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January 2007

Presentazione del mio libro alla Libreria Feltrinelli di Roma

Avete presente Ricucci e compagnia e la storia della scalata alla Rizzoli-Corriere della sera? Quando andai a parlare alla Rizzoli a Milano per il mio libro, per salire negli uffici volli fare le scale per poter dire: ho fatto la scalata alla RCS!                                       Voi giustamente direte: ma a noi che chèvolo ce ne frega?

Beh, per dirla papèle papèle, voglio farmi un po' di pubblicità:                                                il libro si intitola "Ti racconto una storia" e sulla copertina c'è una bella foto della mia "faccina" che riconoscerete anche da lontano perchè mette molto in risalto il mio collo alla Modiglièni. Ergo...voi lo comprate, lo dite e lo date ad altri e ne parlate, così, passaparola oggi, passaparola domani, quando vi vedranno col libro in mano, vi chiederanno: "Bello, è nuovo?", voi risponderete: "Sì, è...per Lino!!"                             Scherzi a parte, il libro sta andando bene e io , sempre per la mia megalomania di artista, ne sono felice.

Adesso hanno organizzato una presentazione ufficiale alla Libreria Feltrinelli nella Galleria Alberto Sordi di Piazza Colonna, a Roma, martedì 30 gennaio alle ore 18.          Io ve l'ho detto. Chi fosse interessato può intervenire. A me farebbe molto piacere.           Ci vediamo là. Passa parola.

Le polemiche su Un Medico in Famiglia e i Pacs-ticci di Nonno Libero...

Il primo pacs-ticcio lo creammo, involontariamente, io e mia figlia Rosanna con il  film-Tv “Il Padre delle Spose” ma ci è andata bene, anzi direi alla grande, perché l’ascolto è stato ottimo: 7.600.000 spettatori con punte di 9 milioni.                                     Un film discusso, osannato da alcuni e schifato da altri. Naturalmente la comunità gay, attraverso i vari media, compreso internet, mi ha attestato stima e riconoscenza per aver trattato un tema così scottante e così importante per loro. E di questo sono contento e ringrazio per tutte le belle cose che hanno detto su di me.

Il secondo pacs-ticcio l’ha creato, volontariamente, Tv Sorrisi e Canzoni quando ha sparato ad alzo zero annunciando che nella prossima serie ci saranno due gay che convivono allevando una bambina.

Se ricordate, Oscar, il medico della ASL interpretato da Paolo Sassanelli, ebbe una storia d’amore con Jessica, l’infermiera interpretata da Sabrina Paravicini, e con lei ebbe una figlia, ma la loro storia non andò a buon fine proprio per il fatto che lui era omosessuale e Jessica andò via lasciando la figlia ad Oscar. Volendo, già per questo fatto qualcuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ma non successe niente. 

In questa 5a serie, che comincerà ad andare in onda a marzo, per un naturale sviluppo del personaggio, Oscar si innamora di un suo collega pediatra e con lui ha una relazione. L’articolo di Sorrisi e Canzoni suppone che i due vadano a vivere insieme e di conseguenza poneva il problema della bambina allevata dalla coppia, i matrimoni gay, le adozioni agli omosessuali e chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo nella sceneggiatura non c’è, come, d’altra parte, ha già avuto modo di dichiarare la sceneggiatrice Paola Pascolini.

Il terzo pacs-ticcio lo hanno fatto tutti i politici che non aspettavano altro per rilasciare le loro solite dichiarazioni. Mi viene da pensare che la polemica sia strumentale. In questo periodo si discuterà di Pacs in Parlamento e le divisioni sull’argomento non hanno colore politico ma sono, come si dice, trasversali. Fatto sta che favorevoli e contrari sfruttano ogni occasione per portare acqua al loro mulino. Questa è una di quelle occasioni: una vicenda decisamente secondaria all’interno del Medico in famiglia scatena tutti i dietrologi di turno che ci vedono un “preciso disegno di condizionamento delle coscienze”. Esagerati. Per una semplice fiction che racconta la realtà per come è, senza nascondersi dietro a un dito.

