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Categoria: Varie

Un Anno di Blog: Oronzo Canà, Scuola di Cinema e tanto altro...

E' arrivato un altro Natale e questo segna anche un anno dall’apertura del mio blog.
Naturalmente avrete capito che io da solo non sono in grado di occuparmi di tutta questa avventura internettiana e così intorno a me si è creato un gruppo di collaboratori che una ne fanno e cento ne pensano. Diciamo che, se in rete si naviga, io sono come il capitèno di questa nave, quello che dà la rotta. Poi a lavare il ponte ci pensano i marinai. Porca puttèna, è come essere Cristoforo Colombo!
Vi dicevo, dunque, che questi miei marinai stanno sempre lì a scervellarsi per inventare qualche novità e allo scadere del primo anno, effettivamente, di carne al fuoco ce n’è.

Oronzo Canà ha ormai, con Bizona Canà, un suo spazio per discutere dei problemi del calcio. Infatti, in quanto detersivo del calcio, chi può meglio di lui farsi portavoce di tutti coloro che finalmente vorrebbero un vero calcio pulito? Dunque, cari blogghisti, se siete tifosi e pensate che qualcosa che non va, ditelo a Canà! Magari con qualche video, anche fatto con il telefonino quando siete allo stadio, da pubblicare sul sito. Oppure rivolgendovi alle Oronzo Girls che sono le mie inviate speciali.

Showfarm invece ha aperto addirittura una Scuola di Cinema Online! E nemmeno si paga! Una bella occasione per quelli di voi che vogliono approfondire i meccanismi del nostro mestiere. Poi un giorno o l’altro qualche lezioncina ve la darò pure io! In senso buono, s’intende.

Poi va costituendosi una piccola compagnia di giro, con tanti giovani attori a cominciare da Andrea Perroni, Lallo Circosta, Antonio Zambito (il mitico Crisantemi!), la bravissima comica pugliese Lia Cellamare e tanti altri che sono pronti a dare il loro contributo per il prossimo canale di Showfarm dedicato alla comicità, dove ci sarà spazio anche per quanti di voi vorranno mettersi in gioco, e in video, realizzando con la telecamera qualche filmato divertente.

Insomma, raghèzzi, a 71 anni suonati mi sento più moderno di una centrifuga nucleère in mezzo a tutta questa nuova tecnologia.
A questo punto non mi resta che farvi i miei auguri per le Festività, ma per questo vi rimando al video qui sotto.

Ciao raghèzzi

P.S. Un’ultima raccomandazione: a Natale siamo tutti più buoni, per tradizione. Sarebbe bello se si riuscisse ad essere buoni anche a Pasqua a Ferragosto, il 5 aprile, il 12 ottobre e tutti gli altri giorni dell’anno. Un piccolo aiuto a chi ha bisogno o anche semplicemente un sorriso al proprio vicino di casa farebbero bene a voi, agli altri e sarebbero un buon inizio per cercare di riparare i guasti di questo mondo. Buon Natale.

Guerra santa in cucina

Ogni volta che finisco un lavoro entro in uno stato di fibrillazione in attesa dei risultati e, da bravo pessimista quale sono, tra il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, io sono irrimediabilmente portato a vederlo frantumato a terra. Così, quando mi trovo in queste situazioni, per distrarmi che faccio? Mangio. Ma c'è un ma: Lucia, mia moglie, sta come un segugio e quando mi sorprende in cucina comincia la solita litania: "...e stai sempre qua...pensi solo a mangiare...sei troppo grasso..." ecc. ecc.
Io e lei stiamo insieme da una vita e il nostro matrimonio è sempre andato a gonfie vele se non per un piccolo particolare: a me piace mangiare e a lei no. Se dipendesse da lei starebbe addirittura a digiuno. E così mi attacca spingendo sempre su questo tasto e regolarmente finiamo a discutere e io mi ritrovo ad essere doppiamente nervoso. E allora mi sfogo in versi.Non nel senso che mi metto a fare versacci, ma nel senso di poesie in rime baciète.
E questa che vi presento l'ho dedicata proprio a mia moglie su questo argomento.

Beato lui, ‘sto Lino Banfi Zagaria
Che grosso personaggio e che simpatia.
Quando fa nonno Libero oppure Canà
Ce fa ridere una cifra, ce fa sbellicà.

Ma c'è chi chiede: “'Sto Banfi che vita farà,
Quando non è Nonno Libero o Oronzo Canà?
Come passa il tempo quando lui non lavora?
Si sa ben poco, oppure niente fino ad ora!"

Felicemente sposato con Lucia,
Mai litigi per amanti o gelosia.
Mo’ vi rispondo io... per dindirindina:
siamo in guerra continua dentro la cucina!

Io le voglio un gran bene, la risposerei,
Ma quando dice: “Sei grasso!"...l’ammazzerei
E’ una parola più pungente di tre offese
Mi sento in colpa ed è una tortura cinese!

Perchè lo dice ogni giorno, è automatico
A pranzo, a cena, è un martello pneumatico.
Se poi per qualche giorno le passa di mente,
Stiamo benissimo insieme, stupendamente.

Vado in crisi, poi mi voglio tagliare il grasso
Più mangio per dispetto, più mi sconquasso
Mi vedo mostruoso, mi sento un elefante.
Se mi fossi drogato, sarei magro e aitante!

Quando mi dice: “Guarda come sei ridotto...”
Se non l’amassi... farei il quarantotto!
Lo so, lo fà per il mio bene, per carità
Ma è quella verità che fa male, e lei lo sa!

Faccio le analisi ed è tutto perfetto,
La gente mi ama e mi riempie d’affetto.
Allora cos’è che non funziona in famiglia,
Se solo in cucina succede il parapiglia?

Sono un buongustaio, mangione non lo sono,
Se bevo vino deve essere caro e buono.
Ergo: subisco la tortura dalla metà
Ed inizia il processo della mia santità!

Tanto, magri o grassi... appena vai nella fossa,
Dopo un po’ diventi magro, anzi tutt’ossa.
Poi si va lassù e le anime sono uguali
O sei sessanta chili o sei due quintali.

LA MORTE DEL GIOVANE GABRIELE SANDRI E I DIRITTI DEI TIFOSI.

