Voglio pensarmi soggetto di fronte ad altri soggetti, voglio inscrivere le mie relazioni in un’ottica che comprenda l’Altro come parte integrante di Me, come qualcuno senza il quale non solo io non esisto come individuo, ma come qualcuno rapportandomi al quale io costruisco il mio Sé, lo compongo passo per passo proprio nell’incontro col Tu. Allora Tu mi sei indispensabile; non più come limite, o come oggetto di amore o conoscenza o altro. Ma come costituente attivo di tutto ciò che in me è crescita, farsi del mio Sé, esistenza di me nel mondo. Allora se Tu mi sei indispensabile, bisogna che io rinunci subito ad una fetta della mia verità, bisogna che io me le tenga in tasca, le mie care certezze, anziché farne una barriera attraverso la quale non ti farei mai passare. E succederà che io mi renderò conto che non esiste un Io e un Tu assoluti, fuori della relazione che instauriamo. In conseguenza di questo ci accorgeremo che sia Io che Tu siamo pieni di potere l’uno sull’altro, e pieni di vulnerabilità, l’uno verso l’altro. E occorrerà subito che uno di noi due cominci ad assumersi la responsabilità di quello che, Io e Tu, stiamo facendo l’uno con l’altro, l’uno all’altro. Io come soggetto, quindi, soggettivamente motivato e mosso, con le mie emozioni, le mie percezioni, le mie verità, di fronte ad un altro soggetto, col suo mondo, la sua storia, il suo percorso, la sua particolare maniera di funzionare. E tra di noi questo spazio straordinario della relazione, dove entrambi produciamo un sacco di eventi, questo spazio mobile, incerto, fragile, ibrido, dove costruiamo passo per passo un piccolissimo pezzetto di verità comune, di significati condivisi, di emozioni scambiate, ascoltate, accolte, di progettualità nuova. Se siamo capaci di navigare un po’ in questo spazio, potrà prodursi un cambiamento, salti di livello, crescite non lineari, ulteriori differenze e contatti, verità multidimensionali e molteplici.
Rosella De Leonibus