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Ottobre 2007

Streghe , Heroes , Smallville: Nel mondo c’è bisogno di Credere.

Phoebe Halliwell può vedere il futuro. Isaac Mendez lo può disegnare.
Il giovane Clark Kent e Nathan Petrelli si muovono e volano a velocità supersonica.
E mentre Piper ferma il tempo, Page e Hiro Nakamura si teletrasportano in ogni angolo del mondo…Pioggia di meteorite in Smallville, Libro delle Ombre in Streghe, legge di Darwin in Heores: variabili che creano il mondo futuribile nel quale vivono i protagonisti delle serie citate.
Il successo è immediato. I telefilm in questione arrivano dagli stati uniti e contagiano l’Europa, il mondo intero. Ma perché? Spesso me lo chiedo, io che mi fermo volentieri a guardare questi lavori dedicati all’inspiegabile. Forse un motivo c’è: il mondo ha bisogno di credere.
La società si frammenta, l’individuo si isola. La Chiesa si barrica dietro a convinzioni e dogmi ormai da tempo in antitesi con il vivere quotidiano. E nasce l’esigenza di sentirsi speciali. Le sofferenze o le difficoltà personali, vengono giustificate da un Disegno speciale. Le ferite riportate nelle nuove Jungle di cemento?, ci pensano Leo Wyatt (streghe) o Mr.Linderman (Heroes) a curarle.
Ma è vero che ognuno di noi ha un destino da compiere? O è soltanto una scusa per giustificare i propri fallimenti e le proprie debolezze? E ancora: è da questo che prendono spunto queste serie? Fanno breccia nel tessuto sociale ormai sgretolato?
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