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      <title>ShowFarm Blog</title>
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      <description>Controlla qui le ultime notizie, direttamente da dietro le quinte di ShowFarm</description>
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      <copyright>Copyright 2008</copyright>
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         <title>Isabella Rossellini raggiunge Banfi sul Cellulare</title>
         <description><![CDATA[Nell'edizione in corso della <a href="http://www.berlinale.de/en/HomePage.html">Berlinale</a>  un'altra star italiana, Isabella Rossellini, adotta il cellulare come mezzo per proporre le proprie video creazioni. La Rosselini, insieme con il regista Jody Shapiro, ha diretto ed interpretato delle brevi storie di circa un minuto incentrate sulla vita sessuale di alcuni comunissimi insetti: mosche, mantidi, ragni. Commissionati da Sundance Channel i microvideo, hanno destato grande interesse a Berlino, probabilmente anche per la geniale trovata di definire il genere, Green Porno (ma anche un nostrano Ecoporno suona molto bene!). Così sono stati finanziati altri cinque video che saranno distribuiti da Sundance Channel, nella prossima primavera. In attesa di poter vedere questi originali lavori sentite nell' <a href="http://www.sundancechannel.com/greenporno/">intervista ad Isabella</a> le sue considerazioni.
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         <pubDate>Tue, 12 Feb 2008 20:02:47 +0100</pubDate>
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         <title>Streghe , Heroes , Smallville: Nel mondo c’è bisogno di Credere.</title>
         <description><![CDATA[Phoebe Halliwell può vedere il futuro. Isaac Mendez lo può disegnare.
Il giovane Clark Kent  e  Nathan Petrelli si muovono e volano a velocità supersonica.
E mentre Piper ferma il tempo, Page e Hiro Nakamura si teletrasportano in ogni angolo del mondo…Pioggia di meteorite in Smallville, Libro delle Ombre in Streghe, legge di Darwin in Heores: variabili che creano il mondo futuribile nel quale vivono i protagonisti delle serie citate.
Il successo è immediato. I telefilm in questione arrivano dagli stati uniti e contagiano l’Europa, il mondo intero. Ma perché? Spesso me lo chiedo, io che mi fermo volentieri a guardare questi lavori dedicati all’inspiegabile. Forse un motivo c’è: il mondo ha bisogno di credere.
La società si frammenta, l’individuo si isola. La Chiesa si barrica dietro a convinzioni e dogmi ormai da tempo in antitesi con il vivere quotidiano. E nasce l’esigenza di sentirsi speciali. Le sofferenze o le difficoltà personali, vengono giustificate da un Disegno speciale. Le ferite riportate nelle nuove Jungle di cemento?, ci pensano Leo Wyatt (streghe) o Mr.Linderman (Heroes) a curarle.
Ma è vero che ognuno di noi ha un destino da compiere? O è soltanto una scusa per giustificare i propri fallimenti e le proprie debolezze? E ancora: è da questo che prendono spunto queste serie? Fanno breccia nel tessuto sociale ormai sgretolato? 
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         <pubDate>Tue, 09 Oct 2007 14:48:43 +0100</pubDate>
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         <title>Web tv: dal divano alla scrivania...</title>
         <description><![CDATA[Sono le sette e mezzo. Sei appena arrivato a casa. Chiudi la porta e togli le scarpe. Prepari i muscoli (quelli che ti sono rimasti dopo anni di lavoro in ufficio) e…via!Lancio libero sul divano. Hai tenuto il cartone della pizza appena ritirata, ben saldo tra le mani? Bene, allora potrai goderti la prima immagine che appare sullo schermo della tua TV. Mentre il tuo corpo si squaglia pesantemente sui cuscini del sofà, il tuo dito mantiene il suo tono muscolare, premendo il tasto del telecomando che ti regala attimi indimenticabili di zapping selvaggio. Sembra un’immagine del passato, quando la cara e vecchia “più amata dagli italiani” (non parlo di Carrà o di Cuccarini, ma proprio della televisione) intratteneva e simboleggiava il mezzo di intrattenimento di tutti gli italiani. In realtà sono passati soltanto una decina di anni; tutto è cambiato.
La Web tv si insinua sempre di più tra le intercapedini della nostra vita. Ma perché? Passiamo troppo tempo davanti al PC? Anche…ma sarebbe troppo semplice.  La tv di internet permette di vedere trasmissioni in diretta, programmi stranieri (non doppiati, in lingua originale), videoclip, musica e video On-demand. Offre la possibilità di scegliere cosa vedere, quando, e…beh il dove lo conosciamo: ovunque. Notizie, sport, spettacolo e altro ancora. Su <a href="http://spettacolo.cerca.com/webtv/live.html">cerca.com</a> si può trovare una lista interessante di link che rimandano ad alcune Web tv: dalle più classiche a quelle di nicchia.
Se ormai le frasi che si sentono dire sono: “la tv io non la guardo più!” oppure “non fanno più niente ormai…”, chissà se lo stesso vuoto si riscontrerà sulle tv di internet. Che ne dite di segnalarci quelle più interessanti o curiose?
Ciao
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Internet</category>
        
