africani,caro lino vorrei sapere come essere interpelato da una persona dell assistenza asi bambini,grazie.

vorrei mandarti delle mie poesie una è dedicata a te
quale è la tua e mail?

un pensionato iperattivo

Caro lino,
sono un ragazzo napoletano di 32 anni che e' vissuto con i tuoi film, non potendoti conoscere avevo voglia di raccontarti una cosa..quando ero piu' piccolo e in tv mandarono vieni aventi cretino ero con tutta la mia famiglia..ci siamo divertiti tantissimo e anche in quei piccoli momenti diciamo un po' spinti per quei tempi,siamo riusciti tranquillamente a superare con le risate quella timidezza che un figlio puo' avere nei confronti di un genitore.
Questo vuole essere quindi un Grazie di Vero Cuore a te, che mi permetti ogni volta di rivedere quel film con gioia in quanto mi ricorda mio padre che oggi non c'e' piu'.
Pertanto, sei sempre stato un Grande anche quando i tuoi film erano diciamo un po' piu leggeri a cospetto di tutti quei bigotti che credono che chi fa' ridere non puo' fare anche piangere e riflettere come oggi tu fai nei tuoi nuovi ruoli.
Ti diro' con sincerita' che preferisco sempre il vecchio Lino..mi permette di confrontarmi con i miei amici e parlare un poco come fai tu con quelle battute e ricordare tutte quelle belle donne che hanno lavorato con te.
Aspetto con anzia l'allenatore nel pallone 2 a fine 2007..mi raccomando hai dato "Parola" non accantonare il film..portami Ari..lo so' che vuole andare in Brasile perche' nessuno lo vuole bene ma tu ci riuscirai come allenatore della Longobarda..altrimenti ritorneranno i due gemelli..saluti e spero di incontrarti un giorno..con affetto Maurizio

Sono arrivata fin qui seguendo un altro blog.

Trovo che lei sia una brava persona.

E tanto basta per seguirla.

"Lino Banfi, finalmente bastardo":

http://guide.dada.net/televisione/

Carissimo Lino,
sono venuto a conoscenza di questo tuo blog per caso, smanettando un po' la tastiera, irritato e offeso,
dopo aver letto le critiche sulla tua persona, sul tuo pensiero, sul tuo operato, sulle tue posizioni riguardo pacs e gay.
E' la prima volta che scrivo a qualcuno che non conosco di persona.
Cio' che mi spinge è il sentirmi offeso nel aver letto che sei un comico riciclato.
Ma a quell'idiota vogliamo chiedergli cosa significhi cio' che ha detto?
..cosa vuol dire? ..comico..ricilato.. boh? ma Chi è? ma parla italiano?
..è cosi' bella la lingua italiana..,consigliamogli di studiarsela un pochino! Che eviti espressioni povere e vuote!
..o forse se l'è presa perchè hai deciso di cambiare ruolo senza chiedergli il permesso?
Siamo ancora liberi o sbaglio?
Ma chi è? Chi gli scrve? A chi ha mai regalato emozioni? Chi ha mai parlato di lui? Chi se lo fila?

Non ti nascondo che leggendo nel tuo blog quello che ti scrive la gente mi si sono commosso.
E' gente che come me ti ammira e ti stima come attore e come uomo.

Come attore, con la sana e semplice comicità di tutti i tuoi vecchi film, sei uno dei pochi che ancora oggi riesci a distrarci e farci evadere un po' da questa che ci circonda spesso poco felice.
Per me riuscire a trasmettere emozioni a milioni di persone ha un valore immenso. Siine fiero!
E' normale, oggi piu' maturo e con tanta esperienza in piu', magari anche per propria soddisfazione, avendone la possibilità perchè non mettersi in gioco in maniera diversa?
Risultato: gradimento del pubblico! Bravo!
Magari non lo stesso pubblico dei vecchi anni? Bravo 2 volte!

Come uomo, risottolineo nei tuoi confronti la mia ammirazione e stima oltre che per la tua semplicità e modestia agli occhi del pubblico, per la tua sensibilità nel tuo nobile operato come ambasciatore dell'unicef.
Riguardo le tue posizioni sui pacs sono d'accordo con te.
Ognuno dev'esser libero di esprimere le proprie affezioni e il proprio amore a chi vuole ed è giusto che chi vuole abbia la possibilità ufficializzarle.
..e che la chiesa si ammorbidisca un po'! ..o la cupola si..spopola..!

