Nonostante tutte le difficoltà riscontrate nell’epoca moderna, Cenerantola non si poteva poi lamentare: aveva un buon lavoro, un principe buzzurro fedele, un principino sempre affetto dalle più svariate malattie infantili ma niente di grave, una macchina e un taglio di capelli alla moda…e soprattutto poteva contare sui migliori amici di una donna, la lavatrice e la piastra IMETEC…tutte cose che nel paese della favole non c’erano.Già…in fondo…nel paese delle favole…ripensandoci bene….FACEVA ‘NA VITA DI MMERDA.
Tutti hanno visto il cartone di Cenerentola.
Tutti l’hanno visto.
Anche il burbero macellaio Ettore.
Anche il camionista tifoso del Liverpool.
Anche Valdemaro Caroti, con la sua aria da uomo vissuto, anche se non lo ammetterebbe mai e poi mai, ha visto Cenerentola.
Quindi l’avete visto anche voi, e non dite di no, subdoli bifolchi.
Come inizia Cenerantola?
LA CENERANTOLA DORME IN UN MISERO LETTINO, IN CIMA A UNA TORRE DIROCCATA, IN UNA STAMBERGA 2 METRI PER 2, SENZA NEMMENO L’AVVOLGIBILE ALLA FINESTRA, DA CUI ENTRANO INDISTURBATI UCCELLI, TOPI, PICCIONI, RAGNI E TORDI.
DON, DON, DON, DON, DON……SUONA IL CAMPANILE DEL CASTELLO DI FRONTE CON UN RINTOCCO A 2000 DECIBEL.
LA POVERETTA SI RIGIRA NEL LETTO, IN CUI SI INSINUANO BESTIE DI OGNI TIPO, PER DI PIU’ VESTITE MEGLIO DI LEI.
CHE ORE SARANNO? LE 8? LE 9?
NO
SONO LE 5….. DEL MATTINO.
Chiunque a questo punto si sarebbe alzato dal letto MALEDICENDO DIO, LA VITA E IL DANNATO CAMPANONE AMPLIFON, e dopo aver fattO una strage di tordi avrebbe infilato al volo la finestra per levarsi da questo mondo crudele.
LEI NO….COSA FA LEI????
CANTA.
CAZZO CANTI?
Cantando sicura che un giorno il sogno realtà diverrà, non si accorge che per ora la sua vita fa schifo, e per raggiungere l’apice del buonumore, si leva la camicia da notte e si fa una bella doccia gelata, gnuda e a finestra aperta alle cinque del mattino. Vogliamo forse farci mancare una bella cervicale?? Giammai.
Tutta contenta, ignara di essere l’emblema della sfiga, si mette il solito vestito che indossa da 14 anni, bucato e marrone cacchetta, si fa una coda bassa e infila un paio di ballerine che in realtà 10 anni fa prima di usurarsi erano scarpe coi tacchi…..ed esce di camera.
L’attendono amene attività: fare i mestieri, stanare un topo grasso dalla gabbia (solo dopo avergli procurato degli abiti confacenti, che porca puttana, se hai tempo per cucire dei vestiti per i topi, perché non ti rammendi i tuoi, di vestiti, che sembri l’evoluzione della piccola fiammiferaia se non fosse morta de stenti??Mah).
Ma prima di godersi questa bella giornata, cosa deve fare? Scendere 18 rampe de scale fatiscenti di legno tarlato, e il problema non è tanto quello di scenderle, ma la sera salirle, dopo aver passato lo Spontex per tutti i 5000 metri quadri di castello.
MA INSOMMA…..CAZZO CANTI???
SPARATI!!!!
Fu così che Cenerantola si consolò dei suoi attuali dispiaceri, ripose il DVD nella scatola dei ricordi della sua vita e scacciò il ricordo della massima che le ripeteva sempre la buona fata Madrina per rincuorarla.:
”Ricordati, la tua vita è come la scala del pollaio
Corta e piena di merda”
Ripensandoci Cenerentola non si sentiva più così in colpa per averla legata alle rotaie della TAV.
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