Con questo racconto ho voluto ripercorrere i sette anni più difficili della mia vita. "Sette anni fa una bimba decise di gettar via la sua vita. Aveva tutto, almeno così sembrava. Le mancava la cosa più importante però, quella che ricercano tutti i bimbi: l'Amore dei suoi genitori!! Desiderava essere abbracciata, coccolata e soprattutto essere considerata figlia. La mamma ed il papà non erano capaci, non ci riuscivano, troppo presi da altre cose. Non si accorgevano che la loro bambina gli stava sfuggendo dalle mani... Troppo piccola per essere trattata da grande, ma troppo grande per non capire... e soffriva, in "silenzio". Capì che l'unico modo per esprimere la sua sofferenza era "il totale rifiuto del cibo". Cominciò a perdere la sua chioma folta, il suo fisico perfetto per l'età diventò un accumulo di ossa, il suo sguardo pian piano si spegneva e perchè? Perchè si stava spegnendo la sua vita!!! Non riusciva a ridere, non aveva più amici e non aveva più la forza di parlare. Ebbe inizio il suo calvario. A dieci anni la bimba fu trasportata d'urgenza all'ospedale "Bambin Gesù"; le avevano diagnosticato un tumore al cervello, ma si sbagliavano. La testa stava bene, era il cuore a soffrire!!! A dieci anni si è trovata rinchiusa tra le mure di un ospedale, senza i suoi genitori. Piangeva, urlava, ma nessuno lì dentro le dava ascolto. Bhè il loro unico obiettivo era quello di farla "ingrassare"!!! Stringeva tra le gracili manine un fazzoletto, quello con cui la mamma prima di andare via dicendole "presto ti libererò", aveva asciugato le proprie lacrime. Ma fu privata anche di quello. Dopo una settimana la mamma, malgrado le condizioni fisiche della figlia, decise di portarla a casa. Da quell'esperienza la bimba ha cominciato ad aver paura di tutto persino della carezza di una mamma. Cercava invano di mangiare per recuperare peso ed energia, non ci riusciva!!! Trascorse gli anni successivi fino ai tredici tra Benevento, la sua città natale, e Roma dove si recava per continui controlli medici. Il suo peso oscillava dai 20 ai 24 kg, fino a raggiungere il peso di 18 kg all'età di quattordici. Stava morendo davvero! Era uno scheletro che si muoveva per quello che potesse. Nonostante tutto la bimba non faceva nulla per reagire. I genitori le avevano donato la vita e lei la respingeva. Forse aveva ragione perchè avrebbe preferito non nascere se avesse saputo di non ottenere l'affetto che meritava. La mamma ed il papà decisero allora di portarla in un centro specializzato. La notte fra il 19 e 20 ottobre 2006 la bimba accompagnata dai genitori si recò a Bologna, in questo grande ospedale. Era molto spaventata! Le diedero meno di due ore di vita. I medici preoccupati si rivolsero ai genitori dicendo: "Siete arrivati giusto in tempo, stava morendo". La bimba fu subito intubata. Tramite l'alimentazione forzata il suo peso aumentava radicalmente. Non poteva continuare così, doveva crescere ed imparare a "mangiare la vita". Allora cominciò ad alimentarsi autonomamente, le condizioni cliniche migliorarono parecchio. Dopo sei mesi di ricovero senza aver potuto vedere un raggio di sole, abbandonò quella stanza di ospedale vuota; vuota come lo erano stati la sua anima ed il suo corpo. Riprese la sua vita, riprese gli studi, i suoi viaggi, riprese a frequentare gli amici. Arrivò il primo amore, no, ma che dico, non era amore forse la prima cotta. Tutte le attenzioni erano rivolte a lui. Durò poco! Col tempo cresceva, non era più una bimba, stava diventando una ragazza. Il suo corpo si trasformò completamente e rifece anche il guardaroba. Oramai una 32 le stava stretta. A 16 anni si innamorò seriamente. Lui sapeva darle tutto ciò di cui aveva bisogno, ma lei era terrorizzata. Decise di lasciare il ragazzo. Non era lei a comandare le proprie emozioni, erano le paure, le insicurezze di una brutta malattia appena sconfitta. La malattia non poteva liberarsene così facilmente, doveva tentarla ulteriormente. La ragazza fu più forte e continuò a vivere. Per poco amore aveva rischiato la vita ed ora lei non era in grado di capire come amare. Credeva di non riuscire a ricambiare l'amore di quel ragazzo e di procurargli la sua stessa sofferenza. Ha preferito rinunciarci. Nessuno sa che per lei è stata una vera prova d'amore. Il passato l'ha fortificata, permettendole di andare avanti senza commettere gli stessi errori. Oggigiorno ha una visone diversa della vita, più matura e consapevole. Apprezza con grande entusiasmo tutto ciò che le accade, perfino le cose più futili. Ha compiuto 17 anni ed ora è donna a tutti gli effetti. Una donna che sa amare, sa piangere, sa ridere, sa perdonare...Una donna sensibile, vitale, solare e felice...Ha capito il vero e proprio significato di "DONO DELLA VITA". Sta recuperando gli anni perduti e con qualche piccola difficoltà ancora, cerca di fronteggiare gli ostacoli che le si presentano quotidianamente. Mattone su mattone sta costruendo il suo futuro; un futuro con alla base un elemento fondamentale e principale: l'AMORE. Per se stessa e per gli altri".
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