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Giovani Autori
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I RACCONTI DELL’ARIA
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I RACCONTI DELLA CASTAGNA

Dalla scuola “Giovanni Pascoli” di Rieti, II e III  D – E

i primi  “Racconti della castagna”


Era autunno, in una fresca mattina di novembre, quando un piccolo riccio decise di intraprendere un viaggio per conoscere il mondo fuori dal suo bosco;infatti il piccolo riccio in quella mattina si era preparato per partire, aveva preso il suo zainetto e lo aveva riempito di castagne e fichi secchi, e dopo le scoccianti premure della mamma era partito con la sua barchetta di foglie e ramoscelli per il lungo fiume.
Il piccolo riccio navigava e navigava ma non notava nulla di diverso nei dintorni, ormai il buio si era preso tutto il cielo, a parte una striscia sottile che correva lungo l’orizzonte che adesso non serviva a nulla, quando sentì delle vocine incantevoli e ascoltando distinse una voce angelica, allora si fermò e dalle sponde del fiume si accorse di un gruppetto di rose rosse che cantavano, e in mezzo a loro distinse una rosa bianca, il piccolo riccio pensò che era fantastica e per guardarla inciampò in un ramoscello e cadendo fece un rumore tremendo interrompendo il coro che iniziò a ridacchiare dicendo che era molto buffo e goffo, il riccio dopo aver chiesto scusa chiese molto timidamente se si poteva avvicinare a toccarle loro risposero di si e lui sfiorandole si graffiò le zampette da cui incominciò ad uscire del sangue e il piccolo riccio spaventato scoppiò in un pianto disperato e le rose vedendolo così affranto,gli regalarono i loro petali per fasciarsi le dita e il piccolo riccio smise di piangere,ringraziò le rose e così riprese il suo viaggio.               

***

 
In una tipica giornata d’autunno, del mese di novembre, nella piazza del paese è iniziata la sagra della castagna, nell’aria si sente un pizzico di allegria, e un profumo inconfondibile di marròn glassè! A terra la buccia marrone e i ricci ricordano i castagneti di montagna infangati e pieni di foglie, degli alberi ormai spogli in lontananza si sente lo scroscio di un fiume che presto si ghiaccerà! 

***

 

Oggi è arrivato l’inverno un giorno freddo da far venire i brividi. Non c’è più il sole caldo dell’estate, adesso bisogna accendere il fuoco!
Le foglie son cadute e l’albero è spoglio e i fiumi son ricoperti di fango per le lunghe piogge. Tra poco tutto sarà coperto di bianco, una distesa di neve ci avvolgerà.

***


Un giorno una castagna  marrone cadde dall'albero.
Rimase scossa dalla caduta e svenne.
Al suo risveglio si ritrovò su un prato, nel frattempo si mise a piovere e il vento la trascinò nel fiume.
La castagna perse i sensi per via dell'acqua fredda.
Al suo risveglio si ritrovò in riva al fiume. Dal cielo cadeva la neve e faceva molto freddo. Un bambino vestito con uno strano abbigliamento la prese, la pulì con il suo maglione e la mise dentro la sua sciarpa.

***

Era pieno autunno e vicino ad un albero da frutto, abitava una bambina di nome Gemma con suo padre. Lei amava molto disegnare. Un giorno, chiese il permesso a suo padre e si recò vicino a un fiume che scorreva lento e faceva un dolce rumore. Decise così di dipingere il fiume. Iniziò a piovere e pian piano si scatenò una tempesta, Gemma si ritirò nella sua casetta impaurita vicino all’albero da frutto e, quando la pioggia cessò, uscì fuori e vide un bellissimo arcobaleno, così decise di dipingere quel paesaggio invece che il fiume. Gemma portò il dipinto che aveva appena fatto a suo padre che come premio le regalò una barretta di cioccolato, sapendo che piaceva molto alla bambina.

***

Era un freddo autunno. Le castagne dentro ai ricci speravano di non essere raccolte e proprio in quel giorno alcuni bimbi decisero di andare a vedere la grotta misteriosa di quel paese, dove nessuno desiderava mai entrarci.
All’interno era buio e intorno c’era solo oscurità; alcuni avevano paura altri invece solo un po’ di brividi lungo la schiena…
dovevate vederli! Si erano messi insieme formando un gruppo, mentre sognavano sole, luce, spiaggia, mare e un luogo aperto, invece di stare li dentro a ghiacciarsi.
Da lontano, intanto, si sentiva solo il rumore dell’acqua forse era il fiume.        

