Pinocchio C’era una volta un falegname di nome Geppetto. Un giorno gli portarono un tronco da tagliare e Geppetto prese un’ascia. Geppetto stava per tagliarlo, ma quando sentì una vocina uscire dal tronco, si fermò. All’inizio non ci credeva, ma poi si rese conto che era vero: c’era davvero un bambino nel tronco. Allora cominciò a tagliarlo a forma di bambino. La notte il bambino di legno diventò realtà grazie alla fata Turchina, e la mattina dopo Geppetto trovò in casa sua un bambino. Lo vestì, gli diede da mangiare e poi Geppetto uscì. Appena uscì, apparvero la fata Turchina e il grillo parlante e gli dissero che, se avesse detto una bugia, gli sarebbe cresciuto il naso. Geppetto lo chiamò Pinocchio perché era un tronco di pino. Claudia Antonelli LINK
Le uova d’oro C’era una volta una povera famiglia che ogni giorno mangiava poco, era priva di tutto e viveva in una roulotte. Un giorno i genitori videro una gallina e decisero di prendere le uova che aveva appena fatto. Ogni volta che quella gallina faceva le uova, si accorsero che erano d’oro. Ne fece così tante che le vendettero e diventarono ricchi; ebbero una casa nuova con cibo in abbondanza. Man mano diventarono sempre più ricchi. Un giorno il papà decise di ammazzare la gallina così avevano tutto l’oro che volevano. Prese un’ascia e l’ammazzò ma non ci trovò nulla. Con il passare degli anni si impoverirono sempre più fino a ritornare alle condizioni di prima. Rapiti Edoardo LINK
Il piccolo draghetto blu C’era una volta una madre dragonessa che depose un uovo nel suo nido. Dopo due mesi l’uovo si schiuse, e da esso nacque un bel draghetto blu. A soli cinque giorni di vita, il draghetto già sputava fuoco e volava. Però, lui era molto buono e odiava la violenza. Un giorno incontrò un altro drago con cui fece subito amicizia. Ma quel drago era malvagio, e fece prendere al draghetto una cattiva strada. Allora la madre del draghetto buono se ne accorse e lo disse alla madre dell’ altro drago. Essa, allora, mise in punizione il proprio figlio per ben dieci anni. Petrone Daniele LINK
Julì e gli animali C’era una volta una ragazza di nome Julì che rimaneva isolata perché era fredda con tutti. Era molto ricca. Julì era legata al nonno che morì quando lei frequentava la terza media. Mentre stava per morire, il nonno disse a Julì di prendere il suo anello e di usarlo quando fosse stata in pericolo: ogni volta che si fosse sentita sola avrebbe dovuto urlare “Danifere”. Ma lei non capì e rimase perplessa. Jessica Hodaj
Il Castoro Geppetto C’era una volta un giovane castoro di nome Geppetto. Un giorno aveva fame e andò a mangiare qualche albero. In tre giornate decimò più di venti foreste. A un certo punto andò nella savana e incontrò un leone (il re degli animali). Il leone gli chiese: - Cosa ci fai nel mio territorio?. - Sono venuto a mangiare.- Gli rispose il castoro. - Beh allora vattene. - Ok – Gli rispose il castoro. La mattina seguente rosicchiò tutti gli alberi della savana. Il leone si arrabbiò e andò a cercarlo. Dopo un’ora lo trovò e lo rimproverò: - Come hai osato mangiare la mia casa? Il castoro rispose: - L’ho fatto perché mi voglio far mangiare da te. - Ok adesso morirai, castoro. - Gli rispose il leone. Ma il castoro scavò una buca, gli comparve alle spalle, gli diede un morso sulla coda; poi rosicchiò un albero e glielo fece cascare addosso. Il leone morì e il castoro mangiò tutti gli alberi delle foreste del mondo. Dario Fieni
