Può essere ‘congenita‘, per gravi deficienze nello sviluppo embrionale e fetale, oppure ‘acquisita’, in seguito a cause morbose ad esempio: opacità corneali, ulcere corneali, traumi locali, ustioni profonde della cornea, cataratta, glaucoma, distacco della retina. Può essere causata anche da lesioni del nervo ottico: atrofie,fenomeni degenerativi o infiammatori di centri ottici superiori,etc. Oltre alle cause di cecità elencate vi sono una schiera di malattie per intossicazioni di ordine più generale che possono portare alla perdita della vista, fra questi: il diabete, ipertensione nefrogena, intossicazione tabagica. La perdita della vista può essere temporanea, parziale,totale,monolaterale,bilaterale. Poi c’è il tracoma , un’ infezione oculare diffusa in Asia e Africa dovuta a un virus. Esistono infine forme particolari di cecità: daltonismo, notturna, diurna, verbale.
I ciechi hanno ricevuto un grande aiuto grazie ad un apparecchio progettato e costruito a metà dei primi anni Sessanta all’Università di Stanford (California) dal Professor I.G. Linvill, che creò l’Optacon (Convertitore da ottico a tattile), il quale diede la prima possibilità di leggere ai non vedenti grazie alla scrittura chiamata Braille.
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Tutela sportiva sanitaria
Fin dall’inizio degli anni ’80 si è sentita la necessità di regolamentare l’accesso dei disabili alla pratica sportiva. In Italia la tutela della salute degli sportivi è attuata attraverso leggi specifiche (n°1099 del 26/10/1971) sia in forma dilettantistica che professionistica. La L. 833/’78 attribuisce esplicitamente al Servizio Sanitario Nazionale competenza in materia di "Tutela sanitaria della attività sportive". In seguito, con la L.33/’80, veniva assicurata ad ogni cittadino in "condizioni di uniformità e uguaglianza".
L’ulteriore evoluzione legislativa si è concretizzata con la L. 91/’81 che detta le "Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti" e dalla serie di decreti legislativi che definiscono le attività sportive agonistiche (D.M. 18.02.82), non agonistiche (D.M. 16.02.83) e professionistiche ( D.M. 16.02.84), infine superate dal D.M. 13.03.95 che definisce le "Norme sulla tutela sanitaria degli sportivi professionisti".
E con la legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap L.5 febbraio 1992,n.104 dove sono descritti tutti i diritti fondamentali. Nell’art. 5. C. si garantisce l’intervento tempestivo dei servizi terapeutici e riabilitativi, che assicuri il recupero consentito delle conoscenze scientifiche e delle tecniche attualmente disponibili, il mantenimento della persona handicappata nell’ambiente familiare e sociale, la sua integrazione e partecipazione alla vita sociale.
Le disposizioni circa i controlli sanitari per l’attività sportiva non agonistica sono contenute nel relativo Decreto del Mm. Sanità del 28.02.83 e riguardano in particolare gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche ovvero che partecipino ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti quella nazionale (che viene considerata agonistica); e coloro che svolgono attività organizzate dal CONI o da Società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali o dagli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, e che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del D.M. 18.02.82. Il Decreto 04.03.93 si riferisce alla concessione di idoneità alla pratica sportiva per i disabili, le cui attività sportive vengono svolte sotto il controllo della Federazione Italiana Sport Disabili in quanto le attività fisiche svolte dal disabile fuori dal controllo della F.I.S.D. sono da considerarsi attività chinesiterapiche terapeutico-riabilitative.
Il Servizio Sanitario Nazionale, oggi ha come obiettivo anche quello di provvedere alla promozione della tutela sanitaria delle attività sportive, alla promozione degli interventi relativi alla medicina dello sport, nonché alla promozione ed alla diffusione dell'educazione sanitaria relativa alla pratica dell'attività motoria e sportiva quale strumento di idoneo sviluppo psicofisico e di miglioramento dello stato dell’organismo ad un impegno cardiovascolare, respiratorio, metabolico e nervoso che varia a seconda dello sport praticato e delle condizioni fisiche dell’individuo. La pratica dell’attività sportiva ha numerosi benefici a livello fisico e psichico, ma sottopone a sforzi a volte non indifferenti.
Affinché i benefici ed il successo nell’attività sportiva siano evidenti è necessario che l’atleta abbia uno stato di buona salute ed efficienza fisica. In alcuni casi, infatti, l’attività sportiva può indurre disturbi e rendere evidenti anomalie sino ad allora passate inosservate. Il medico dello sport riveste un ruolo di deposito della salute psico-fisica dell’atleta. Ogni atleta prima di intraprendere l’attività sportiva, è giusto che faccia delle visite mediche per verificare il suo stato di salute ed evitare rischi connessi all’attività sportiva.