Nel paese lontano lontano le attività permesse alle ragazze in età da marito erano: -passeggiare nel bosco fatato (calorie bruciate: 24) -canticchiare eseguendo passi di danza e volteggi pensando al vero amore (kcal bruciate 2) -spazzolarsi i capelli (zero) -emettere languidi sospiri. (zero) Kcal bruciati con queste attività: 26 Te credo…tanto con quei vestitoni mica si vedeva la cellulite, e la panzotta si stringeva dentro un busto di acciaio zincato. Oggi una principessa metropolitana deve mettere i jeans aderenti, le magliette a prova di Modella Vagabonda, il perizoma, la minigonna…quindi deve farsi il fisico. Ci sono tre tipi di donne nel mondo: Le donne a “pera”: sono quelle che bevono un bicchiere d’acqua e si gonfiano come zampogne, che appena mettono in bocca una fetta di pane prendono automaticamente sette kili, e per perderne uno devono mangiare solo mele per un anno, poi appena mangiano una carota ne riprendono 16. Sono quelle che le mamme dicono loro dalla nascita “Non hai le gambe grosse, sei muscolosa/hai le ossa robuste”Sono definite a pera perché dalla vita in su portano la 42, dalla vita in giù la 58 abbondante, per la precisione sono delle pere “coscia”. A questa schiera di elette appartiene anche Cenerantola. Misure: 90, 60, 328. Le donne a “colonna corinzia”. Sono composte da un monolite cilindrico, misure 90,90,90. Le donne a “spaghetto n.2”. Sono composte 216 ossa, ripartite fra ossa brevi e ossa lunghe, talvolta rivestite di un sottile strato di epitelio. La specie più odiata è quella che ingerisce tre Big Mac a pasto, si sfonda di Magnum alle Mandorle, e mentre te osservi il tuo rametto d’insalata triste si magnano salsiccia e fagioli mentre ti raccontano che sono fortunate perché hanno il metabolismo veloce, e te pensi “Ma sto metabolismo poi….che cazzo è??? Appena becco er mio…vedi come lo cazzio….” Stanno bene con tutto, e soprattutto con tutti, se esci con loro sarai sicura che nessuno te romperà li cojoni, nemmeno ‘r cesso della discoteca te se filerà, perché dicono che l’uomo guarda le magre, ma poi sposa le grasse…..ma perché tutte le sfortune a noi?? Ortre a esse grasse…se dovemo pure sposà???? Che è, giustizia questa???”…..ecco cosa pensava la nostra Cenerantola a “pera”. Così un giorno disse basta, me iscrivo in palestra. La palestra è un luogo dove paghi per fare cose che faresti benissimo gratis: tipo correre, alzare pesi, saltare su un gradino, pedalare…però paghi, e le fai più volentieri (mah)… La palestra la riconosci per du cose: - Le ragazze che nello spogliatoio si vergognano a togliersi l’accappatoio e a mettersi le mutande, e perciò fanno del contorsionismo ciabattando fuori dalla doccia o infilandosi in anfratti bui. - I soliti due uomini che tirano su un peso, poi se mettono a chiacchierà appoggiati agli attrezzi e parlano male della moglie/della suocera/confrontano i cavalli delle loro macchine/si lamentano del lavoro/alla fine del discorso, qualunque fosse l’argomento, danno la colpa di tutto alle donne. Stanno in palestra tre ore e quaranta a fanno in tutto due addominali. Poi se appoggiano alternativamente agli attrezzi che servono a te che come ‘na deficiente chiedi “scusa/posso?/Te serve ancora?/ Te levi dalle palle? (quando hai acquisito un po’ di confidenza). - Gli istruttori. Ce ne sono due belli e uno brutto…secondo voi a me chi mi toccherà? Indovinato. - Un caldo allucinante, un solo bocchettone dell’aria condizionata che emana una bora allucinante, posizionato sopra l’ultimo macchinario infernale che farete quando sarete belle sudate. - I macchinari infernali. Progettati da Sweeney Todd in collaborazione con gli ingegneri del CNR, per regolarli ci sono dodici manopole, di solito abilmente nascoste per permetterti di fare le figure di merda più atroci per tentare di regolarli, sbiaccata a gambe larghe sul pavimento, che ne tiri una e precipita ‘n peso da otto tonnellate sulla capoccia, poi te siedi e ‘rimani impiccata a gambe larghe fra corde e tubi di metallo mentre non sai mai dove cacchio mettere le mani, e le metti nel posto sbagliato, tipo sotto la pressa. Alla fine te devono estrarre dalle macerie cor carro attrezzi dell’Europe Assistance, mentre tutta la palestra te guarda e ride. Dopo atroci e indicibili fatiche riesci a perde un chilo…poi arrivi a casa……e te viè ‘na fame mostruosa. Inizi co ‘na fogli a de lattuga…continui co mezz’etto de bresaola….poi t’attacchi a morsi a ‘na mozzarella scaduta…poi inizi a aprire e chiudere gli sportelli della cucina, alternativamente, finchè non cedi alla tinozza de tonnarelli cacio e pepe…Poi ti vengono i sensi di colpa…e te spalmi un litro de crema anticellulite, poi te rivesti le cosce con il cellophane…e alloraq è la fine. Se fino ad allora tu marito non s’era manco accorto della pelle a buccia d’arancia, te vede incartata come ‘na sarciccia de Montescudaio, e inizia a pijatte per ir culo, lo racconta all’amici ar bar, te fa le foto e le mette su faccebbuc, poi gli viene ir calo der desiderio. Morale della favola: stai a casa che è meglio. |