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Categoria: TV

Un premio alla carriera al FictionFest e qualche considerazione su quelli di Boris.

Appena tornato dall'Argentina mi hanno premièto!
L'altra sera all' Auditorium di S.Cecilia di Roma c'è stata la serata di chiusura del FictionFest e ho avuto l'onore di ricevere un premio alla carriera. A prescindere dalla grattèta alle parti basse che mi dò in questo genere di occasioni (non per essere scaramantico ma comunque...) mi ha fatto piacere l'accoglienza che ho ricevuto dal raghèzzo Fabio Fazio, da mio figlio per fiction Giulio Scarpati e, soprattutto, dal pubblico che mi ha tributato addirittura una standing ovation.
Però... porcaputtèna stavolta sono riuscito a non commuovermi!
Il video della premiazione lo trovate qui sotto.
Per chiudere vorrei dire dell'ottima impressione che mi ha fatto il cast di Boris: sono arrivati tutti insieme con un pulmino e, tra l'altro, ho ammirato il bravo Corrado Guzzanti che, nonostante sia il mattatore della serie attualmente in onda sulla Fox, alla premiazione si è tenuto in disparte lasciando parlare i suoi colleghi meno famosi. Più tardi, alla cena di gala a Villa Piccolomini, tutto il gruppo si è messo a mangiare sul prato, come se fosse una scampagnèta, e ho notato la bella atmosfera che c'era tra loro. Evidentemente l'affiatamento del gruppo è uno dei motivi del loro successo.
Auguri e complimenti, Boris!

Con Renzo Arbore per "Focaccia Blues"

Ho girato un piccolo contributo insieme a Renzo Arbore per "Focaccia Blues" la docu-fiction (che, mi dicono, sarebbe metà documentario e metà fiction... non si finisce mai di imparère!) del regista pugliese Nico Cirasola.
E' la storia di una focacceria di Altamura, in provincia di Bari, che ha costretto alla chiusura per mancanza di clienti il Mc Donald's che gli avevano aperto accanto. E' la prima volta nel mondo che a un Mc Donald's succede un fatto del genere e così Renzo e io abbiamo dato la nostra testimonianza sulla superiorità della cucina pugliese. D'altra parte volete mettere gli hamburger con la nostra focaccia. Per non parlare dei lampascioni, le orecchiette, fave e cicoria, ciceri e tria, cozze pelose e chi più ne ha più ne...mangi.
Quando facciamo qualcosa insieme Renzo ed io ci divertiamo sempre molto e così abbiamo pensato di registrare per voi del blog un piccolo saluto che trovate nel video qui sotto. Come al solito il disgrazièto fa sempre il superiore perchè lui è più alto e più magro di me, è pure laureèto e dice che quelli di Foggia sono meglio di quelli di Bari. Ma io lo so che scherza e che mi vuole bene e comunque... quelli di Bari sono meglio di quelli di Foggia.
Ciao raghèzzi

71 e non sentirli...

Eccomi qua!
Sono appena tornato dopo un periodo di cure da Messeguè dove mi hanno rivolteto come un calzino e tra cataplasma, bibitoni, tisane e calorie controllate sono più in forma che mai avendo perso quei 7/8 etti di troppo che appesantivano il mio profilo filiforme. A questo punto sono pronto ad affrontare il ritorno di Oronzo Canà che per me sarà come un salto indietro nel tempo di più di 20 anni e, visto che in questi giorni compio 71 anni, la cosa non può che farmi piacere.
A proposito di salti nel passato, sono riuscito a trovare la registrazione della mia prima apparizione in TV, nel programma del 1969 "Speciale per voi" condotto da Renzo Arbore (un pupo anche lui! ).
Ricordo l'apprensione che avevo prima di entrare in scena davanti a quel pubblico di "bravi raghezzi" che in realtà erano delle iene, come potrebbero testimoniare Claudio Villa e Caterina Caselli che nella stessa trasmissione furono fischiati, litigarono e se ne andarono. Poi, invece, mi tranquillizzai quando vidi che ridevano alle mie battute, cosa in fondo naturale per la iena che è ridens e non sibilans che vuol dire fischiante.

