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Donne du-du-du

Che poi, io mi dico sempre di non scrivere prima di andare al lavoro, altrimenti arrivo già stanco e mettermi sopra gli articoli per otto ore è ancora più faticoso.


Solo che è difficile non assecondare gli istinti per me e quindi.


E quindi eccomi qui.
Dedicato a entrambi.
 
Le mie fantasie nascono nei momenti più disparati e mi portano a ragionamenti e fili rossi da seguire, cammini incerti che non so mai dove andranno a finire. L’improvvisazione è arte.


Cosa potrà mai essermi successo visto che ho seguito la mia abitudine consolidata di doccia-vestiti-bar-caffè-sigaretta? Niente, in realtà. O meglio: ho incrociato una mamma. Se ne usciva dal parchetto che ho dietro casa – un’illuminazione per me quel parchetto, semplicemente f-a-n-t-a-s-t-i-c-o – e portava il passeggino con aria stanca, sebbene fosse vestita al meglio, truccata, stivali alla moda. Sì, insomma, era più da discoteca che da parchetto con bebè.


Ed è allora che ho pensato.
Ma noi uomini che ne sappiamo delle donne?
Dico davvero, eh.


Siamo esseri binari, sì o no, accesi o spenti, sesso o playstastion. I più fortunati, però, sono dotati di una particolare sensibilità che permette loro di sfiorare quello che le donne non dicono. O interpretare nel modo giusto quello che dicono. O, ancora, riconoscere certi particolari.
È una sensibilità-neon, mettiamola così. Non è brillante, ma fa luce. Permette un’integrazione migliore – a tratti – tra due universi distinti e lontani.
Io, per dirne una, ho un grave difetto: non mi accorgo mai di quando una donna si taglia i capelli. Non lo faccio apposta, eh. Per uno che vive di particolari è però tragico e vergognoso ammetterlo. Ed è ancora più tragico perché donne e capelli comunicano sempre qualcosa. Il più delle volte bisogna stare in guardia: un taglio drastico significa che stanno per prendere una decisione che meditano già da tempo. E, altra cosa, non c’è nulla che noi potremmo dire o fare per contrastare tale scelta. Quando Sara mi diceva “devo tagliarmi i capelli”, io sudavo sempre freddo e mi facevo esami di coscienza. Ecco, bisogna sempre stare attenti ai particolari.


E insomma, ho visto questa mamma del parchetto, una bella donna. Una triste bella donna. Non ho pensato a “oh, una milf” – per le persone più candide “Mom I’D Like to Fuck” –, ma a quanto una donna abbia bisogno di sentirsi bella certe volte. Vedi, caro amico, ho imparato una cosa: non è mai abbastanza che accanto a sé una donna abbia l’uomo più bello, dolce e premuroso del creato. Ogni tanto una donna ha bisogno di sentirsi bella e basta: eccola uscire allora tutta “acchittata” per le strade del centro o per una serata tra amiche o, che so, per fare un giro al parco con il bimbo. E, bada caro amico, non significa che è pronta ad avere avventure, ma solo che apprezza uno sguardo o solo essere baciata da un sole primaverile o magari ritrovare una femminilità che aveva trascurato per motivi banali. Ah, tra i motivi banali spesso e volentieri ci siamo noi uomini, eh, dove credevi che fossimo? Proprio per questo motivo è stupido fare scenate di gelosia: se la tua (tua per modo di dire) donna si fa bella senza di te, lascia perdere, è una battaglia persa. Un po’ di gelosia è giusta, ma non provare a fare scenate, è la maniera più stupida per dimostrarti ancora più imbecille.


Quando scrivo di queste cose vengo soventemente criticato. Mi si propongono i casi borderline o eccezioni che dimostrano il contrario. Lo so che non è sempre così, ma in linea generale è così. E poi, sinceramente, non mi interessa. Tutti siamo unici e irripetibili, ma certi atteggiamenti o modi rimangono sempre tali sia da una parte – cari miei ometti – che dall’altra – care donne du du du –.


