vi aspetta, insieme ad altre sette donne con il vizio della scrittura, per darvisi in pasto leggendo ad alta voce il suo romanzo ancora inedito.
Mandatela giù con un aperitivo magrebino in un vero riad, ma nel cuore di Milano.
P.s. La scelta dell'ambientazione marocchina non è casuale. Ma per scoprirne la ragione, credo proprio che vi toccherà partecipare all'Aperitivo a Marrakech.
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Claudia Baronti da Perignano
A dispetto del nome, nelle sue vene non scorre sangue blu. No, il suo sangue è rossissimo, a tinte forti come il libro che sta per pubblicare.
L'ho conosciuta qualche tempo fa, grazie a un comune amico che è stato anche mio maestro, per un po', ma soprattutto responsabile della mia sciagurata idea di crearmi una (o più) identità in rete.
È una ragazza, una donna, della provincia toscana (ecco che si spiega il nome che ha scelto per sé), che un giorno ha preso in mano una penna (più probabilmente un pc, ma alla sua aura romantica meglio si addice uno strumento di scrittura più antico) e ha scritto un libro.
Un romanzo. Erotico, forse, sì, un po', ma anche di formazione, ma anche, chi lo sa?, di ispirazione autobiografica.
Sicuramente un romanzo. Sicuramente gravido di un immaginario squisitamente femminile. Sicuramente non un romanzo rosa.
Sicuramente, una grande prova di coraggio. Perché essere femmina e scrivere di certe cose, in un certo modo, inevitabilmente ti mette sotto i riflettori, completamente esposta, nuda e sola. Ed è in questo momento che si vede se sei pronta. A difendere la tua opera. A spiegare che va bene così e che le distanze vanno ancora rispettate. Senza inacidirti, però. Mantenendo chiaro il limite. Senza allontanare.
Ci vuole intelligenza. E ironia. In Claudia ci sono entrambe. E anche nei brevi estratti del suo libro che ho potuto leggere.
Per questo ho deciso di appoggiarla e aiutarla e mettermi in gioco: a fine giugno, sotto la direzione artistica della nostra eroina, avrà luogo a Milano un aperitivo letterario dove saranno le donne a dominare la scena. Per saperne di più, seguite e partecipate al gruppo su Facebook E poi mi sono persa a Empoli.
E perdetevi nel vostro immaginario, ma non perdetevi mai d'animo. Non siete sole.
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Consenso informato
Fonti certe (operatori televisivi) mi informano di quanto segue.
La sera del 20 maggio scorso, l'Italia dei Valori organizza al Circolo della Stampa di Milano un convegno intitolato Informazione e democrazia. Antonio Di Pietro era presente.
Affluenza di pubblico: sala piena.
Cpertura mediatica: due operatori per il TGR Lombardia, senza giornalista; un giornalista di Repubblica.
Punto.
Siamo in piena campagna elettorale. Quello stesso giornogli stessi due operatori avevano seguito, insieme al giornalista Rai, iniziative di vari schieramenti che vedevano la presenza di candidati alla Provincia e leader di partito: Penati, Franceschini, Casini.
Copertura mediatica: totale.
Inevitabile pormi qualche domanda:
1. Non esiste mica una cosa che si chiama par condicio?
2. I giornalisti sono al corrente che il fatto di appartenere a un ordine che, oltre a garantire loro una serie di privilegi come entrare gratis ovunque, dovrebbe teoricamente esistere anche per garantire ai cittadini di avere accesso a un'informazione completa e libera da interessi?
3. I suddetti giornalisti si sono per caso accorti che il convegno si intitolava Informazione e democrazia? Non ci sono andati perché l'argomento non era di loro interesse? Quella sera c'era forse una qualche anteprima esclusiva con tanto di red carpet? Un sordido omicidio commesso da un ottantenne di Binasco? Un disastro atomico in Val Brembana?
