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Enigma del lavoro |
Il titolo “enigma del lavoro” deriva dalla mia introduzione ad un numero monografico della Rivista "Parolechiave" del dicembre 1997, dodici anni fa. Il carattere enigmatico del lavoro in questi anni trascorsi non si è ridotto. In quella breve introduzione prendevo avvio dalla citazione del lemma Lavoro scritto dal sociologo francese Godelier per l’Enciclopedia Einaudi verso la fine degli anni 70. Il termine lavoro – affermava Godelier - è “divenuto parola chiave di tutti i discorsi politici… il termine lavoro affronta il termine capitale e l’opposizione classe capitalistica e classe operaia si colloca al centro della nostra modernità” Rilevavo che venti anni dopo era impossibile sottoscrivere queste parole almeno per due motivi: 1) In primo luogo il rapporto tra lavoro e politica (quel rapporto forte che c’era soprattutto in Europa) si era interrotto con la crisi della vicenda più che centenaria del socialismo politico che faceva proprio del lavoro salariato la leva fondamentale e ”fatale” della trasformazione sociale. Crollo del comunismo mutamento genetico della socialdemocrazie. Partiti democratici pigliatutto. 2) In secondo luogo la contrapposizione limpida e netta delle due classi (classe capitalistica e classe operaia) si è complicata. Il concetto di “classe operaia” non è in grado di esprimere un universo del lavoro complesso, differenziato, contraddittorio. La considerazione del carattere enigmatico del lavoro lo traevo da una numero monografico di “Sociologie du travail” (1994) dedicato al concetto di lavoro nel quale si affermava che il lavoro oggi è un oggetto che “si nasconde e si sgretola” prendendo perciò atto del carattere “enigmatico del lavoro sia nella sua dimensione umana sia nella sua dimensione storica”, cioè sia come significato e valore che assume nella soggettività di chi lavora, sia per quel che riguarda il ruolo del lavoro nelle dinamiche sociali complessive di oggi e di domani. Pino Ferraris |
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