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Categoria: Cinema

Allenatore nel pallone 2: grazie a tutti; anche a quelli a cui non è piaciuto.

Cari raghèzzi,
eccomi di nuovo con voi dopo l'uscita del film. Prima di tutto voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno scritto i loro complimenti e anche tutti coloro che mi hanno dimostrato di persona il loro affetto nelle varie occasioni che ho avuto, in questi giorni, di incontrare il pubblico alle presentazioni di Roma, Milano e Bari. Se sapessi triplicarmi (in senso metaforico, se no arriverei a 300 chili!!) sarei andato in tutte le città per salutare tutti i miei aficionados. L'entusiasmo con cui sono stato accolto in questi giorni mi ha scaldato il cuore e mi è servito anche a compensare un po' di delusione per certe pecche che ho trovato nel film e che molti di voi hanno già segnalato. Arrivo quindi alle note dolenti che riguardano tutti coloro che sono rimasti delusi da questo secondo Allenatore. Io, come attore, non ho nessun potere su certi aspetti del film quali montaggio, sponsorizzazioni e scelte degli altri attori. Per quello che mi riguarda posso dirvi che ce l'ho messa tutta per ricreare lo stesso spirito del film precedente e il mio rammarico è dovuto anche a certi tagli che sono stati apportati perchè il film era troppo lungo. Alcune parti sono state sacrificate eliminando gag e battute e devo ammettere che in certi momenti il film risulta un po' slegato. Va detto, però, che nel complesso il film mi sembra godibile e divertente e se il primo Allenatore rimarrà comunque un cult tra tutti i miei film, vedrete che anche questo acquisterà un suo senso se non altro per la partecipazione di tanti calciatori di oggi che, oltretutto, hanno dato buona prova di sè e sono riusciti a essere divertenti, a cominciare da Buffon, Del Piero e Totti. Comunque, se per il mio carattere non riesco mai ad essere completamente soddisfatto delle cose che faccio, perlomeno sono contento che il film sia veramente per tutti, dai nonni ai nipotini, e magari, sdrammatizzando il calcio con tutti i suoi problemi, riesca anche a riportare le famiglie allo stadio a tifare senza eccessi, ognuno per la sua Longobarda.
Chiudo ringraziando i tifosi della Roma che hanno voluto intervenire ufficialmente alla prima romana del film, come potete vedere nel video qui sotto.
A presto.

P.S.: Ah, dimentichèvo: difficilmente farò un altro film sul calcio, ma se succedesse saranno chèzzi di chi lo produrrà perchè stavolta dovranno accontentarmi dalla A alla Z per fare un film ricco e senza risparmi. Male che vada me lo produrrò da solo, almeno sarò sicuro di ottenere il risultato che voglio.
Ciao raghèzzi, vi voglio bene.

Con Renzo Arbore per "Focaccia Blues"

Ho girato un piccolo contributo insieme a Renzo Arbore per "Focaccia Blues" la docu-fiction (che, mi dicono, sarebbe metà documentario e metà fiction... non si finisce mai di imparère!) del regista pugliese Nico Cirasola.
E' la storia di una focacceria di Altamura, in provincia di Bari, che ha costretto alla chiusura per mancanza di clienti il Mc Donald's che gli avevano aperto accanto. E' la prima volta nel mondo che a un Mc Donald's succede un fatto del genere e così Renzo e io abbiamo dato la nostra testimonianza sulla superiorità della cucina pugliese. D'altra parte volete mettere gli hamburger con la nostra focaccia. Per non parlare dei lampascioni, le orecchiette, fave e cicoria, ciceri e tria, cozze pelose e chi più ne ha più ne...mangi.
Quando facciamo qualcosa insieme Renzo ed io ci divertiamo sempre molto e così abbiamo pensato di registrare per voi del blog un piccolo saluto che trovate nel video qui sotto. Come al solito il disgrazièto fa sempre il superiore perchè lui è più alto e più magro di me, è pure laureèto e dice che quelli di Foggia sono meglio di quelli di Bari. Ma io lo so che scherza e che mi vuole bene e comunque... quelli di Bari sono meglio di quelli di Foggia.
Ciao raghèzzi

L'Allenatore nel Pallone 2 è finito.