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         <pubDate>Tue, 25 Sep 2007 14:42:03 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>New Tee Vee e nuovi registi.</title>
         <description><![CDATA[Amatori o professionisti? E’ il quesito che ci si pone davanti allo sviluppo veloce e accessibile di internet e delle nuove tecnologie. Gli internauti possono divorare voracemente quantità industriali di filmati, musica e contenuti di ogni genere dal web. Ormai nota è la possibilità che ha ogni singolo individuo di diventare a suo modo “regista” dei nuovi media. Un montaggio improvvisato o un unico piano sequenza? Poco importa: i contenuti acquisiscono forza in base a quello che mostrano, non a come sono girati o realizzati. Tutto vero? Si; e no.
Come in ogni avanguardia che si rispetti, i pionieri aprono la strada ad una nuova corrente e poi, i “seguaci” sviluppano la tecnica, affinano le capacità. In poche parole: nasce un genere o un movimento che si riconosce perché possiede determinate caratteristiche.
<a href="http://newteevee.com/">New Tee Vee</a>, portale che si occupa di filmati e opere on-line, ha cercato di raggruppare alcune regole per i registi del web. Tra queste ci sono: Veritè (e cioè il realismo, l’idea che  l’azione si stia svolgendo in quel preciso istante);Luce Naturale (alla maniera di Lars Von Trier, i neo-registi utilizzano spesso camere digitali e la stessa luce che trovano negli ambienti in cui girano); Lungo Piano Sequenza (spesso mancano momenti di montaggio vero e proprio, si preferisce utilizzare meno il taglio del montaggio per garantire maggiore fluidità alla scena. Spesso usato anche per la comodità di realizzazione).
Per vedere le regole complete basta andare sul portale di <a href="http://newteevee.com/2007/07/27/top-ten-online-filmmaking-techniques/">New Tee Vee</a>.
Ciao
<img alt="sedia-regista.gif" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/sedia-regista.gif"      


Inserisci un commento o se preferisci invia una mail a: <a href="mailto:info@showfarm.com">info@showfarm.com</a>]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/09/new_tee_vee_e_nuovi_registi_1.html</link>
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         <pubDate>Mon, 03 Sep 2007 15:30:25 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Arrivano le MOBITALKS. Il pubblico diventa anchorman.</title>
         <description><![CDATA["Non c’è business senza showbusiness", è un'espressione che Michael J. Wolf  ha pronunciato ormai qualche anno fa, parlando di "economia dell’entertainment" e dell'"era dell'immateriale". In poche parole, ogni oggetto, ogni bene fisico, viene vissuto non tanto in termini di materia, ma in base all'idea che ne deriva. 
In un'era in continua frammentazione, Wolf aveva già intuito che l'intrattenimento avrebbe sempre più occupato un ruolo di rilievo. Le persone vengono attratte in maniera maggiore dall'esperienza che acquisiscono da ogni azione; più sensi vengono coinvolti e più elevata è la soddisfazione di un utente. Si comincia a parlare di un’  “economia delle esperienze”.
Ogni cosa, ogni attività, anche se non prettamente legata allo spettacolo, funziona se la sua componente "intrattenimento" è elevata. 
I nuovi media fanno leva su questo concetto, in particolare sulla personalizzazione e sulla facilità di accesso ai contenuti.  I consumatori sono disposti a pagare per avere più tempo libero.
Le nuove tecnologie come la telefonia mobile e internet consentono di avere maggiore tempo libero; permettono agli utenti di ricavarselo nei “ritagli”, che acquistano sempre maggiori potenzialità: diventano esperienze.
I contenuti mobili però sono spesso “adattamenti” di progetti già esistenti che vengono applicati anche ai nuovi media. I tentativi di “telefonizzare” il cinema o la televisione però, producono spesso scarsi risultati, suscitando poco interesse da parte del pubblico.
 Il linguaggio usato per i media classici, poco si adatta alle caratteristiche di partecipazione, interattività e multicanalità che i nuovi media invece propongono. Il pubblico vuole essere intrattenuto. Il nuovo manifesto dell’evoluzione linguistica potrebbe essere “intrattengo, dunque esisto”.

Gli utenti diventano sempre più esigente ma anche sempre più attivi. La possibilità di essere protagonista conferisce il potere di auto intrattenersi e di intrattenere. Un filmato realizzato in spiaggia con il telefonino, il video di un incidente girato in fretta con una telecamerina,  per esempio, possono diventare mezzo di intrattenimento puro. Il linguaggio si evolve dunque. La velocità è senza dubbio una componente fondamentale. Così come l’esigenza di bi-direzionalità.

Partendo da una filosofia che prende spunto da questa evoluzione linguistica, ShowFarm ha ideato la prima soluzione mobile concepita per un progetto multipiattaforma: le MOBITALKS. 
Si tratta di un format nuovo e snello che possiede le peculiarità richieste dai nuovi strumenti di comunicazione: interattività, pervasività, user experience elevata. Il format, ha come protagonista un personaggio popolare. La sua rubrica viene diffusa attraverso gli schermi dei telefonini di nuova generazione. Il pubblico può seguire le MOBITALKS in ogni luogo. Essendo degli episodi brevi, poi, anche la fruizione a livello temporale diventa più accessibile (durante una pausa, in mezzo al traffico, in spiaggia ecc...). L'idea prevede l'interazione degli utenti attraverso lo stesso cellulare o un portale web collegato al personaggio e alla sua rubrica. Si crea uno "scambio alla pari" dove chi è intrattenuto, a sua volta intrattiene. Le MOBITALKS avranno un argomento congeniale al personaggio protagonista: questo, parlerà di calcio, di cucina, di questioni amorose, di gossip ecc... 

Se i nuovi media sono la nuova frontiera dell'intrattenimento, le MOBITALKS vogliono diventare il contenuto che meglio aderisca a questo modo di concepire l'evoluzione mediatica. 

