Aprite bene le orecchie miei fidi, quest’oggi la vostra affezionata Beppa vi presenterà un autentico personaggio. Come introdurre cotanta presenza? Se fossi Frankenstein lei sarebbe Igor, se fossi un Puffo sarebbe Gargamella, s’io fossi foco .... (!!) Ma bando alle ciance, ecco a voi la mia musa, la strega delle streghe, la mitica GIGIA!! La stranezza di questo rapporto sta nel fatto che lei non sa affatto di essere la mia musa, eppure senza la Gigia forse Beppa non esisterebbe. Le nostre relazioni ebbero inizio una mattina di tanti anni fa, quando, vedendola scarpinare sulla provinciale con una gigantesca borsa a forma di pancreas, accostai e le offrii un passaggio. Lei mi squadrò con occhio arcigno e gridò tutto d'un fiato: “no no grazie ho furia!!”, dopodiché ripartì al galoppo, lasciandomi lì come un’ebete. In seguito facemmo amicizia, il che fu un’impresa perché la Gigia è fatta così, ha sempre furia. Nessuno ha idea del perché viva di corsa, lei meno di tutti; ma è un fatto che nessuno l’ha mai vista ferma. Siccome la Gigia è un personaggio, e la sottoscritta è affascinata dai personaggi, mi misi d’impegno e la presi al laccio come segue. Oltre all’atletica l’altra folle passione della Gigia sono i fiori insoliti, una passione che condivido, tant’è che a ogni viaggio mi riempio le tasche dei semi più strani, che poi sotterro in giardino con fortune alterne. Ora, si dà il caso che a quel tempo fossi alle prese col “giglio di sant’Aristea di Parapanos”, uno sgorbio blu a pallini arancioni e gialli che a sorpresa esplose in tutto il suo charme proprio a bordo pista. Poteva la Gigia, pur vedendolo di striscio alla velocità della luce, rimanere insensibile? Inchiodò con il fischio di freni tipico dei motori spinti, e quel giorno allacciammo un rapporto befanesco che tuttora dura, e che ho sempre coltivato con sommo divertimento.
La Gigia vive sola, nel senso che il marito, Pierone, ha rinunciato a inseguirla decenni fa ed è rimasto indietro di parecchie lunghezze, com’è ovvio che sia quando un bradipo sposa una tarantola. Non hanno avuto figli (e come fargliene una colpa, povero Pierone? altro che bersaglio mobile!!) e sono entrambi in pensione da tempo immemorabile. L’unico giorno di riposo della Gigia è il Natale, quando incredibilmente rallenta e prepara i suoi famosi biscotti che sanno di polvere da sparo. Poi va in chiesa e recita tutto il rosario nel tempo che il parroco impiega per arrivare all’altare, dopodiché si fa il segno della croce e corre fuori a tutta birra, travolgendo i fedeli che entrano. Ma non fatevi imbrogliare! Benché devotissima la Gigia è una vera strega, fuma di nascosto e si esprime come un portuale; frequentarla mi ha sempre portato a meravigliarmi di quante parolacce non conosco. Oggi la Gigia ha passato i novanta, e purtroppo le corse di un tempo sono solo un ricordo. Ormai è inferma e vive in carrozzina accudita dal marito quasi centenario, il quale è finalmente riuscito a vederla bene. La prossima sortita della Gigia sarà per votare, e mi giunge voce che abbia già chiesto di essere spinta “un po’ alla svelta sennò chiudono, checcazzo.... Piero, ma sei un lumacone!! Quando avevo la tua età... umf !! Facevo le fiamme!!!” |