Il primo pacs-ticcio lo creammo, involontariamente, io e mia figlia Rosanna con il film-Tv “Il Padre delle Spose” ma ci è andata bene, anzi direi alla grande, perché l’ascolto è stato ottimo: 7.600.000 spettatori con punte di 9 milioni. Un film discusso, osannato da alcuni e schifato da altri. Naturalmente la comunità gay, attraverso i vari media, compreso internet, mi ha attestato stima e riconoscenza per aver trattato un tema così scottante e così importante per loro. E di questo sono contento e ringrazio per tutte le belle cose che hanno detto su di me.
Il secondo pacs-ticcio l’ha creato, volontariamente, Tv Sorrisi e Canzoni quando ha sparato ad alzo zero annunciando che nella prossima serie ci saranno due gay che convivono allevando una bambina.
Se ricordate, Oscar, il medico della ASL interpretato da Paolo Sassanelli, ebbe una storia d’amore con Jessica, l’infermiera interpretata da Sabrina Paravicini, e con lei ebbe una figlia, ma la loro storia non andò a buon fine proprio per il fatto che lui era omosessuale e Jessica andò via lasciando la figlia ad Oscar. Volendo, già per questo fatto qualcuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ma non successe niente.
In questa 5a serie, che comincerà ad andare in onda a marzo, per un naturale sviluppo del personaggio, Oscar si innamora di un suo collega pediatra e con lui ha una relazione. L’articolo di Sorrisi e Canzoni suppone che i due vadano a vivere insieme e di conseguenza poneva il problema della bambina allevata dalla coppia, i matrimoni gay, le adozioni agli omosessuali e chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo nella sceneggiatura non c’è, come, d’altra parte, ha già avuto modo di dichiarare la sceneggiatrice Paola Pascolini.
Il terzo pacs-ticcio lo hanno fatto tutti i politici che non aspettavano altro per rilasciare le loro solite dichiarazioni. Mi viene da pensare che la polemica sia strumentale. In questo periodo si discuterà di Pacs in Parlamento e le divisioni sull’argomento non hanno colore politico ma sono, come si dice, trasversali. Fatto sta che favorevoli e contrari sfruttano ogni occasione per portare acqua al loro mulino. Questa è una di quelle occasioni: una vicenda decisamente secondaria all’interno del Medico in famiglia scatena tutti i dietrologi di turno che ci vedono un “preciso disegno di condizionamento delle coscienze”. Esagerati. Per una semplice fiction che racconta la realtà per come è, senza nascondersi dietro a un dito.
Io sono, in linea di massima, a favore dei Pacs. Non penso che la cosa riguardi solo gli omosessuali. Comunque, credo che tutti abbiano uguali diritti in tema di eredità, assistenza nella malattia, reversibilità della pensione ecc.
Nello stesso tempo non amo certe forme di esibizionismo, sia gay che etero, e ritengo che sarebbe meglio che i bambini, anche adottati, crescano con genitori dei due sessi. Questo non vuol dire che una famiglia “tradizionale” sia per forza garanzia di equilibrio e serenità per i figli. In assoluto direi che la cosa più importante sia allevare i bambini con amore.
Ora, però, l’ultimo pacs-ticcio lo combinerò io perché non voglio più rispondere a nessuno sull’argomento, dopo che un giornalista della Nazione di Firenze mi ha intervistato sul mio libro “Ti racconto una storia” (che, per inciso, sta andando forte) e nell’articolo non ha scritto una sillaba di quanto detto ma solo che Banfi è diventato l’icona dei gay e che è d’accordo sui Pacs. Insomma, d’ora in poi vorrei tornare ad avere la mia…Pax e dei Pacs se ne occupi, finalmente, chi ha il dovere di decidere.
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