***

In una piccola cittadina, in autunno, si festeggia in una grande sagra, la sagra della castagna.
Molte persone vanno a festeggiare e a mangiare delle buone castagne.
Si sta tutti intorno al fuoco che riscalda dal freddo della stagione mentre si ascolta il lieve fruscio del fiume.

***

IL POVERO GINO - C’era una volta un ragazzo di nome Gino che doveva andare a lavorare per i campi, però all’improvviso alcuni suoi compagni di classe gli lanciarono il suo zaino in un albero di castagne che aveva le foglie verdi come il colore del pastello. Il ragazzo sconsolato lasciò stare e andò a lavorare. Durante il lavoro però, per la fatica e per lo stress si buttò in un fiume lasciandosi tutto alle spalle.

***

Stiamo ormai nel pieno dell’autunno e di questo mese il vento è protagonista. È un po’ pestifero e si diverte a far cadere le foglie e a spaventare i bambini durante la notte muovendo i rami caduti a terra. Ma è anche molto gentile perché fa cadere dall’albero i ricci al cui interno si trova la buona e marrone castagna.

***

Era quasi novembre gli alberi avevano perso tutte le loro foglie. Un uomo, un cittadino rimasto vedovo da poco tempo decise di andare a vivere in montagna nella casa di sua figlia, una casa normale vicino ad un fiume con due camere, un bagno ed un grande salone con un camino dove la famiglia era solita riunirsi vicino al fuoco a parlare e a cuocere castagne. In questo modo passò l’autunno l’inverno ed arrivò la primavera con i suoi frutti e mille profumi. Insieme a questa, per l’uomo arrivò anche un nipotino che gli restituì la gioia persa insieme alla moglie. 

***

Era novembre e la piccola Sabrina era sul margine di un fiume a pensare.
Non si sa bene a cosa stesse pensando, ma fissava il fiume mentre il vento rendeva la permanenza fuori sempre più difficile. L’autunno sembrava ormai essere passato e i colori degli alberi di campagna erano sempre più ingialliti, non come il verde della primavera.
Le foglie cadute ricoprivano un intero viale, come se fosse il suo asfalto.
La bambina era triste, aveva lo sguardo preso nel vuoto e non si capiva il perché. Il suo sorriso, senza che nessuno se ne accorgesse era come scomparso, ma apparve di nuovo solo quando si accorse che le castagne preparate dalla mamma erano ormai pronte.

***

E’ autunno: le foglie rossastre cadono dagli alberi alti e ormai spogli, le famiglie radunate nelle case si riscaldano con il fuoco caldo, la strada è vuota, ai suoi lati si intravedono delle piccole pozzanghere dove iniziano a cadere delle piccole gocce d’acqua. Il fiume scorreva velocemente. Quel giorno io ero intenta ad osservare il cielo che piano piano  iniziava a scurirsi, ero lontana dalla mia famiglia stavo bevendo una tazza di cioccolata calda. All’ improvviso…

***

Un giorno mentre io e mio nonno eravamo andati a raccogliere le castagne con tanta fatica da sopra una montagnetta cadde un sasso. Noi pensammo che era caduto per sbaglio perché sopra di noi c’era un gregge e il suo pastore.  Poco dopo si sentirono delle urla era Nikolaj, un lupo stava mangiando le sue pecore. Subito io e nonno salimmo e nonno con  una lancia, fatta pochi minuti prima, infilzò nella pancia il lupo ed il corpo senza vita del lupo cadde in un fiume. Tutti e tre per festeggiare l’avvenimento mangiammo tante tante di quelle castagne che il giorno dopo non riuscimmo a uscire dal letto per il gran mal di pancia. 