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         <pubDate>Wed, 25 Jul 2007 11:57:28 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Vlog e Wiki. Alleati di Web2.0. </title>
         <description><![CDATA[Blog è l'espressione di sé stessi. Nasce dall'idea di "tracciare" la rete proprio come avviene per un diario cartaceo. Informazioni, notizie personali, pensieri e tanto altro ormai abitano lo schermo del nostro computer. Attraverso i Blog. 
Oggi esistono tantissimi modi per crearne uno. 
Avendo annunciato uno scacco all'html e agli altri linguaggi di programmazione, il nuovo strumento permette a chiunque di essere presente in rete. E come molti strumenti che nascono dalla e nella rete, il blog è cresciuto rapidamente. Un bimbo prodigio, versatile, che riesce a manifestarsi in differenti forme; tutte atte a garantire  la possibilità di esprimersi secondo le proprie inclinazioni: moblog, watchblog, blog novel, audio blog e video blog o vlog. 
Tra tutte, nell’era dell’immagine, il vlog permette di comunicare se stessi in modo immediato e spontaneo, postando video, visibili agevolmente ciccando su un player. Si appare per quello che si è , senza neanche la mediazione della parola scritta. La comunicazione orale acquisisce nuovamente forza come nel passato. La reincarnazione (o meglio “re-mediazione”), attraverso il www, dei cantastorie, i bardi, dei racconti e le epopee degli eroi attorno al fuoco. Una forma di intrattenimento in senso lato che aveva la funzione di “istruire” oltre che di allietare il pubblico di un tempo. 
Quindi il vlog, come gli altri tipi, è un forte alleato dei contenuti di Web2.0. in quanto consente a tutti di essere parte della comunicazione globale. E in qualche modo di “tramandare” un sapere attraverso lo schermo del pc, sia esso estemporaneo ( fatto cioè di informazioni appena acquisite, e subito messe in circolazione, sia di pensieri spontanei appena creati),  che conservato negli antri delle menti pensanti e parlanti.  Così, ad esempio, si può discutere liberamente di politica  o scambiare le <a href="http://nofilter.splinder.com/">opinioni senza filtri</a> ; o, ancora, organizzare uno show personale dalla propria camera da letto o da uno <a href="http://blip.tv/file/188906">studio improvvisato</a>.

Un nuovo modo di interpretare la cultura e la comunicazione che affonda le sue origini già nel periodo della “rivoluzione luterana”. Lutero, guardò con estremo interesse agli umanisti, considerandoli “portatori sani”  di una corrente inversa rispetto alla situazione stantia della cultura e della religione. Già da quel momento si “spezza” un ciclo rappresentato da stereotipi stantii filtrati inevitabilmente dalla religione e dalla Chiesa. 
Dalla nuova visione, spinta dall’esigenza di trovare nuove forme di comunicazione, il latino e l’italiano volgare si attrezzarono per accrescere il loro potenziale di comunicazione. E’ il germe che passando tra varie epoche e rivoluzioni, di pensiero e di materia, farà germogliare il “macrocosmo moderno” nel quale internet funziona da humus. 
Un salto ci porta direttamente ai nostri tempi, nei quali, la comunicazione assorbe anche una nuova componente: la velocità. E sinonimo di rapidità legata alla conoscenza è senza dubbio Wiki. Il termine wiki wiki che nella lingua delle Hawaii significa "veloce" serve a identificare software collaborativi: un insieme di documenti in rete visionabili e modificabili da tutti. I wiki si utilizzano per esempio per forum su viaggi, per creare network di esperti su un preciso argomento o ancora per enciclopedie on-line (come nel famoso caso di <a href="http://www.wikipedia.it/">Wikipedia</a>). E' un modo rapido e veloce per ottenere l'informazione necessaria senza dover vagare ore nella rete. Quindi per un pubblico di internauti sempre più wiki wiki ecco pronto un software Wiki.
I Vlog e i Wiki si assomigliano e hanno dei punti in comune. Gli aggiornamenti vengono gestiti in maniera rapida e “comunitaria”.  Ad essere favoriti sono, per entrambi ,  i commenti dei lettori. Vengono stimolate le nascite di community. Grazie ai Blog, i Vlog e i Wiki, si affaccia nel panorama della comunicazione una vera filosofia. Gli utenti possono condividere le informazioni e entrare in uno spirito di “collegialità”. La comunicazione si accresce e rispecchia i principi di gratuità, accessibilità e unione di intenti. Tutte le comunità wiki, ad esempio, acquisiscono nozioni comuni e creano un crogiolo di conoscenze e di pratiche di lavoro.
Attraverso Vlog e Wiki nasce così una raccolta di risorse, si elaborano sperimentazioni sull’uso di codici e convenzioni comuni. Prendono forma slanci che costituiscono l’input per nuove correnti di pensiero. 
L’espressione di una cultura non più, ormai da tempo, appannaggio di pochi, ma interattiva e comunitaria.

