Ieri sera ho acceso la tv. E mi sono vergognato di essere italiano. Con tutto me stesso. Perché posso resistere a tutto, anche alle battute del nostro presidente, ma non posso resistere a casi così eclatanti di impunità. I giudici del tribunale di Genova, che ieri si sono finalmente espressi sui fatti accaduti il famoso 21 luglio del 2001, hanno segnato una delle pagine più brutte della storia della nostra democrazia. E soprattutto, ci hanno ancora una volta ridicolizzato davanti al mondo intero.
Non sono bastate le denuncie sporte dai ragazzi che, quella sera, si trovavano all’interno del Diaz. E non sono bastate nemmeno le testimonianze procurate dai giornalisti stranieri che, sempre quella sera, hanno assistito e sono stati vittime di una violenza organizzata a tavolino e comprovata persino dalle immagini.
Il tribunale, infatti, ha optato per un colpo di spugna tanto clamoroso quanto inaspettato. Un colpo di spugna che non cancella, però, i nasi rotti e le piaghe sulla schiena di quel centinaio di giovani che quella sera occupavano la scuola in segno di protesta contro i loro rappresentanti.
Quei “vergogna, vergogna, vergogna” usciti ieri dalle bocche delle vittime, appena dopo la lettura della sentenza, altro non sono che i sintomi di ferite che rimarranno sempre aperte nei giovani e nelle loro famiglie e per cui saranno in pochi a pagare. Il senso di impotenza continuerà ad accompagnarli per tutta la loro vita negandogli anche quel po’ di sollievo che questa sentenza poteva offrirgli.
Cosi ieri, per tutta la sera, ho pensato al perché di così tanta indulgenza nei confronti delle forze dell’ordine, a cosa ha spinto i giudici ad ignorare immagini, connessioni, prove evidenti della responsabilità di quest’uomini per quello che accadde quel 21 luglio di 7 anni fa. E mentre ci pensavo, ascoltavo le dichiarazioni degli esponenti del nostro governo, lo stesso che era in carica in quel periodo.
“Prendiamo atto che più della metà degli imputati è stata assolta. Il che ridimensiona la violenta campagna contro le forze dell’ordine da taluni fatta finora” ha sentenziato Gasparri, ex ministro delle comunicazioni. “Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verità nota a tutti gli italiani e cioè che al vertice della Polizia di Stato in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione” ha detto Casini, ex alleato del governo.
Poi ho spento la tv. Egoisticamente, per non pensare più.
Luckigno |