Domenica sera i moralisti a buon mercato erano tutti contenti: il Chievo e il Cagliari avevano onorato l'impegno, l'Inter è straripante e pronta per le due finali, la Roma è stanca ma ha cuore da vendere, Totti è un ragazzo d'oro, tra Balotelli e la curva è tornato l'amore, Palermo e Samp regaleranno emozioni fino alla fine, Milan e Juventus giocheranno una specie di amichevole in tono minore, il Chievo, il Siena, il Napoli e l'Atalanta non saranno sparring partner come si vuol far credere (poi dovrebbero spiegarci chi è che vuol far credere a chi) e che è stata una domenica che ci ha riconciliato col calcio (ovviamente stigmatizzando gli episodi di violenza a Torino perchè a far vedere di essere Gandhiani c'è sempre da guadagnarci). Niente di più falso! Ed è una falsità che fa felice chi faceva la morale a destra e a manca e a chi ha distribuito patenti di vergogne e dubbia moralità. Inter-Chievo e Roma-Cagliari non sono state partite "vere" manco per niente (a dimostrazione che se ti vogliono far credere il contrario non ci mettono nulla). Al Meazza l'Inter fino al 4-1 non ha incontrato una grandissima resistenza poi il ritorno del Chievo è sembrato dovuto più a un calo di concentrazione (o sindrome da radiolina) che all'impegno dei veneti che dopo il 4-3 non passavano più la metacampo e hanno rischiato di capitolare almeno altre 2 volte, però per i moralisti è stata combattuta, contenti loro... All'Olimpico un Cagliari superiore nella condizione fisica si è limitato a difendere gli attacchi di una Roma fisicamente a pezzi che non è andata in vantaggio solo per puro caso (3 pali), nella ripresa il Cagliari potrebbe approfittare della stanchezza altrui invece tra gol mangiati clamorosamente (Jeda) e cambi assurdi (Cossu) i sardi sono rimasti sulle loro e nemmeno il vantaggio casuale di Lazzari ha dato la scossa anzi, le maglie hanno iniziato ad allargarsi a vista d'occhio concedendo rimonta e 3 punti ai giallorossi. Speriamo che domenica prossima sia diverso e che vinca il migliore, davvero. Ma il peggio della domenica lo si vede sugli spalti con gli effetti della diatriba Totti-Balotelli che per i rispettivi tifosi sono diventati due santi, patrimoni UNESCO da tutelare contro quei cattivoni che gli danno addosso: paradossale che il giovane talento nerazzurro faccia pace con i tifosi non per quello che da sul campo (che è la cosa che dovrebbe contare maggiormente) ma per il martirio subito nella finale di coppa Italia. Dall'altra parte assistiamo a quel fenomeno di schizzofrenia collettiva (cit. Paolo Di Canio) che si vive a Roma quando gli si toccano, anche a ragione, gli idoli di casa: e via col Totti-day che non si discute ma si ama e pazienza se il calcione a Balotelli non sia un episodio prettamente isolato nella sua carriera, il capitano è il capitano. Che tristezza. Poi c'è stato il resto della giornata con la Samp che resiste a Palermo e vede la Champions, il Napoli che si regala il sesto posto spedendo in B l'Atalanta e facendo tana libera tutti nella corsa alla salvezza. La Juventus saluta il proprio (incazzato) pubblico con l'ennesima figuraccia, per i calciatori bianconeri saranno vacanze brevi. Il Milan invece il terzo posto, che le vacanze le allunga, lo conserva nonostante la sconfitta col Genoa in un Marassi deserto. E qui bisogna aprire una nuova riflessione da girare al signor ministro dell'interno e al suo gioiellino chiamato osservatorio sulle manifestazioni sportive: son quasi due anni e mezzo che esiste questo organismo e di lui non si sa nulla se non che proibisce trasferte a casaccio, condanna pretestuosamente alcune tifoserie a saltare trasferte per un anno, fa sanatorie e amnistie a fine campionato e porcate come quelle di domenica a Genova dove all'ultimo momento si sono ricordati che Genoa-Milan potrebbe essere pericolosa (ricordate Vincenzo Spagnolo?) e allora chiude lo stadio a tutti con buona pace di abbonati e spettatori che la prendono in quel posto: raccapricciante. Per Napoli-Atalanta invece non se ne sono ricordati e stiamo contando i feriti che invece non ci sono stati a Livorno ma non ce la sentiamo di esultare per una cosa che dovrebbe essere normale. Adesso qualcuno ha fatto notare al ministro che sarebbe il caso di anticipare Milan-Juventus e Lazio-Udinese perchè potrebbero verificarsi episodi di guerriglia urbana: Maroni ha detto che ci pensa, ognuno ha i suoi tempi per partorire le sue decisioni, faccia pure ministro, fino a sabato a mezzogiorno non abbiamo nulla da fare.
Infine sono arrivati i preconvocati di Lippi e qui almeno si sorride: fuori Legrottaglie che, come Taribo West 10 anni fa, forse aveva avuto raccomandazioni dall'alto per poter giocare, peccato che dall'alto, oggi come ieri non hanno messo al corrente il CT. Amen. |