EDUCARE LA GENTE AL SUPERAMENTO DEI PREGIUDIZI CERCARE DI ACCOSTARLA AL MONDO DELLA DISABILITA'. UN BUON METODO… PROPONI AD UN TUO ‘FRATELLO’ DIVERSAMENTE ABILE LA PRATICA DI UNO SPORT! Con la nascita di questo magazine informativo vogliamo mettere a confronto reciproco tutti, senza nessuna distinzione, aprire le porte al Mondo dei Diversamente Abili, dare uno spazio a coloro che convivono con situazioni di isolamento e, con il racconto di casi di disabilità, condividere esperienze che Noi e Voi in primo luogo abbiamo vissuto e vogliamo descrivere partendo dalle origini, con un grosso e ampio accostamento allo sport H. (portatori di handicap), informandoci su ciò che ci vuole per essere inseriti in un nuovo contesto. Ogni disciplina sportiva, oltre ai benefici fisici e psicologici che è capace di dare, rende possibile una nuova integrazione sociale, rigenera e consente in tanti casi una profonda crescita personale. Lo sport nei disabili aiuta.
Indurre e stimolare il disabile alla pratica sportiva è compito in primo luogo dei genitori, ma anche degli assistenti sociali, dei medici, della scuola e di tutti coloro che praticano sport, che potranno essere coadiuvati dagli Enti statali e dalle varie associazioni e federazioni che sanno quanti e quali risultati positivi si possano ottenere in tal senso. La disciplina sportiva nei diversamente abili può cominciare dalla prima età evolutiva con attività ludico-pedagogiche, o anche dall’adolescenza.
I primi amici, la ricerca dell’anima gemella, i corsi di studio, il lavoro, la cultura, fra tante esperienze di vita c’è anche la possibilità di scegliere, ad esempio, un percorso sportivo che ci accompagni fino all’età avanzata, o l'opzione per una riabilitazione motoria con attività sportiva e, perché no, se proprio bravi, la possibilità di fare attività Master over 25, un'attività agonistica a tutti gli effetti. Tutti sono liberi di praticare sport e confrontarsi con gli altri attraverso di esso.
Cominciamo col dare anche un appunto sul significato della parola ‘disabilità’. Il vocabolario Zingarelli ci parla di mancanza di abilità, ‘dis’ dal prefisso greco dis- ha un significato di mancanza, è un prefisso che indica, in parole composte, specialmente del linguaggio medico, alterazione, anomalia, malformazione e simili: disfunzione, dispepsia, distrofia. La parola ‘disabile’ invece significa che è fatto inabile, ‘disabilitare’ significa privare di particolari attitudini o capacità. La parola handicap, che si accosta similmente al mondo dei diversamente abili, originariamente ha il significato di un ‘gioco’ nel quale la posta era tenuta con la mano (hand) in un berretto. Nello sport la parola handicap significa competizione e, per equiparare la possibilità di vittoria, si assegna uno svantaggio al concorrente ritenuto superiore o un vantaggio a quello ritenuto inferiore.
Principio fondamentale che vogliamo far capire è dimenticare le difficoltà, superare gli ostacoli che dalla nascita o durante la vita si presentano. Ed è proprio questo connubio tra sport e disabilità che ripagherà beneficamente il soggetto che si dedica ad un'attività fisica.
Sport e attività motoria significano, inoltre, la possibilità di integrarsi sul territorio in cui si vive in maniera più consona alle proprie esigenze. Educando, ad esempio, la popolazione, in particolare a partire dalle giovani generazioni, a praticare lo sport non contro qualcuno ma assieme a qualcuno. L’inclusione come strumento di uscita dai recinti sociali e culturali, oltre che fisici. Lo sport è dunque, più che mai, patrimonio culturale straordinario. Racchiude in sé numerose sfaccettature, in uno spettro che parte dall'agonismo e si traduce nello stare tutti insieme.
Diamo accenno agli aspetti storico culturali, relativi l’attività sportiva nel corso della storia e dando alcuni appunti sul progresso medico-scientifico e le difficoltà che si presentarono in ogni epoca. |