Faccio tanti auguri a te e al tuo blog, senza il quale non avremmo potuto ricambiarti tutte le emozioni che ci hai regalato e che ci regalerai ancora.

Mi piacerebbe un giorno poter bere un caffè in tua compagnia..

Ciao Lino, ho visto i commenti che riguardano la polemica fatta su "Un medico in famiglia", ed ho deciso di scriverti anche io. Vorrei esprimerti tutta la mia solidarietà, perchè sinceramente trovo tutta questa polemica sterile, inopportuna e fortemente priva di ogni significato e mi sono fatto una semplice domanda. Ma la Chiesa con tutti i problemi nel mondo ( vedi ad esempio l'Africa), non ha niente di meglio da fare che alzare tutto questo polverone??? Ho 31 anni e sono cresciuto come tanti miei coetanei con i tuoi film, c'hai fatto ridere con la tua impareggiabile comicità, e con quell'eleganza che ti ha sempre contraddistinto. Quindi se posso permettermi di darti un consiglio, come diceva il Sommo Poeta: " Non ti curar di lor, ma guarda e passa". Un grande abbraccio da un tuo ammiratore.
Andrea C.

Grande Lino! Da Pugliese a Pugliese il tuo blog è molto apprezzato.
Daniene

Ciaooo Linooo,assomigli molto al mio povero nonno che nn c'è più...Meno male però che ci sei tu che me lo ricordi sempre...W nonno... (Ringrazio di cuore il mio amico Beppe per avermi passato l'indirizzo del tuo blog, ne sono molto contenta) W nonnoooo Liberooooo :))))). Ti seguo fin da quando ero bambina e son cresciuta con te a suon di risate...i miei film preferiti sono: Vieni avanti cretino,al bar dello sport e spaghetti a mezzanotte... roba alla grendeeeee ahahahahah. Sono una ragazza di 25 anni, mi chiamo Elisabetta e vivo in un paesino della lombardia,per metà sono pugliese anche io(mio nonno era di Tuglie) a parte che mi sento un minestrone..si perchè sono metà napoletana,pugliese,calabrese... se vado a fare l'esame del sangue nel DNA trovano le piastrine che ballano la tarantella ahahhaaha... Lino sono molto contenta che esce il tuo nuovo film ^____^ ti faccio un crepi al lupo...ma schiatti totalmente...continua così e non cambiare maiii....sei un frullato esplosivo di simpatia....T.v.t.b. Se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo di posta elettronica: Bettymusic81@aliceposta.it (quando hai tempo ,con calma) oppure visitare il mio blog,anche per un salutino;l'indirizzo è questo: http://variopinta81.spaces.live.com/ (se usi msn che è un programma chat il mio contatto è : variopinta_81@hotmail.it

Sei na forzaaaaaaa
Un bacione
- Elisabetta -

Caro Lino ho letto tutti i sacrifici che hai fatto nella vita per affermarti come attore , andando anche contro la volontà dei tuoi genitori che ti volevano medico.

Io non ho avuto il tuo coraggio, mi sono laureata e ho sempre fatto quello che volevano loro ,ma io so che sarei stata una brava attrice perchè ho una grandissima capacità di immedesimarmi nelle situazioni , nelle emozioni, sono estremamente sensibile ironica e sono pugliese come te!!!

Mi accontenterei anche di recitare in qualche compagnia locale anche per beneficenza, pensi che a 37 anni è tardi .?? e da dove cominciare ???

ciao nonno libero! a chiamarti cosi sai mi diventano gli occhi lucidi, come spesso succedeva a te, perchè mi ritornano in mente le domeniche sera che passavo in compagnia di mio nonno a guardavi e le risate che ci fecevamo...ora lui non c'è più ormai da un anno! ma ieri sera mentre guardavo la tv ho visto la pubblicità della 5° serie e mi è caduta una lacrima mentre raffioravano i miei ricordi di quelle serate passate! e subito ho pensato che ora mio nonno mi mancherà di meno, perchè ci sarai tu di nuovo a farmi compagnia come una volta! grazie nonno

ciao lino, sono stefano di monte mi sembra di vivere con la tua presenza giorno per giorno perche sono di origini pugliesi e a volte a casa mia mi sembra che in qualche modo ce' una parte di te. crescere insieme a te e alla mia famiglia e stata l'emozione piu'immensa.TI VOGLIO BENE....