La mia opinione su Un Medico in Famiglia

Giunti ormai all’ottava puntata credo che sia il caso di affrontare qualche questione che riguarda la nuova serie di Medico in Famiglia.
Tra i moltissimi commenti che avete lasciato molti lamentano l’assenza di alcuni personaggi delle serie precedenti. Su questo vorrei fare chiarezza: la presenza o meno di certi personaggi non riguarda le scelte di sceneggiatura quanto altri aspetti produttivi legati fondamentalmente all’indisponibilità degli attori a proseguire la serie. Successe con Giulio Scarpati e Claudia Pandolfi dopo le prime due serie ed è successo con Pietro Sermonti dopo l’ultima serie. Questo per dire che nessuno decide di far fuori certi personaggi a cui il pubblico si affeziona ma piuttosto riguarda le scelte artistiche degli attori che li interpretano.
Altri criticano le trame ma, in questo caso, la responsabilità non è certo di noi attori. Quando gli sceneggiatori concepiscono la struttura di una nuova serie, si confrontano con la Produzione e, soprattutto, con la RAI. In quella fase viene elaborata la cosiddetta “bibbia” che è un testo di riferimento in cui sono contenute tutte le vicende e gli incroci tra i vari personaggi e sulla base di questa vengono scritte le sceneggiature. L’intervento che noi attori possiamo fare, una volta sul set, è solo sulle battute. Io, per esempio, a volte cambio alcune battute per “indossarle” come si fa con un vestito. Questo lavoro, nel Medico come in altri film, l’ho sempre fatto e spesso, per mia fortuna, sono nate delle battute memorabili. Certamente, però, non posso intervenire nel merito della vicenda. Anche a me, per esempio, mancano quelle scene gioiose della famiglia Martini a tavola, quando tutti si incontravano e condividevano le loro vicende e i loro problemi. È anche vero, però, che l’evoluzione naturale delle vite dei vari personaggi rappresenta bene una realtà che è comune a molte famiglie. Figli e nipoti crescono e la loro vita prende strade diverse. Quando Annuccia e Ciccio erano piccoli, Maria andava a scuola e Cettina non era sposata con Torello, le vicende ruotavano tutte attorno a casa Martini. Adesso figli e nipoti sono grandi, Cettina vive in un’altra casa, le vite di ognuno si sono proiettate all’esterno e, come succede nelle migliori famiglie, la casa è un po’ più vuota. Ma, in fondo, così è la vita.
Resta il fatto che nel corso degli anni, e delle varie serie, i cambiamenti sono necessari per non essere ripetitivi e l’arrivo di nuovi personaggi è sempre funzionale al racconto di nuove vicende. Così quest’ anno abbiamo l’arrivo della famiglia indiana, Nonno Libero sindaco, la crisi di Maria, l’apertura del nuovo poliambulatorio e via dicendo.
Poi è chiaro che qualcuno resta insoddisfatto; a qualcuno la nuova serie piace di più e a qualcun altro meno. David Sebasti, per esempio, che è un bravo attore e un bel ragazzo, sconta suo malgrado la sostituzione di Pietro Sermonti, che a sua volta aveva sostituito Giulio Scarpati.
Quello che resta, comunque, a prescindere da elogi e critiche, è il vostro affetto per me e la vostra fedeltà alla serie di Medico che comunque ogni settimana continua ad avere il suo pubblico numeroso e di questo vi ringrazio.
Vorrei infine ringraziare anche tutti quelli che hanno scritto i loro commenti su questo blog. In particolare i tanti bambini e i giovani che dichiarano di “essere cresciuti” con il Medico in Famiglia. Mi viene in mente quando una volta incontrai in un aeroporto un gruppo di fantini sardi che mi fecero un sacco di feste dicendomi, appunto: “Noi siamo cresciuti con i tuoi film!”. Guardandoli pensai tra me e me, divertito: “Beh, non è che siete cresciuti tanto…”
Ciao, raghezzi.

