Il pendolo della storia ha nella sua natura il fatto di oscillare, e se da un lato molte persone si barricano nel conformismo, nella ricerca di risultati materiali, e finiscono per appiattirsi in una “normalità” che conserva solo poche tracce di umanità, dall’altro lato ecco che nasce la generazione EMO, i sensation seekers, i gruppi e gli eventi emotionally driven, il movimento emo, la musica emo-core, gli emo-moovies/. la scrittura emo: xxx, che vuol dire bacio, <3, che vuol dire cuore/ Hugs, no drugs, e cioè abbracci, non droga, è lo slogan del movimento emo, che si incontra in internet, e già sta elaborando una sua scala di valori molto uncool, no corporate, non allineata, fuori dalle tendenze comuni, fuori dal bon ton, ma fuori anche dallo stile falasamente empatico di certi eccessi sbrodolati della tv verità.
E’ una filosofia ancora in parte abbastanza abbozzata, un po’ forse candida e teneramente ingenua, molto underground, molto enfatica, ma capace, (vedremo, speriamo?) di essere l’inizio di un risveglio diverso.
Amicizia, empatia, il cuore al centro del mondo, la capacità di piangere, anche in pubblico, l’innocenza, l’ingenuità, gli scambi affettivi fisici come l’abbraccio, il contatto corporeo, recuperati non solo nella coppia, ma tra amici, nel gruppo, come il grooming dei cuccioli, la sensibilità come valore (anche esagerato, come esige il pendolo, perché ancora questa scala di valori non si è posta il problema dei confini, vedremo/), il commuoversi come segnale di partecipazione agli eventi.
Rosella De Leonibus