Quello che è accaduto domenica scorsa ci deve proprio far riflettere tutti quanti. Facciamo un bel passo indietro e cominciamo a dare uno sguardo distaccato al mondo del calcio, come se fossimo dei Marziani che studiano i comportamenti sociali dell’umanità e in particolare in Italia. Il calcio nasce come uno sport e diventa ben presto uno spettacolo. Il successo è immediato e grazie alla straordinaria partecipazione del pubblico, diventa lo sport più popolare di tutti. In pochi decenni i calciatori e gli allenatori diventano dei personaggi celebri, mitizzati e infine ricchi, ricchissimi. Oggi dietro al “pallone” c’è un business di miliardi di euro, con tutte le conseguenze positive, ma anche i rischi che questo comporta. Siamo campioni del mondo e campioni d’Europa per squadre di club. L’ultimo “pallone d’oro” è un calciatore italiano. E anche “la scarpa d’oro”. Cosa vogliamo di più? Il fatto è che siamo anche reduci da “Calciopoli” e che la violenza negli stadi continua imperterrita, nonostante i tanti provvedimenti restrittivi presi dal Governo, dal Ministero degli Interni e dalle varie prefetture sparse sul territorio. Quello che noto è che c’è un astio diffuso, trasversale e sotterraneo, verso le forze dell’ordine; un astio ottuso e acritico, comunque e a prescindere. I fatti ultimi di Bergamo, di Taranto, ma soprattutto di Roma lo stanno a dimostrare. E’ sempre più facile leggere scritte sui muri e semplici sigle che fomentano questo atteggiamento.
Tipo ACAB che ho scoperto vuol dire: All Cops Are Bastards che non è pugliese, come pensavo, ma un insulto bello e buono in inglese. Sembra che ci siano persone che hanno in odio le forze dell’ordine per partito preso. Persone per le quali ogni pretesto è buono per scatenare le violenze. Mi viene in mente una comparsa che, tempo fa, in un mio film, doveva indossare la divisa da poliziotto. Ebbene quel tipo si rifiutò e perse la giornata di lavoro dicendo: “Piuttosto che vestirmi da sbirro, muoio di fame!” Ma anche se questo è un fenomeno che trascende il calcio, nelle manifestazioni calcistiche trova la sua massima espressione o perlomeno quella più frequente. E allora bisogna innanzi tutto saper distinguere i tifosi dai teppisti, saper evitare ogni circostanza che in qualche modo li possa accomunare e confondere. Questo perché dobbiamo sperare che pian piano siano gli stessi tifosi (come successo per esempio a Torino) a tenersi lontani e a rigettare le manifestazioni di violenza e di intolleranza. Questo però non potrà accadere se le Istituzioni non daranno prova di senso di responsabilità e saggezza e di saper gestire le situazioni difficili che esistono in ogni società. La mia impressione è che ultimamente si sia tentato di scimmiottare sistemi utilizzati all’estero, senza calarsi nella realtà del nostro paese e senza prendere in considerazione istanze e circostanze reali. La tragica morte di Gabriele Sandri ha mostrato quanto a volte siano inadeguati e intempestivi gli interventi delle Istituzioni, appunto. Alla luce dei fatti mi sarei aspettato fin dal primo pomeriggio, se non prima, un comunicato ufficiale che esprimesse il dolore per la tragica morte di un ragazzo di 28 anni, dovuta all’errore di un poliziotto e che promettesse giustizia e che in nessun modo collegasse l’accaduto con il calcio o le tifoserie. Invece si sono diffuse notizie su scontri tra tifosi e tentativi di copertura che non hanno fatto altro che fomentare l’odio verso le forze dell’ordine. Insomma un comportamento irresponsabile che ha servito su un piatto d’argento il pretesto per ulteriori violenze irresponsabili, incivili, ingiustificabili. Ma non bisogna dimenticarsi, nessuno deve dimenticarsi, né il Governo, né i giornalisti, né i calciatori, né gli sponsor, che il calcio è un fenomeno sociale ed economico di alto valore e che questo lo si deve anche ai tifosi. I veri tifosi, quelli che amano veramente il calcio e che ogni domenica vorrebbero semplicemente godersi la partita. Senza di loro non ci sarebbe nulla di tutto questo e, perciò, vanno tenuti in considerazione i loro diritti.
Come Oronzo Canà, già prima che cominciasse il campionato, mi sono offerto alla Federazione Calcio per portare avanti una campagna per un calcio pulito e liberato dalla violenza e per riportare le famiglie allo stadio. Ma non ho avuto risposte e allora ho preso l’iniziativa per conto mio, realizzando questo sito, i commenti sul telefonino e anche una canzone rap sull’argomento. Vado avanti per la mia strada e spero che qualcuno di voi mi segua lungo questo percorso tortuoso e impervio, che potrebbe portare però qualche risultato tangibile.
Allego a questo lungo post il video per i portali Wap di Wind e Tim, realizzato a caldo, quando le notizie sul tragico avvenimento all’autogrill vicino ad Arezzo, erano ancora incerte e contraddittorie.
Ciao raghèzzi.

Con Renzo Arbore per "Focaccia Blues"

Ho girato un piccolo contributo insieme a Renzo Arbore per "Focaccia Blues" la docu-fiction (che, mi dicono, sarebbe metà documentario e metà fiction... non si finisce mai di imparère!) del regista pugliese Nico Cirasola.
E' la storia di una focacceria di Altamura, in provincia di Bari, che ha costretto alla chiusura per mancanza di clienti il Mc Donald's che gli avevano aperto accanto. E' la prima volta nel mondo che a un Mc Donald's succede un fatto del genere e così Renzo e io abbiamo dato la nostra testimonianza sulla superiorità della cucina pugliese. D'altra parte volete mettere gli hamburger con la nostra focaccia. Per non parlare dei lampascioni, le orecchiette, fave e cicoria, ciceri e tria, cozze pelose e chi più ne ha più ne...mangi.
Quando facciamo qualcosa insieme Renzo ed io ci divertiamo sempre molto e così abbiamo pensato di registrare per voi del blog un piccolo saluto che trovate nel video qui sotto. Come al solito il disgrazièto fa sempre il superiore perchè lui è più alto e più magro di me, è pure laureèto e dice che quelli di Foggia sono meglio di quelli di Bari. Ma io lo so che scherza e che mi vuole bene e comunque... quelli di Bari sono meglio di quelli di Foggia.
Ciao raghèzzi

ALL’AMICO SABÉNI

Caro Gigi,
ti ricordi quante volte, quando ci incontravamo al Bar di Vanni, tu mi abbracciavi sempre dicendomi: “PORCA PUTTENA.... TI SPEZZO LA NOCE DEL CAPOCOLLO?” e io rispondevo: “SABÉNI!!”.

Poi dicevamo, insieme al tuo grande amico Alfredo, che la macchina dello spettacolo è un infernale tritatutto che spezza gli animi e spezza i cuori, come purtroppo è successo a te...

Però hai visto quanti pezzi grossi si sono fatti sentire e si sono fatti vedere?
Quando li cercavi tu erano tutti assenti!!!!!

Io, in un intervista al GR2 ho detto che un po’di colpa nei tuoi riguardi la devono sentire anche molti giornalisti. Molti di loro hanno addirittura ammesso: “Certo, nei confronti di Sabani ci sentiamo anche noi un po’ responsabili, ma ci faremo perdonare parlando tanto di lui in questi giorni”.
Poi, purtroppo, è mancato anche il grande Luciano Pavarotti. Ha ragione Totò che la morte è come una livella, ma qui tra i vivi vale sempre l’ ubi maior minor cessat e i giornali, non solo italiani ma di tutto il mondo, sono pieni di commemorazioni di Big Luciano.
Te lo saresti mai aspettato, caro Gigi (e qui un PORCA PUTTENA ci vorrebbe proprio!) che proprio Pavarotti ti avrebbe rubato la scena? Che vuoi fare caro SABÉNI.... the show must go on.
Sicuramente adesso starete ridendo tutti e due per questa strana coincidenza e tu lo starai imitando cantando: VINCERÒ VIN.....CE.....RÒÒÒÒ!!!!