L'Italia incontra la Scozia. Oronzo Canà incontra Falcao e Pelè

Stasera a Bari gioca la Nazionale contro la Scozia. Quindi mi raccomando, raghezzi, tutti davanti alla TV a tifare per la qualificazione agli Europei. Speriamo che il mister Donadoni e i suoi ragazzi riescano a portare a casa il risultato. Certo, un po' la mancanza di Totti la sentirò ma, se vinciamo, chiodo scaccia chiodo e, quando si sarà tolti tutti i chiodi, sono sicuro che anche Francesco tornerà.
A proposito di grandi calciatori, mi ricordo quando nel 1988 facevo Domenica In. Con me c'era Paulo Roberto Falcao che si occupava del calcio. Io però volevo coinvolgerlo in qualche sketch perchè era spiritoso e mi divertiva molto il suo modo di parlare. Io ero uno dei pochi che pronunciavano bene il suo nome che andava detto Falcaun con una au stretta. Anche in canosino abbiamo molte parole che suonano allo stesso modo: u' pallaun, il pallone; u' melaun, il melone; la processiaun, la processione; u' balcaun, il balcone...
Un giorno venne Toquiño e con lui cantai Desafinado in canosino. Anche Paulo voleva cantare con noi ma quando provammo era così stonato che io e Toquiño ci guardammo preoccupati e lo convincemmo a lasciare perdere.
Un'altra volta Falcao portò il grande Pelè e mi presentò come Oronzo Canà, un grande allenatore italiano. Pelè è molto simpatico e stette al mio gioco così gli feci un dribbling e un tunnel per la gioia delle 300 ragazze ponpon che costituivano il pubblico. Chèvolo, posso sempre dire di aver smarcato Pelè!
Qualche tempo fa, dopo tanti anni, l'ho incontrato a Cannes. Io stavo firmando autografi per degli ammiratori italiani che mi avevano fermato per strada. Con la coda dell'occhio lo vidi che si avvicinava incuriosito finchè mi riconobbe. Ci salutammo con gioia e, a quel punto, sapete che gli ho chiesto? Se voleva partecipare al film L'allenatore nel pallone 2. Chiaro, era una cosa buttata lì, però il raghèzzo mi sembrò abbastanza disponibile. Chissà...

La nuova serie di Un Medico in Famiglia

Oggi comincia la nuova serie di Un Medico in Famiglia. Le novità sono tante a cominciare, come già sapete, dall'arrivo di Nonno Kabir con la sua famiglia.
Noi ce l'abbiamo messa tutta per realizzare un prodotto divertente e, non date retta alle polemiche sui giornali, adatto a tutta la famiglia.
Questo post rimarrà in evidenza per tutte le 13 settimane della serie così che possiate fare i vostri commenti sulle puntate. Vi prego solo di usare un linguaggio adeguato, nel senso che le critiche motivate saranno bene accette ma parolacce e insulti gratuiti saranno cancellèti.
Naturalmente stanotte la passerò insonne in attesa dei dati d'ascolto, ma questo è un problema mio...
Ciao raghèzzi e buona visione a tutti.

L'agguato delle Iene e padre Pif, con sorpresa (per loro!)

Ieri a Le Iene è andato in onda l'agguato che padre Pif mi ha fatto sotto casa. Noi, però, gli abbiamo fatto una sorpresa con la nostra telecamera. Guardate la faccia di padre Pif quando arrivano i nostri...

Piccole osservazioni romane

Ma che tipo di diktat è questo elzeviro dell'Osservatore Romano? Perché tutto il mondo mediatico si preoccupa e quasi si impaurisce? Perché le critiche su quotidiani prestigiosi fatte da giornalisti un po’ più informati del nostro nobile intellettuale con due cognomi possono essere sempre discutibili e questo intervento del giornale vaticano suona come una condanna? È possibile che a 70 anni suonati io debba per forza recitare un mea culpa? Per cosa? Ubi est mea culpa? Solo perché ho fatto (come attore “ex comico” di prodotti di serie Z, che rifarei volentieri) la fiction “Il Padre delle Spose”, ideata da me e non dalla RAI?

Perché nessuno spiega al pubblico “meno provveduto”, come scrive sempre il nostro con due cognomi, che la suddetta fiction ha avuto delle pressioni così forti, non sappiamo da parte di chi o lo sappiamo ed evitiamo di dirlo, per le quali ha rischiato di non andare più in onda e rimanere per sempre confinata nei magazzini? E meno male che alcune persone con le persiane del cervello un po’ più aperte hanno difeso me e il prodotto, che è andato in onda lo stesso con un grandissimo successo di ascolto.
Ho toccato il tema dell’amore di un padre verso una figlia che supera tutte le barriere, anche quella dei gusti sessuali. Il tema della comprensione, dell’altruismo, della compassione e del perdono. In un certo senso il tema del figliol prodigo. Non sono anche questi temi che riguardano la famiglia? O abbiamo capito male, fin da ragazzini, tutto ciò che ci veniva insegnato in famiglia e in chiesa? Come si fa a definire il pubblico che segue da 10 anni questa nostra fortunata serie de “Un medico in famiglia” un pubblico sprovveduto, quando invece abbiamo avuto riscontri di un pubblico di tutte le età con prevalenza di medio-alta cultura?

