In principio era Gola Profonda 
Basta farsi un giro in rete per rendersi conto di quanto la pornografia (non tutta, ma di sicuro quella pop) sia caduta in basso. Eppure non troppo tempo fa, era il 1972, usciva Gola Profonda. Realizzando un incasso di 100 milioni di dollari. 4000 volte il proprio costo di produzione. Tanto successo non è da attribuire solo al fatto che mettesse in scena una delle più irresistibili fantasie maschili, una donna con la clito in gola. Ci sono altre ragioni. Non ultima, che era un vero film porno. Aveva una trama, in cui si inserivano scene di sesso esplicito inusuali, che urtavano il pudore, che non facevano parte della vita sessuale quotidiana. Per questo era eccitante. Cosa c’è di eccitante nei video porno in giro adesso? Nell’inquadratura quasi fissa di un pene che entra ed esce da una vagina/bocca/ano? Come ci siamo arrivati, se in principio (solo per dire: la pornografia esiste da ben prima del cinema) era Gola Profonda? 
Un po’, sostiene la regista e attrice porno francese Ovidie in Pornomanifesto, deve essere perché "essendosi integrata (la pornografia, ndr) perfettamente nel sistema economico, è divenuta sessualmente e ideologicamente corretta, in quanto un mercato di massa deve conformarsi all’ideologia dominante". Ma io ho il sospetto che ci sia dell’altro. La funzione della pornografia è (o sarebbe) rompere i tabù esaltando il proibito, dicendo l’indicibile, rappresentando l’irrappresentabile (è questo che significa “osceno”). Forse ci siamo così (porno)involuti che oggi basta davvero far vedere un po’ di dentro-e-fuori per assolvere a questa funzione. Consiglio: se volete eccitare la vostra compagna, non fatele vedere un video che inizia con due sgrillettate e finisce con un’eiaculazione in faccia. Fatelo per davvero, con lei. Non sarà l’apoteosi della (porno)evoluzione, ma è un buon punto di partenza. |