EGREGIO SIGNOR LINO BANFI IO SONO INSIEME (SENTIMENTALMENTE)CON UNA PERSONA CHE VOI CONOSCETE MOLTO BENE E ANCOR DI PIU IL PADRE.vORREI METTERVI IN CONTATTO NON PER SOLDI O RACCOMANDAZIONI VARIE MA SOLO PER FARVI CONOSCERE.IL PADRE DI QUESTA PERSONA E ORMAI DEFUNTO SI CHIAMAVA FIORE CESARE.IL MIO NUMERO E 320 7734510 NON E UNO SCERZO SE VOLETE. . . E IO SONO ANCHE UN VOSTRO FANS POI..PERO DI SENTIRLA

Ciao Lino, mi chiamo michela e scrivo a te per chiedere un aiuto.
Queste righe le ho inviate ad un infinità di persone, che si sono a sua sua volta attivate per un tam tam generale.
Ho un'amica che ha una bambina che purtroppo è affetta da una rara malattia chiamata sindrome di leigh.
La bambina versa in condizioni critiche, non parla non mangia se nn nutrita da una "pompa", non si muove, ma è perfettamente in grado di capire. In pratica è intrappolata in un corpo che non funziona.
I genitori dopo 4 anni passati tra un ospedale e l'altro, hanno esaurito ogni risorsa economica. Quello che ti chiedo, è di verificare sul blog della mamma di Azzurra quello che abbiamo mobilitato.
l'indirizzo è il seguente: http://insieme_per_azzurra.blog.tiscali.it/archivio/200702/

Azzurra a breve andrà in America per eseguire un ciclo di terapia, chiamata therasuit (si trova anke in internet)effettuata insieme ad una terapia di riossigenazione delle cellule attraverso la camera iperbarica, che le permetterà di muoversi di nuovo. La terapia, naturalmente, non è a carico del S.S.N. e quindi viene a costare circa 300.000 euro.
A tutto'ggi ne abbiamo raccolti circa 70.000, ma nn bastano.
Aiutaci anche tu.

Ciao Nonno Libero!!Ormai sono abituata a chiamarti così..ho 16 anni e seguo un medico in famiglia dalla prima serie..era ormai dubbio che la serie continuasse..ma appena ho visto l'anteprima in tv..sono saltata di gioia..perchè la vita e ormai vuota senza di voi..che mi tenete compagnia la sera!Ti apprezzo moltissimo come attore perchè nn sembra che reciti soprattutto quando ci sono le scene commoventi..anzi sembra che tu pianga sul serio..sempre che non sia davvero così!Questo fa di te un grande attore..Adoro poi Cettina che ho sentito ad un intervista dire di non voler più fare un medico..ma senza di lei il film è vuoto!!Tra lei Torello e te non saprei chi scegliere per chi mi fa più ridere..certo la serie più bella è stata la quarta..con torello che è troppo simpatico..e cettina quando ti rimprovera o ti urla nelle orecchie mi fa davvero morire dalle risate..scusa se permetto di darti del tu..ma siamo compaesani..io sono di Taranto,tu di Bari..quindi sempre della puglia!!Bè ti saluto..e guarderò questa serie davvero appassionatamente!!Continua sempre così..GRANDE NONNO LIBERO!!

caro Lino,
spero ke tu(o chi per te) legga il mio messaggio.Voglio dirti ke sono cresciuto con i tuoi film li guardo da quando ho 5 anni ora ne ho 27. grazie a te quando li vedo mi riportano dei ricordi della mia infanzia stupendi. Tu non lo sai ma hai fatto molto per me, riesci sempre a farmi sorridere e a dimenticare i problemi giornalieri, quando ti vedo recitare. Ti diro' sei diventato il mio idolo e sto' cercando di prendere tutti i tuoi film in dvd perche ora c'e, come tu sai, anche il commento del regista,in questo modo posso immaginare i tuoi stati d'animo attraverso il suo racconto,mi piacerebbe molto sentire anche il tuo. Guarda, comunque per me sei il piu' grande attore simpatico di tutti i tempi, spero ke un giorno riusciro' ad incontrarti e stringerti la mano.Hai secondo me un talento naturale nel recitare sei mitico e troppo forte.Per me ormai sei diventata una figura familiare ed ogni volta che sto' giu' ti vedo cosi' mi rallegro un po'.comunque attraverso i film mi hai insegnato molte cose e ti devo dire che di carattere(quello che mostri)ti assomiglio molto. ti ripeto che mi piacerebbe molto conoscerti un saluto e GRAZIE LINO!!!

