Fa freddo stamattina, quei quattro ragazzi anche oggi sono qui. Vicino all’entrata c’è Francesco coi suoi occhialoni, trema, sarà per il freddo o per la paura? -Frà entra, è suonata! - Arrivo! -Tu oggi non entri.
Sono arrivati, quattro ragazzi più grandi di lui. Già una settimana fa i loro sguardi si sono incontrati. Sembrava una promessa, “ci rivedremo”.
-Allora che fai, entri? - Beh...
Prima spinta.
-Ti ho detto, entri?!
Seconda spinta, quasi perde l’equilibrio. Arriva l’altro da dietro e lo afferra per il braccio, lo tiene così stretto che Francesco neanche riesce a gridare. Girano l’angolo e lo fanno salire in macchina.
-Stai zitto! Tu oggi offri la colazione a tutti.
Chiudono lo sportello e stanno per partire
-Frà dove vai? - chiedono gli altri. -Adesso torno
La macchina non è tutto questo comfort e per di più in cinque ci si sta pure stretti, poi le gomitate, i pugni, ma Francesco sta lì, in silenzio, non può fare niente. Davanti al bar ce ne sono altri, a contarli sembrano una decina, la colazione sembra essere costosa. Ma Francesco non ne può più, tira venti euro a uno di loro e scappa di corsa. Arriva a scuola col fiatone, entra in classe, chiede scusa al professore per il ritardo e si mette a sedere vicino al suo amico.
-Che hai fatto? -No, niente, tutto a posto…
Sono tre anni che dice che è tutto a posto.
Ivano Di Serafino Iispt Palestrina 5° C |