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         <pubDate>Wed, 13 Jun 2007 16:11:10 +0100</pubDate>
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         <title>Pubblicità in Mente. Da McLuhan a No Logo per stare in guardia.</title>
         <description><![CDATA[<img alt="nologo.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/nologo.jpg" width="138" height="193" /><img alt="codice-nascosto.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/codice-nascosto.jpg" width="138" height="193" />


Apriamo la mente. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan">McLuhan</a>, maestro e teorico dei nuovi media, definisce i mezzi di comunicazione come estensione dell’essere umano. In che senso? Per esempio  la ruota è l’estensione del nostro piede e una motocicletta  ci permette di prendere possesso dell’ambiente e accorciare le distanze. Così i nuovi media sono l’estensione dei nostri sensi. Gli occhi davanti a uno schermo, le dita che digitano su una tastiera, le orecchie che ascoltano i “rumorini” standard delle applicazioni e i suoni provenienti da un filmato, contribuiscono a catturare percezioni sempre più evolute. Questo fa sì che la nostra mente sia gradualmente esposta e stimolata in maniera sempre maggiore. Esposta significa aperta all’eventualità di contaminazione, sia essa positiva che negativa.
Già nel visionario “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/EXistenZ">Existenz</a>” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Cronenberg">Cronenberg</a>, il regista compie un viaggio attraverso la mente che, sovrastimolata, immagazzina velocemente le informazioni, ma è sottoposta a rischi di parassiti che, se effettuano il “contagio” minano le facoltà motorie e logiche di un individuo.
Ovvio, si tratta di una fantasia. Ma in parte anche per la nostra società accade questo. Parlo della pubblicità e dei bisogni “indotti”  dalla comunicazione. Quotidianamente inglobiamo informazioni attraverso la rete, i telefonini, la televisione, la radio e i giornali. Queste sinergie mediatiche attuano un processo di “istruzione” superiore per tutti. E in agguato, si celano i parassiti: la pubblicità e le multinazionali. Già Naomi Klein nel suo <a href="http://www.chilloutzone.de/files/player.swf?b=10&l=197&u=ILLUMllSOOAvIF//P_LxP92A42lCHCeeWCejXnHAS/c">No Logo</a> cerca di metterci in guardia sul lavoro di “branding” (la creazione di un marchio efficace) da parte delle grosse aziende a discapito dei paesi disagiati. Il concetto di Logo è presente in ognuno di noi. Da quando facciamo la spesa al supermercato, con gli scaffali ordinati secondo un piano preciso, a quando andiamo in palestra, con la tuta “targata” in un certo modo o il sabato sera con la maglietta che raffigura l’omino che gioca a cricket.  Sono i cosiddetti “bisogni indotti”. 
Io, multinazionale, creo un bisogno che tu, consumatore, non avresti e, attraverso l’attrattiva che ottiene una buona campagna pubblicitaria (mezzo di comunicazione), ti vendo il prodotto.
Quindi ci troviamo a comprare presi da una bulimia degli acquisti che crea situazioni paradossali (conti in rosso e carte di credito logorate dall’uso).
Clotaire Rapaille nel suo “<a href="http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2090">Il codice nascosto</a>” spiega cosa c’è dietro. Dalla vendita di un auto apparentemente senza attrattiva, al successo di prodotti qualitativamente bassi ma molto attraenti.
Quindi apriamo la mente. Ma “vacciniamoci” contro i parassiti. Come? Continuando a coltivare la nostra coscienza critica.
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         <pubDate>Tue, 29 May 2007 14:42:09 +0100</pubDate>
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         <title>Jamie Sommers, la Donna Bionica. &quot; BroadTest&quot; your ideas su Youtube.</title>
         <description><![CDATA[<img alt="michelleryansex2.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/michelleryansex2.jpg" width="155.3" height="213.3" /><img alt="michelleryansex.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/michelleryansex.jpg" width="155.3" height="213.3" /><img alt="lindsay.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/lindsay.jpg" width="155.3" height="213.3" />


<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michelle_Ryan">Michelle Ryan</a> è pronta a saltare, correre e ascoltare conversazioni a distanza.
La sua velocità sarà di gran lunga superiore alla media. Il suo udito scoprirà informazioni che noi comuni mortali possiamo solo immaginare. E le sue gambe la spingeranno in alto verso nuove avventure. La <a href="http://www.nbc.com/">NBC </a>sta preparando il remake de "<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_bionica">La donna bionica</a>" , serie di successo nata verso la metà degli anni '70.

Forse non tutti sanno che la fortunata serie "L'uomo da sei milioni di dollari", alla quale anche le avventure di Jamie Sommers si ispirano, è tratta da un famoso romanzo del 1972: <em>Cyborg</em> di Martin Caidin. L'autore narrava la storia di un colonnello che in un incidente di volo perdeva l'uso di alcuni arti e rimaneva cieco da un occhio; Steve Austin, il colonnello in questione, veniva affidato alle cure del Dr. Rudy Welles che stava lavorando ad un progetto di <em>Bionica</em>. L'autore del romanzo usa il termine <em>Bionics</em> per descrivere tutta l'area di studio sulla sostituzione di arti meccanici al posto di quelli reali. Il termine venne usato al singolare solo nell'adattamento televisivo (bionic leg, bionic arm ecc...) .

La nuova serie ideata da David Eick (ideatore anche di <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/9438/">Battlestar Galactica</a>) e dalla sceneggiatrice Laeta Kalogridis potrebbe essere pronta per la nuova stagione televisiva che partirebbe già nel settembre 2007. 

