Lo spazio per la re...
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Educare le emozioni |
Quindi il primo passo da fare sarà di accoglierle, queste emozioni, come uno dei dati che mi informano di come va tra me e il mio ambiente, e poi dovrò cercare un modo non distruttivo per esprimerle, dovrò imparare a usare questo meraviglioso strumento di simbolizzazione che è il linguaggio, e così le potròcomunicare, raccontare, confrontare con gli altri. E posso diventare abile ad impedire che si traducano immediatamente in azioni dirette, imparare ad attivare una attenta consapevolezza di me stesso e delmondo che mi circonda, a valutare le conseguenze delle mie azioni, a cercare una congruenza e una proporzione tra l’ azione che compio e la direzione che ho scelto, e infine a farmi responsabile delleconseguenze, anche di quelle che non immaginavo. Significa che le mie emozioni mi alleno fin da piccolo a sentirle, discriminarle, esserne consapevole, e soprattutto mi alleno a contenerle, filtrarle, trasformarle in energia che posso gestire, con la quale posso progettare (gettare avanti) me in un mondo esterno che include altri Io, altri Noi. Tutto sommato, se a due anni di età ho già imparato a controllare gli sfinteri, a mangiare quando è ora e a dormire quando è notte, in età meno tenera posso ben imparare a leggere, accogliere e gestire le mie emozioni. Se da adulto poi mi trincerassi dietro la mia base inconscia di natura biologica, dietro la chimica dei miei ormoni cerebrali per ogni mia irresponsabile esplosione, per ogni scelta che non compio, per ogni immediata reazione senza intenzioni più allargate, avrei trovato un alibi piuttosto debole. Rosella De Leonibus |
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