Va bene, va bene, avete ragione. Avrete pensato: disgrazièto maledetto, dove sei finito? E' più di un mese che non ti fai sentire! Beh, mi sono riposèto, ho fatto una piccola vacanza con mia moglie e adesso sono di nuovo in forma. Oh, raghèzzi, mica sono fatto di ferro! E poi questo film mi ha veramente spompèto perchè, tenendoci molto io e sapendo quanto ci tenete voi, non mi sono risparmièto per cercare di fare al meglio.
Lasciando da parte il film (di cui vi parlo nel video qui sotto) e tornando a parlare di vacanze, riflettevo con mia moglie che ci sarebbe piaciuto fare dei bei viaggi per vedere tanti posti del mondo che non abbiamo mai visto ma, nonostante che ne avremmo le possibilità economiche, non siamo mai riusciti a farlo perchè in un modo o nell'altro il lavoro mi ha sempre tenuto inchiodato. Allora l'altro giorno in famiglia facevo i miei calcoli per programmare questi viaggi: ho 71 anni, diciamo che me ne restano, se sono fortunato altri 12 o 13...tra 2 o 3 anni potremmo...
Alchè mia figlia Rosanna s'è incazzèta: "Ma che discorsi fai! Che devi programmare! Hai finito il film? Partite, andatevene dove vi pare senza aspettare un giorno!"
Ha ragione lei, ma in realtà non è così facile per almeno due motivi: uno, che il mio lavoro non può stare senza di me, con le promozioni, le interviste, i progetti da portare avanti ecc; due, io non so stare senza il lavoro perchè nella mia vita ho sempre lavorato e quando sto senza fare niente mi deprimo. Poi ci sarebbe anche il fatto che mia moglie ha paura di volare, che non parliamo bene le lingue, che abbiamo i cani che non possono restare soli ecc. ecc.
Fatto sta, cari raghèzzi, che sempre qua sto.
E allora ne approfitterò per portare avanti le mie cose: i prossimi film, l'Unicef e questa avventura internettara che si va allargando sempre più, a comincière dal blog di Oronzo Canà e da Mobizona Canà sui telefonini, che non sono una semplice promozione del film ma voglio che diventino un luogo dove discutere dei problemi del calcio di cui io, come tanti di voi, sono un grande appassionato. Magari sdrammatizzando e facendoci due risète che è sempre meglio di prendersi a mazzate!
Poi c'è Showfarm che proporrà presto delle grandi novità tra cui la possibilità per tutti i giovani che vogliono emergere nello spettacolo di mostrarmi quello che sanno fare, inviando clip video e quant'altro (mi dicono che si dice upload, porcaputtèna sempre l'inglese!!).
I vostri contributi verranno pubblicati e io, in qualità di direttore artistico cercherò di darvi qualche consiglio e chissà che non riusciamo a creare una bella scuola di comicità.
Insomma, qui gli spazi e gli strumenti ci sono.
Bisogna solo che io e voi ci diamo da fare... e poi dice perchè non vai in vacanza!!
Ciao raghèzzi.

Il Padre delle Spose al cinema!

Nonostante il caldo che sicuramente ci sarà quel giorno e a quell’ora, vi invito tutti (soprattutto quelli che non l’hanno visto su Rai1) a vedere il film “Il padre delle spose”, in concorso al “Roma Fiction Fest”.
Il film ha scatenato tante polemiche politico-ecclesiastiche, ma ha avuto anche tanto successo e belle critiche.
Adesso vi dico quando, dove e a che ora si fa… ma con CHELMA!!
Dunque, alla Multisala Adriano di Roma, il giorno 5 luglio alle 16,30.
L’ingresso è Libero…come Nonno.
Ci saremo anche noi protagonisti così avremo occasione di conoscerci e salutarci.
Intervenite numerosi così, magari, la Giuria del “Roma Fiction Fest” terrà conto anche dell’affluenza di pubblico.
Chi, invece, non è di Roma o non può venire può sempre noleggiare o comprare il DVD distribuito dalla Columbia.
Ci vediamo…ciao Raghezzi!

P.S.: Adesso raggiungo gli altri sceneggiatori per finire di scrivere l’Allenatore 2.
A questo proposito, per la gioia di tutti i canomani (che non sono gli appassionati di cani ma quelli di Oronzo Canà), vi posso dare in anteprima la notizia che nel nuovo film ci saranno molti dei personaggi della volta scorsa: Gigi e Andrea, Aristoteles, Crisantemi, il Presidente, mia moglie Mara, mia figlia, ecc.ecc.

