Ho sognato Totò
Come ho scritto nel mio libro Vi racconto una storia, nel mio studio ho una foto di Totò e ogni tanto, quando mi va lo sguardo…ci parlo.
L’altra notte l’ho pure sognato.
Ero seduto ad un tavolino nella galleria Colonna, oggi Alberto Sordi, dove un tempo si incontravano tutti gli artisti di grande e piccola ribalta (varietà, operetta, rivista, avanspettacolo ecc…).
Non c’era nessuno, né camerieri, né clienti. Solo un grande silenzio. Sul tavolo avevo la solita colazione a base di cappuccino, brioche e supplì; l’equivalente, dicevamo noi, di un litro di benzina che serviva a fare quei 7/8 Km a piedi per arrivare fino a sera e alla cena…se c’era.
Nel frattempo compilavo la schedina dell’Enalotto quando mi sento chiamare:
- Pasquale! -
Nessuno mi chiama Pasquale da anni e così mi giro per vedere chi fosse e vedo Totò.
- Principe, anche voi siete qua? -
- Ma quale principe…chiamami Antonio! Hai già consumato? -
- Sì, sto facendo la solita colazione, volete favorire? -
- No, grazie io non mangio mai. -
- Ah, la mattina vi tenete leggero… -
- La mattina, a mezzogiorno e la sera, sempre. Noi anime ci cibiamo solo di spirito e io modestamente in quanto a spirito… -
Poi vede la schedina che stavo compilando e mi dice:
- Ti aiuto io, così se vinci, ti ricordi di me! -
- Ma io mi ricordo sempre di voi, Principe; sin dalla prima volta che vi incontrai a casa vostra, ricordate? -
- Mi ricordo, mi ricordo. Fu quando ti dissi di cambiare il cognome. -
- Eh si! E io l’ho fatto e mi sono chiamato Banfi e mi ha portato fortuna. Ma…posso farvi una domanda? -
- Prego… -
- Quando si passa dall’altra parte, si rimane uguali? Cioè…il peso voglio dire… è sempre il mio solito problema che non riesco a dimagrire… insomma, voi e Aldo Fabrizi per esempio, siete uguali? -
- Ma caro Pasquale, l’anima non ha peso. Però l’immagine rimane la stessa. Così, quando galleggiamo tra le nuvole, io e Aldo, per seguire il tuo esempio, a vederci siamo uguali; però se dobbiamo correre, come facevamo in “Guardie e ladri”, lui, anche grosso com’è, mi raggiunge sempre! -
- E come passate il tempo? -
- Facciamo quello che sappiamo. Facciamo anche qualche film. Siamo così tanti lassù che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io, Fabrizi, Sordi, Manfredi, Gassman, i De Filippo e tutti gli altri. E poi, ci sono tanti registi: Mastrocinque, Mattòli, Steno, Pasolini, Fellini… Giriamo le scene, le montiamo, le smontiamo, le rifacciamo. Tanto tempo ce n’è in abbondanza. -
- E poi? Questi film? -
- E poi li rivediamo tutti insieme al Cinema Paradiso. C’è sempre il tutto esaurito. Qualche volta viene pure qualcuno dei capi. L’ultima volta è venuto pure San Gennaro! -
- Che bello! Allora quando toccherà anche a me potrò togliermi qualche sfizio; tipo fare un film con Fellini che una volta mi disse che gli sarebbe piaciuto lavorare con me. -
- Eccome! Anzi, per un nuovo progetto che abbiamo in mente abbiamo parlato di te perché c’è bisogno di qualcuno che parli pugliese. -
- Ah! Ma…avete bisogno proprio adesso? -
- No, non ti preoccupare, c’è tempo. Tra scrivere soggetto e sceneggiatura ci vorranno almeno 20, 25 anni… -
- Meno male! E adesso che state facendo? -
- Adesso sto lavorando con quel giovane napoletano, Massimo Troisi. E’ bravo! Insieme facciamo una bella coppia. Siamo a metà lavorazione, fra una decina d’anni finiamo. -
- Tutto questo tempo per un film? E quanto dura? –
- 26 ore e 50 minuti. Ma non è un film. E’ un cortometraggio.



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