La strana vita di una giovane fanciulla C’era una volta, in un castello, una bambina che viveva da sola. Al suo decimo compleanno morì misteriosamente. Si narra che, all’interno del castello, non vivesse unicamente lei, ma anche uno strano scienziato. Fonti rivelano che egli facesse, all’ insaputa della bambina, degli strani esperimenti che provocarono la sua morte. Circa centocinquant’anni dopo, nel castello ormai ristrutturato, andò a vivere una strana famiglia multimilionaria, composta da Victori Pedros, che era il padre, Donadel, la moglie e l’unico figlio Pirtin. Campanella Cristiano
Biancaneve e i sette nani C’era una volta una ragazza con i capelli neri, e gli occhi marroni che si chiamava Biancaneve. Viveva con una matrigna malvagia, anzi una strega che voleva uccidere la fanciulla per essere la più bella del regno. Biancaneve, non sapendo che fare, cantava con i suoi amici uccelli. Un giorno arrivò un cavaliere di nome Filippo e insieme iniziarono a cantare. Filippo le chiese: - Chi sei tu?- La fanciulla timida lo guardò, se ne innamorò, ma non ebbe il coraggio di confessarglielo. Campobassi Francesca LINK
La principessa Francesca C’era una volta una ragazza che si chiamava Francesca. Era una principessa che viveva in un bellissimo castello. Quando divenne grande il padre, che era il re di quella città, le fece conoscere un bellissimo principe di nome Michele che era molto innamorato di lei. Il re era generoso e aiutava i più poveri offrendo loro denaro e cibo. La regina invece era esattamente il contrario: era la persona più terrificante che esistesse e tutto il popolo la odiava. Essa faceva di tutto per dividere i due ragazzi che, dopo essersi sposati, fecero due bellissime figlie, entrambe femmine: una di nome Claudia e l’altra di nome Valentina. Il re sconfisse la terrificante regina e così tutti vissero felici e contenti. De Santis Valentina
Il bambino e il robot C’era una volta un bambino che abitava in un quartiere di Londra. Andò nel bosco vicino e trovò dei pezzi di metallo, sparsi per il bosco, li raccolse e poi li portò a casa. Il giorno dopo non trovò più i pezzi di metallo, uscì fuori dalla sua casa e vide questi pezzi che si erano riuniti: si era formato un robot. Il bambino aveva molta paura ma il robot gli disse che non voleva fargli del male. ”E parla pure” pensò il bambino. Non credeva ai suoi occhi : il robot era alto più di quattro metri, però era buono, allora con il passare dei giorni il bambino e il robot diventarono grandi amici. Leonardo Ceresoli LINK
Il barbone Valerio C’era una volta un gigante di nome Valerio che era il più povero gigante di Gigantopoli, la città più grande del mondo. Lui chiedeva l’elemosina ai semafori. Aveva una barba lunghissima e dei capelli con tanti pidocchi. Viveva in un cassonetto dell’immondizia e puzzava di uova marce e di pesce. Infatti ogni volta che passava per le macchine, gli altri giganti chiudevano i finestrini altrimenti si sentiva una puzza insopportabile. Del Cornò Federico LINK
L’orsacchiotto magico C’era una volta Marco, un bambino che aveva paura del buio. La madre gli volle comprare un tenero orsacchiotto. Quando glielo donò, Marco lo rifiutò e lo mandò nel cesto dei giocattoli. Arrivò la notte e Marco ebbe paura, allora decise di prendere il suo orsacchiotto e di metterselo vicino a lui. La notte Marco fece un sogno: l’orsacchiotto spruzzava polverina gialla e scappava. La mattina il bambino si svegliò e non trovò più il suo orsacchiotto, ma un biglietto con scritto “ora dormirai in pace”. Il bambino capì tutto. Non era un sogno. L’orsacchiotto era magico. Coccia Valentina LINK
Sorrisina ’era una volta una bambina molto carina che abitava in un paesino sperduto, in mezzo alla montagna, di non più di cento abitanti. Viveva da sola con i suoi due cani. Era piccola e paffutella; aveva le guance rosse e aveva sempre il sorriso sulle labbra. Qualsiasi cosa accadesse, non perdeva mai il suo splendido sorriso. Portava gioia e felicità fra tutti gli abitanti del paesino. Infatti ogni giorno, sempre con il suo splendido umore, andava a salutare tutti gli abitanti che la aspettavano con grande entusiasmo. Ma un misterioso giorno successe qualcosa e la piccola perse il suo sorriso insieme a tutti gli abitanti del paese. Pau Claudia