Mi ricordo tante copertine e articoli di Famiglia Cristiana che mi qualificavano come attore a tutto tondo. Forse si riferivano alla mia fisionomia rotonda? E gli articoli elogiativi che in passato ha fatto lo stesso Osservatore Romano? Ah, forse quelli erano scritti da giornalisti con un solo cognome. Spero che mi venga perdonata almeno la mia ironia…

Mi ricordo, due anni fa o giù di lì, la sera del concerto del 1° Giugno al Quirinale, a cui ogni anno vengo invitato. Stavamo lì nei giardini ad aspettare il Presidente Ciampi e la signora Franca per salutarli quando l’allora Presidente della Camera P.F.Casini mi salutò affettuosamente e, ad alta voce, disse: “Nonno Libero è un genio! Ha rimesso insieme la famiglia…”. Non mi definì un ex comico ma un attore capace di far ridere e commuovere.
Oggi, però, io, che affermo sempre che sono di simpatie per il centrodestra, continuo a ricevere calci in bocca proprio da loro. Nessuno che riconosca: Banfi è un attore che fa semplicemente il suo lavoro di attore.
Addirittura l’amico Pasquale Squitieri, che nei suoi film ha spesso trattato di “Famiglie”, anche se di genere mafioso o camorristico, essendo uomo di cinema, a maggior ragione, invece di sparare a zero sulle fiction Rai, doveva dire che cinema e fiction sono un ottimo strumento per affrontare temi attuali anche se scottanti.
Poi si fanno distinzioni tra laici e cattolici sulle quali io non sono affatto d’accordo: un cattolico, non impegnato nel sacerdozio, non è un laico? Quanti cattolici, per fare solo un esempio, divorziano? Eppure mi pare che la Chiesa non accetti il divorzio.

Per concludere, la mia paura adesso sapete qual è? Ieri ho fatto quello che faccio sempre da tantissimi anni: sono andato in Chiesa a S.Ippolito, la mia parrocchia. Ogni volta, quando finisce la messa, molte persone, uscendo, mi vedono lì nel mio angolo e mi sorridono, a volte addirittura mi accarezzano e mi baciano. Ieri, invece, un’anziana signora mi ha guardato e ha scosso la testa come per dire: quoque tu…
Come devo recepire questo segno? Stasera quando tornerò a casa, dopo le dieci ore di lavoro da ex comico per la “dolciastra soap opera” di Medico 5, mi chiuderò nel mio studio vicino alle foto di Papa Woityla che mi accarezza, di Padre Pio e di mio padre e chiederò consiglio a loro…

Le polemiche su Un Medico in Famiglia e i Pacs-ticci di Nonno Libero...

Il primo pacs-ticcio lo creammo, involontariamente, io e mia figlia Rosanna con il  film-Tv “Il Padre delle Spose” ma ci è andata bene, anzi direi alla grande, perché l’ascolto è stato ottimo: 7.600.000 spettatori con punte di 9 milioni.                                     Un film discusso, osannato da alcuni e schifato da altri. Naturalmente la comunità gay, attraverso i vari media, compreso internet, mi ha attestato stima e riconoscenza per aver trattato un tema così scottante e così importante per loro. E di questo sono contento e ringrazio per tutte le belle cose che hanno detto su di me.

Il secondo pacs-ticcio l’ha creato, volontariamente, Tv Sorrisi e Canzoni quando ha sparato ad alzo zero annunciando che nella prossima serie ci saranno due gay che convivono allevando una bambina.

Se ricordate, Oscar, il medico della ASL interpretato da Paolo Sassanelli, ebbe una storia d’amore con Jessica, l’infermiera interpretata da Sabrina Paravicini, e con lei ebbe una figlia, ma la loro storia non andò a buon fine proprio per il fatto che lui era omosessuale e Jessica andò via lasciando la figlia ad Oscar. Volendo, già per questo fatto qualcuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ma non successe niente. 

