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L'ora X del giornale
 [Home LEGGERE IN EUROPA

Un giornale in classe

Abbiamo parlato, finora, dei giornali in generale, e cioè dei quotidiani nazionali o regionali/provinciali. E delle agenzie “generaliste”. Molte delle cose dette valgono, però, anche per uno scopo apparentemente più umile e limitato, e tuttavia simpatico e coinvolgente: il giornale in classe.


     Anche questo può essere di diverso genere, e di varia periodicità (settimanale? mensile? bimensile? occasionale?). E poi, il giornale in classe può essere dedicato esclusivamente ai problemi della scuola, della propria scuola, oppure può essere pensato anche come una palestra dove sia possibile confrontarsi su problemi più ampli, che toccano la vita sociale e culturale italiana, o anche dell’intero pianeta.
     La decisione dei temi da trattare spetta agli studenti che decidono di dar vita a questo giornale: si crea dunque una redazione che, collettivamente, si assume la responsabilità del prodotto. Tecnicamente un tale “giornalino” è come un “manoscritto”; se dovesse diventare, in senso stretto, una pubblicazione, dovrebbe essere registrato ed avere un direttore responsabile.


    A prescindere dai temi trattati, e sempre mutatis mutandis, anche il giornale di classe ha l’ora “x” chiusura; e anche in esso le news debbono (dovrebbero) seguire le norme generali delle… cinque W, della distinzione tra fatti ed opinioni, della “imparzialità” e, ovviamente, dell’apertura a voci pluraliste su temi che, nella scuola, o nella società, vedono confrontarsi opinioni differenziate, e talora incomponibili.
      Dal punto di vista pratico, una volta che si sia deciso di creare un giornale in classe, occorre deciderne il formato e il numero delle pagine; in base al “corpo” scelto, un semplice calcolo matematico dice quante battute, complessivamente, ci staranno su ogni numero. Va poi pensata l’impaginazione complessiva, le tematiche che si intende affrontare, le varie rubriche, l’uso del bianco/nero o del colore, le foto… Poi la redazione  decide a chi affidare i singoli articoli/interventi, fissando con precisione il numero di battute di ciascuno e, anche, la data-limiti in cui ogni “giornalista” dovrà far pervenire in redazione il suo pezzo.


    Si compone l’insieme (oggi, con il pc, non è difficile!), e allora si vede se le misurazioni previste erano esatte, se i “giornalisti” hanno rispettato la lunghezza prevista… Inevitabili saranno gli aggiustamenti: quel pezzo, una volta impaginato, “tracima” di dieci righe, quell’altro è più corto di sette… Allora, la redazione stessa o, potendo, il singolo autore, dovrà provvedere a tagliare o ad allungare leggermente il suo intervento.


    Finalmente tutto è a posto. Possiamo “stampare” il nostro giornale. Buona lettura!


    Ovviamente, si può anche decidere di fare un giornale della classe on line: in tal caso molti problemi posti dalla edizione cartacea sono semplificati, o addirittura dissolti, e la rigidità sulla lunghezza può essere lenita. Ma la tolleranza non può essere esagerata. Infatti, se avevamo immaginato di fare un “giornalino” di diecimila battute (cioè tale che i compagni, gli insegnanti e i genitori dei ragazzi possano decidere di leggere, perché relativamente breve) e poi lo portiamo invece a trentamila battute, si rischia che la “audience” si riduca sempre più.
     Usare le facilitazioni del giornale on line per sottrarsi alla severa disciplina imposta dal cartaceo sarebbe una scelta pessima. E non aiuterebbe ad avviarsi a fare il giornalista di professione. “Mestiere” che, come ogni altro, esige impegno, intelligenza e dedizione.

