La mia Lettera al mondo

 

Giovani Autori
Giovani Autori
Interviste sul lavo...
 [Home La ragazza facile

Il lavoro non smette mai di sorprenderti

Cos’è il lavoro? Un mondo difficile e avventuroso in cui le persone cercano di ritrovare la propria identità anche se molto spesso risulta difficile o impossibile a causa delle diverse circostanze. Non sempre si riesce a realizzare i nostri sogni come è accaduto al nostro protagonista A.C.

Lui è un uomo di 49 anni che dall’età di 13 anni si è ritrovato catapultato nel mondo dell’edilizia. Con precisione fa il pittore edile, anche se avrebbe desiderato diventare un ingegnere. Questo mestiere lo ha iniziato grazie all’insegnamento di più pittori edili, tra i quali il capo era il sig. Vanni, poi quando ha compiuto 30 anni, A.C. è riuscito a diventare un artigiano autonomo e a prendere i lavori direttamente avvalendosi anche della collaborazione dei suoi operai. Gli è persino capitato di lavorare all’estero come quando si è recato a Kobe in Giappone nel 1994.
Avendo trascorso gran parte della sua giovinezza e maturità in questo campo ha sperimentato diverse tecniche e ha provato sulla propria pelle cosa significa la fatica e il sudore per guadagnarsi il necessario per vivere. Quando era ancora un ragazzo preparava direttamente con le sue mani le tinte per le pareti, realizzava le varie colorazioni prima sul muro e poi le eseguiva su richiesta del cliente. Invece ggi le cose sono totalmente diverse perché le tinte si comprano già confezionate e poi per far scegliere il colore all’interessato vengono utilizzati dei tintometri che riportano dei codici su cartelle colorate che le case produttrici hanno gi stampato. A., nonostante non abbia realizzato il suo sogno, ha reso felice se stesso accontentando gli altri. Infatti, ama il rapporto che si crea con il cliente, che deve essere di massima fiducia. Questo è necessario perché altrimenti le persone non riescono ad affidargli le chiavi di casa e a farlo lavorare serenamente e senza pressioni. Nella sua esperienza gli è capitato spesso di rifiutare lavori perché non avvertiva questo senso di rispetto reciproco. Inoltre ad A. piace rendere bello e piacevole il lavoro che gli altri gli affidano, perché tutti si aspettano molto da lui, e non c’è miglior soddisfazione di aver accontentato un tuo simile. Questo è il lavoro adatto per lui perché è molto creativo e attraverso questo può esprimere tutta la sua originalità. Infatti ogni pittore edile ha un suo stile e nessuno riesce a realizzare un lavoro uguale a quello degli altri.
In nostro protagonista non si è mai pentito della scelta che ha fatto e non è mai rimasto insoddisfatto, anche se qualche volta non ha terminato un lavoro soddisfacente per il cliente, non può recriminare con se stesso perché lo ha realizzato con tutta la professionalità che meritava. Come ci dimostra A. nella vita le emozioni e la felicità non necessariamente vengono dai sogni, dipende come uno fa si se stesso il mondo. Dipende se lo vede con occhi insoddisfatti e mai accontentati o se come un bambino lo vede ingenuamente, e ogni occasione che si presenta la fa propriamente sua, come una cosa che il destino gli ha affidato e che deve accettare cercando sempre più di migliorarsi.

Federica Baroni



Nota di Carola Susani


Sia l’intervista che il racconto sono articolati e complessi. Anche qui torna l’idea che una persona può trovare soddisfazione non solo seguendo i sogni ma anche riempiendo di senso la condizione “che il destino gli ha affidato”.

 

 

 

SEGNALA QUESTO POST AD UN AMICO
Inserisci l'e-mail del destinatario:

commenti (0)

Vuoi condividere i commenti su Showfarm con i tuoi amici di Facebook? Clicca su Connect e segui la procedura


 

Pubblica un commento

Nickname
URL
 
Email
 

 

La mia lettera al mondo