***

UNA GIORNATA D’INVERNO - Un giorno Matteo uscì per raccogliere l’ultima castagna d’autunno, prima dell’arrivo dell’inverno.
Egli notò immediatamente che faceva più freddo del solito e, guardando a terra vide che… tutto era ricoperto di neve! Era contentissimo e subito corse a chiamare i suoi amici per giocare insieme. Fecero un sacco di pupazzi di neve, giocarono con le palle di neve e si divertirono tanto. Crearono, usando la fantasia, mostriciattoli e personaggi stranissimi. Quando ebbero finito si misero a fare scherzi ai passanti con i loro mostri e rubacchiarono qua e là un po’ di frutta dagli alberi della serra   del vicino di Matteo, così fecero merenda sulle sponde del fiume ghiacciato. Ne approfittarono per pattinare e giocare sul ghiaccio, per poi tornare a casa, davanti al fuoco, a bersi una bella cioccolata calda!           

 

Dalla Scuola Media Statale di Viale Santi, Roma

Ancora racconti della castagna…


In un bosco era rimasta l’ultima castagna appesa ad un ramo.
Ci fu un fattore molto strano che non accadeva da molte settimane:
una folata di vento d’aria calda molto forte la fece cadere ma finì su un ramo di un altro albero.
In seguito si scatenò una tempesta devastante che fece una grande strage.
Tutto il bosco era spoglio e molti alberi erano caduti.
La castagna si trovava sotto questi e non si ritrovò più, andando persa.
(Alessandro Chiaventi, 2^ A)



Con la valigia appresso, nervosa,  mi avviai verso l’aereo. Dietro di me,  Anna, la mia migliore amica, mi posò una mano sul braccio: - Ti puoi fermare un attimo?
- Okay... però fai in fretta, altrimenti perdo l’aereo.
- Maria, è un viaggio di lavoro, non stai andando alla ghigliottina! - mi disse.
Sbuffai: - È solo che non ne ho voglia, sarà troppo pesante, e un viaggio dovrebbe essere divertimento, non fatica. E poi, starò via un mese intero...
Mi guardò gravemente: - Mi dispiace, avrei voluto andarci io, al posto tuo...
La salutai e mi diressi verso l’aeroplano, con uno zainetto color castagna sulle spalle.
Mi ricordai di quando ero piccola, con i miei amici, e il mio unico impegno era studiare (le poche volte che lo facevo).
Ora invece dovevo lavorare...
Entrai e mi sedetti al mio posto. L’aria lì dentro era irrespirabile.
Guardai fuori dal finestrino. Il cielo azzurro mi ispirava libertà... il contrario di quel che ero in quel momento. 
(Claudia Marcheggiani, 2^ I)



L’aria era così invisibile si aggirava tra noi come un fantasma che fluttua nell’aria. Ma aveva comunque un odore di castagna appena bruciata come in un film dentro una foresta.
L’aria era come un uomo o meglio un attore tetro ma allo stesso tempo pieno di divertimento venuto con noi sulla terra, camminava con noi sui sassi e saliva con noi sulle montagne.
Il divertimento è dentro di lei come è la neve sulle piste da sci.
(Emanuela Di Carlo, 3^ E)



In un bosco pieno di vento freddo, quest’ultimo fece cadere da un albero una castagna che venne trasportata da una corrente forte, all’altra sponda. Questa castagna aveva una forma strana e tutte le persone che la videro la considerarono intoccabile perché ne avevano paura. Un uomo, coraggioso la raccolse e la aprì e da questa uscì una sostanza gassosa dalla quale comparve uno spirito invisibile che tormentò l’ uomo per sempre.
(Federico Mongelli, 2^ A)

 


Vedeva l’aria, come uno spazio immenso e infinitamente libero, oltre il quale, il suo sguardo non arrivava. Si perse quindi fra i pensieri, così intensi, così profondi, che rimasero scritti nella sua mente. Non si accorgeva della magia di quel momento, in cui cercava di vivere in prima persona ogni suo pensiero, senza interessarsi del parere degli altri, poiché convinta che il suo piccolo spazio, era solo il suo mondo dove rinchiudersi quando ne aveva voglia. Gi venne in mente quindi l’immagine di una castagna, la chiave finale dei suoi pensieri.
(Flavia Martuscelli, 3^ I)



