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L’ARIA DI CASAL BRUCIATO

(Raccontata dalle insegnanti Cristina Diamantini e Maria Laura Piersanti della Classe III D della Scuola “Luigi Di Liegro” di Casal Bruciato a Roma, 19 Novembre 2008)

Diario di viaggio di Nadia Tarantini

L'aria di Casal Bruciato

 

Rif. Dispense
10 parole – dispensa 4

 

Scaldiamoci un po’ il polso

 

“Aria” e le sue parole amiche!
tabella 1

 

tabella 2




Aggiungiamo “STRADA” ed inventiamo una storia!
Descriviamo una scena...
Ed infine... Il Titolo

(Testuali parole...così come scritto dagli alunni!!!)

Alunno 1
C’era una volta una farfalla che si appoggiava sempre su una strada; l’aria era molto inquinata, piena di uccelli e di insetti. Una volta, mentre volava, improvvisamente cadde una gran pioggia e l’aria era fredda”.
Era una farfalla molto bella, grande e colorata. Era anche molto dolce. Amava volare nel cielo perché così si sentiva libera. Così fece amicizia con molti uccelli.
Titolo:  “Una farfalla”

Alunno 2
C’era un vento che soffiava nel cielo e una mattina prese la sedia e le fece il doppio gioco e si mise la maglietta. Ad un certo punto questo tizio gli sporcò con il gesso poi pensando all’amore e all’amicizia la sedia si imbarazzò e si sporcò di acari
Questo tizio era uno spacciatore matto. Lui sbucò fuori all’improvviso con una Ferrari e fece fuori le transenne. La sedia era nella macchina e lui la buttò fuori dal finestrino. Ad un certo punto arrivarono i poliziotti che hanno arrestato il tizio matto. Dopo qualche anno ottenne gli arresti domiciliari, tornò a casa senza poter uscire. Tentò di scappare con la Ferrari ma lo hanno ripreso.
Titolo: “Il matto”

Alunno 3
Sulla strada c’è ossigeno, l’ossigeno che noi respiriamo. E’ trasparente nell’aria come il vetro di una stanza. Nel cielo c’è anche il vento che soffia”.
In una giornata piena di sole, una bambina era  pronta per andare a scuola, era vestita tutta elegante. L’abito era azzurro con tante margheritine bianche ed indossava anche dei sandali bianchi, un cappellino alla francese ed una stupenda borsettina di mille colori.
Titolo: "L’ossigeno”

Alunno 4 (albanese)
C’era una volta un uomo che aveva la sua libertà, si faceva trasportare dal vento e dalla musica e dagli uccelli. Lui viveva in aria. Spesso aveva un po’ freddo, ma un brutto giorno si scontrò con una nuvola, precipitò e finì investito da una macchina sulla strada coperta di foglie”.
La gente, incredula e spaventata era tutta intorno al cadavere, alcuni di loro lo conoscevano. Si chiamava N. Il camionista bulgaro accostò al lato della strada e, di corsa, raggiunse il cadavere. in quel momento era nuvoloso, il cielo era cupo e la gente silenziosa. Il camionista bulgaro non aveva parole, non sapeva che dire; quel corpo gli era piombato davanti dal nulla. per fortuna c’era qualche testimone, mentre N. era in una pozza di sangue. Molti dicevano “Se l’è cercata!” e se ne andarono come se nulla fosse successo. Rimase lì, da solo, con un fiorellino secco sul petto venuto chissà da dove.
Titolo: “Vivere in aria”

Alunno 5 (italo-nigeriano)
Un ragazzo era andato ad immergersi sott’acqua e si accorse che era andato molto giù e non riusciva a prendere aria. Quando riuscì ad uscire tirava un gran vento ed il cielo era coperto di nuvole. Dopo il bagno nel fiume andò a lezione di canto dove si cantava, si ballava, si suonava e si giocava. Uscito da lì si mise a menare un barbone. Il giorno dopo stava vedendo il cellulare e si accorse che aveva pestato escrementi di cane e per l’odore non riusciva a respirare”.
Era un ragazzo, un ragazzo molto sfigato e si chiamava S. Un giorno, appena uscito da scuola, si trovò con gli amici  e per far colpo su una ragazza si mise a fare il matto e si mise a picchiare un vecchio barbone.
Titolo: “Vita da sfigato”

Alunno 6 (filippino)
"C’era una volta un bambino che viveva in una casa vicino alla strada; quel giorno soffiava un vento molto freddo. Dentro casa c’era suo padre che fumava... A lui non piaceva l’odore del fumo, allora usciva fuori a divertirsi e a giocare. Alcune volte invece si metteva seduto su una panchina vicino a casa sua e guardava le nuvole con l’aria sui capelli e sentiva l’odore del gas delle macchine.  Fu così che decise di andare a vivere in mezzo alla natura, lontano dall’inquinamento, dal fumo della città. Così imparò ad amare la natura, a disegnarla. Cominciò anche a scrivere delle storie: la più famosa è “Le avventure di una nuvola”.
Non dimenticò mai quel giorno, quando era molto triste. Era seduto sulla panchina; indossava una maglietta blu e dei jeans, le scarpe da ginnastica della Nike nere e una collana con un teschio. Fu proprio guardando le nuvole che gli tornò l’allegria e subito si sentì felice.
Titolo:  “Sin da bambino”