Ah, Gigi, fammi un piacere se puoi, anzi già che ci siete fatemelo insieme tu e Luciano.
Adesso che parlerete con tutti quelli che contano e con il grande CAPO ditegli questo:
"Banfi è un bravo raghezzo e quando deciderai che tocca a lui, non lo chiamare negli stessi giorni che chiami qualcuno più maior di lui, di qualunque settore, spettacolo e non. Lascia almeno un intervallo di dieci giorni l’uno dall’altro…
E visto che il raghezzo è altruista, non chiamare nemmeno qualche minor negli stessi giorni."

Grazie.... ciao Gigi e ciao Luciano. Vi voglio bene. Ci vediamo, ma con calma... non c’è fretta.

Vostro Lino Banfi

P.S.
Questo mio pensiero che ho scritto di getto, solo perchè volevo bene a Gigi Sabani, è blasfemo? È offensivo per qualcuno? Perchè un quotidiano molto importante si è rifiutato di pubblicarlo? Ho preso in giro la morte? La morte va presa in giro... perchè è STRONZA!

Lungomare Lino Banfi 71, Iesolo

Era l'11 luglio, il mio compleanno.
Avevo cercato di non dirlo a nessuno
che quel giorno ne facevo settantuno...

Ma proprio quel giorno, in quel di Iesolo, le autorità del posto avevano pensato di invitarmi all'inaugurazione dei due nuovi tratti del suo lunghissimo lungomare.
Stabilimenti, spiagge, bar, ristoranti e affini per 15 chilometri di cui uno dedicato a me, il Lungomare Lino Banfi, e uno alla Venier, il Lungo...Mara Venier.
Vi racconto una cosa in confidenza. Alla fine dei festeggiamenti (durante i quali siamo stati applauditi da un sacco di gente ai lati della strada dove sfilavamo su macchine d'epoca scoperte che manco al Columbus Day sulla fifteveniù di New York!!), mi sentivo uno strano fastidio al basso ventre e sapete perchè? Perchè, pur onorato da tanto entusiasmo, ogni volta che qualcuno mi diceva: "Vi abbiamo dedicato una via da vivi!" io, per scaramanzia, mi grattavo dove potete immaginare. Quando l'ho detto a Mara, anche lei mi ha confermato di aver avuto la stessa esigenza, solo che, non avendo gli attributi a disposizione, si serviva di un piccolo ferro di cavallo che aveva in tasca: "E siccome questi pantaloni sono di lino, è come se lo avessi fatto anche per te."
Qundi, ora sul Lungomare di Iesolo, con Alberto Sordi, Gina Lollobrigida, Andrea Bocelli, Katia Ricciarelli, Mike Bongiorno e Carla Fracci, ci siamo anche io e Mara e tutti (tranne, ahimé, il grande Alberto che comunque ci guarda da lassù) siamo vivi, sperando che San Pietro, bontà sua, non affretti i tempi: abbiamo ancora molte cose da fare quaggiù!
Fa piacere, però, sapere che tal Alfredo Trentin o tal'altro Luca Volpin da oggi abitino a Iesolo, Lungomare Lino Banfi, 71. Ostrega!

71 e non sentirli...

Eccomi qua!
Sono appena tornato dopo un periodo di cure da Messeguè dove mi hanno rivolteto come un calzino e tra cataplasma, bibitoni, tisane e calorie controllate sono più in forma che mai avendo perso quei 7/8 etti di troppo che appesantivano il mio profilo filiforme. A questo punto sono pronto ad affrontare il ritorno di Oronzo Canà che per me sarà come un salto indietro nel tempo di più di 20 anni e, visto che in questi giorni compio 71 anni, la cosa non può che farmi piacere.
A proposito di salti nel passato, sono riuscito a trovare la registrazione della mia prima apparizione in TV, nel programma del 1969 "Speciale per voi" condotto da Renzo Arbore (un pupo anche lui! ).
Ricordo l'apprensione che avevo prima di entrare in scena davanti a quel pubblico di "bravi raghezzi" che in realtà erano delle iene, come potrebbero testimoniare Claudio Villa e Caterina Caselli che nella stessa trasmissione furono fischiati, litigarono e se ne andarono. Poi, invece, mi tranquillizzai quando vidi che ridevano alle mie battute, cosa in fondo naturale per la iena che è ridens e non sibilans che vuol dire fischiante.

Ultime notizie su “L’allenatore nel pallone 2”

Anche se non sono stato proprio assiduo nello scrivere sul blog leggo sempre con piacere i vostri commenti e voglio ribadire che tutto quello che leggete lo scrivo io a penna, con cui sono velocissimo, al contrario che con il computer, e poi lo consegno ai miei collaboratori di Showfarm che lo pubblicano senza cambiare neanche una virgola, anche perché se lo facessero gli spezzerei le rotule...
Questo per rispondere a quei disgrazieti che vanno a vedere l’ora di pubblicazione e si domandano come faccio a stare qui e là, contemporaneamente sul blog, in Tv e allo stadio.

Quando non mi sentite, invece, è perché sto lavorando per voi. Stiamo mettendo a punto la sceneggiatura dell’Allenatore nel pallone 2 o Il ritorno di Oronzo Canà.
In realtà ancora non abbiamo deciso il titolo. Anzi, perché non mi date una mano voi?
Nel frattempo vi do qualche notiziola sull’avanzamento del film.
Si avvicina il momento in cui Nonno Libero dovrà cedere il passo ad Oronzo Canà e il primo atto di questo “cambio della guardia” sarà il…taglio dei baffi!
Dopo tredici anni che li porto mi farà strano vedermi senza. Sicuramente verrà fuori il mio bel visino affusoleto e il collo alla Modiglieni. Comunque farò in modo di documentare l’evento con un piccolo video per chi, tra voi blogghisti, sia interessato, così che possiate dire: anche io c’ero!

Qualcuno di voi sa che sono apparso sulle tribune dello stadio di Torino, in occasione di Juve-Genoa. Tengo a precisare che quello non ero io bensì proprio Oronzo Canà che, dopo aver elargito un pronostico azzeccato sul risultato della partita, perorava la causa del film con il presidente Cobolli Gigli e tutta la truppa bianconera. In quella occasione molti giocatori, a cominciare da Del Piero, si sono detti disponibili. Lo stesso dicasi per altre squadre e allenatori e perfino il Presidente Matarrese è disposto a recitare in pugliese stretto.
Ma c’è un personaggio a cui tengo molto. È Carletto Mazzone che, sia per la fisionomia che per il carattere e lo spirito, rappresenta una specie di alter-ego di Oronzo Canà.

