E’ questa, una notizia urgentissima, lunga una sola riga, su un evento particolarmente importante, sia drammatico che di costume, particolarmente seguito dall’opinione pubblica, che spezza l’ordinaria trasmissione delle news di agenzia o del telegiornale. Si chiama anche “flash”.
Esempi:
+ il presidente John F. Kennedy ucciso a Dallas in un attentato.
+ battuto sulla fiducia, alle 15,12 il governo italiano si è dimesso.
+ Haiti: terremoto provoca migliaia di vittime.
+ La YW vince il campionato di calcio, battendo la NN.
+ NN, con la sua canzone “Volare”, vince il festival di Sanremo.
Di norma, il flash è seguito, uno o due minuti più tardi, da una news di quattro-cinque righe (in gergo: Bulletin) che dà alcuni ulteriori dettagli.
Esempio:
Il presidente del Consiglio, NN, allo scopo di snidare gli oppositori interni alla sua coalizione, nel pomeriggio, dopo un infuocato dibattito alla Camera ha posto la questione di fiducia: ma, avendo ottenuto 280 sì contro 292 no, il premier è stato costretto a rassegnare le dimissioni.
Al telegiornale succede spesso di vedere una “breaking news” che scorre come in sottotitolo; oppure si vede una manina che passa allo speaker un dispaccio di agenzia. Il conduttore lo legge, aggrotta le ciglia, e dice: “Mi passano in questo momento un flash dell’agenzia YY…: due ore fa un devastante terremoto ha colpito l’isola caraibica di Haiti, provocando, secondo le prime stime delle autorità, almeno cinquantamila vittime… Naturalmente, nella prossima edizione del telegiornale, vi daremo ulteriori informazioni su questo drammatico evento”.
Dal punto di vista tecnico, chi riceve – per abbonamento – il notiziario di un’agenzia sul suo schermo, sa che, ogni tanto, l’agenzia interrompe all’improvviso la notizia “normale” che sta trasmettendo, e appare appunto sul computer la breaking news.
Dopo di che riprende la news interrotta che, però, può di nuovo essere spezzata dall’arrivo in video del “Bulletin” che aggiunge qualche altro dettaglio al “flash”.
Luigi Sandri