Per fortuna, le testate giornalistiche non sono l'unica fonte di informazione.
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Produttività
La produttività in economia può essere definita in via di prima approssimazione come il rapporto tra la quantità di output e le quantità di uno o più input utilizzati per la sua produzione. Viene calcolata con riferimento alla singola impresa, all’industria o più in generale alla nazione. (Wikipedia.it)
La produttività può essere anche uno stato interiore?
Questa immagine è di Lorenzo Menconi. Perfettamente in sintonia con il mio significato, il risultato migliore mai ottenuto con google image search, da diffondere e condividere. L'autore può contattarmi, se lo ritiene necessario.
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Diretto alle donne (e indiretto agli uomini)
Oggi voglio parlare di mestruazioni. Di espulsione di ovuli maturi, di ricambio dell'endometrio, di rigenerazione dell'utero, di sangue che cola tra le gambe, di quell'odore dolciastro che emaniamo e che nessun nuovo assorbente supersottile e superassorbente potrà mai, nonostante le promesse, smettere di farci sentire appiccicato alle narici in ogni singolo momento di "quei giorni". Voglio parlare di quel segno visibile della nostra natura invisibile che tanto cerchiamo di nascondere e i cui effetti tanto cerchiamo di reprimere, perché non sta bene che siamostanche, o tristi, o incazzate, o doloranti, perché il nostro mestiere è sorridere e non perdere mai il ritmo, continuare a sgobbare al modo insostenibile in cui gli uomini ci costringono - e si costringono - a fare, perché il ciclo altalenante della femminilità è incompatibile con la linearità e la monotonia del quieto vivere - è quasi un problema di sicurezza, tra un po' l'esercito dalle strade entrerà nelle nostre mutande, visto che i preti non bastavano -, perché dobbiamo essere mansuete. Perché non possiamo essere troppo belle né troppo brutte. Dobbiamo essere carine. E allora impasticchiamoci di antidolorifici specifici, infiliamoci un tampone sbiancato con sostanze chimiche ultradannose per i nostri tessuti - e in ogni caso penso che tenere dentro qualcosa che deve uscire non sia granché sano - così possiamo metterci comunque quei pantaloni aderenti che ci piacciono tanto e usciamo di corsa per andare in ufficio. Ma non senza prima accompagnare a scuola i marmocchi - che tanto abbiamo voluto ma che quasi, per il solo fatto di avere bisogno di noi, ci hanno fatto perdere il lavoro -, truccarci in ascensore - meno male che la nonna ci ha lasciato in eredità quel preziossissimo manuale degli anni '50, "come prepararsi al ritorno del proprio marito a casa in soli cinque minuti" - e presentarci alfine perfettamente curate, ordinate, sorridenti e carine. Ma sentendoci in realtà stanche, tristi, doloranti e incazzatissime. E, naturalmente, dando la colpa alle mestruazioni.
Se vi state chiedendo che cosa abbia scatenato cotanto sfogo, ecco la risposta:
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Secondo FaceBook sarei Charles Bukowski
e non aggiungo altro.
L'aMara just took the "Che scrittore sei?" quiz and the result is Charles Bukowski. Sei dedito all'alcol e alle donne, dici cose profonde in modo semplice, sei un genio.
Basta farsi un giro in rete per rendersi conto di quanto la pornografia (non tutta, ma di sicuro quella pop) sia caduta in basso.
Eppure non troppo tempo fa, era il 1972, usciva Gola Profonda. Realizzando un incasso di 100 milioni di dollari. 4000 volte il proprio costo di produzione.
Tanto successo non è da attribuire solo al fatto che mettesse in scena una delle più irresistibili fantasie maschili, una donna con la clito in gola.
Ci sono altre ragioni. Non ultima, che era un vero film porno. Aveva una trama, in cui si inserivano scene di sesso esplicito inusuali, che urtavano il pudore, che non facevano parte della vita sessuale quotidiana. Per questo era eccitante.
