La struttura della news ha un lead, un sub-lead, un corpo e una finale. Il lead (dall’inglese To lead: guidare) sono le prime righe di una news, cioè il primo capoverso, diciamo da due a sei righe. L’ideale è che il lead risponda alle cinque W; il sub-lead – anch’esso di tre-sei righe circa – offre ulteriori elementi per chiarire meglio il lead. Il lead è importantissimo, decisivo: è come la vetrina di un negozio. Chi mai entrerebbe in un negozio che ha una vetrina sporca, misera, penosa? Se invece la vetrina è affascinante, intrigante, invita la gente ad entrare, e chissà che qualcuno/a non si decida a fare acquisti!
Ma per un’altra e magari meno nobile ragione il lead è importante, soprattutto nelle agenzie: per battere la concorrenza! Infatti, se l’agenzia A fa un bel lead su un certo evento, è assai probabile che nel giornale che la riceve si segua quell’evento scorrendo le successive news che, su di esso, arriveranno dalla stessa agenzia. Ma se il lead è scadente, è possibile che il giornalista che riceve la notizia la cestini immediatamente; oppure che, invece della nostra, scelga la news di un’altra agenzia di stampa, che arriva con un lead più grintoso.
e di un’altra agenzia di notizie, o di un altro giornale.
Il corpo della news è composto dai successivi paragrafi, che solitamente debbono anch’essi essere non troppo lunghi (4-7 righe massimo). E quindi la finale, la conclusione della news.
La costruzione di questo piccolo “edificio” deve somigliare ad una piramide rovesciata. Che significa? Significa che se si deve tagliare una notizia, per far posto ad un’altra, o ad una foto, deve (dovrebbe) essere possibile iniziare a tagliare dalla fine, risalendo a mano a mano senza distruggere il senso della news. Così, se questa aveva, poniamo, sei paragrafi, e tagliamo gli ultimi tre, i tre rimanenti dovrebbero stare in piedi, cioè avere un senso compiuto, senza necessità di nessun aggiustamento.
Questo “trucco” può sembrare strano, o inutile; ma non è così: poniamo infatti che all’ultimo momento, mentre stiamo per chiudere il nostro giornale – stiamo cioè per spedirlo in tipografia per la stampa – arrivi una notizia importante, che vogliamo almeno segnalare in prima pagina ma senza sconvolgere tutte le altre (non vi è tempo! Se si ritarda la chiusura si ritarda poi la stampa, e dunque il giornale rischia di partire in ritardo, in macchina/treno/aereo/nave, per la destinazione “X”, e quindi non arriverà alle edicole in tempo, e quindi non venderà…). In tal caso, tagliando, a partire dal fondo di una news, nell’ipotesi di sei paragrafi, rimangono perfettamente validi i primi tre, e vi è spazio per altri tre paragrafi della nuova notizia. Se la news “vecchia” e quella “nuova” sono fatte a regola d’arte, cioè a piramide rovesciata, l’operazione richiede trenta secondi. Ma se le due news sono fatte male, l’operazione richiede almeno 10/15 minuti, perché occorre rifarle tutte e due… E così si ritarda la chiusura… con tutte le negative conseguenze connesse.
Il problema del tempo, importante per un giornale, lo è ancora di più per un giornalista, soprattutto di agenzia. Quest’ultimo, infatti deve cercare di saldare in modo inestricabile due qualità: precisione e velocità. Infatti, se, di fronte ad un evento improvviso e grave, il nostro corrispondente manda la sua news un’ora dopo l’accaduto, può stare sicuro che un’altra agenzia lo ha preceduto, e dunque la sua notizia arriva… fuori tempo massimo, stracciata dalla concorrenza. D’altronde, se il nostro corrispondente è velocissimo, ma invia una news incompleta, fatta male, oggettivamente tendenziosa o incomprensibile, la sua notizia finirà nei cestini di tutti i giornali, dove attenderanno, pochi minuti dopo, la news della concorrenza, fatta come si deve.