Mazzone per me è un po’ il simbolo del calcio pulito, fatto di dedizione e sacrificio, votato a imprese sportive impossibili, recuperi e salvezze di squadre non sempre blasonate, incazzoso ma buono, amato e popolare.
Insomma io volevo che Mazzone nel film fosse una specie di consigliere di Canà.
Quando il produttore lo ha contattato, Carletto, che è un tipo un po’ schivo, aveva esitato, così l’ho chiamato direttamente io per convincerlo.
“Carlo, sono Lino Banfi…”
“Eccola là! Mo’ lo so che me fai commuove’ e te devo di’ per forza de sì…”
“Ma tu ci devi essere Carle’, sei un simbolo. Per te c’è una partecipazione speciale. Insieme saremo strepitosi.”
Insomma, dopo qualche insistenza anche lui ha detto sì e sarà della partita (notare il doppio senso).
Vi lascio con un ultima chicca. È una canzone dedicata a Oronzo Canà fatta da Amedeo Minghi e me. È una versione un po’ scherzosa che spero vi diverta.
Ciao raghezzi.

Ho sognato Totò

Come ho scritto nel mio libro Vi racconto una storia, nel mio studio ho una foto di Totò e ogni tanto, quando mi va lo sguardo…ci parlo.
L’altra notte l’ho pure sognato.
Ero seduto ad un tavolino nella galleria Colonna, oggi Alberto Sordi, dove un tempo si incontravano tutti gli artisti di grande e piccola ribalta (varietà, operetta, rivista, avanspettacolo ecc…).
Non c’era nessuno, né camerieri, né clienti. Solo un grande silenzio. Sul tavolo avevo la solita colazione a base di cappuccino, brioche e supplì; l’equivalente, dicevamo noi, di un litro di benzina che serviva a fare quei 7/8 Km a piedi per arrivare fino a sera e alla cena…se c’era.
Nel frattempo compilavo la schedina dell’Enalotto quando mi sento chiamare:
- Pasquale! -
Nessuno mi chiama Pasquale da anni e così mi giro per vedere chi fosse e vedo Totò.
- Principe, anche voi siete qua? -
- Ma quale principe…chiamami Antonio! Hai già consumato? -
- Sì, sto facendo la solita colazione, volete favorire? -
- No, grazie io non mangio mai. -
- Ah, la mattina vi tenete leggero… -
- La mattina, a mezzogiorno e la sera, sempre. Noi anime ci cibiamo solo di spirito e io modestamente in quanto a spirito… -
Poi vede la schedina che stavo compilando e mi dice:
- Ti aiuto io, così se vinci, ti ricordi di me! -
- Ma io mi ricordo sempre di voi, Principe; sin dalla prima volta che vi incontrai a casa vostra, ricordate? -
- Mi ricordo, mi ricordo. Fu quando ti dissi di cambiare il cognome. -
- Eh si! E io l’ho fatto e mi sono chiamato Banfi e mi ha portato fortuna. Ma…posso farvi una domanda? -
- Prego… -
- Quando si passa dall’altra parte, si rimane uguali? Cioè…il peso voglio dire… è sempre il mio solito problema che non riesco a dimagrire… insomma, voi e Aldo Fabrizi per esempio, siete uguali? -
- Ma caro Pasquale, l’anima non ha peso. Però l’immagine rimane la stessa. Così, quando galleggiamo tra le nuvole, io e Aldo, per seguire il tuo esempio, a vederci siamo uguali; però se dobbiamo correre, come facevamo in “Guardie e ladri”, lui, anche grosso com’è, mi raggiunge sempre! -
- E come passate il tempo? -
- Facciamo quello che sappiamo. Facciamo anche qualche film. Siamo così tanti lassù che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Io, Fabrizi, Sordi, Manfredi, Gassman, i De Filippo e tutti gli altri. E poi, ci sono tanti registi: Mastrocinque, Mattòli, Steno, Pasolini, Fellini… Giriamo le scene, le montiamo, le smontiamo, le rifacciamo. Tanto tempo ce n’è in abbondanza. -
- E poi? Questi film? -
- E poi li rivediamo tutti insieme al Cinema Paradiso. C’è sempre il tutto esaurito. Qualche volta viene pure qualcuno dei capi. L’ultima volta è venuto pure San Gennaro! -
- Che bello! Allora quando toccherà anche a me potrò togliermi qualche sfizio; tipo fare un film con Fellini che una volta mi disse che gli sarebbe piaciuto lavorare con me. -
- Eccome! Anzi, per un nuovo progetto che abbiamo in mente abbiamo parlato di te perché c’è bisogno di qualcuno che parli pugliese. -
- Ah! Ma…avete bisogno proprio adesso? -
- No, non ti preoccupare, c’è tempo. Tra scrivere soggetto e sceneggiatura ci vorranno almeno 20, 25 anni… -
- Meno male! E adesso che state facendo? -
- Adesso sto lavorando con quel giovane napoletano, Massimo Troisi. E’ bravo! Insieme facciamo una bella coppia. Siamo a metà lavorazione, fra una decina d’anni finiamo. -
- Tutto questo tempo per un film? E quanto dura? –
- 26 ore e 50 minuti. Ma non è un film. E’ un cortometraggio.

Buona Pasqua!!

L'Italia incontra la Scozia. Oronzo Canà incontra Falcao e Pelè

Stasera a Bari gioca la Nazionale contro la Scozia. Quindi mi raccomando, raghezzi, tutti davanti alla TV a tifare per la qualificazione agli Europei. Speriamo che il mister Donadoni e i suoi ragazzi riescano a portare a casa il risultato. Certo, un po' la mancanza di Totti la sentirò ma, se vinciamo, chiodo scaccia chiodo e, quando si sarà tolti tutti i chiodi, sono sicuro che anche Francesco tornerà.
A proposito di grandi calciatori, mi ricordo quando nel 1988 facevo Domenica In. Con me c'era Paulo Roberto Falcao che si occupava del calcio. Io però volevo coinvolgerlo in qualche sketch perchè era spiritoso e mi divertiva molto il suo modo di parlare. Io ero uno dei pochi che pronunciavano bene il suo nome che andava detto Falcaun con una au stretta. Anche in canosino abbiamo molte parole che suonano allo stesso modo: u' pallaun, il pallone; u' melaun, il melone; la processiaun, la processione; u' balcaun, il balcone...
Un giorno venne Toquiño e con lui cantai Desafinado in canosino. Anche Paulo voleva cantare con noi ma quando provammo era così stonato che io e Toquiño ci guardammo preoccupati e lo convincemmo a lasciare perdere.
Un'altra volta Falcao portò il grande Pelè e mi presentò come Oronzo Canà, un grande allenatore italiano. Pelè è molto simpatico e stette al mio gioco così gli feci un dribbling e un tunnel per la gioia delle 300 ragazze ponpon che costituivano il pubblico. Chèvolo, posso sempre dire di aver smarcato Pelè!
Qualche tempo fa, dopo tanti anni, l'ho incontrato a Cannes. Io stavo firmando autografi per degli ammiratori italiani che mi avevano fermato per strada. Con la coda dell'occhio lo vidi che si avvicinava incuriosito finchè mi riconobbe. Ci salutammo con gioia e, a quel punto, sapete che gli ho chiesto? Se voleva partecipare al film L'allenatore nel pallone 2. Chiaro, era una cosa buttata lì, però il raghèzzo mi sembrò abbastanza disponibile. Chissà...