Io sono, in linea di massima, a favore dei Pacs. Non penso che la cosa riguardi solo gli omosessuali. Comunque, credo che tutti abbiano uguali diritti in tema di eredità, assistenza nella malattia, reversibilità della pensione ecc.

Nello stesso tempo non amo certe forme di esibizionismo, sia gay che etero, e ritengo che sarebbe meglio che i bambini, anche adottati, crescano con genitori dei due sessi. Questo non vuol dire che una famiglia “tradizionale” sia per forza garanzia di equilibrio e serenità per i figli. In assoluto direi che la cosa più importante sia allevare i bambini con amore.

Ora, però, l’ultimo pacs-ticcio lo combinerò io perché non voglio più rispondere a nessuno sull’argomento, dopo che un giornalista della Nazione di Firenze mi ha intervistato sul mio libro “Ti racconto una storia” (che, per inciso, sta andando forte) e nell’articolo non ha scritto una sillaba di quanto detto ma solo che Banfi è diventato l’icona dei gay e che è d’accordo sui Pacs. Insomma, d’ora in poi vorrei tornare ad avere la mia…Pax e dei Pacs se ne occupi, finalmente, chi ha il dovere di decidere.

Festa indiana al Medico in famiglia 5

Grazie alla gentilezza della produzione Publispei abbiamo "rubato" per voi qualche altra immagine dal set di Medico in famiglia. In questa scena tutti noi Martini facciamo gli indiani, nel senso che siamo vestiti da indiani per partecipare ad una festa della famiglia di Kabir.
Poi, per portare a casa queste immagini e mostrarvele in esclusiva, mi tocca veramente fare ...l'indièno, ma questo è un altro discorso.

Lauree ad Honorem

Quando dettero la laurea "honoris causa" in Comunicazione a Valentino Rossi, fu molto discusso il fatto che Vale si presentò davanti al Rettore Magnifico, al Preside della Facoltà e a tutto l'Ateneo, per la sua "lectio magistralis" nell'Aula Magna, con jeans e giubbottino, mangiando una piadina al prosciutto. Fu molto spiritoso perché disse: "Mi hanno detto nell'aula...magna, socc'mel...io magno!"

Allora io scrissi una battuta carina in un mio articolo sul Messaggero:                          Valentino Rossi ha preso la laurea "honoris casual".

Giorni fa, invece, ho letto della laurea in Scienze Politiche data al Presidente Prodi e, vuoi per la mia deformazione mentale di comicarolo. vuoi per il modo di parlare che ha il Professore, mi è venuta in mente un'altra battuta:                                                          Prodi ha preso la laurea "honoris...pausa".

Scene cult/3 - Una giovane Moana Pozzi in Vieni Avanti Cretino

Una delle battute stupide alla quale sono più attaccato è una sola parola, a chiusura di una scena con la bellissima Moana Pozzi, che poi sarà mia moglie nel film "I Pompieri".

Appena entrato, Moana mi scortava, insieme all'altra hostess, snocciolando i risultati di una serie di analisi necessarie per essere ammesso nello stabilimento futuristico di Tomas.

Alla fine, sospettosa, mi chiedeva:  mica avrà preso la cortisonchemicetina?                    Io, da sceneggiatura, dovevo rispondere: - no no, che sono scemo!                                   Invece risposi istintivamente: - no, no, ho preso la metropolitana!

Lei si trattenne dieci secondi, aspettando lo stop, e poi cominciammo tutti a ridere e non siamo stati più capaci di ripeterla.

Porca puttèna, mi sono ingrifèto per questo blog!

Non ci crederete ma questo blog mi sta prendendo come un bambino. Chiaro che tutto da solo non posso fare: e dove lo trovo il tempo? Infatti molti di voi si meravigliano che io curi personalmente il mio blog.