La ragazza e il suo sogno C’era una volta, in un piccolo paese dove era appena arrivata la primavera, una ragazza che viveva insieme ai suoi genitori. Questa ragazza, poiché era povera, sognava sempre tutto ciò che si vorrebbe per essere felici, ma si accontentava anche delle sue condizioni. Vicino alla sua casa c’era un prato enorme dove vivevano tantissimi animali suoi amici. A loro confidava tutto ciò che le succedeva, anche ciò che sognava. Così un giorno tutto cambiò. Capenti Veronica LINK
La lepre e il leone C’era una volta un unico leone che mangiava tutti gli animali che incontrava. Gli animali della foresta vollero fare un patto: ogni giorno dovevano portargli un animale da mangiare, ma il leone non doveva mangiare gli altri animali. Il primo giorno gli portarono un elefante che mangiò tutto, poi una scimmia, un castoro e infine giunse il turno della lepre la quale non voleva farsi mangiare, così arrivò in ritardo. Il leone si arrabbiò, ma la lepre gli disse che c’era un altro leone. Il suo re chiese dove era. Così la lepre lo accompagnò vicino a un pozzo. La lepre disse che era lì dentro. Il leone si gettò per agguantarlo ma annegò, così la lepre sconfisse il leone. Valerio Cirelli LINK
Cappuccetto Rosso C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso. Un giorno la mamma le disse di portare da mangiare alla nonna passando per la strada. La bambina si avviò e si trovò davanti una strada più lunga attraverso il bosco, che era una via più breve . La bambina ingenua passò per il bosco . A un certo punto incontrò un lupo che le disse:- Dove vai bella bambina?- Cappuccetto Rosso gli rispose:- Vado dalla nonna!- il lupo rispose facciamo una gara: io prendo la strada più lunga e tu la più corta . La bambina accettò anche se era stata ingannata dal lupo . Il lupo arrivò a casa della nonna per primo e la mangiò; poi giunse Cappuccetto Rosso che fu anche lei mangiata dal lupo. Arrivò un cacciatore che sparò al lupo e fece uscire la nonna e Cappuccetto Rosso. Silvia Vittorini LINK
Il castello e la sua futura sovrana C’era una volta, all’orizzonte di un bosco incantevole abitato da molti animaletti, un castello ornato da piante rampicanti di ogni genere. Viveva lì una bellissima principessa di nome Marinè che, nonostante la sua bellezza esteriore, era molto sporca dentro, bugiarda, gelosa e con la voce da cornacchia. Un giorno lei si innamorò, però il giovane non ricambiò il suo amore per colpa dell’egoismo di Marinè, diventò vecchia. Dopo molto tempo un vecchio signore si presentò al castello della vecchia Marinè, ma lei molto triste e affranta lo fece buttare nelle celle segrete del castello, il vecchio stava per morire. Marinè lo visitò e chiese alla sua fata madrina di rianimare il vecchio. La fata lì per lì non la riconobbe ma la accontentò. I due si innamorarono e vissero felici e contenti. Isabella Morgia
La Trincea C’ era una volta una bambina di nome Marisa. Era una bambina bella, sempre cortese con tutti. Abitava in una casa dove aveva un pollaio, quattro maiali, e tanti prodotti agricoli. Al tempo della prima guerra mondiale, nelle vecchie strade di città, c’erano le trincee che erano dei sottopassaggi dove Marisa e sua sorella Anna curavano le persone ferite dai combattimenti. Un giorno Marisa e suo padre andarono a fare una passeggiata per comprare le provviste. Un colpo di sparo attraversò la gamba del padre. Allora Marisa corse a chiedere aiuto, ma quando tornò era già morto. Così si sentì in colpa per non averlo salvato. Giulia Pagnotta LINK