Chiudere o non chiudere questo blog.

Quando ho cominciato a vedere i commenti di Yang2way al mio post precedente, il mio primo pensiero è stato quello di chiudere il blog piuttosto che trovarmi esposto ad attacchi di questo genere. Poi ho pensato che, se un personaggio pubblico come me trova il coraggio di mettersi in gioco con uno strumento come il blog, allora deve aspettarsi di tutto, dalle critiche agli attacchi personali fino a qualche forma di mitomania. Bene. A questo punto visto che i panni sporchi non si lavano più in famiglia (che poi non sono proprio panni della mia famiglia), laviamoli pure in piazza e mettiamo in chiaro alcune cose che questa signora yang2way falsifica con particolare veemenza.
Due anni fa, un mio nipote che vedo molto poco è venuto a casa mia con uno dei suoi cani pregandomi di adottarlo poichè lui non sapeva come fare a tenerlo visto che stava vivendo un crollo rovinoso del suo matrimonio a causa di fatti che, non essendo fatti miei, non voglio rivelare nè commentare. A casa mia, come qualcuno saprà, amiamo molto i cani e la vista di questa povera cagnolina tutta pelle e ossa, appena uscita da un canile dove era stata parcheggiata dai due coniugi per un certo tempo, ha immediatamente convinto mia figlia a prenderla in casa sua, per la gioia e la felicità dei miei nipoti. Cara Yang2way, io non ho rubato proprio niente a nessuno, sia ben chiaro! Il cane ci è stato affidato dal suo padrone che poi è tuo marito.
Da quello che mi è stato raccontato non mi è sembrato mai di ravvisare nel tuo comportamento un amore spassionato per quella povera bestiola che avresti "allevato come una figlia". Forse tenendola chiusa in bagno perchè non ti sporcasse casa? O forse andando via dal luogo dove vivevi con tuo marito lasciando a lui solo l'impegno di occuparsi dei cani? Io non so, tu sai.
Ma tu, approfittando dell'anonimato di un nick qualsiasi, mi accusi di ogni nefandezza, di avere una doppia faccia, di essere crudele e senza pietà, di diseducare i miei figli e i miei nipoti (che mancanza di stile i tuoi commenti livorosi su dei bambini!), giudicando la mia vita non so da quale pulpito e arrivando ad usare argomenti come quelli dei bambini che muoiono di fame e che sono senza tetto a cui, al contrario di me, immagino che tu dedichi parte del tuo tempo e delle tue finanze, cercando di risolvere i loro problemi...
E poi mi vieni a fare le poste sotto casa. Urlando come una pazza contro mia moglie e mia figlia. Terrorizzandole con le tue minacce. Facendo delle banali allusioni, con epiteti che tutti possono immaginare, al ruolo che ha interpretato nel film "Il padre delle Spose" (altra notevole caduta di stile e mancanza di fantasia da parte tua, scusami). E magari sostieni di essere passata lì per caso e che quella coatta di mia figlia ti ha aggredito insultandoti. Come quando qualcuno ha mandato all'ospedale il tuo ex suocero, ha danneggiato la sua auto, ha messo l'Attak nella serratura della sua porta costringendolo a sfondarla per entrare a casa. Sembra una trama tipo "Attrazione fatale". Solo che io non sono nè la moglie nè l'amante. Anzi non c'entro proprio niente. Certo, se avessi saputo che tenevi così tanto al cane non lo avrei mai preso in casa. Ma, ora che sono passati due anni, non ti viene in mente che lo stesso cane si sia affezionato ad altri? Credi che non soffrirebbe ad essere costretta a lasciare la sua famiglia, così come ha sofferto quando l'avete portata al canile? Credi che lei, che dorme con i bambini, non sia amata e coccolata? Oltretutto, quello che tu davanti casa mia hai riconosciuto come il tuo cane non era nemmeno Minnie ma una altro jack russel.
Che dirti ancora e che dirvi cari blogghisti. Pensate veramente che io, con tutto quello che ho da fare, sto qui a autoincensarmi con commenti sotto falsi nickname?
Mi scuso con tutti voi per questa incresciosa vicenda che non avrei mai immaginato arrivasse a questo punto, ma la vita è sempre piena di sorprese. Qualcuno di voi potrebbe dire: ridaglielo 'sto cane e chiudetela là. Poi, quando i miei nipoti mi tireranno dietro qualche "gadget da migliaia di euro" (sic!) e scriveranno qui per dire che nonno crudele hanno, apriremo un'altra bella discussione. Questa donna, che io ho visto due volte nella mia vita, vive con suo marito una dolorosa causa di divorzio e spesso, in questi casi, sono i figli ad andarci di mezzo, usati da uno contro l'altra. Loro i figli, per fortuna, non li hanno e così...
Certo un po' di scoraggiamento ce l'ho e l'idea di chiudere il blog ancora ronza nella mia testa. Alle diffamazioni della signora Yang2way o comunque vorrà chiamarsi ci penserà l'Autorità Giudiziaria. Al mio futuro di blogghista ci penserò io e vedrò il da farsi.
Sapevo che nei computer c'era il rischio che entrassero i virus ma non immaginavo che entrassero anche i molestatori di professione...

Père che il pompelmo faccia mèle...alle frègole dell'avocado!!