C’era una volta, nel cielo, una nuvoletta priva di aria. Questo problema non le consentiva di muoversi normalmente, infatti era goffa, sgraziata e poco fine e tutto ciò era frutto di incessanti prese in giro da parte delle altre nuvole. Un giorno tutte le nuvole partirono per un lungo viaggio e lei dovette rimanere da sola. Si rifugiò nei suoi pensieri, senza che nessuno le desse ascolto.
Quando però smise di tormentarsi, le venne un idea, capì che non c’erano regole, confini, che doveva essere se stessa, che non doveva dare dimostrazione a nessuno di quello che era, soltanto vivere la sua libertà. Comprese che è la diversità che ci rende unici. Udite queste parole, il re del cielo la premiò, dandole la possibilità di muoversi come tutti e consegnandole la famosa castagna di cristallo, l’oggetto più valoroso di tutto il regno.
(Martina Maurici, 3^ I)



 Autunno… è arrivato il tempo in cui gli alberi perdono le foglie, e il tempo per le castagne di staccarsi dal proprio ramo. Un ramo che fino a quel giorno aveva  “accudito” quella castagna: era la sua famiglia. Staccarsi da quel ramo era come togliere corta e penna ad uno scrittore.
Eccolo; il momento cruciale è arrivato. La castagna si stacca da ramo. La malinconia comincia ad avvolgere il piccolo frutto. In quella frazione di secondo compaiono come un flash tutti i bei ricordi. La compagnia, il calore, la felicità, la protezione che quel ramo gli aveva donato. Tutto questo buttato all’aria.
In quel momento cadere dall’albero poteva essere un sollievo, una liberazione. La libertà di lasciarsi andare come un uccello in volo, un desiderio celato che non si avvererà mai, distrutto da un destino che purtroppo non si può cambiare: la raccolta delle castagne.
(Anonimo - aspettiamo il MESSAGGIO di riconoscimento!)



e da altre scuole…

Un altro anno, è autunno, i colori dell’estate sono cambiati, tutto cambia, un nuovo inizio, anche le castagne finiscono la loro vita, cambiano, serviranno ad altro… guardando il lago, i colori riflessi, la strana sensazione del cambiare, anche lei è riflessa, e tu la guardi, la osservi, cerchi di capirla, sembra che ti chieda perché? Perché si cambia? Ti dà una risposta vaga, perché si… perché è autunno… perché tutto cambia. Perché tutto ha bisogno di un nuovo inizio…
Era una mattina apparentemente come le altre, la bambina era uscita come spesso accedeva con la mamma, sentiva qualcosa di diverso, era felice, rilassata, ma pensava… guardava la strada, i lati ghiacciati e le foglie cadevano a terra. Tutti quei colori le piacevano, ma in lei c’era qualcosa di diverso, non gli era mai capitato, sentiva che in quel momento qualcosa in lei prendeva il sopravvento sulle altre. La bambina stava  crescendo, si metteva al posto delle foglie, degli alberi, li osservava per infiniti secondi, anche la madre osservava, osservava la sua bambina: presto non lo sarebbe più stata. Nei suoi occhi c’era un po’ di malinconia, però la guardava allegra, felice. Cercò di capire cosa passasse per la testa della figlia, intuì che nella bambina passassero quelle stesse parole, quelle sensazioni che in lei erano passate anni prima. Capita a tutti. Stava passando un altro anno…
(Ludovica Natalise, Frascati)

 

Diario di viaggio di Nadia Tarantini
I racconti della castagna

Rif. Dispensa
10 parole - dispensa n.4

 

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commenti (3)

Pubblicato da fabiana t. 17-7-2009 14:27
Che bei racconti! Complimenti, è un'iniziativa molto carina!
Pubblicato da Mark 19-5-2012 8:11
Čini mi se da sam čula za ove keksiće pržene, a što se tiče mištra, koristi se i za hkavsre cvite, također pržena slastica sa otoka Hvara. Ja sam nedavno napravila domaći liker od anisa koristeći najobičniju rakiju, zvjezdasti anis, šećer i med, neodoljiv je, a nekako si mislim da će mi poslužiti umjesto mištra! Ovo ću svakako probati, fotka je prelijepa!!
Pubblicato da Maqui 22-5-2012 7:56
I can see why you insist on these every year, they look wordfneul. I have made them with chocolate pasta, but I think this looks light and wondeful. Will have to try these some time when feeling ambitious.

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