(Dal diario di viaggio di Nadia Tarantini) Fuori piove e l’umido resta nelle ossa, mentre nell’aula il calore sale, diventa tangibile. Ci appassioniamo, ci divertiamo. Con le tre insegnanti a divertirsi con noi: Enrica, Anna, Adele. Accanto alla cattedra pile di lavori già fatti, collage di storie da scrivere e illustrare, il fiume e la città, ma anche le storie del passato e del presente intrecciate insieme. Da un grumo di parole, parte suggerite e parte trovate da loro, escono per la prima volta i “racconti della castagna”: case nel bosco, leggende del fiume, storie familiari di esseri fantascientifici sbarcati dal nulla. Una tecnica, inaugurata qui per rispondere alla fame di stimoli di queste ragazze e ragazzi; e che nel corso dei workshop sarà una costante, approderà ai racconti del treno e a quelli dell’aria, diventerà un must, un plus come dice la pubblicità. “Prof, quando torna a trovarci?” Non sono mai contenti. Fuori piove ancora e con le insegnanti commentiamo la “terribile” creatività di queste ragazzine e ragazzini reatini. Un pozzo di talenti, che la scuola in passato ignorava, quando non reprimeva addirittura ogni slancio. I casi fortunati, come questo, non sono più solo eccezioni. Per fortuna. (Rieti, 13 novembre 2008) Rif. Dispense 10 parole – dispensa 4 Tracce dei ragazzi I RACCONTI DELLA CASTAGNA |