Cenerentola C’era una volta una matrigna con due figlie cattive e bruttissime che vivevano in un paesino. Un giorno la matrigna e le due figlie videro una ragazza a cui chiesero se poteva venire a lavorare a casa loro. La ragazza accettò. Mentre stava lavorando bussò alla porta un signore che disse alla matrigna e alle sue figlie che il giorno venti si sarebbe tenuto un gran ballo con il principe. La sera prestabilita andarono al ballo e Cenerentola rimase a casa. La fata le fece apparire una carrozza, un vestito e delle scarpe di cristallo e la fece andare al ballo. Ballò con il principe e alla fine si sposarono. Erica Capocci
L’ orco ed il supereroe Il gigante Francesco viveva in una casetta di legno che stava in mezzo al bosco. Mangiava ogni giorno un animale. Una volta un supereroe, vestito con un mantello rosso, una tuta blu ed una S scalfita sul petto, stava andando dall’orco volando. Allora l’orco, con una barba lunga, il peso di 1257 Kg e l’altezza pari a 30 m, con capelli mori e un corpo puzzolente, chiese: - Cosa vuoi tu nel mio territorio? Il supereroe rispose: - Voglio che tu non mangi più gli animali, che sia una persona che rispetta la legge e che ti comporti come gli esseri umani. Allora l’orco offeso si alzò per farlo fuori e iniziò lo scontro. Il gigante prese il supereroe e lo mangiò. Allora il supereroe dentro la sua pancia cercò gli animali mangiati dall’orco. Ad un certo punto sentì dei rumori, andò a vedere e trovò gli animali della foresta. Il supereroe lanciò dagli occhi dei laser, bruciando la pancia all’orco. Gli animali erano salvi e l’orco morì. Loro erano in debito con lui. Il salvatore degli animali era fiero di sé. Kledio Ujka LINK
Il campione Cristiano C’era una volta in un piccolo quartiere di Roma un giovane ragazzo di nome Cristiano che sognava di diventare un campione di pallacanestro della squadra di nome Bettini. Un giorno, mentre andava agli allenamenti, fece un incidente in una rotonda vicino al campo. L’incidente gli provocò un forte trauma alla spina dorsale. Un mese dopo, il primario dell’ospedale gli comunicò che sarebbe rimasto disabile per sempre. Quando tornò al Bettini, venne a sapere di una squadra di disabili di pallacanestro e la madre andò a iscriverlo subito. Il giorno dopo, Cristiano andò agli allenamenti e fu accolto come un fratello. La sua squadra vinse la prima partita e Cristiano fu il miglior giocatore perché aveva fatto 56 canestri. Alla partita c’erano degli osservatori che scelsero Cristiano per le Olimpiadi dei disabili. Cristiano vinse alle Olimpiadi e diventò un campione del mondo dei disabili. Nicolas Ponzo LINK
Il re e sua figlia C’erano una volta un re e sua figlia. La ragazza era incinta, ma il padre non era affatto contento perché secondo lui avere un nipote voleva dire che ormai era diventato vecchio. E non solo! Essendo quasi nonno, avrebbe dovuto lasciare il suo trono. Quindi disse a due dei suoi soldati di uccidere la figlia con il bambino. La madre passando davanti alla porta sentì tutto e corse per salvare almeno la vita del suo adorato bambino. Due soldati la videro mentre dava un bacio al suo bambino e lo buttava dentro un carro che passava di lì. Facendo credere che aveva il bambino in mano, scappò ma i soldati la presero. Non la uccisero subito ma la portarono da suo padre, il re, che aveva ordinato di buttarla in prigione fino a quando non avesse detto dove era il bambino. Lei giurò al re, ai soldati, al popolo e a se stessa che non l’avrebbe mai detto. Andrei Emanuel LINK
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