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Interviste sul lavoro Il pittore edile

 

Intervista a cura di  Federica Baroni - Liceo Cicerone di Frascati - V C

 

D. Chi è? Quanti anni ha? Che lavoro fa? E da quanti anni lavora?

R. Mi chiamo C. A., ho quarantanove anni e sono pittore edile. Ho iniziato a lavorare all’età di tredici anni, dopo aver finito le elementari.

D. Quali sono le dinamiche del suo lavoro?

R. Ho iniziato ad imparare questo mestiere lavorando con più pittori edili, il mio primo datore di lavoro è stato il sig. Vanni, poi si sono susseguiti altri datori di lavoro, sino all’età di trent’anni, dove ho cominciato ad essere un artigiano autonomo, prendendo direttamente i lavori, avvalendomi della collaborazione di alcuni operai da me diretti. Alcune volte mi sono occupato anche di ristrutturazioni complete di appartamenti, come quando ho lavorato all’estero, in Giappone a Kobe nel 1994.

D. Ci sono stati cambiamenti nel corso del tempo?

R. Nel corso degli anni lavorativi ovviamente sono cambiate molte cose: per esempio una voltala tinta la preparavamo direttamente da soli mescolando alcuni prodotti, oggi si comprano già confezionate; le varie colorazioni si realizzavano sul muro e su richiesta del cliente, oggi si usano spesso i tintometri, seguendo dei codici su delle cartelle colori che le case produttrici hanno già preparato; inoltre una volta c’erano poche lavorazioni e si usava la carta da parati, oggi invece ne hanno inventate molte che decorano le pareti e i soffitti.

D. Quali sono le cose che ama di più del suo avoro?

R. Innanzitutto lo faccio con profonda passione come credo qualsiasi altro lo farebbe, poi amo il rapport che si crea con il cliente, che deve essere di massima fiducia, perché noi entriamo negli appartamenti e si devono fidare di te. Infatti mi è capitato una volta di rifiutare un lavoro perché non avvertivo questa sensazione di fiducia reciproca. Inoltre mi piace rendere bello e piacevole il lavoro che le persone ti affidano, perché loro si aspettano molto da te, e non c’è miglior soddisfazione di aver accontentato il cliente. In particolare adoro la consapevolezza di aver realizzato un lavoro artigianale che nessun altro lo potrà fare uguale al tuo perché ogni pittore ha un suo stile.

D. C’è qualcosa che lei si pente di aver fatto o lo rifarebbe perché non è rimasto soddisfatto?

R. No, infatti anche se qualche volta non ho realizzato un lavoro soddisfacente per il cliente, non posso recriminare perché io sicuramente l’ho fatto con tutta la passione, dedizione e professionalità che meritava; poi spesso le circostanze possono essere sfavorevoli. Da bambino avevo un sogno nel cassetto (volevo diventare ingegnere edile) e anche se non l’ho realizzato sono felice di accontentare gli altri.

Racconto

Il lavoro non smette mai di sorprenderti

 

 

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