Alunno 7
Un giorno sono andata da mia nonna con la macchina ed ho fatto una strada molto pericolosa: il cielo era pieno di nuvole e tirava molto vento, gli uccelli se ne stavano andando ai loro nidi perché stava venendo un temporale. Si è messo a piovere, la mia macchina prima che piovesse era pulita, ma poi è diventata sporca. Faceva molto freddo, l’aria era piena di acari. Sono arrivata da mia nonna e lei aveva una fattoria e c’era una puzza incredibile e la terra era piena di insetti”.
La strada era stretta, deserta, silenziosa. Avevo molta paura, un’infinita paura. Pensai spesso di tornare indietro. Ma era la mia nonna. A lei voglio molto bene. E’ una signora molto dolce con i nipoti e con tutti i bambini piccoli. Così decisi di andare avanti.
Titolo:  “Il viaggio”


Alunno 8 (rumena)
Nel mondo esistono vari tipi di uccelli. I più conosciuti sono le rondini che sono nere, con diverse sfumature, le ali fatte a punta, gli occhi marroni, piccolini e rotondi; sono molto simpatiche e non fanno del male a nessuno, se non dai loro fastidio. Tutti gli uccelli migrano per soddisfare i loro bisogni, soprattutto di mangiare e altre cose”.
Io quando andavo in campagna ci avevo una stanzetta dove le rondini ogni sera venivano a vedere i cinque piccolini che erano bellissimi, li davano da mangiare e dopo che se ne andavano, io rimanevo lì a difenderli e così nessuno li faceva male. Avevano il becco piccolino, le ali grigie molto piccole e gli occhi minuscoli.
Titolo: “L’inquinamento”

Alunno 9
Ero appena uscita, stavo su una stradina; mentre giocavo, respiravo aria. Ad un tratto il vento. Pioveva a dirotto. Lo scroscio della pioggia. E guardavo gli alberi... Per terra era molto sporco, l’unica cosa pulita era l’aria. Finito di piovere sono tornata a casa ed ero molto contenta. E, visto che non potevo muovermi, ho iniziato ad ascoltare. Uno schianto improvviso mi raggiunse, corsi fuori. Mia cugina era morta”.
Mia cugina è molto fanatica. A lei piace indossare molti gioielli, soprattutto se sono della D&G. Lei è mora, ha gli occhi neri, è un po’ grassottella ma è alta e, come si dice, “molto coatta”. Si trucca sempre. Lei indossa spesso abiti di color nero perché il nero è il suo colore preferito. Quella sera era buio pesto. Mia cugina era andata a ballare. Aveva preso la macchina. Io l’ho chiamata al cellulare, le stavo dicendo come arrivare alla discoteca, forse si è distratta. Ho sentito lo schianto. Sono corsa fuori. Era lei. Morta.
Titolo: “Cugina morta”

Alunno 10
Ero andato a giocare a pallone; camminavo per strada, pioveva e faceva molto freddo e tirava un vento pazzesco: mi sentivo libero.
Il giorno dopo era una bella giornata, respiravo aria calda e mentre soffiava il vento, io ascoltavo una canzone. Poi sono andato a casa a divertirmi
”.
Quel giorno stavo camminando per strada. Ritornavo dall’allenamento di calcio quando, all’improvviso, cominciò a piovere. Io non avevo l’ombrello ed indossavo ancora la maglietta, i calzoncini e gli scarpini. C’era un vento pazzesco, gli alberi si piegavano. Il freddo era insopportabile; credevo che non sarei riuscito ad arrivare a casa. L’acqua mi arrivava al ginocchio.
Titolo: “Pioggia”

Alunno 11
Dei bambini avevano catturato e messo in gabbia un gruppo di uccelli. Ma li vedevano sofferenti, così decisero di rimetterli in piena libertà. Di solito si posavano sul bordo di una strada, ma un giorno pioveva forte; il cielo era pieno di nuvole e nella strada non si vedeva niente perché tutto era avvolto dalla nebbia: c’erano anche molti insetti e l’aria era molto inquinata, era nera come fumo, non si riusciva a respirare”.
Quei bambini si divertono, scherzano, combinano sempre guai. Sono delle piccole pesti. A loro piace giocare con la terra. Si sporcano il viso, si impastano i capelli, si strofinano gli occhi, sbadigliano quando si annoiano, si stiracchiano, ballano, camminano avanti e indietro ma, soprattutto, a loro piace giocare con gli animali. tra loro delle bambine, bassine, ma simpatiche. Una di loro indossa sempre un vestitino bianco con delle scarpine rosa.
Titolo: “Un po’ di libertà”

Alunno 12 (etnia Rom)
C’era una volta una piccola strada. Su questa strada c’era un topolino in cerca da mangiare ma non trovò nulla e sua madre si preoccupò di lui, ma lui morì perché erano già quattro giorni che non mangiava perché era solo, un po’ cicciottello, ma per lui era obeso. Dopo tre giorni i genitori fecero il funerale insieme ai parenti. Questi topi erano della tribù dei Bamba e allora lo bruciarono e festeggiarono”.
Prima di bruciare il topolino morto andarono alla ricerca di canne di bambù per fare il fuoco; cercarono da bere e da mangiare. Per festeggiare la morte del topolino presero cocco, meloni, banane e del liquido dolce. Quando arrivarono, festeggiarono e mangiarono e ballarono così...
Titolo: “Ciù ciù”

 

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