Due momenti della mia vita sono stati particolarmente decisivi.
Nel 1968, quando passai dall’avanspettacolo al cabaret, al Puff di Roma, capii in una ventina di secondi (il tempo di alzarmi dal puff e andare sulla pedana) che per quel tipo di pubblico dovevo parlare con l’accento smaccatamente esasperato pugliese.
Nel 1973, quando all’Auditorium di Napoli, con il grande Alberto Lupo in Senza Rete, mi dettero pochi minuti a trasmissione e io perfezionai l’idioma anglo-pugliese con l’aggiunta delle finali in lo e la: “Cravattola, camiciola, Iva Zaniccoli, Mike Bongiornolo, ecc” e fu la svolta!
Poi, durante la caterva dei film didattici (ho cominciato da bidello e sono arrivato a preside) mi domandai, anzi fu il mio alter ego Pasquale Zagaria a chiedere a Lino Banfi: “Che prodotto vuoi essere da grande?”
Io pensai: “Ognuno di noi è un tipo di frutta che va venduta da un certo tipo di venditore e consumata da un certo tipo di gente. Se scelgo di essere mango, papaia o frutto della passione mi consumeranno le persone intellettuali, ricche di buon gusto. Se scelgo di essere mela, pera o arancia sarò un frutto nazional-popolare. Forse non sarò in bella mostra in una frutteria di via Montenapoleone a Milano o di via Veneto a Roma ma, porcaputtèna, sarò sui i banchi di frutta di tutti i mercati! E anche a via Montenapoleone e via Veneto mi dovranno subire vicino al mango, alla papaia e ai frutti della passione…
Così scelsi la frutta popolare e non vi dico quello che ho dovuto subire i primi anni! La frutta esotica mi ha sempre fatto la guerra. Mi dicevano di tutto: “Ancora vicino a me, zotico guitto che non sei altro…”. Poi, non so perché, nei mercati mi piazzavano sempre sui banchi del centro, verso il lato destro, e mai con loro sulla sinistra…
Addirittura la frutta intellettuale pugliese mi voleva eliminare dal mondo ortofrutticolo perché non ero chic e con il mio linguaggio, secondo loro, involgarivo il nobile idioma pugliese che è protetto dall'Accademia della Cruscola.
Però, con l’aiuto di Dio, ma anche e soprattutto del mio che volli, volli, fortissimamente volli, sapete che è successo, cari raghèzzi?
Che oggi molti frutti esotici mi stimano, mi vogliono bene, si sono pentiti e qualcuno ha avuto il coraggio di confessarmi che, una volta, nei circoli intellettuali, bisognava nascondere che ci si divertiva con Banfi e dichiarare per forza di amare pazzamente solo Woody Allen e Nanni Moretti. Capito?
Questo fatto mi ha ricordato che, ai tempi di Senza Rete, il capostruttura Rai era Giovanni Salvi (vivaddio, gran conoscitore di spettacolo) che mi raccontò che ogni sabato mattina si guardava in bassa frequenza dal suo ufficio di viale Mazzzini le prove che facevamo a Napoli e che molti dirigenti andavano da lui a curiosare. Uno di questi (di cui non farò il nome neanche sotto tortura), che arrivava sempre con due o tre quotidiani di sinistra sotto il braccio e ascoltava solo musica sinfonica, dopo un quarto d’ora che assisteva alle nostre prove cominciò a ridere come un pazzo e disse queste testuali parole: “Giovà, mi vergogno molto a dirlo, ma Banfi mi fa pisciare sotto dalle risate!”
Giovanni Salvi tenne il segreto per un po’ di anni ma poi me lo confessò ridendo, felice di essere stato lui a scoprirmi televisivamente.
In conclusione, viva Giovanni Salvi e gli intellettuali pentiti e...ai blogghisti l’ardua sentenza!

Oggi è il mio anniversario di matrimonio

Oggi festeggio 45 anni di matrimonio (più 10 di fidanzamento) con la mia dolcissima Lucia, che se non ci fosse stata lei oggi non sarei quello che sono.
Ah, dimenticavo un dettaglio: le nostre nozze furono celebrate alle 7 di mattina, dopo la più classica delle "fuitine" (i suoi genitori non ne volevano sapere...), nella sagrestia della chiesa di S.Francesco a Canosa, alla presenza di un solo testimone e con il prete che mi disse: "Beh, Lino, sbrighiamoci che dopo ho un matrimonio..."

A tutti quelli che mi chiedono di rispondere

Cari amici blogghisti,
vorrei chiarire con voi 2 o 3 cosette.
Io sul computer so guardare solo questo blog e non so viaggiare in Internet. Se ne avessi il tempo mi piacerebbe molto viaggiare, in tutti i sensi, compreso quello di farmi una lunga vacanza....
Tutti i vostri commenti, però, li so quasi a memoria e ho afferrato quasi tutto. Lo so che il blog non è un canale televisivo e non voglio certo essere, come ha detto qualcuno, autoreferenziale, che poi significa parlare solo di sè stessi. Ma non posso rispondere a tutti, uno per uno, altrimenti rischiamo di fare un blog di corrispondenza o, peggio, di soli autoelogi.
Una delle conseguenze dell'essere così popolari e amati dal pubblico come me, fatto per il quale ringrazio sempre il Signore, è che si viene subissati di richieste di ogni genere: dalla partecipazione alla sagra della castagna, alle richieste di soldi e raccomandazioni, alle proposte di copioni e sceneggiature di ogni genere. Sapete che ho dovuto più volte cambiare numero di telefono? Arriva un momento che il mio numero, non si sa come, diventa pubblico e mi cominciano ad arrivare telefonate tipo "Lino Bènfi, porcaputtena, ti spezzo la noce del capocollo" o "Signor Banfi, lei che è tanto buono, mi aiuti ad avere un posto qui, un trasferimento là, ecc.". Voi direte che questo è il prezzo che si deve pagare per essere famosi e io lo capisco e mi adeguo, ma voi dovete capire che ho anche bisogno di difendere la mia privacy, se no non riesco più a campare. Spero che mi capiate e passo oltre.
Questo blog-lino in meno di due mesi ha scalato le classifiche passando dal 2913° posto al 736° con un totale di più di 20.000 contatti. Sono tanti, eh? Meno male che sono contatti virtuali perchè se erano contatti fisici, nel senso di carnali, all'età mia erano volatili per diabetici cioè CHÈZZI AMÈRI, come diceva Confucio quando faceva confucione.

Ancora una volta DICO la mia

Tra tutti quelli che hanno scritto per esprimermi appoggio e solidarietà, e che ringrazio di cuore, meno mèle che c’è qualcuno che mi critica, anche se benevolmente. Però vorrei che si smettesse di confondere i Pacs o Dico, o dite un po’ come vi pare, con l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.
Sulle adozioni io non sono d’accordo e l’ho detto pubblicamente, anche a Porta a Porta. Continuo a pensare che ogni bambino dovrebbe avere una mamma e un papà.
Piuttosto vorrei che le pratiche per le adozioni “regolari”, pur con la necessaria attenzione e prudenza, siano più celeri, senza che si debbano aspettare anni per portarle a termine.
Ma questo è un altro discorso…
Per quello che riguarda gli altri diritti vorrei raccontarvi una piccola storia vera.
C’era un famoso ballerino che era omosessuale. Aveva un compagno molto più giovane di lui e, dopo tanti anni che stavano insieme, decise di intestare al suo compagno tutte le sue proprietà.
Visto che era più anziano aveva pensato: non si sa mai, domani mi succedesse qualcosa…
Invece qualcosa successe al giovane compagno che morì in un incidente. E sapete che avvenne? La famiglia del compagno si trovò ad ereditare tutte le proprietà e lui fu sbattuto fuori di casa…
Dico io, vi sembra giusto?

Piccole osservazioni romane

Ma che tipo di diktat è questo elzeviro dell'Osservatore Romano? Perché tutto il mondo mediatico si preoccupa e quasi si impaurisce? Perché le critiche su quotidiani prestigiosi fatte da giornalisti un po’ più informati del nostro nobile intellettuale con due cognomi possono essere sempre discutibili e questo intervento del giornale vaticano suona come una condanna? È possibile che a 70 anni suonati io debba per forza recitare un mea culpa? Per cosa? Ubi est mea culpa? Solo perché ho fatto (come attore “ex comico” di prodotti di serie Z, che rifarei volentieri) la fiction “Il Padre delle Spose”, ideata da me e non dalla RAI?