Buster Keaton con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia

Molti mi chiedono di continuare a parlare di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e io lo faccio volentieri nella speranza di dare il mio contributo al mantenimento del ricordo di due grandi artisti che tanto hanno dato al cinema italiano oltre, naturalmente, alla riconoscenza che io personalmente devo loro per l’aiuto alla mia carriera.
Giorni fa mi è capitato di leggere una dichiarazione di Robert De Niro: 'A me piace moltissimo Franco Franchi. Quando giravo in Sicilia il secondo Padrino, ho visto un suo film, Ultimo tango a Zagarol. Era straordinario'. Parola di Robert De Niro, mica di uno qualunque!
Questo mi ha ricordato un grande attore americano che ebbe occasione di lavorare con la celebre coppia: Buster Keaton.
Franco e Ciccio girarono un film con Buster Keaton che si chiamava “Due marines e un generale” con la regia di Luigi Scattini.
Keaton era uno degli idoli di Franco Franchi che in un’ intervista così ricordava il loro incontro: ‘E’ stata una emozione indescrivibile trovarsi al cospetto del grande Buster Keaton, sin dall’infanzia uno dei nostri comici preferiti insieme a Chaplin e Stanlio e Ollio. Quando il produttore ce lo presentò sorrideva, proprio lui che non lo faceva mai; una persona squisita, e, nonostante che non parlasse italiano e noi non parlassimo inglese, riuscivamo a comunicare aiutandoci con la mimica e i gesti. Non dimenticherò mai l’umanità, la dolcezza e l’umiltà di un personaggio di tale statura..’
Come vedete mi sono anche documentato!
In quel film io feci poco più di una apparizione ma ci tenevo molto ad esserci per vederli lavorare insieme.
Un giorno Franco lo fece ridere facendo l’imitazione della scimmia e da quel giorno Keaton ogni mattina gli portava sul set noccioline e banane.
Keaton diceva una sola parola alla fine del film: “Grazie”. Per quella parola ci fu una gara di doppiatori. Tutti volevano farlo: Cucciola, Cigoli, Rinaldi, Gazzolo, Amendola…
Alla fine mi pare che vinse Cucciola.

Nonno Libero si riposa e Oronzo Canà si prepara.

La 5a serie di Un Medico in Famiglia si è chiusa con uno share del 30%!
Vi ringrazio per averla seguita con affetto e spero che, nonostante le perplessità iniziali di molti, alla fine abbiate apprezzato il nostro lavoro e vi siate affezionati anche ai nuovi personaggi.
Fra la fine di una serie e l'inizio di un'altra passano, generalmente, due anni e per il momento non c'è nulla di concreto. Per quello che mi riguarda, alla mia età non posso fare programmi a lunga scadenza, per cui l'unica cosa che posso dire è: chi vivrà, vedrà.
Nel frattempo, per la gioia di molti di voi, il progetto de "L'allenatore nel pallone 2" marcia a gonfie vele e il video qui sotto ne è la prova.
A questo punto, cari raghezzi, preparatevi a scendere in campo e a ripassare gli schemi: zona, bizona, 5-5-5 e diagonele incrocieta. Vi voglio tonici e incazzeti per la prima partita della Longobarda!

Ultime notizie su “L’allenatore nel pallone 2”

Anche se non sono stato proprio assiduo nello scrivere sul blog leggo sempre con piacere i vostri commenti e voglio ribadire che tutto quello che leggete lo scrivo io a penna, con cui sono velocissimo, al contrario che con il computer, e poi lo consegno ai miei collaboratori di Showfarm che lo pubblicano senza cambiare neanche una virgola, anche perché se lo facessero gli spezzerei le rotule...
Questo per rispondere a quei disgrazieti che vanno a vedere l’ora di pubblicazione e si domandano come faccio a stare qui e là, contemporaneamente sul blog, in Tv e allo stadio.

Quando non mi sentite, invece, è perché sto lavorando per voi. Stiamo mettendo a punto la sceneggiatura dell’Allenatore nel pallone 2 o Il ritorno di Oronzo Canà.
In realtà ancora non abbiamo deciso il titolo. Anzi, perché non mi date una mano voi?
Nel frattempo vi do qualche notiziola sull’avanzamento del film.
Si avvicina il momento in cui Nonno Libero dovrà cedere il passo ad Oronzo Canà e il primo atto di questo “cambio della guardia” sarà il…taglio dei baffi!
Dopo tredici anni che li porto mi farà strano vedermi senza. Sicuramente verrà fuori il mio bel visino affusoleto e il collo alla Modiglieni. Comunque farò in modo di documentare l’evento con un piccolo video per chi, tra voi blogghisti, sia interessato, così che possiate dire: anche io c’ero!

