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Biografia di un'operaia

Recensione del libro

 

 

Chiara Ingrao, Dita di dama, La tartaruga 2009

 

Amore e amicizia, ma anche infortuni sul lavoro, abbandono scolastico e Statuto dei lavoratori tutto questo è riportato sul libro “Dita di dama” scritto da Chiara Ingrao.
Questo libro è ambientato negli anni ‘70 e narra di due amiche inseparabili nonostante  due destini completamente opposti. Francesca grazie alla mentalità della famiglia riesce a proseguire i suoi studi per poi laurearsi e garantirsi un futuro migliore, mentre Maria, costretta ad abbandonare gli studi per aiutare la famiglia economicamente, cominciò a lavorare presso la fabbrica di televisori “Voxson”. La fabbrica era divisa in due reparti, uno maschile e uno femminile; gli operai erano costretti a subire controlli severi e anche un semplice bisogno quotidiano, come andare al bagno diventava molto difficile dato che per un numero di 300 operai c’erano solamente 6 bagni, e se nell’arco di tempo stabilito dai padroni non riuscivi ad andarci, dovevi aspettare molto tempo. Tutti gli operai venivano controllati durante il loro lavoro e, se superavano il tempo prestabilito per fare un pezzo, venivano puniti con una multa. Le persone che si occupavano del controllo, chiamate “marcatempo”, potevano risultare cattive, ma proprio la protagonista Maria si innamora di uno di loro, Peppe.
Nel frattempo iniziarono gli scioperi e le proteste fino alla conquista dello Statuto dei lavoratori che migliorò le condizioni di lavoro degli operai, si eliminò la paletta, potevano portare camici diversi e non venivano più controllati. Insieme a questo entrò in vigore la legge sul divorzio, Maria da quel momento non era più figlia di madre ignota.
Peppe partì per l’America per fare fortuna lasciando così Maria alla sua vita lavorativa in fabbrica.
Dopo una lunga permanenza in America, Peppe tornò e arrivato alla Stazione Termini incontrò Maria e le chiese la mano.
Il 20 Gennaio 2010 alla sede Casal Bruciato,nella zona Tiburtina si è svolto un convegno sul libro “Dita di dama”. Si sono riunite le tre sedi della scuola “Sibilla Aleramo” per ascoltare le testimonianze di Chiara Ingrao, scrittrice del libro ed operaia della fabbrica “Voxson”. Nel convegno venivano letti dei pezzi del libro e gli alunni potevano fare delle domande, ricevendo le risposte direttamente dall’esperienza vissuta dall’operaia. Il suo libro era molto coinvolgente, venivano trattati più argomenti come l’amore e l’amicizia, che colpiscono l’attenzione degli adolescenti, i diritti degli operai,il divorzio, l’autorità dei padroni sui dipendenti, fanno ragionare i giovani su come era prima la vita delle persone in fabbrica. Grazie a questi operai tutti noi viviamo una vita lavorativa migliore, si sono ribellate ai padroni ed hanno ottenuto quello per cui hanno lottati, mettendo in gioco anche il loro posto di lavoro.
Il messaggio che questo libro ci vuole trasmettere è “lottare per ciò in cui crediamo e non arrendersi mai davanti alle difficoltà per garantire così un futuro migliore ai nostri figli”.

 

Ambra Rampucci

IIS Sibilla Aleramo di Roma, 4°D

 

 

 

 

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