Ciao Lino,
l'altro giorno ho letto una sceneggiatura che il mio compagno mi ha sottoposto, e per tutta la lettura ho immaginato te nel ruolo principale. In punta di piedi e senza arrecarti molto disturbo vorrei sottoporre alla tua attenzione il manoscritto ... puoi fornirmi anche solo un contatto con un tuo agente? Approfitto dell'occasione per porgerti i miei saluti e per complimentarmi per la scelta di interpretare il film tv "il padre delle spose". Arianna

CARO NONNO LINO SONO CONTENTO DEL FATTO CHE FINALMENTE TI RIVEDRO NEI PANNI DI NONNO LIBERO E CHE MI FARAI EMOZIONARE DI NUOVO FACENDOMI RIDERE QUANDO C'E' DA RIDERE E FACENDOMI COMMUOVERE QUANDO MAGARI TRATTERAI GLI ARGOMENTI SERI COME SOLO TU SAI FARE QUINDI TI SALUTO AUGURANDOTI OGNI BENE E CHE QUESTA STAGIONE TELEVISIVA PER TE POSSA ESSERE FORTUNATISSIMA.
AUGURI DA DANILO ANGELA E LA PICCOLA ALESSIA

Mai come in questi anni la commedia italiana soffre. Se si esclude Carlo Verdone (pur con qualche perplessità per la scelta di una non spalla quale è Muccino) il resto è il deserto assoluto. Sono ormai mancati i vari Tognazzi, Sordi, Gasmann, Troisi. Lino Banfi è certamente tra i "grandi" della commedia italica e certi film frettolosamente archiviati come "trash" e che al contrario restano come degli autentici capolavori nel loro genere (vedi La moglie in vacanza, l'amante in città). Spero che presto Lino trovi l'opportunità di girare un'altro film come "Il Commissario Lo Gatto" con un buon regista ed un buon sceneggiatore. Sarebbe una boccata d'ossigeno per il nostro cinema "comico". Forza Lino, basta coi medici in famiglia. E' ora di tornare in trincea!!! Cari saluti. Maurizio

Caro Lino tutto il lavoro che hai fatto in questi anni è ammirevole....
i tuoi film oltre che divertenti sono pieni di significato che sotto forma di ironia mostrano le realtà...
con i miei amici abbiamo deciso di rivedere tutti i tuoi film e siamo in attesa di vedere il tuo nuovo capolavoro "l'allenatore nel Pallone 2 "....
Se ho capito bene sei indeciso se chiudere o no questo Blog....spero tu non lo faccia, perchè la tua è stata un'iniziativa molto coraggiosa e meritevole e sarebbe un vero peccato chiuderlo, perchè toglieresti a noi che ti amiamo tanto la possibilità di starti vicino e di sostenerti.
Complimenti e in bocca al Lupo!!!!

Oggi mi e' venuta la curiosita' di scrivere sulla barra di explorer www.linobanfi.it, un pò perchè oggi il lavoro scarseggia, un pò per vedere l'effetto che fa.
E che ti scopro ?
Il mio mito di sempre, che ha allietato la mia infanzia e adolescenza, e che ora che sono un pò più grandicello cito almeno 5 o 6 volte ogni giorno, usando le mitiche battute italo-pugliesi che a mio avviso dovrebbero entrare nella grammatica italiana.... beh dicevo , il mio mito di sempre si e' aperto un blog.
Complimenti, perche' in questo modo noi che siamo i tuoi fans possiamo sentirti piu' vicino, e probabilmente anche tu puoi sentire il nostro affetto nelle righe che ti scriviamo.
Ci si legge qui sul blog dunque !!!