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L'isola
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Scuola media “Buazzelli di Frascati La situazione descritta nel libro rispecchia veramente la realtà? “L’isola” è la storia di un naufrago che viene accolto in modo abbastanza bizzarro dai cittadini. Gli antagonisti sono loro: non gli permettono di lavorare e mangiare né di tornarsene a casa. Cosa accadrà alla fine? Per scoprirlo c’è solo un modo: leggere questo libro che potrebbe dare un grande insegnamento sulla vita reale. Matilde C.
Non sempre le favole hanno un lieto fine. Questa favola infatti non lo ha. Racconta di uno straniero che approda su un’isola, ma non viene accettato, perché non provano nemmeno a sapere com’è. E’ uno straniero e perciò pericoloso. Solo il pescatore che lo ha soccorso prova ad accoglierlo, ma alla fine anche lui è considerato un nemico. L’uomo era diverso da loro e non lo hanno accolto, hanno preferito abbandonarlo al suo destino. Da leggere, questo libro, perché parla dei problemi che nascono dalla presenza degli stranieri. Giulia B.
In questo sconvolgente racconto si parla della paura degli abitanti di un’isola verso un povero naufrago che prima viene raccolto e poi confinato in una capanna. Quando l’uomo appare nel paese tutti rimangono sconvolti e cominciano a vederlo come un pericolo. Per questo lo ributtano in mare e costruiscono un muro intorno all’isola, per non fare più questo tipo di incontri con persone diverse. L’autore esprime l’intolleranza e la paura di relazionarsi con i diversi. Secondo me tutti vanno accolti sempre e non deve mai nascere il pregiudizio nei propri pensieri. Marina N.
Arriva un nuovo personaggio in questo mondo un po’ sperduto: lo straniero viene rinchiuso in una stalla e cominciano a giudicarlo senza conoscerlo veramente … Giorgia M.
Che fare? Soccorrerlo o lasciarlo morire? E’ questo che si chiedono gli abitanti dell’isola sulla quale naufraga un uomo misterioso. Alessia F.
Armin Gerder fa entrare il lettore in un’atmosfera di meraviglia e di tensione, utilizzando la lingua e delle belle illustrazioni. Lo ha scritto in Australia, dice, ma pensando alla Svizzera. Giacomo M. |
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