A Favignana per Il Commissario Lo Gatto
Quando eravamo a Favignana per girare Il Commissario Lo Gatto di Dino Risi, io, da ittico-dipendente quale sono, avevo trovato il paradiso.
Tutto cominciò una mattina alle 8 nella piazza del paese. Mi si avvicinò un gentile signore, che poi scoprii essere un ergastolano che scontava la pena nel penitenziario locale che permetteva ai detenuti di di lavorare fuori durante il giorno. Mi disse: "Linuzzo, facisti colazione?" No, dissi io. "Li mangi i'rricci?" Che domande, certo! "Vado e torno!". Si tuffò in mare e dopo 15 minuti tornò con un paniere pieno di ricci succulenti. Per incanto comparve della focaccia calda e del vino e da quel giorno tutte le mattine quella fu la mia colazione. Dino Risi si schifava e non voleva neanche vedere. Non amava il pesce e il suo problema era trovare chi gli facesse un buon risotto alla milanese. Invece, ogni giorno a colazione, pranzo e cena, il mio complice nelle grandi mangiate di pesce che mi feci in quel periodo fu il direttore della fotografia Sandro D'Eva, detto Mary Poppins per gli ombrellini che usava davanti ai proiettori delle luci. Conobbi anche un giapponese che parlava uno strano siciliano che aveva imparato perchè passava gran parte dell'anno sull'isola per comprare il tonno da esportare in Giappone. Uno dei Rais delle tonnare mi invitò a vedere la mattanza, uno spettacolo affascinante e orribile nello stesso tempo. Affascinante per la parte rituale fatta di canti e preghiere provenienti da tutte le barche che si schierano attorno al banco di tonni creando quella che si chiama la "camera della morte".
Quando poi, a un comando del Rais, tutti cominciano a tirare su il coppo, la grande rete che porta in superficie i pesci, decine e decine di tonni cominciano ad agitarsi e a pinneggiare facendo ribollire il mare. Infine la parte più drammatica, quando i pescatori cominciano ad arpionare i pesci e il mare diventa rosso di sangue. Siccome in quei giorni compivo 50 anni, decisero di regalarmi un tonno intero e me lo fecero scegliere là per là. Io ero un po' scioccato da quello spettacolo cruento e ne indicai uno a caso, specificando però che, essendo tutte bestie da 150/200 chili, non sapevo come avrei fatto a portarmelo a casa. "Vossia non si deve preoccupare." mi dissero.
Dopo qualche giorno il tonno che avevo scelto era confezionato in una settantina di barattoli da 2 chili ciascuno che divisi con il resto della troupe.
Del film ricordo una scena in cui Maurizio Ferrini guidava il sidecar e doveva passarmi davanti per farmi salire al volo. Dino Risi era stato gentile e rassicurante con Maurizio, che non era molto esperto nella guida del mezzo. "Non ti preoccupare, vai tranquillo, piano piano..." gli diceva con la sua inconfondibile erre moscia durante la prova.
Al primo ciak però cominciò a strillare "Dài, accellera, vai più forte!" mandando nel panico il povero Maurizio che cominciò a sbandare e se non mi toglievo di mezzo con un salto a momenti mi ammazzava!



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