Qualcuno di voi sa che sono apparso sulle tribune dello stadio di Torino, in occasione di Juve-Genoa. Tengo a precisare che quello non ero io bensì proprio Oronzo Canà che, dopo aver elargito un pronostico azzeccato sul risultato della partita, perorava la causa del film con il presidente Cobolli Gigli e tutta la truppa bianconera. In quella occasione molti giocatori, a cominciare da Del Piero, si sono detti disponibili. Lo stesso dicasi per altre squadre e allenatori e perfino il Presidente Matarrese è disposto a recitare in pugliese stretto.
Ma c’è un personaggio a cui tengo molto. È Carletto Mazzone che, sia per la fisionomia che per il carattere e lo spirito, rappresenta una specie di alter-ego di Oronzo Canà.

Mazzone per me è un po’ il simbolo del calcio pulito, fatto di dedizione e sacrificio, votato a imprese sportive impossibili, recuperi e salvezze di squadre non sempre blasonate, incazzoso ma buono, amato e popolare.
Insomma io volevo che Mazzone nel film fosse una specie di consigliere di Canà.
Quando il produttore lo ha contattato, Carletto, che è un tipo un po’ schivo, aveva esitato, così l’ho chiamato direttamente io per convincerlo.
“Carlo, sono Lino Banfi…”
“Eccola là! Mo’ lo so che me fai commuove’ e te devo di’ per forza de sì…”
“Ma tu ci devi essere Carle’, sei un simbolo. Per te c’è una partecipazione speciale. Insieme saremo strepitosi.”
Insomma, dopo qualche insistenza anche lui ha detto sì e sarà della partita (notare il doppio senso).
Vi lascio con un ultima chicca. È una canzone dedicata a Oronzo Canà fatta da Amedeo Minghi e me. È una versione un po’ scherzosa che spero vi diverta.
Ciao raghezzi.

La mia prima esperienza con le tettole di Edvige Fenech.

La prima volta che ebbi a che fare con Edvige in una scena sexy fu un po' traumatica.
Il film era Zucchero, miele e peperoncino. Il suo personaggio, Amalia, mi aveva scambiato per un gangster che si chiamava Pugliese di cognome. Il mio personaggio invece si chiamava Milanese di cognome ed era pugliese di nascita, Da qui l'equivoco. In quella scena Amalia si eccitava a farsi raccontare come avevo ammazzato questo e quello e io, per portarmela a letto, stavo al gioco. Mentre stavamo sul divano io dovevo operare con la mano sinistra sul suo seno ma ero impacciatissimo e la scena non riusciva bene. Il regista Sergio Martino voleva sempre rifarla e Edvige cercava di tranquillizzarmi. Mi diceva: "Non aver timore, Lino, toccami veramente.." Maronna benedetta!!...
So che molti di voi si stanno ingrifèndo all'idea e pensano "se ci fossi stato io...". Facile a dirsi, però, purtroppo per voi, là ci stavo io e continuavo ad essere impacciato. Insomma alla quinta volta che ripetevamo la scena un macchinista se ne usci con: "A' Lì', se volemo sbrigà...pare che stai a svità 'na lampadina."
Inutile dire che tutti scoppiarono a ridere mentre io mi volevo sotterrare....