Perché nessuno spiega al pubblico “meno provveduto”, come scrive sempre il nostro con due cognomi, che la suddetta fiction ha avuto delle pressioni così forti, non sappiamo da parte di chi o lo sappiamo ed evitiamo di dirlo, per le quali ha rischiato di non andare più in onda e rimanere per sempre confinata nei magazzini? E meno male che alcune persone con le persiane del cervello un po’ più aperte hanno difeso me e il prodotto, che è andato in onda lo stesso con un grandissimo successo di ascolto.
Ho toccato il tema dell’amore di un padre verso una figlia che supera tutte le barriere, anche quella dei gusti sessuali. Il tema della comprensione, dell’altruismo, della compassione e del perdono. In un certo senso il tema del figliol prodigo. Non sono anche questi temi che riguardano la famiglia? O abbiamo capito male, fin da ragazzini, tutto ciò che ci veniva insegnato in famiglia e in chiesa? Come si fa a definire il pubblico che segue da 10 anni questa nostra fortunata serie de “Un medico in famiglia” un pubblico sprovveduto, quando invece abbiamo avuto riscontri di un pubblico di tutte le età con prevalenza di medio-alta cultura?

Mi ricordo tante copertine e articoli di Famiglia Cristiana che mi qualificavano come attore a tutto tondo. Forse si riferivano alla mia fisionomia rotonda? E gli articoli elogiativi che in passato ha fatto lo stesso Osservatore Romano? Ah, forse quelli erano scritti da giornalisti con un solo cognome. Spero che mi venga perdonata almeno la mia ironia…

Mi ricordo, due anni fa o giù di lì, la sera del concerto del 1° Giugno al Quirinale, a cui ogni anno vengo invitato. Stavamo lì nei giardini ad aspettare il Presidente Ciampi e la signora Franca per salutarli quando l’allora Presidente della Camera P.F.Casini mi salutò affettuosamente e, ad alta voce, disse: “Nonno Libero è un genio! Ha rimesso insieme la famiglia…”. Non mi definì un ex comico ma un attore capace di far ridere e commuovere.
Oggi, però, io, che affermo sempre che sono di simpatie per il centrodestra, continuo a ricevere calci in bocca proprio da loro. Nessuno che riconosca: Banfi è un attore che fa semplicemente il suo lavoro di attore.
Addirittura l’amico Pasquale Squitieri, che nei suoi film ha spesso trattato di “Famiglie”, anche se di genere mafioso o camorristico, essendo uomo di cinema, a maggior ragione, invece di sparare a zero sulle fiction Rai, doveva dire che cinema e fiction sono un ottimo strumento per affrontare temi attuali anche se scottanti.
Poi si fanno distinzioni tra laici e cattolici sulle quali io non sono affatto d’accordo: un cattolico, non impegnato nel sacerdozio, non è un laico? Quanti cattolici, per fare solo un esempio, divorziano? Eppure mi pare che la Chiesa non accetti il divorzio.

Per concludere, la mia paura adesso sapete qual è? Ieri ho fatto quello che faccio sempre da tantissimi anni: sono andato in Chiesa a S.Ippolito, la mia parrocchia. Ogni volta, quando finisce la messa, molte persone, uscendo, mi vedono lì nel mio angolo e mi sorridono, a volte addirittura mi accarezzano e mi baciano. Ieri, invece, un’anziana signora mi ha guardato e ha scosso la testa come per dire: quoque tu…
Come devo recepire questo segno? Stasera quando tornerò a casa, dopo le dieci ore di lavoro da ex comico per la “dolciastra soap opera” di Medico 5, mi chiuderò nel mio studio vicino alle foto di Papa Woityla che mi accarezza, di Padre Pio e di mio padre e chiederò consiglio a loro…

Alighieri, Banfi, Carducci, De Amicis...

C’era un sacco di gente martedì 30 gennaio per la presentazione del mio libro alla Feltrinelli.

Mi ha fatto piacere vedere quanti hanno apprezzato questo mio lavoro. Per un non pluri-laureèto come me essere considerato “scrittore” mi onora, mi emoziona e mi compensa della fatica che ho fatto per mettere ordine tra tutti i miei ricordi.

Ho letto i commenti di alcuni che mi seguono dall’estero che mi chiedono come fare ad acquistare il libro, per cui mi sono informato alla Rizzoli e mi hanno dato il seguente link (capadichèzzo quante parole nuove sto imparando!) :

Ti racconto una storia -IBS

Per i raghèzzi italoamerichèni, invece, mi dicono che a New York c'è la libreria Rizzoli nella 57esima strada, dove è possibile trovare il libro.

Abbiamo girato anche un piccolo video che trovate qui di seguito.

Tra Rodolfo, Valentino e un Medico in Famiglia...

Scommetto che, leggendo il titolo, pensavate: e mo' che c'entra Rodolfo Valentino con il Medico in Famiglia? Niente, non si tratta del mitico attore. A proposito, lo sapevate che Rudy era pugliese, no? Beh, noi pugliesi siamo noti in tutto il mondo per la nostra bellezza.
Io pure, modestia a parte, un po' gli assomigliavo. Da giovane avevo un sacco di capelli, poi, a forza di regalarne una ciocca alle donne, oggi mi ritrovo pelèto come un pomodoro...
Comunque non è di questo che volevo parlare ma di un piccolo e triste episodio personale.

Io amo molto i cani. In famiglia abbiamo sempre avuto due o tre yorkshire che sono un po’ cacachèzzi ma sono la passione di mia moglie Lucia. L’altro giorno l’ultimo piccoletto, Rodolfo, se ne è andato, appena qualche mese dopo l’altro suo compagno, Valentino. Erano vecchi tutti e due e ce lo aspettavamo che sarebbe successo ma poi, quando le cose accadono, la ragione non evita la tristezza e ora in casa si sente un certo vuoto. Chi ha o ha avuto un cane può capirmi…

Ma ricapitoliamo. Come avrete notato, in questi giorni non ho avuto molto tempo per occuparmi del blog. Le riprese di Medico mi tengono occupato tutto il tempo e in più sto facendo delle riunioni per i progetti futuri, compreso Allenatore 2 a cui tengo particolarmente visto l’entusiasmo con cui avete accolto il mio annuncio.
Per il blog, comunque, sto preparando molte sorprese, tirando fuori dai miei cassetti ricordi e materiali video e audio che sono sicuro vi faranno piacere. Chèvolo, raghèzzi, con tutte le cose che ho fatto nella mia carriera c’ho un sacco di roba per voi! Preparatevi quindi a spalanchère occhi e orecchie che ce ne sarà per tutti i gusti.

Presentazione del mio libro alla Libreria Feltrinelli di Roma

Avete presente Ricucci e compagnia e la storia della scalata alla Rizzoli-Corriere della sera? Quando andai a parlare alla Rizzoli a Milano per il mio libro, per salire negli uffici volli fare le scale per poter dire: ho fatto la scalata alla RCS!                                       Voi giustamente direte: ma a noi che chèvolo ce ne frega?