La campagna di comunicazione ha seguito il sentiero dei nuovi media. Per testare l'impatto che un remake così importante avrebbe avuto sul pubblico, gli ideatori si sono affidati a <a href="http://www.youtube.com/">Youtube</a>.
Il portale ha già dato prova di come attraverso i video lanciati su internet, si possa ottenere fama e soprattutto un feedback immediato. In questo modo, monitorando le ricerche e il numero di visitatori che usufruiscono dei video sulle puntate pilota, i produttori hanno deciso di  proseguire con l'investimento per girare la nuova serie. 
Da "Broadcast yourself" Youtube funziona sempre più come "BoadTest your ideas". In tutto il mondo. Per testare un'idea, il web è di certo il più veloce strumento, ma anche il più economico. In più, può contare sulla diffusione capillare. Quindi se la NBC per il momento inserirà la "Donna Bionica" nel palinsesto americano, ha già i riscontri sugli altri paesi.

In più, i remake delle serie televisive possono contare su una fidelizzazione già avviata. Ai "vecchi" fan si aggiungono i nuovi telespettatori avidi di novità. Le aziende di telefonia hanno già fiutato l'affare. Sono già pronti i wallpaper e le suonerie originali (con il volto di Lindsay Wagner). Inoltre si sta mettendo a punto la possibilità di streaming della nuova serie sui cellulari (con la nuova protagonista, la Ryan).

Michelle Ryan sconosciuta ai più, si è fatta notare recitando nella soap opera made in britain, <em>EastEnders</em>, per quasi cinque anni consecutivi.

Aspettiamo anche noi le nuove puntate, sperando che troppi effetti grafici ed elaborazioni al computer non "penalizzino" la spontaneità dei più artigianali, ma funzionali, effetti degli anni settanta.]]></description>
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         <pubDate>Wed, 16 May 2007 15:56:36 +0100</pubDate>
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         <title>Modernità Liquida: L&apos;amore viaggia su Skype. Il lavoro su Blackberry.</title>
         <description><![CDATA[Il ghiaccio è solido. L'acqua è liquida. Lo sviluppo della società reale e mediatica (i confini sono sempre più sottili) è in continuo divenire. Tutto scorre. E si trasforma. Ciò che un tempo, non molto lontano, era solido, si sta liquefacendo sempre di più...Fino a trenta, forse venti anni fa, gli individui facevano riferimento ad un sistema sociale solido. Il lavoro era stabile e lo si sceglieva considerando di rimanere in un determinato posto o azienda se non per tutta la vita, di certo, per lungo tempo. Solide erano le istituzioni e il capitale. In senso stretto, il concetto di comunità e di appartenenza era presente. Partendo da questo concetto ispirato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zygmunt_Bauman">Z.Baumann</a> e alla sua "modernità liquida" ci si lega immediatamente all'evoluzione dell'individuo.
<img alt="Modernit%C3%A0.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/Modernit%C3%A0.jpg" width="100" height="151.5" />   <img alt="Blackberry_Pearl.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/Blackberry_Pearl.jpg" width="150" height="150" />  <img alt="logo_skype.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/logo_skype.jpg" width="120" height="120" />

Il singolo, evidenzia Baumann, diventa sempre più indipendente. Non considera più gli enti e le istituzioni come fonte di supporto e ispirazione.
Vede se stesso come unica fonte del proprio successo.
Anche i rapporti interpersonali secondo me diventano sempre più liquidi.

A partire dall'assunto che ormai il lavoro muta rapidamente e che tutto passa velocemente, abbiamo adattato questa convinzione anche ai rapporti umani.
Questo in parte deriva dalla frammentazione delle strutture sociali. Ma anche dall'evoluzione del linguaggio mediatico.

Il nuovo modo di comunicare e i nuovi mezzi di comunicazione accentuano la possibilità di "individualizzarsi" ancora di più. Senza voler esageratamente spingere l'immagine su esseri umani che vagano come isole nello spazio.
Penso per esempio a <a href="http://www.skype.com/intl/it/products/skypeout/">skype</a> o ai programmi di messaggerie che ormai si nascondono nelle icone di tutti i computer. Certo, si guadagna in tempo e possibilità ma questo è ormai scontato. Le nuove tecnologie facilitano il lavoro.

<a href="http://www.blackberry8800.it/?CPID=KNC-SEMD_8800&HBX_PK=ggl,it_8800_brand_it,k18FE,s,&HBX_OU=50">Blackberry</a> ne è un esempio lampante. In un unico apparecchio si possono controllare le mail, navigare in rete, accedere alle informazioni aziendali ecc...

Un ufficio sempre in tasca è quello che promettono (e spesso mantengono) le nuove tecnologie. Risparmiare tempo è il "manifesto" dei nuovi media.
Ok, ci sto. Ma se non vado in ufficio, non incontro i colleghi, non litigo con il capo, almeno ho il tempo di coltivare la mia vita privata. Ma come le incontro le persone? In chat? Bene. Ma poi? Spesso si rischia di incontrare persone fisiche ma trattarle come "liquide" smaterializzate. Così spesso capita che vedo un amico magari incontrato in chat. Poi quando ho altro da fare clicco sulla x nel riquadro rosso e chiudo la conversazione. Io sono io. E non confrontarsi con gli altri può accentuare ancora di più le insicurezze o le nevrosi.]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/05/modernita_liquda_lamore_viaggi_1.html</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Cosa ne pensi?</category>
        
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Blackberry</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">messenger</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">modernità liquida</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">nuovi media</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Skype</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Zigmund Baumann</category>
        
         <pubDate>Thu, 10 May 2007 14:28:11 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Cinecittà, Nokia ed il Cinema dove non c&apos;è il Cinema.</title>
         <description><![CDATA[Il 9 maggio 2007 partirà da Albano Laziale il <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Spettacolo/?id=1.0.927895488">Cinetour</a> organizzato da Cinecittà Holding.
Un simbolo. Un'idea per portare il Cinema in 26 comuni italiani sprovvisti di sale. Al fianco di Cinecittà, che ne approfitta per festeggiare il suo settantesimo anniversario, ci saranno l'Istituto Luce e il Ministero della solidarietà sociale. A seguire il tour ci sarà Tano Grasso, impegnato da sempre nella lotta contro il racket. Lo scopo è quello di creare valori positivi e combattere i problemi legati alla mafia.

