L’università è di nuovo in piazza. L’università sta cercando per l’ennesima volta di lottare contro chi vuole distruggerla, contro chi periodicamente torna all’attacco della scuola e del mondo dell’istruzione in generale. L’unica risorsa che potrebbe salvare un’ Italia in crisi totale finisce per essere sempre la prima a doversi difendere dall’Italia stessa. In questi giorni il rumore sta diventando sempre più forte, cortei e manifestazioni invadono strade, piazze, stazioni ferroviarie, eventi mondani…i ragazzi stanno cercando di farsi sentire e di ribellarsi. Per tutta risposta c’è chi si tappa le orecchie ancora più accuratamente. Per tutta risposta c’è chi non vuole ascoltarli per partito preso (e non uso a caso il termine “partito”) e vuole solo trovare l’ennesimo modo per metterli a tacere. Come mai chi studia e riempie le aule non ha voce sulle decisioni che riguardano l’istruzione? Chi ci assicura che chi sta al potere decisionale un’istruzione ce l’abbia? Ah, ma il fantastico premier ci assicura di esser stato uno studente modello: “io non ho mai manifestato, io ero molto diligente”. Tanto diligente e contrario a sentire la voce del popolo che ora vuole mandare la polizia all’università, vuole andare a creare un altro scempio, l’ennesimo… Poliziotti a riportare l’ordine, poliziotti a fermare l’occupazione degli studenti, poliziotti a reprimere la voce dei ragazzi, poliziotti a garantire il diritto allo studio per chi non partecipa alle manifestazioni. Come mai la polizia? Come mai il premier non va di persona a parlare con gli studenti? Ad ascoltare le loro ragioni? Come mai non si cura di loro? Garantire il diritto allo studio?? Ma non sono i nuovi decreti legge quelli che lo stanno annientando giorno dopo giorno? I ragazzi che la mattina vogliono andare a lezione vorranno farlo in rispettoso silenzio e in religiosa compostezza anche quando pagheranno tasse esorbitanti perché le loro università diventeranno private? Anche quando capiranno che qualunque speranza di carriera in ambito di insegnamento o ricerca sarà bloccata perché non ci saranno più assunzioni? Anche quando si troveranno ad avere insegnamenti standard e di tipo classico per l’abolizione di una miriade di nuove discipline? Non so, forse sì…forse si vanteranno anche loro, un giorno, di essere stati studenti modello e di non aver mai manifestato. Ma chi è che sta distruggendo il diritto allo studio???? Sono i lucchetti con cui i manifestanti hanno chiuso gli ingressi alle aule? O sono le persone che di lucchetti conoscono solo quelli di Moccia e non sanno vedere al di là del loro metro quadro? Perché tanto a tutto ci penserà qualcun altro...perchè tanto gli scioperi non servono a niente…perché tanto chi manifesta è solamente un poco di buono… Che poi, è doveroso sottolineare che la protesta che sta divampando in Italia è stata finora condotta in maniera esemplare, non ci sono stati solo lucchetti, cori e striscioni, c’è chi sta svolgendo lezioni all’aperto lunghe anche 24 ore, coi docenti schierati insieme ai ragazzi per rivendicare il diritto allo studio. Mi sembra proprio che chi voglia creare disordini è chi parla di “intervenire” e zittirli. Vorrei solo, oggi, poter tornare all’università. Vorrei solo, oggi, andare a stringere la mano a tutti quei rettori che dicono “non può entrare la polizia nella nostra università se noi non la chiamiamo. Che restino a casa loro”. Vorrei solo, oggi, aver vissuto diversamente e più attivamente la mia vita universitaria. Non sono più uno studente, la mia carriera universitaria si è conclusa circa un anno fa. Ma nulla mi impedisce di sostenere gli studenti anche oggi, nulla mi impedisce di recuperare il tempo perso, nessuno mi impedirà di scendere in piazza. Vorrei solo, oggi….ed oggi lo farò. Stefano Sorci |