Luigi Sandri

 

 

 

 

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commenti (2)

Pubblicato da Angelika 1-4-2012 14:57
Mi chiamo Alessandro ho 32 anni. ho asuiqctato il libro adesso basta alle 12 di sabato l'ho terminato alle 22 di domenica.Appartengo ad una target differente da quello maggiormente affrontato nel libro. Per intenderci guadagno 20.000,00 € l’anno e non sono affatto un uomo di successo; sono un semplice impiegato per giunta il posto che occupo (in un azienza privata) mi e8 stato dato, non ho dovuto lottare per averlo. Non sono mai riuscito ad emergere in un contesto aziendale, sono troppo attento a non calpestare i piedi a nessuno, per potermi affermare in un qualsivoglia sistema lavorativo, con il tempo ho capito che non mi interessava affatto affermarmi. Oggi riesco a fare il mio dovere serenamente, grazie anche a persone di qualite0 e per le quali non sono una minaccia in termini professionali. Non ho ambizioni particolari, solo fare il necessario con il massimo impegno e, ovviamente progettando la mia dipartita dal mondo del lavoro.Ho asuiqctato casa disponendo dei 2/3 dell’investimento in contanti e mutuando la terza parte. L’ho acquistata in un posto che amo e che ritengo possa essere un ottimo investimento. Il mutuo di circa 500 € al mese mi vincolere0 per 12 anni forse 10.Quando avrf2 terminato di pagare la casa potrf2 ridurre il mio contratto di lavoro da 36 ore a 18. Lavorando praticamente solo 3 gg a settimana e di conseguenza avendone 4 liberi.Il grande vantaggio del part time e8 che dimezzando le ore di lavoro lo stipendio si riduce di un terzo, il terzo che adesso destino per il mutuo.Arrivato a questo step, che potrebbe anche essere il definitivo per me, entrano in gioco le mie passioni e quanto riuscirf2 a farle fruttare e/o eventuali eventi straordinari.Le due attivite0 che8 ho scelto come principali sono il paracadutismo (lo pratico da 5 anni) e la musica (suono il sax solo da 8 mesi). Entrambe richiedono tempo e denaro (specie il paracadutismo) ma rappresentano la sfida per la quale sono disposto a serarre i denti.Di attivite0 comunque ne svolgo molte:leggo; scrivo(poco purtroppo);studio inglese (partendo da 0 sono arrivato al terzo livello nella codifica dell' unione europea, obbiettivo il quarto livello); studio spagnolo (ho iniziato da poco, obbiettivo quarto livello); amo l’astonomia, la fotografia, amo conoscere e approfondire il pif9 possibile, vorrei imparare tante lingue e viaggiare tanto.Pratico molti sport:principalmente nuoto (da 5 anni) ma saltuariamente anche pallavolo calcetto sci ed escursioni in montagna.Amo la buona tavola e il buon vino.Amo la mia ragazza Sono felice! sono un downschifter anche se l'ho scoperto da poco!
Pubblicato da life insurance 28-4-2012 6:08
# attilio @ exodus § anna# attilio: detta semplicemente, ogni persona indipendentemente dal posto di lavoro, pagherà più tasse quanto più alta sarà la sua retribuzione lorda, dimunendo la retribuzione lorda paghi una percentuale minore di tasse@ exodus:la tua lettura dei fatti mi trova assolutamente in accordo con te.§ anna: io mi trovo esattamente al lato opposto rispetto a te, ovvero sono sempre stato poco efficace sul lavoro ma ho un dottorato nel SENTIRE quali sono i miei desideri.Mettere a fuoco, coltivare e poi perseguire una propia vocazione non è molto differente da un lavoro qualunque è solo un lavoro che fai per te stesso. Comporta sacrificio, abnegzione e a volte capita che arrivati a metà strada ti accorgi che hai sbagliato tutto e quella che credevi una vocazione è invece una semplice attrazione. Non avrai però perso tempo, ne avrai tratto positività e ti sarai esercitato ad affinare il tiro. Come in tutte le cose anche qui si tratta di esercizio e l’esercizio del comprendersi richiede tempo e tranquillità.ciao a tutti

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