In questa 5a serie, che comincerà ad andare in onda a marzo, per un naturale sviluppo del personaggio, Oscar si innamora di un suo collega pediatra e con lui ha una relazione. L’articolo di Sorrisi e Canzoni suppone che i due vadano a vivere insieme e di conseguenza poneva il problema della bambina allevata dalla coppia, i matrimoni gay, le adozioni agli omosessuali e chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo nella sceneggiatura non c’è, come, d’altra parte, ha già avuto modo di dichiarare la sceneggiatrice Paola Pascolini.

Il terzo pacs-ticcio lo hanno fatto tutti i politici che non aspettavano altro per rilasciare le loro solite dichiarazioni. Mi viene da pensare che la polemica sia strumentale. In questo periodo si discuterà di Pacs in Parlamento e le divisioni sull’argomento non hanno colore politico ma sono, come si dice, trasversali. Fatto sta che favorevoli e contrari sfruttano ogni occasione per portare acqua al loro mulino. Questa è una di quelle occasioni: una vicenda decisamente secondaria all’interno del Medico in famiglia scatena tutti i dietrologi di turno che ci vedono un “preciso disegno di condizionamento delle coscienze”. Esagerati. Per una semplice fiction che racconta la realtà per come è, senza nascondersi dietro a un dito.

Io sono, in linea di massima, a favore dei Pacs. Non penso che la cosa riguardi solo gli omosessuali. Comunque, credo che tutti abbiano uguali diritti in tema di eredità, assistenza nella malattia, reversibilità della pensione ecc.

Nello stesso tempo non amo certe forme di esibizionismo, sia gay che etero, e ritengo che sarebbe meglio che i bambini, anche adottati, crescano con genitori dei due sessi. Questo non vuol dire che una famiglia “tradizionale” sia per forza garanzia di equilibrio e serenità per i figli. In assoluto direi che la cosa più importante sia allevare i bambini con amore.

Ora, però, l’ultimo pacs-ticcio lo combinerò io perché non voglio più rispondere a nessuno sull’argomento, dopo che un giornalista della Nazione di Firenze mi ha intervistato sul mio libro “Ti racconto una storia” (che, per inciso, sta andando forte) e nell’articolo non ha scritto una sillaba di quanto detto ma solo che Banfi è diventato l’icona dei gay e che è d’accordo sui Pacs. Insomma, d’ora in poi vorrei tornare ad avere la mia…Pax e dei Pacs se ne occupi, finalmente, chi ha il dovere di decidere.

Festa indiana al Medico in famiglia 5

Grazie alla gentilezza della produzione Publispei abbiamo "rubato" per voi qualche altra immagine dal set di Medico in famiglia. In questa scena tutti noi Martini facciamo gli indiani, nel senso che siamo vestiti da indiani per partecipare ad una festa della famiglia di Kabir.
Poi, per portare a casa queste immagini e mostrarvele in esclusiva, mi tocca veramente fare ...l'indièno, ma questo è un altro discorso.

Uno sguardo sul set di Medico 5

Questa è una piccola sorpresa per tutti voi.
Ce ne saranno altre...

Sul Medico in famiglia

Stiamo girando la quinta serie di “Un medico in famiglia”. Andrà in onda dal marzo prossimo. Stavolta gli darei anche un sottotitolo: Nonno Libero contro Sandokan!

Sì, perché questa volta nel cast c’è nientepopòdimenoche il mitico Kabir Bedi. Quando l’ho conosciuto la prima volta, all’inizio delle riprese, ero molto curioso. Me lo ricordavo tanti anni fa con la sciabola e il turbante, mentre combatteva con le tigri o seduceva la Perla di Labuan.

Bello, forte e coraggioso. Adesso Kabir è un distinto signore di dieci anni più giovane di me, con una certa flemma tipicamente indiana. È sempre un bellissimo uomo con la sua capigliatura corvina e lo sguardo molto intenso. Siamo diventati amici e qualche volta ce ne andiamo a mangiare insieme. Io l’ho portato a mangiare il pesce crudo, che è la mia passione, e lui mi ha portato in un ristorante indiano. Un giorno mi sono messo in testa di insegnargli a dire le mie battute storiche tipo “ti spezzo la noce del capocollo e te la metto a tracolla”. Il risultato lo potete vedere qui.