A Favignana per Il Commissario Lo Gatto

Quando eravamo a Favignana per girare Il Commissario Lo Gatto di Dino Risi, io, da ittico-dipendente quale sono, avevo trovato il paradiso.
Tutto cominciò una mattina alle 8 nella piazza del paese. Mi si avvicinò un gentile signore, che poi scoprii essere un ergastolano che scontava la pena nel penitenziario locale che permetteva ai detenuti di di lavorare fuori durante il giorno. Mi disse: "Linuzzo, facisti colazione?" No, dissi io. "Li mangi i'rricci?" Che domande, certo! "Vado e torno!". Si tuffò in mare e dopo 15 minuti tornò con un paniere pieno di ricci succulenti. Per incanto comparve della focaccia calda e del vino e da quel giorno tutte le mattine quella fu la mia colazione. Dino Risi si schifava e non voleva neanche vedere. Non amava il pesce e il suo problema era trovare chi gli facesse un buon risotto alla milanese. Invece, ogni giorno a colazione, pranzo e cena, il mio complice nelle grandi mangiate di pesce che mi feci in quel periodo fu il direttore della fotografia Sandro D'Eva, detto Mary Poppins per gli ombrellini che usava davanti ai proiettori delle luci. Conobbi anche un giapponese che parlava uno strano siciliano che aveva imparato perchè passava gran parte dell'anno sull'isola per comprare il tonno da esportare in Giappone. Uno dei Rais delle tonnare mi invitò a vedere la mattanza, uno spettacolo affascinante e orribile nello stesso tempo. Affascinante per la parte rituale fatta di canti e preghiere provenienti da tutte le barche che si schierano attorno al banco di tonni creando quella che si chiama la "camera della morte".
Quando poi, a un comando del Rais, tutti cominciano a tirare su il coppo, la grande rete che porta in superficie i pesci, decine e decine di tonni cominciano ad agitarsi e a pinneggiare facendo ribollire il mare. Infine la parte più drammatica, quando i pescatori cominciano ad arpionare i pesci e il mare diventa rosso di sangue. Siccome in quei giorni compivo 50 anni, decisero di regalarmi un tonno intero e me lo fecero scegliere là per là. Io ero un po' scioccato da quello spettacolo cruento e ne indicai uno a caso, specificando però che, essendo tutte bestie da 150/200 chili, non sapevo come avrei fatto a portarmelo a casa. "Vossia non si deve preoccupare." mi dissero.
Dopo qualche giorno il tonno che avevo scelto era confezionato in una settantina di barattoli da 2 chili ciascuno che divisi con il resto della troupe.
Del film ricordo una scena in cui Maurizio Ferrini guidava il sidecar e doveva passarmi davanti per farmi salire al volo. Dino Risi era stato gentile e rassicurante con Maurizio, che non era molto esperto nella guida del mezzo. "Non ti preoccupare, vai tranquillo, piano piano..." gli diceva con la sua inconfondibile erre moscia durante la prova.
Al primo ciak però cominciò a strillare "Dài, accellera, vai più forte!" mandando nel panico il povero Maurizio che cominciò a sbandare e se non mi toglievo di mezzo con un salto a momenti mi ammazzava!

A ognuno la sua schizzata

Molti di voi mi chiedono di parlare di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Spero che tra i blogghisti ci siano anche amici di Palermo per fare una supplica (che io già feci all' ex sindaco on. Orlando) affinché l'attuale sindaco Dott. Cammarata prenda in considerazione l'idea di dedicare una via o una piazza a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
È il minimo che io possa fare per loro per quanto loro hanno fatto per me, aiutandomi a muovere i miei primi passi cinematografici.
A questo proposito mi viene in mente un "esipodio" (come avrebbe detto il grande Totò).
Giravamo il film "Riuscirà l'avv. Benenato a distruggere il pretore De Ingras?".
Nella storia Franco e Ciccio erano acerrimi nemici. Franco era l'avvocato e Ciccio era il pretore.
Ciccio amava indossare le sue camicie bianche personali e non quelle che gli dava il costumista.
In una scena nello studio del pretore dove c'ero anch'io che facevo il cancelliere, Franco prendeva la penna stilografica e, facendo finta che non scrivesse, doveva agitarla schizzando d'inchiostro sia me che il pretore Ciccio. Qui Franco volle farci un piccolo scherzo maligno caricando la penna con inchiostro vero invece che con quello smacchiabile di scena.
Quando Ciccio si trovò la sua bella camicia schizzata di inchiostro vero, si incavolò come un pazzo con Franco che perse la pazienza e gli rispose: “E che minchia gridi! Una schizzata ti feci!”
Ho scelto questo episodio perchè ad ognuno può capitare una schizzata e quando ti capita o butti la camicia o ti tieni la macchia.
Siccome io la camicia non la voglio buttare perché, grazie a voi, mi pièce, me la terrò anche macchiata, sperando che col tempo la macchia sparisca da sola.
Ora non pensiamoci più e, per tornare a farci due risète, vi propongo da Vieni Avanti Cretino la famosa scena della sala d'attesa dal dentista, che io invece credevo fosse ancora una casa d'appuntamenti.
Con me il magnifico Gigi Reder, grandissima spalla, che si divertiva a lanciarmi tanti "lazzi" (gergo vecchio teatrante) che io prendevo al volo.
Ridiamoci sopra e ricordate: risus abundat in ore...19 e 20!

