Lonelygirl15. La ragazza "tutta sola"
E' il giugno 2006. Arriva un video su Youtube. Il nickname che ha effettuato l'upload è Lonelygirl15.
Dalle prime immagini compare una ragazza di 16 anni. Carina, capelli castani e una figura che richiama leggermente l'immagine di un cartone giapponese. La ragazza si chiama Bree. Dice di essere annoiata. La vita nella sua cittadina è noiosa, noiosa, noiosa. Decide di aprire un videoblog.

La prima a rispondere al suo messaggio è la sua amica Gemma (il suo nick è gemmers19). Erano inseparabili amiche quando Bree viveva in inghilterra. Fin qui niente di strano. Giorno dopo giorno compaiono nuovi amici della ragazza. Il pubblico di internet scopre la "ragazza tutta sola". I consensi cominciano a moltiplicarsi. Ad un certo punto il NewYorkTimes si interessa al caso.
Arriva il colpo di scena: Lonelygirl15 è una vera fiction. Ha una storia complessa. Si parla di casi misteriosi e di un ordine (The Order) al quale appartenevano i suoi genitori...Alle spalle di lonelygirl15 c'è un vero e proprio staff di professionisti. Il più conosciuto è il regista e sceneggiatore Ramesh Flinders. Altro che sola la povera (per modo di dire) Bree!!
Ogni video ottiene circa 1000 commenti per un totale di 7 milioni di visitatori.
Il segreto della fiction.
La forza della fiction risiede nella semplicità e nell'identificazione da parte degli spettatori.
Per lo più adolescenti che si riconoscono nelle storie di solitudine dei campus e delle scuole. Il voyerismo viene soddisfatto dalla visione dei ragazzi che "vivono e condividono" la propria vita sul web.
I personaggi principali, Daniel e Jonas oltre a Bree e Gemma, parlano direttamente guardando in macchina. Si ha l'impressione che stiano parlando anche con noi e questo ci regala un senso di compagnia forse pre-confezionato ma "veloce da preparare e gustare".
La camera è sempre una sola e si inserisce come "occhio" che guarda la loro vita. In questo modo il contatto visivo dei protagonisti è sempre in correlazione con chi guarda. Se lo specchio ci delude, mostrandoci un'immagine che non ci appartiene, allora cerchiamo di trovare qualcuno che vive le nostre stesse paure. la sensazione è che non ci siano "montature" o riprese troppo articolate. E come se Bree e gli altri improvvisassero, che tutto stia accadendo in quel preciso istante.
Le lonelygirls e i lonelyboys di tutto il mondo, in questo modo si sentono meno soli.









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