Con l’attuale tecnologia – di essa, principe è il computer – è assai più semplice scrivere le news nella lunghezza desiderata. Indipendentemente dal corpo (grandezza del carattere tipografico) che si usa al pc, mille battute sono mille battute, e se scrivo LA MAMMA sono otto (otto, perché si conta anche lo spazio bianco!) battute, quale che sia il corpo che scelgo. Il pc ci dice quante battute ci stanno in una riga, dunque è un gioco contare la battute, a mano a mano che si scrive.
Ora, se – esempio – nel nostro giornale scegliamo di mettere, di norma, un editoriale in prima pagina, nella prima colonna, e in modo che esso stia tutto lì, senza necessità di rinviare, per la continuazione, alle pagine interne, noi sappiamo che in quello spazio, e con quella “giustezza” (quando è lunga una riga), ci stanno, poniamo, duemila battute. Duemila di testo, senza contare il titolo, che sarà su due righe, ma in corpo più grande.
Dunque, il giornalista deve abituarsi a… ragionare in “quantità di battute”: deve, cioè, crearsi un automatismo per cui sa che in cinquecento battute si può fare un ragionamento, o raccontare un fatto, solo nelle sue linee essenziali; in mille e cinquecento può un pochino approfondire; in cinquemila può aprire un discorso, o una ricerca, assai più sfumato e ricco.
E’ dunque necessario iniziare ad imparare a scrivere esattamente (esattamente!) nel numero di battute richieste. Infatti, se l’editoriale richiesto, per quella data collocazione tipografica, invece di duemila battute è di duemilatrecento, bisognerà tagliare, e ciò farà sbuffare il grafico, oltre che il giornalista che dovrà compiere la piccola “operazione”. Se poi le battute sono millesettecento, finirà che in fondo alla prima colonna della prima pagina rimarrà un fastidioso spazio bianco, che stona davvero.
Duemila significa duemila: non 2001, non 1999, ma duemila. E’ ben vero che, tipograficamente, 4/5 battute in più o in meno possono talora essere ininfluenti; ma talora anche una sola battuta costringe ad andare a capo, e dunque ad avere una riga in più, che però non ci sta nello spazio stabilito. Allora, senza sperare nella… buona sorte, occorre abituarsi a scrivere inflessibilmente stando nel numero di battute concordato.