Cosa c’è di eccitante nei video porno in giro adesso? Nell’inquadratura quasi fissa di un pene che entra ed esce da una vagina/bocca/ano? Come ci siamo arrivati, se in principio (solo per dire: la pornografia esiste da ben prima del cinema) era Gola Profonda?
Un po’, sostiene la regista e attrice porno francese Ovidie in Pornomanifesto, deve essere perché "essendosi integrata (la pornografia, ndr) perfettamente nel sistema economico, è divenuta sessualmente e ideologicamente corretta, in quanto un mercato di massa deve conformarsi all’ideologia dominante".
Ma io ho il sospetto che ci sia dell’altro. La funzione della pornografia è (o sarebbe) rompere i tabù esaltando il proibito, dicendo l’indicibile, rappresentando l’irrappresentabile (è questo che significa “osceno”). Forse ci siamo così (porno)involuti che oggi basta davvero far vedere un po’ di dentro-e-fuori per assolvere a questa funzione.
Consiglio: se volete eccitare la vostra compagna, non fatele vedere un video che inizia con due sgrillettate e finisce con un’eiaculazione in faccia. Fatelo per davvero, con lei. Non sarà l’apoteosi della (porno)evoluzione, ma è un buon punto di partenza.
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Psiconautica Parte Seconda
E poi non dite che non mantengo le promesse. L'elenco dei molti modi per allontanarsi dalla normale percezione delle cose continua (qui sotto contributi e autori). Non sempre il senso di Psiconautica parte prima è stato mantenuto. Ma chissene importa: viva il caos! Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio una consultazione approfondita di Erowid (so che siamo tutti, chi fuori chi dentro, dei fattoni, ma la sezione che io preferisco non è quella sulle sostanze, bensì Mind & Spirit)
15. digiunare o gozzovigliare. effe
16. ...trattenere il respiro. folp
17. guardare mediaset, meglio se per diversi anni consecutivi, se vogliamo considerare la totale perdita di coscienza tra gli "stati di coscienza più o meno lontani dalla normale percezione delle cose". pandora
18. vivere in un paese normale per noi italiani è ormai uno stato di coscienza che non ci appartiene più da anni. E per i più giovani purtroppo questo fenomeno è del tutto inconsapevole, nel senso che per loro è del tutto naturale quello che sta succedendo. Però, ascoltare musica e ballare non mi sembrano così lontano dalla normale percezione delle cose. Sul fare sesso invece ultimamente mi trovi d'accordo, sigh... il Magiaro
19. gozzovigliare...solo gozzovigliare...e tanto sesso... e gli abbracci di chi ti vuole bene!! betta
20. ascoltare la voce di chi ami... certe volte è quasi un'ipnosi. stregabeppa
21. avere un bimbo in braccio che ti guarda. agiluomo
22. guardare i film russi con sottotitoli in slovacco scelti apposta per noi da Ghezzi nel suo programma Fuori orario, intorno all'1:20 su rai 3. liveInAfterhours
23. fare il morto al mare (possibilmente a partire dai mesi un po più caldi). liveInAfterhours
24. giocare a chi distoglie prima lo sguardo col gatto del vicino. liveInAfterhours
25. incontrare la propria ex e sentirla dire, dopo anni, le stesse idiozie che abbiamo sempre odiato....scuote la percezione del reale per giorni!!! :). Ceef
Il desiderio di esplorare stati di coscienza più o meno lontani dalla normale percezione delle cose appartiene a tutti. Alcuni di noi, nella propria vita, hanno messo o mettono in atto tale esplorazione consapevolmente e volontariamente. Qui di seguito elenco i modi a me noti per farlo. Alcuni sono banali, altri meno, tutti richiedono una profondità di analisi che ora non mi va di affrontare. Perciò beccatevi questo elenco, commentatelo, aggiungete nuovi elementi che mi sono sfuggiti o che non avevo considerato.