Ma in che lingua parliamo?
Porca puttèna, è come essere tornato a scuola!!!
Visto che è un po’ di tempo che non vi parlo delle mie cose, comincio dal principio.
Dunque, per “Scusate il disturbo” (il film che ho girato in Argentina, con la regia di Luca Manfredi e che vedrete prossimamente in TV) ho dovuto imparare un po’ lo spagnolo, più che altro per comunicare con gli argentini visto che, comunque, recitavo in italiano. Ma lo spagnolo è simile all’italiano e così non è stato troppo difficile...
Ma adesso! Da lunedì ho cominciato a girare a Gravina di Puglia un film tedesco, tratto da un libro di grande successo in Germania, “Maria, Ihm Schmeckt’s Nicht” (Maria, non gli piace!), in cui interpreto un immigrato italiano da 40 anni in Germania, la cui figlia si sposa con un tedesco purosangue. Beh, il problema è che devo recitare in tedesco!!
Fino a un mese fa io non sapevo una sola parola di tedesco ma, che vi devo dire, a me le sfide piacciono, e visto che la produzione ci teneva particolarmente ad affidarmi la parte, mi sono messo sotto e ho cominciato a studiare. Pare facile! Tutte quelle ch e ck e i vari suoni ostrogoti che mi hanno fuso il cervello...
Ma un mese non basta ad imparare una lingua e allora mi sono dovuto ingegnare per memorizzare almeno i suoni di quello che devo dire. Ma anche così, se non so che sto dicendo, come faccio a recitare, a fare una faccia coerente con quello che dico?
E allora giù con le letture del copione in doppia lingua, tedesco e italiano....
Poi, finalmente, il primo giorno di riprese. Ieri.
Io me la facevo sotto dalla paura come uno scolaretto che doveva sostenere un esame.
La scena era in automobile, io e il mio futuro genero. Mi sono preparato dei foglietti con qualche indicazione per la memoria e li ho piazzati in giro, sul cruscotto, sotto il volante, sul sedile. Sul set, per il mio esame, erano schierati tutti i capi venuti apposta dalla Germania per vedere come me la cavavo. Immaginate il mio stato di tensione.
Ciak! Azionen! “Strunken stranken, spritzen frangen....”.
Tutti gli sguardi su di me e io sudavo freddo...
Ma proprio a me doveva capitare, dopo 50 anni di onorata carriera!?
Stop! Silenzio. E poi...
...tutti felici, regista e produttori, gran complimenti e sorrisi. Il ghiaccio è rotto!
Insomma, per ora è andata bene ma, credetemi, ero in uno stato di tensione incredibile, stanco come se avessi spostato tutti i mobili di casa, tanto che ieri sera sono andato direttamente a letto senza andare a cena e questo, per uno come me, è veramente un fatto straordinèrio.
Però, devo dire, che gran soddisfazione!
A presto.


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