Il fatto è che è diventato un fatto di famiglia. Mio figlio Walter e mio genero Fabio mi tengono informato sulle vostre novità blogghistiche, poi quello che scrivo è tutta farina mia, ma loro mi aiutano ad impastarla, impostarla e postarla. Mi vengomo a trovare a Cinecittà dove mi sono portato il computer e con una piccola telecamera realizziamo anche qualche contributo video. 

E' diventata una lotta perchè non solo voglio essere aggiornato e informato informaticamente, ma sono dell'opinione che De Coubertin (pace all'anima sua) non aveva capito un ciufolo di come sarebbe andato il mondo nel terzo millennio: io non voglio solo partecipare. Voglio vincere!! Altrimenti che CHEZZO si combatte a fare?Insomma, finchè mi dimostrerete tutto questo affetto e partecipazione, noi ci daremo da fare per rendere questo blog un'occasione di intattenimento e svago per tutti voi, farlo crescere e un giorno, chissà, farlo diventare una internet TV,  faccio un nome a caso, la PORCAPUTTÈNATIVVÙ!!!

Però, cercate di capirmi, io, anche se vi leggo tutti, non posso rispondere a tutti personalmente.

Ciao raghèzzi!

Una poesia per Kabir Bedi

Quel furbacchione di Kabir Bedi mi ha invitato stasera ad una festa per presentare sua figlia. Ma io ho scoperto che in realtà è il suo compleanno e per questo ho preparato questa poesia per smascherarlo, perchè, tutto sommato, da domani sarà un bravo raghèzzo di 61 anni!

Che gustosissima festa per tua figlia,                                                                                         molto bella... è una riunione di famiglia                                                                                              e compi gli anni senza dirlo a nessuno...

PERO', SE CI PENSI.... SONO SESSANTUNO

Lo sanno in tanti, te li porti alla grande,                                                                                          perché in Tivvù ti hanno visto in mutande                                                                                     quando nell'isola facevi il digiuno...

PERO', SE CI PENSI.... SONO SESSANTUNO

Venti mogli belle, neanche una brutta,                                                                                                o straniere oppure indiane di Calcutta.                                                                                              ora ti tocca stare con me su RAI UNO...

PERO', SE CI PENSI.... SONO SESSANTUNO

Se parli di cibi, ti senti italiano,                                                                                                           ma se ti chiedono soldi fai l'indiano,                                                                                                   scusa se sono di nuovo inopportuno...

PERO', SE CI PENSI.... SONO SESSANTUNO

Ma adesso ho finito, non ho più una rima,                                                                                        ma voglio esternarti la mia grande stima,                                                                                      tanti auguri Kabir, il nostro Sandokàn

PERO', SE CI PENSI.... SONO SIXTY-ONE

Auguri Kabir!

P.S. Se ci sono dei blogghisti che sono, o che fanno, gli indiani, attraverso questo post possono unirsi agli auguri. Così, se arrivano anche  messaggi dal nord, nord-est, sud e sud-ovest, ci saremo tutti: nordisti, sudisti e indiani. 

Scene cult/2 - Allenatore nel pallone

Nel finale, quando vengo portato in trionfo, la sceneggiatura prevedeva che, dopo il tormentone " mi avete preso per un coglione - no, sei un eroe" io  dovessi guardare il presidente con aria trionfante e fargli il gesto dell’ombrello ma...

Il problema era che i due gemelloni quando mi tenevano su mi stavano veramente schiacciando un c... La scena andava avanti e il dolore era vero ed aumentava, così mi venne in mente di sbottare con: "M'avete preso per un coglione, sotto la mèno, mi fa male!!" che non era la battuta prevista ma era l'unico modo per sottrarmi al supplizio.

Carlo Ponti e Dino De Laurentiis: un ricordo e un incontro.

