IL principino non è nato nel regno delle Fiabe, ma nella metropoli caotica e consumista. Così ha assunto subito i tipici connotati del bambino cittadino:
- La tosse catarrosa
- Un colorito verde-petrolio
- La consapevolezza che il denaro serve quando ci si trova in prossimità di un Luna Park o di un negozio di balocchi
- Il vizio di mangiare il pane e marmellata in salotto e di pulirsi le ditine al divano “Aladino” dell’Ikea.
- Lo zecchino d’oro sparato a palla.
Di tutte queste pestilenze, la più terribile è senz’altro Lo Zecchino d’Oro.
Ora, come principessa io non ho niente contro la musica, anzi, suonavo discretamente il clavicembalo e l’arpa alsaziana, ma non so perché, lo Zecchino d’Oro mi suscita l’onco.
Sarà che non è più quello di una volta, quando i bimbi eran piccini, buffi e stonati, Mago Zurlì si vestiva come il mio ex, e le canzoni eran fatte di tre note su ritmo walzerino o marcetta.
Ora a 10 anni hanno già barba e baffi, si vestono come Marilin Manson e cantano motivi che potrebbero essere componimenti postumi di Debussy, con variazioni Blues ed improvvisazioni jazz…e quelli italiani sono tutti di Gallarate…..boh.
Ma poi dico io: fatelo di un giorno, due giorni, tre giorni..tò!
NO.
Fanno una mondovisione di una settimana, dove si alternano una giuria di qualità, una giuria scadente, una giuria di direttori d’orchestra, i giudici della Corte Suprema e la Giuria del Nobel….poi c’è anche una giuria di bambini, e menomale, che però alla terza giornata ancora nun hanno capito come cazzo se vota col sistema delle tre palle, e la conduttrice, in vestaglia trasparente e stivali sadomaso, si vede che li prenderebbe tutti volentieri a rutti in faccia…”Come fate a non capire? ‘na palla rossa vor di’ che la canzone t’è piaciuta ‘na cifra, la palla verde vol di’ che t’è piaciuta così così, ‘na palla gialla si la canzone t’ha fatto schifo”….alla fine della kermesse al bambino che avrà ricevuto più palle gialle cosa regalano? Una seduta psichiatrica per riprendersi dalla sindrome da rifiuto?
Poi chi te mettono nella giuria de qualità? SANDRO MAYER, direttore di Chi, la rivista de Tette e Culi per eccellenza..l’hanno prossimo chi ci metteranno? Pacciani e Vanna Marchi?
Mah, io ho sempre un aplomb principesco, ma Nonna Pina, co’ quelle cazzo de tagliatelle, ce la strozzerei volentieri…
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