Beh, per dirla papèle papèle, voglio farmi un po' di pubblicità:                                                il libro si intitola "Ti racconto una storia" e sulla copertina c'è una bella foto della mia "faccina" che riconoscerete anche da lontano perchè mette molto in risalto il mio collo alla Modiglièni. Ergo...voi lo comprate, lo dite e lo date ad altri e ne parlate, così, passaparola oggi, passaparola domani, quando vi vedranno col libro in mano, vi chiederanno: "Bello, è nuovo?", voi risponderete: "Sì, è...per Lino!!"                             Scherzi a parte, il libro sta andando bene e io , sempre per la mia megalomania di artista, ne sono felice.

Adesso hanno organizzato una presentazione ufficiale alla Libreria Feltrinelli nella Galleria Alberto Sordi di Piazza Colonna, a Roma, martedì 30 gennaio alle ore 18.          Io ve l'ho detto. Chi fosse interessato può intervenire. A me farebbe molto piacere.           Ci vediamo là. Passa parola.

Le polemiche su Un Medico in Famiglia e i Pacs-ticci di Nonno Libero...

Il primo pacs-ticcio lo creammo, involontariamente, io e mia figlia Rosanna con il  film-Tv “Il Padre delle Spose” ma ci è andata bene, anzi direi alla grande, perché l’ascolto è stato ottimo: 7.600.000 spettatori con punte di 9 milioni.                                     Un film discusso, osannato da alcuni e schifato da altri. Naturalmente la comunità gay, attraverso i vari media, compreso internet, mi ha attestato stima e riconoscenza per aver trattato un tema così scottante e così importante per loro. E di questo sono contento e ringrazio per tutte le belle cose che hanno detto su di me.

Il secondo pacs-ticcio l’ha creato, volontariamente, Tv Sorrisi e Canzoni quando ha sparato ad alzo zero annunciando che nella prossima serie ci saranno due gay che convivono allevando una bambina.

Se ricordate, Oscar, il medico della ASL interpretato da Paolo Sassanelli, ebbe una storia d’amore con Jessica, l’infermiera interpretata da Sabrina Paravicini, e con lei ebbe una figlia, ma la loro storia non andò a buon fine proprio per il fatto che lui era omosessuale e Jessica andò via lasciando la figlia ad Oscar. Volendo, già per questo fatto qualcuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ma non successe niente. 

In questa 5a serie, che comincerà ad andare in onda a marzo, per un naturale sviluppo del personaggio, Oscar si innamora di un suo collega pediatra e con lui ha una relazione. L’articolo di Sorrisi e Canzoni suppone che i due vadano a vivere insieme e di conseguenza poneva il problema della bambina allevata dalla coppia, i matrimoni gay, le adozioni agli omosessuali e chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo nella sceneggiatura non c’è, come, d’altra parte, ha già avuto modo di dichiarare la sceneggiatrice Paola Pascolini.

Il terzo pacs-ticcio lo hanno fatto tutti i politici che non aspettavano altro per rilasciare le loro solite dichiarazioni. Mi viene da pensare che la polemica sia strumentale. In questo periodo si discuterà di Pacs in Parlamento e le divisioni sull’argomento non hanno colore politico ma sono, come si dice, trasversali. Fatto sta che favorevoli e contrari sfruttano ogni occasione per portare acqua al loro mulino. Questa è una di quelle occasioni: una vicenda decisamente secondaria all’interno del Medico in famiglia scatena tutti i dietrologi di turno che ci vedono un “preciso disegno di condizionamento delle coscienze”. Esagerati. Per una semplice fiction che racconta la realtà per come è, senza nascondersi dietro a un dito.

Io sono, in linea di massima, a favore dei Pacs. Non penso che la cosa riguardi solo gli omosessuali. Comunque, credo che tutti abbiano uguali diritti in tema di eredità, assistenza nella malattia, reversibilità della pensione ecc.

Nello stesso tempo non amo certe forme di esibizionismo, sia gay che etero, e ritengo che sarebbe meglio che i bambini, anche adottati, crescano con genitori dei due sessi. Questo non vuol dire che una famiglia “tradizionale” sia per forza garanzia di equilibrio e serenità per i figli. In assoluto direi che la cosa più importante sia allevare i bambini con amore.

Ora, però, l’ultimo pacs-ticcio lo combinerò io perché non voglio più rispondere a nessuno sull’argomento, dopo che un giornalista della Nazione di Firenze mi ha intervistato sul mio libro “Ti racconto una storia” (che, per inciso, sta andando forte) e nell’articolo non ha scritto una sillaba di quanto detto ma solo che Banfi è diventato l’icona dei gay e che è d’accordo sui Pacs. Insomma, d’ora in poi vorrei tornare ad avere la mia…Pax e dei Pacs se ne occupi, finalmente, chi ha il dovere di decidere.

Lauree ad Honorem

Quando dettero la laurea "honoris causa" in Comunicazione a Valentino Rossi, fu molto discusso il fatto che Vale si presentò davanti al Rettore Magnifico, al Preside della Facoltà e a tutto l'Ateneo, per la sua "lectio magistralis" nell'Aula Magna, con jeans e giubbottino, mangiando una piadina al prosciutto. Fu molto spiritoso perché disse: "Mi hanno detto nell'aula...magna, socc'mel...io magno!"

Allora io scrissi una battuta carina in un mio articolo sul Messaggero:                          Valentino Rossi ha preso la laurea "honoris casual".

Giorni fa, invece, ho letto della laurea in Scienze Politiche data al Presidente Prodi e, vuoi per la mia deformazione mentale di comicarolo. vuoi per il modo di parlare che ha il Professore, mi è venuta in mente un'altra battuta:                                                          Prodi ha preso la laurea "honoris...pausa".

Porca puttèna, mi sono ingrifèto per questo blog!

Non ci crederete ma questo blog mi sta prendendo come un bambino. Chiaro che tutto da solo non posso fare: e dove lo trovo il tempo? Infatti molti di voi si meravigliano che io curi personalmente il mio blog.

Il fatto è che è diventato un fatto di famiglia. Mio figlio Walter e mio genero Fabio mi tengono informato sulle vostre novità blogghistiche, poi quello che scrivo è tutta farina mia, ma loro mi aiutano ad impastarla, impostarla e postarla. Mi vengomo a trovare a Cinecittà dove mi sono portato il computer e con una piccola telecamera realizziamo anche qualche contributo video. 

E' diventata una lotta perchè non solo voglio essere aggiornato e informato informaticamente, ma sono dell'opinione che De Coubertin (pace all'anima sua) non aveva capito un ciufolo di come sarebbe andato il mondo nel terzo millennio: io non voglio solo partecipare. Voglio vincere!! Altrimenti che CHEZZO si combatte a fare?Insomma, finchè mi dimostrerete tutto questo affetto e partecipazione, noi ci daremo da fare per rendere questo blog un'occasione di intattenimento e svago per tutti voi, farlo crescere e un giorno, chissà, farlo diventare una internet TV,  faccio un nome a caso, la PORCAPUTTÈNATIVVÙ!!!

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