E' morto Carlo Ponti. Io non l'ho mai conosciuto. Ho avuto l'onore, negli ultimi anni, di conoscere Sofia Loren che mi ha commosso quando mi ha chiamato una mattina dopo aver visto la mia fiction "Raccontami una storia" sulle adozioni dei bambini dei paesi dell'Est. Alle otto di mattina squilla il telefono. Io rispondo e sento: "Bravo! Bravissimo! Mi hai fatto commuovere ieri sera." "Chi parla?" dico io "Sono Sofia, Sofia Loren..." Fu per me un' emozione sapere che una grande attrice come la Loren seguisse i miei lavori, comprese tutte le puntate di "Nonno Libero", come disse lei.

Di Carlo Ponti so che era un uomo del nord innamorato del sud e questo mi basta per apprezzarlo e volergli bene al pari della moglie. 

                                                                           L'altro  giorno, invece, ho incontrato Dino De Laurentiis. Uscivo dalla Rai e vedo una limousine nera. proseguo e sento una voce: "Non mi saluti?"                                               Era lui. Ci siamo abbracciati. Ci siamo commossi. "Ho seguito sempre la tua carriera. Sei diventato un grande. E un po' è anche merito mio..." Ha ragione.

Con De Laurentiis ho fatto il primo contratto cinematografico della mia vita. Era il 1969.  Io lavoravo nei cabaret di Roma. Al Puff, al Cab 37 e locali simili. Facevo lo scettico blu in pugliese e le parodie dei gospel nelle piantagioni d'insalèta del Tavoliere dove, dicevo, era nato veramente il blues. Alfredo De Laurentiis, grande organizzatore di cinema, era venuto a vedermi e mi aveva segnalato al fratello Dino, che mi mandò a chiamare.

Andai con De Simone, il mio agente, a Dinocittà, gli stabilimenti sulla Pontina.  Il suo ufficio era gigantesco. Qualcuno mi disse che in quell'ufficio lui riceveva Richard Burton e Elizabeth Taylor oppure Totò e altri mostri sacri dell'epoca. Figuratevi il mio stato d'animo di piccolo attore di avanspettacolo di fronte a questo gigante della cinematografia mondiale.

Mi disse: "Tu sei bravo. Fai ridere. Ti faccio un contratto in esclusiva per due anni."

In un momento in cui, per farvela breve, quando mi andava benissimo portavo a casa 200/250 mila lire in un mese, De Laurentiis mi offrì due milioni al mese. Madonna benedetta dell'Incoronèta,  facevo i salti che nemmeno Sara Simeoni alle olimpiadi...

Quando tornai a casa da mia moglie con un milione d'anticipo in contanti, Lucia pensava che avessi fatto una rapina in banca.

Il primo film fu "Io non scappo, fuggo." con Alighiero Noschese e Enrico Montesano. Io facevo un contadino gay pugliese.

Il secondo film fu...no, scusate un momento, perchè vi devo raccontare tutti i chèzzi miei? Allora che l'ho scritto a fare il libro con Rizzoli?

Chiudo solo con il ricordo di una battuta che faceva ridere molto i fratelli De Laurentiis: dopo tanti anni di lavoro insieme i due nostri più grandi produttori si sono separati e si sono costruiti ognuno il suo stabilimento cinematografico. La cosa strana qual'è? Che De Laurentiis se l'è costruito sulla Pontina e Ponti...sulla Laurentina. Guarda un po' i chèsi della vita!

Akille e il mistero del 1° BLOG ovvero dei poteri divinatori di Oronzo Canà

Raghèzzi, io non voglio fare uno sgarbo a nessuno ma questo fatto del 1° blog è troppo bello! Lasciatemi ringraziare Achille per avermelo segnalato.    

Ebbene sì, caro Achille! Non volevo dirlo perchè se no sembra che uno si vuole prendere tutti i meriti. Quando dissi allo scenografo di fare quella scritta gigantesca lui mi guardava strèno. Non ti preoccupare, gli ho detto, questa cosa la capiranno tra una ventina di anni.  D'altra parte, pure la bizona l'ho inventata io e vedrai che un giorno qualche allenatore...

