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Spostare il centro del mondo

Sta per uscire in libreria il n. 108 della rivista "Lettera internazionale",

dedicato all’urgenza di “spostare il centro del mondo”.

 

 


Édouard Glissant, il grande sostenitore della “mondialità”, del “Tutto-Mondo”, contro la “mondializzazione”, scriveva pochi anni prima di morire: «Una grande nazione…indovina il movimento del mondo».

Ormai sono molti gli intellettuali che mettono in discussione il modello occidentale, conservatore, anziano, sempre più attaccato a forme degenerate di capitalismo e inadeguato a cogliere l’istanza di cambiamento che da più parti si leva: vero respiro del mondo. L’Occidente non è più il centro. Anche i “popoli” lo hanno capito, e un’indicazione in questo senso è stata, forse, proprio l’elezione di Obama ... Tra questi “popoli” anche gli italiani che, proprio nelle recenti consultazioni elettorali, hanno dimostrato di non voler assolutamente perdere di vista il resto del mondo; anzi, hanno esteso il loro sguardo dal Mediterraneo al Giappone, mostrando un segnale chiaro e forte di presa di coscienza, di capacità di reazione, di dignità e di libertà; rivendicando il diritto alla decisione partecipata e partecipe, cogliendo, da una parte, lo spirito delle “primavere arabe” e dando voce, dall’altra, al dolore, silenzioso e sottaciuto, provocato dalla catastrofe di Fukushima.

Ecco il concetto chiave attorno al quale ruota per intero il nuovo numero della rivista "lettera internazionale": lo spirito del Sud, la sua «lentezza» e la sua «misura», quale principio ispiratore della gestione del pianeta. Spirito del Sud è seguire il modello di un Illuminismo delle “origini” in cui l’uomo non si è ancora trasformato in dio, non ha ancora sancito il suo distacco dalla natura nell’illusione di dominarla e non ha ancora deciso la propria autodistruzione. Spirito del Sud significa privilegiare il «tempo lungo» di cui parlava Fernand Braudel, perché solo la «lunga durata» è in grado di permettere progettualità e lungimiranza politica, economica e sociale e di rivelare lo «spessore della Storia» a chi la osserverà dal futuro e da essa prenderà esempio. In questo quadro, è di fondamentale importanza, per esempio, che la crisi di Fukushima non venga vissuta solo come singolo evento catastrofico appartenente dunque al tempo breve, ma serva piuttosto da «stimolo per un processo di apprendimento radicale della catastrofe», come sosteneva Peter Sloterdijk, all’indomani di Černobyl, nel saggio a chiusura del numero.

“Sud” è un termine che ci arriva – ironia della sorte – dai paesi anglosassoni e il suo significato originario era “Sole”. I marinai del Nord comprendevano l’importanza del Sud perché riconoscevano che la luce del Sole, il suo calore e la sua energia erano stati essenziali allo sviluppo della civiltà. Questa visione delle cose deve essere recuperata accettando, una buona volta, l’idea che il centro del mondo è ovunque.

Biancamaria Bruno *

www.letterainternazionale.it

 

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Sommario
 
La rotta del Sud. Per spostare il centro del mondo
, Franco Cassano
Wikileaks. L’arte di disturbare il manovratore, Slavoj Žižek

Il Sud necessario…

L’invenzione dell’immortalità, Jan Assmann con Frank Raddatz
Religione e politica, Abdelwahab Meddeb
Piccola storia delle rivoluzioni arabe, Rashid Khalidi
La lezione tunisina, Sami Naïr

 … e il Nord in declino

Basta con la Guerra Fredda!, Alain Touraine
I “mostri” giuridici. Codici dell’indigenato e stato d’eccezione, Olivier Le Cour Grandmaison
Il Leviatano nucleare / 2, Eduardo Subirats
Dall’era atomica all’era solare, Massimo Scalia
Il nucleare è la distruzione del futuro, Günther Anders con Heiko Ernst
Didattica della catastrofe, Peter Sloterdijk

 Gli artisti di questo numero

Diego Esposito, Rosetta Messori, Santasangre, Armin Linke

 

* Biancamaria Bruno è il direttore di "lettera internazionale".

 

 

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