Lo sponsor dell'iniziativa è Nokia, che con questo progetto e’sempre più "connecting people". 
In un certo senso, il fatto che ci sia uno sponsor di questo tipo, ci ricollega all'idea di contenuti mobili e accessibili a tutti. Un camion si sposterà da nord a sud per portare il "Grande Schermo" nelle piccole piazze dei comuni scelti per l'operazione. La presenza di Nokia fa riflettere su una nuova visione dei contenuti mediatici. Non è la stessa cosa scegliere di vedere un film al cinema o sul cellulare per esempio. Molto meglio al cinema. Se però si creassero dei format nuovi, dei contenuti specifici per le piattaforme mobili, tutto cambierebbe. Creare un contenuto per i cellulari ad esempio, porterebbe il telefono stesso ad essere il mezzo ideale per fruirlo. E' l'esperienza che deve diventare unica. Non è l'utente che deve adattare il proprio modo di viverla in base al mezzo che utilizza. In più, avendo un forte impatto sociale anche tra gli adolescenti, i nuovi contenuti, purchè specializzati, possono intervenire dove il cinema o la televisione non arrivano.
Uno spettacolo, una canzone, una forma di intrattenimento in generale, diventano unici se comunicano qualcosa. Chi guarda, ascolta o interagisce ( nel caso dei nuovi media) ricorda quello che gli è stato proposto. Solo se ha vissuto un'esperienza. Nuovi contenuti quindi, per un nuovo pubblico che desidera sempre di più usufruire del valore aggiunto che la nuova comunicazione offre: disponibilità, attendibilità, interattività.]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/05/cinecitta_nokia_ed_il_cinema_d.html</link>
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         <pubDate>Mon, 07 May 2007 16:23:27 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Lonelygirl15. La ragazza &quot;tutta sola&quot;</title>
         <description><![CDATA[E' il giugno 2006. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-goXKtd6cPo">Arriva un video su Youtube</a>. Il nickname che ha effettuato l'upload è <a href="http://www.youtube.com/profile?user=lonelygirl15">Lonelygirl15</a>.
Dalle prime immagini compare una ragazza di 16 anni. Carina, capelli castani e una figura che richiama leggermente l'immagine di un cartone giapponese. La ragazza si chiama Bree. Dice di essere annoiata. La vita nella sua cittadina è noiosa, noiosa, noiosa. Decide di aprire un videoblog.

<img alt="lonelygirl15.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/lonelygirl15.jpg" width="270" height="146" />

La prima a rispondere al suo messaggio è la sua amica Gemma (il suo nick è gemmers19). Erano inseparabili amiche quando Bree viveva in inghilterra. Fin qui niente di strano. Giorno dopo giorno compaiono nuovi amici della ragazza. Il pubblico di internet scopre la "ragazza tutta sola". I consensi cominciano a moltiplicarsi. Ad un certo punto il <a href="http://www.nytimes.com/2006/09/12/technology/12cnd-lonely.html?ex=1315713600&en=abf28fc073b3c6e9&ei=5088&partner=rssnyt&emc=rss">NewYorkTimes</a> si interessa al caso.
Arriva il colpo di scena: Lonelygirl15 è una vera fiction. Ha una storia complessa. Si parla di casi misteriosi e di un <em>ordine</em> (The Order) al quale appartenevano i suoi genitori...Alle spalle di lonelygirl15 c'è un vero e proprio staff di professionisti. Il più conosciuto è il regista e sceneggiatore Ramesh Flinders. Altro che sola la povera (per modo di dire) Bree!!

<strong>Ogni video ottiene circa 1000 commenti per un totale di 7 milioni di visitatori.</strong>

<strong><em>Il segreto della fiction.</em></strong>
La forza della fiction risiede nella semplicità e nell'identificazione da parte degli spettatori.
Per lo più adolescenti che si riconoscono nelle storie di solitudine dei campus e delle scuole. Il voyerismo viene soddisfatto dalla visione dei ragazzi che "vivono e condividono" la propria vita sul web.
I personaggi principali, Daniel e Jonas oltre a Bree e Gemma, parlano direttamente guardando in macchina. Si ha l'impressione che stiano parlando anche con noi e questo ci regala un senso di compagnia forse <em>pre-confezionato</em> ma "veloce da preparare e gustare".
 La camera è sempre una sola e si inserisce come "occhio" che guarda la loro vita. In questo modo il contatto visivo dei protagonisti è sempre in correlazione con chi guarda. Se lo specchio ci delude, mostrandoci un'immagine che non ci appartiene, allora cerchiamo di trovare qualcuno che vive le nostre stesse paure. la sensazione  è che non ci siano "montature" o riprese troppo articolate. E come se Bree e gli altri improvvisassero, che tutto stia accadendo in quel preciso istante.
Le lonelygirls e i lonelyboys di tutto il mondo, in questo modo si sentono meno soli.]]></description>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Nuovi talenti</category>
        