Scene cult/1 - Vieni Avanti Cretino

Ho deciso di raccontarvi ogni tanto qualcosa sulle scene più famose dei miei film.
In Vieni avanti cretino, Dino Cassio,ex dei Brutos, che faceva il prete, non sapeva dell'ultimo schiaffo a due mani, che fu una mia aggiunta estemporanea, inventata là per là. Nel film non si vede, perché Dino è di spalle, ma immaginate la sua faccia quando gli arriva lo schiaffo inaspettato. Salce rideva come un matto dietro la macchina da presa.

Allenatore nel pallone 2

Cari raghezzi, vi do una notizia ufficièle che più ufficièle c’è solo un generèle.
Il ritorno di Oronzo Canà ci sarà. Lo gireremo la prossima estate e sarà nelle sale a Natale 2007. Già abbiamo l’ok di moltissimi giocatori e allenatori della serie A.
A proposito, se mi volete dare una mano, aiutatemi a cercare qualcuno che assomigli a Luciano Moggi. Però deve essere uguèle uguèle, spiccichèto insomma. Fatemi sapere.

Uno sguardo sul set di Medico 5

Questa è una piccola sorpresa per tutti voi.
Ce ne saranno altre...

A proposito di Laura Antonelli

Ho letto con attenzione quello che ha scritto a ripetizione Giancarlo sulla brava e bella Laura. In questi ultimi anni ho seguito attraverso i giornali la sua triste vicenda. Quello che posso dire è che di lei io mantengo un ricordo stupendo legato al nostro film “Roba da ricchi”, dove interpretava mia moglie. In quell’occasione scoprii quanto fosse brava e riuscimmo a legare in modo particolare. Cari blogghisti, quanti di voi a quell’epoca avrebbero voluto stare al posto mio?

Comunque, una parola su Laura la voglio dire direttamente a lei:

Cara Laura, io posso capire benissimo, dopo tutto quello che hai passato, che tu voglia dimenticare ed essere dimenticata. Però io come faccio a dimenticare mia moglie pugliese a Montecarlo? Dico pugliese perché pugliese non sei ma ti bastarono solo due giorni di full immersion con me per imparare benissimo a recitare in dialetto. Ti ricordi che per allenarti inventavamo le filastrocche in - ósa (con la “o stretta” pugliese)?

Quando la rósa                                                                Non è spinósa                                                                 E non viene da Canósa                                                  Non è odorósa                                                               Ed è pure pelósa                                                            E allora è ce’ccósa?                                                       È una schifezza di rósa!

Sergio Corbucci e tutta la troupe ridevano come matti quando facevamo questa cósa. Cara Laura, se qualcuno ti riferisce di queste mie parole, sarei felice di sapere che almeno questo ricordo ti faccia sorridere un attimo.

Ragazzi, mettiamoci d’accordo…

Io sono Lino, sono uno ma non sono trino.
Sono Libero come Nonno ma…col chèzzo sono libero come uomo.
Dieci ore al giorno più due di viaggio per fare il Medico in famiglia…
ma in famiglia quando ci sto?
Questo per dire che ho letto tutti i commenti. Alcuni mi hanno commosso, altri mi hanno divertito e vi ringrazio per l’affetto che mi dimostrate, però…
Io non ce la faccio a rispondere personalmente a tutti. Mi piacerebbe, ma non posso mandare ad ognuno un’ e-mail, anche perché, se si sparge la voce, siamo freghèti. Quindi voi a più di due o tremila persone non lo dite di questo blog e io, nel frattempo, mi organizzerò per trovare il sistema di mettermi in contatto con quelli di voi che hanno degli argomenti importanti da propormi. Di più per ora non posso fare ma vi assicuro che seguo personalmente il mio blog e piano piano conoscerò ognuno di voi. Oltretutto io per scrivere perdo un sacco di tempo perché ho imparato da poco ad usare questo computer disgrazièto maledetto. Non vi dimenticate che io ce ne ho 70! Non di computer, parlo di 70 anni e se…ttanta mi dà tanta ad ottanta la gallina canta? Questa è una stronzèta che non c’entra niente però avete riso e siccome è tardi io vado a letto, confermèto e sottoscritto.