
Fonti certe (operatori televisivi) mi informano di quanto segue. La sera del 20 maggio scorso, l'Italia dei Valori organizza al Circolo della Stampa di Milano un convegno intitolato Informazione e democrazia. Antonio Di Pietro era presente. Affluenza di pubblico: sala piena. Cpertura mediatica: due operatori per il TGR Lombardia, senza giornalista; un giornalista di Repubblica. Punto. Siamo in piena campagna elettorale. Quello stesso giorno gli stessi due operatori avevano seguito, insieme al giornalista Rai, iniziative di vari schieramenti che vedevano la presenza di candidati alla Provincia e leader di partito: Penati, Franceschini, Casini. Copertura mediatica: totale. Inevitabile pormi qualche domanda: 1. Non esiste mica una cosa che si chiama par condicio? 2. I giornalisti sono al corrente che il fatto di appartenere a un ordine che, oltre a garantire loro una serie di privilegi come entrare gratis ovunque, dovrebbe teoricamente esistere anche per garantire ai cittadini di avere accesso a un'informazione completa e libera da interessi? 3. I suddetti giornalisti si sono per caso accorti che il convegno si intitolava Informazione e democrazia? Non ci sono andati perché l'argomento non era di loro interesse? Quella sera c'era forse una qualche anteprima esclusiva con tanto di red carpet? Un sordido omicidio commesso da un ottantenne di Binasco? Un disastro atomico in Val Brembana? Per fortuna, le testate giornalistiche non sono l'unica fonte di informazione.
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