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         <pubDate>Tue, 24 Apr 2007 17:00:18 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Corsi per lo spettacolo</title>
         <description><![CDATA[Attori, cantanti, ballerini. Ma anche tecnici audio, direttori di scena, autori ecc...Sono tante le professioni per lo spettacolo, ma <em>Spettacolieri</em> si nasce o si diventa? La questione è sempre la stessa: alcuni (anche professionisti quotati) dicono che per molte cose non si debba studiare, piuttosto imparare sul campo. Io la vedo in maniera centrista (ovviamente non parlo di politica:-)).
 <img alt="attori-chiara.gif" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/attori-chiara.gif" width="250" height="200" />
Studiare è sicuramente importante e utile, a patto che lo si faccia nel posto giusto e con la giusta consapevolezza. Roma, come anche tante città italiane, ha ormai una miriade di corsi, scuole, stage e chi più ne ha più ne metta.
 Attenzione però: spesso alcune scuole sono molto costose e non insegnano granchè. Per un attore, ad esempio, il primo passo è quello di entrare in un'agenzia. Secondo la mia esperienza, diffidate da quelle che vi chiedono dei soldi per iscrivervi: sono sicuramente poco serie. Se un agente punta su di voi deve essere disposto a scommettere...allora come fare per orientarsi?Intanto consiglierei di puntare sulle scuole nazionali e riconosciute. Riguardano tutti i campi dello spettacolo anche se essere ammessi ad un corso spesso è un'impresa. Per quanto riguarda Roma, ovviamente vi segnaliamo <a href="http://www.silviodamico.it/ " TARGET="_blank" >L'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D'amico</a>, è un po’ istituzionale e le selezioni sono durissime. La <a href="http://www.csc-cinematografia.it/csc/pages/corsi.php"  TARGET="_blank" >Scuola Nazionale di Cinema </a>ha un taglio più moderno e riguarda tutti i mestieri legati al cinema, appunto. Tra i corsi più interessanti della capitale, segnaliamo La <a href="http://www.fonderiadellearti.com/fa_teatro.html" TARGET="_blank" >Fonderia delle Arti</a>, diretta da Giampiero Ingrassia,  I <a href="http://www.giulioscarpati.com/percorsi/chi.htm"  TARGET="_blank" >Percorsi </a>di Giulio Scarpati, principalmente per attori. Da non dimenticare lo <a href="http://www.ials.org/main.asp?Lang=it&Set=2" TARGET="_blank" >IALS</a> (istituto di addestramento per i lavoratori dello spettacolo) 
Milano offre un’ampia offerta di corsi e scuole: dal Piccolo Teatro, all’accademia di  Grassi. I più importanti sono segnalati dalla <a href="http://www.lombardiaspettacolo.com/teatro/formaz_t.htm" TARGET="_blank" >regione Lombardia</a>.
Anche <a href="http://www.attori.com/index.htm" TARGET="_blank"  >Torino</a> e <a href="http://www.scuoladiteatrodibologna.it/" TARGET="_blank" >Bologna</a> annoverano corsi di alta qualità, mentre scendendo verso il sud troviamo a Napoli, l’<a href="http://www.accademiabellini.it/attivita.htm"  TARGET="_blank" >Accademia Vincenzo Bellini</a>, dedicata principalmente ai musicisti ma con uno spazio per chi vuole imparare a recitare. Approdando in Sicilia, uno dei centri più importanti, anche se dedicato al teatro classico è L’<a href="http://www.indafondazione.org/" TARGET="_blank" >INDA</a> (istituto nazionale del dramma antico). 
Ovviamente ce ne sono molti altri di qualità, ma ricordate di informarvi sempre accuratamente prima di decidere…In bocca al lupo!
ciao

inserisci un commento o se preferisci invia una mail a:<a href="mailto: info@showfarm.com"> info@showfarm.com</a>]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/04/corsi_per_lo_spettacolo_1.html</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">attori e attrici</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">casting</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">dizione</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">monologo</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">presenza scenica</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">provini</category>
                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">scuola recitazione</category>
        
         <pubDate>Mon, 16 Apr 2007 17:40:29 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Un principe di nome Totò</title>
         <description><![CDATA["Noio volevam savuar l'indiriss..." 
<img alt="vigile1.jpe" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/vigile1.jpe" width="280" height="184" />


Questa celebre frase ci riporta alla memoria l'indimenticabile film "<a href="http://www.antoniodecurtis.com/malafe.htm">Totò, Peppino e la malafemmina</a>" con un esilarante ed irriverente Totò. Il 15 di aprile, ricorrerà il quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Per il Principe della risata <a href="http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9007/900792.htm ">Antonio De Curtis</a> sarà  una festa piena di ricordi e di omaggi. In questo periodo in Tv andranno in onda alcuni dei suoi film più celebri: da <em><a href="http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9010/901060.htm">Totò cerca moglie</a></em> (1950), a <em><a href="http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9010/901049.htm">Miseria e nobiltà </a>(1954)</em>, fino al più recente <a href="http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/9012/901275.htm">T<em>otò sexy</a> (1963)</em>. 

Divertente e profondo al tempo stesso, il paroliere, attore e poeta, incarna quella "napoletanità" fatta di irriverenza, comicità e "arte di arrangiarsi". 
<a href="http://www.dgmag.it/cinema/articolo5659.html">La Festa del Cinema di Roma </a>, alla sua seconda edizione, ha previsto una serata speciale dedicata ai suoi lavori, alla sua vita. 
Una serata di musica e cinema con un omaggio creato da Lucio Dalla e un documentario di Barbara Calabresi e Diana De Curtis dal titolo "Un principe di nome Totò" che parlerà di Totò attore  
e di Totò uomo.
Anche noi ci uniamo a questo omaggio ricordando con affetto e stima un mito assoluto della comicità tutta italiana.