Vedi, mio caro amico, di donne folli ce ne sono poche. E per folli intendo esseri binari. Essendo donne sono geneticamente predisposte a pensare più di noi, a valutare cose che diamo per scontate, a prendere decisioni che spesso non ammettono possibilità di replica. Anche se non lo ammettono per non ledere il nostro orgoglio, noi ometti siamo esseri prevedibili. E se vuoi conquistarla devi saperla spiazzare, sorprendere, confondere. Sono sicuro che Cristoforo Colombo abbia scoperto l’America apposta per questo motivo: “Sai che ti dico, bella? Che ti porterò qualcosa che tu non hai mai visto!”. E qualche mese più tardi si presentò con un casco di banane e del cioccolato, te lo dico io. Ma c’è dell’altro. Essendo donne, hanno bisogno di una controparte leggera e binaria per la loro sanità mentale e quindi eccoci qui. Punto e a capo. E di ritorno c’è la sensibilità-neon, quella che i più fortunati hanno per convivere meglio nella sinergia che due corpi contrapposti e legati bipolarmente creano.


Oh, potrei andare avanti per delle ore a parlarne. Eppur sbagliando, magari. Ma con il sorriso sulle labbra. Calcola, caro mio amico, che tu sei fregato in partenza. Non cercare mai di capire il senso delle donne, non ci arriverai mai. Io? Io non lo sto facendo. Sto semplicemente pensando con arroganza ed esperienza, sapendo allo stesso tempo di non fare i conti con mille altre variabili.


A me, per esempio, mi hanno sempre fregato con una tecnica subdola. Mentre mi addormento o mi sveglio, ecco che scatta una domanda terribile davanti alla quale non ho ancora attivato nessuna difesa e alla quale rispondo con una naturalezza che sa di stupidità. Ho un vago ricordo di una volta che ho semplicemente sentito in seguito “ah, allora è vero che quella ci provava”. E poi il muso per tutta una giornata. Che a lei mica interessava se quella ci provava o meno, ma – e qui casca l’asino – che non bisogna mentire. Mai. Anche se è una cazzata, eh. E non importa se le prime a fare buon viso a cattivo gioco sono loro, eh. In questa guerra dei sessi, loro sono armate sempre meglio di noi, maledetti bamboccioni con un lembo di carne tra le gambe.


Ma no, ma no, che io scherzo.
Alla fine non è una guerra.
E le donne non sono migliori di noi, caro amico.
Sono – semplicemente – diverse.


Mentre osservavo la mamma tornare verso casa, mi sono detto che forse dovremmo sforzarci a creare un sistema meno “binario”, tutto qua. Intuire che dietro a un sorriso o un bel culo c’è una donna con pregi, difetti, limiti e eccellenze. Ammettere che siamo migliori quando ci innamoriamo di una di loro.


Caro amico mio, che dire?
Io te lo sussurro con sincerità.
Delle donne ho ancora tanto e troppo da capire.


Ma sono lezioni a cui non rinuncerò mai.

 

Mad

 

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commenti (3)

Pubblicato da bt 5-5-2009 13:10
bravo mad, forse voi uomini a volte siete più capaci di ammettere i vostri limiti di noi donne...che sappiamo di essere superiori e dato che per secoli non ci hanno permesso di dirlo, adesso lo diciamo sempre. anche quando nn ce bisogno. fai bene a credere che sorprendere le donne sia una maniera di conquistarle, ecc...solo che a me non capita mai che un uomo mi corteggi sorprendendomi, anzi sono io che di solito sorprendo lui, e lui accetta pensando: io accetto, ma forse questa è pazza! che ne so..è un po' strana... pensavo proprio ieri che mi vorrei tagliare i capelli, che sia voglia di cambiamento? o solo che ho una nuvola, un gatto arruffato senza forma in testa? : )
Pubblicato da MaD 8-5-2009 14:17
Ma poi... Perchè te li sei tagliati? :)
Pubblicato da bt 11-5-2009 16:30
perchè un giorno mi decido che è ora di tagliarli e lo faccio...niente spiegazioni altre...

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