Oronzo Canà risponde

Il vostro entusiasmo per il film che vi ho annunciato mi ringalluzzisce sempre più e fosse che tornare al vecchio Banfi del porcaputtèna mi riapre le porte del Cinema Paradiso…
Cinema inteso come ritorno nelle sale e Paradiso…fate voi.
Per quello che riguarda i suggerimenti e i timori di alcuni, vorrei che non dimenticaste che sono passati 25 anni e che molte cose sono cambiate non solo nel modo di fare i film ma anche nel sottoscritto. Oh! Io c'ho 70 anni e mica posso stare sempre ingrifèto come un tempo.
Ma vi prometto che, compatibilmente con la nuova storia, ci saranno alcuni dei vecchi personaggi, molti altri nuovi e il vecchio Canà non avrà perso il suo smalto. E questo vi basti, per ora…
Poi, se non sarete soddisfatti, sarò io stesso a rimborsarvi. Nel senso che vengo io personalmente a prendervi a rim-borsate in faccia! Ciao raghèzzi!

La città che vorrei - parte prima

Qualche giorno fa sono andato al Quirinale insieme agli altri ambasciatori di buona volontà per i 60 anni dell' Unicef. Ho conosciuto il raghèzzo Napolitano e l'ho trovato molto simpatico. Mi ha detto: "Caro Banfi, io le darei un'altra onoreficenza ma lei è già Cavaliere di Gran Croce. A questo punto, le manca solo quella di Presidente della Repubblica..."

Lasci stare, Presidente, quello è un onore che non mi compete. Piuttosto, da buon napoletano, istituisca il Grande Ordine del Friarello e dello Spollichino, che poi sono le cime di rapa e un tipo di fagioli freschi. Lui ha suggerito di metterci anche due zucchine alla scapece, che sono la sua passione. Alla fine abbiamo deciso che il distintivo dell'Ordine invece di una Gran Croce sarà...un Grande Babà!

A parte gli scherzi, la ricorrenza dei 60 anni dell'Unicef mi dà l'occasione di proporvi un video che ho realizzato qualche anno fa e, per un motivo o per l'altro, è sempre rimasto nel cassetto. Ve lo propongo in tre parti perchè è troppo lungo. Il titolo è "La città che vorrei", l'abbiamo girato a Palermo e la regia è dell'ottimo raghèzzo Renzo Martinelli, regista di molti film importanti come Porzus, Vajont e, l'ultimo, Il Mercante di Pietre.

Scene cult/3 - Una giovane Moana Pozzi in Vieni Avanti Cretino

Una delle battute stupide alla quale sono più attaccato è una sola parola, a chiusura di una scena con la bellissima Moana Pozzi, che poi sarà mia moglie nel film "I Pompieri".

Appena entrato, Moana mi scortava, insieme all'altra hostess, snocciolando i risultati di una serie di analisi necessarie per essere ammesso nello stabilimento futuristico di Tomas.

Alla fine, sospettosa, mi chiedeva:  mica avrà preso la cortisonchemicetina?                    Io, da sceneggiatura, dovevo rispondere: - no no, che sono scemo!                                   Invece risposi istintivamente: - no, no, ho preso la metropolitana!

Lei si trattenne dieci secondi, aspettando lo stop, e poi cominciammo tutti a ridere e non siamo stati più capaci di ripeterla.

Scene cult/2 - Allenatore nel pallone

Nel finale, quando vengo portato in trionfo, la sceneggiatura prevedeva che, dopo il tormentone " mi avete preso per un coglione - no, sei un eroe" io  dovessi guardare il presidente con aria trionfante e fargli il gesto dell’ombrello ma...

Il problema era che i due gemelloni quando mi tenevano su mi stavano veramente schiacciando un c... La scena andava avanti e il dolore era vero ed aumentava, così mi venne in mente di sbottare con: "M'avete preso per un coglione, sotto la mèno, mi fa male!!" che non era la battuta prevista ma era l'unico modo per sottrarmi al supplizio.

Scene cult/1 - Vieni Avanti Cretino

Ho deciso di raccontarvi ogni tanto qualcosa sulle scene più famose dei miei film.
In Vieni avanti cretino, Dino Cassio,ex dei Brutos, che faceva il prete, non sapeva dell'ultimo schiaffo a due mani, che fu una mia aggiunta estemporanea, inventata là per là. Nel film non si vede, perché Dino è di spalle, ma immaginate la sua faccia quando gli arriva lo schiaffo inaspettato. Salce rideva come un matto dietro la macchina da presa.