Inserisci un commento o invia una mail a: <a href="mailto:info@showfarm.com">info@showfarm.com</a>]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/04/un_principe_di_nome_toto.html</link>
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                  <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Cinema</category>
        
        
         <pubDate>Tue, 10 Apr 2007 18:40:58 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Tv che si loda e s&apos;imbroda. Paura di Web2.0 ?</title>
         <description><![CDATA[Da <a href="http://www.rai.it/RaiUno/popup_articolo/0,8070,128%5E1858,00.html">Giletti </a>alla <a href="http://www.mediaset.it/brand/canale5/programma/schedaprogramma_105.shtml">Perego</a>. Dall' <a href="http://www.raidue.rai.it/R2_HPprogrammi/0,7371,__lettera_162,00.html"><em>Italia sul due</em></a> a svariati salotti e salottini mediatici. Sento spesso parlare in televisione, di televisione. La tv è diventata auto-celebrativa. Non fa altro che parlare di se stessa. Capita spesso di sentire attacchi ad internet e alle nuove tecnologie che "metterebbero in pericolo" gli adolescenti, proponendo contenuti osceni. 
<img alt="web-20-bubble.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/web-20-bubble.jpg" width="160" height="120" /><img alt="giletti.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/giletti.jpg" width="126" height="148.3" /><img alt="paolaperego.jpg" src="http://www.showfarm.com/showfarmblog/paolaperego.jpg" width="140" height="140" />


Che la tv abbia paura del suo fratellino più piccolo ma molto più brillante è evidente.
Che argomentazioni propone questa accusa? Lo chiedo a voi: con quali soluzioni si auto-difende la televisione?
Internet senza accusare nessuno propone nuovi argomenti e soprattutto contenuti personalizzati.
Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0">Web2.0</a>, di cui tanto si parla, altro non è che una serie di contenuti interattivi, dinamici che si applicano a diversi settori:una nuova fase storica del web nella quale si manifesta il vero potenziale del mezzo (cfr "<a href="http://www.lucamascaro.info/blog/2007/01/imho-che-cos-il-web-20.html">che cos'è il Web2.0?</a>").

Così, spettacolo, business, musica e comunicazione, acquistano sempre più dinamismo. Diventano Bi-direzionali; gli utenti hanno possibilità immediata di rispondere, scambiare opinioni, partecipare. E soprattutto di scegliere liberamente quello che più desiderano.
Quindi se la sfida che propone la tv è <strong>Tv vs Web2.0</strong> ho un'idea su chi sarà il vincitore.

inserisci un commento o se preferisci invia una mail a : <a href="mailto:info@showfarm.com">info@showfarm.com</a>]]></description>
         <link>http://www.showfarm.com/showfarmblog/2007/04/tv_che_si_loda_e_simbroda_paur.html</link>
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         <pubDate>Thu, 05 Apr 2007 16:15:25 +0100</pubDate>
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         <title>Contro Saturno Contro</title>
         <description><![CDATA[Ciao a tutti...domenica sono andato a vedere il film di Ozpetek che tanto fa parlare di se.
Avevo rimandato la visione, ma visto che non ho fatto altro che sentire parlare di Saturno Contro, di Ambra e di come il film "vale la pena" ecc...Mi sono deciso e sono andato a vederlo.
Allora? Cosa ci dici? Rischio di essere impopolare ma a me non è proprio piaciuto, anzi...una noia!! 
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Una storia che vede al centro una coppia gay (ma guarda tu che novità?). Diverse cene tra amici medio-borghesi che si riuniscono a parlare di tutto e di niente in una Roma scontata e poco accattivante (ma come fa Roma a non essere affascinante? Mistero...). La storia è diluita e tutta la parte intorno all'ospedale (in realtà dentro all'ospedale) risulta come un'attesa che ti fa chiedere "Chissà cosa succede ora..." e poi in realtà succede poco o niente. Claustrofobia e ansia sono le sensazioni che ho provato. Che il gioco fosse proprio questo?
 E dopo la morte di Lorenzo (Luca Argentero) si ritorna o si cerca di ritornare alle cene dove si parla di tutto e di niente, questa volta però in una meravigliosa casa di campagna vicino al mare. Descritto così è riduttivo e me ne rendo conto. Io ho trovato anche la recitazione poco interessante. Accorsi è deludente, fa un lavoro su se stesso molto debole, o che comunque non viene fuori. la Buy ormai auto-intrappolata nel ruolo di "confusa e infelice-ma-a-tratti-felice" non fa trapelare niente di nuovo. Ambra è nella parte (d'altronde: Ambra c'è:-)) e secondo me è un personaggio che ha molto da dire ancora nello spettacolo e soprattutto in televisione (buca lo schermo, decisamente) ma chiamarla "la rivelazione del cinema italiano" come ha fatto la Bignardi alle "interviste barbariche" mi sembra un pò troppo...Che dire? Ozpetek per me è sempre stato un mito: solitamente riesce a coinvolgere raccontando il "normale e il quotidiano" ma stavolta non mi è proprio arrivato nulla.
Vabbè...punti di vista senza dubbio.
Voi il film lo avete visto?
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         <pubDate>Wed, 04 Apr 2007 13:15:33 +0100</pubDate>
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