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Ho visto cose che voi umani...

Rientrata da poco dalle tanto agognate ferie, mi urge il bisogno di mettervi a parte di alcuni miei pensieri.
Nella fattispecie, non vi annoierò su quanto sia bella la Sardegna, su quanto limpide siano le sue acque, su come il sole settembrino scaldi la pelle ma non bruci, e su quanto sia gustosa la cucina locale.
No.


Voglio parlarvi di qualcosa di più inquietante, voglio farvi conoscere delle creature apparentemente dolci e quiete, ma che in realtà si rivelano essere delle belve assetate di sangue.
In una parola: bambini.


Sorvolerò sul fatto che di questi periodi le soavi creature dovrebbero essere con i capini chini sui libri di scuola se non addirittura già segregate ai banchi (parlando da sola, come sovente mi capita, la domanda più frequente che mi ponevo era: "Ma quanti cacchio" anzi "kakkio" "di bambini ci sono in vacanza a settembre? Son stati tutti espulsi dalle aule?" Data la loro natura, niente di più facile...).


Sorvolerò anche sulla provenienza di dette creature: siano esse del Nord, del Sud o del centro sono comunque dei maestri dell'arte dello  sfinimento dell'incauto adulto che li deve accudire.
Una piccola digressione mi sento però di farla.


In albergo regnava sovrano un bimbetto, di cui mi ricordo il nome, ma che per privacy chiamerò S. S. era il tipico minitamarro da competizione che otteneva assenso per ogni sua richiesta esercitando con innata maestria l'abilità di rompere i coglioni. Per prima cosa riduceva i parenti ad uno stato larvale applicando la tattica del "disco rotto" (mo' vado a fa'r bagno, mo' vado a fa'r bagno, mo' vado a fa'r bagno... ad libitum). La reazione della famiglia era inizialmente di preoccupazione poiché il pargoletto si era scofanato da tre-secondi-tre l'intero buffet del ristorante. Le rimostranze cedevano poi presto il passo alla rassegnazione a mano a mano che si passava dalla modalità "petulante", a quella "urlante" a quella "nenia" che, sebbene più moderata nei toni, era senz'altro più devastante delle altre. Dopodiché, il frugoletto, fossette alla mano, procedeva alle tanto desiderate abluzioni, col rischio di una congestione fulminante.


A questo tenero virgulto mi sento di accostare una cricca di delinquenti in erba osservati (non potevo fare altrimenti, data la loro, ehm, esuberanza) quest'oggi sul traghetto di ritorno da Golfo Aranci.
Parliamo di un gruppetto di creature che avranno avuto 20 anni in tre, ma la giovane età non smussava affatto la loro cretineria/balordaggine.


Ascoltando i loro sproloqui, non ho potuto fare a meno di appuntarmi le perle più salienti che qui di seguito vado ad esporre (se me lo avessero raccontato, non ci avrei creduto):
- muoviti, snauber! (ove non è chiaro chi o cosa sia detto "snauber", ma dal tono usato non doveva essere assolutamente niente di carino...);


- se fai così, ti leva la vita! (poeta o semplicemente - Deo gratias - sfinito?);
- Non è efficace! ("efficace"??? Alla loro età, io avrei al massimo potuto dire "non funziona!");
- caricamento! (avrà un futuro nell'arma?);
- un colpo secco e lui è spacciato! (sorvolando sullo "spacciato", teoricamente poteva essere il guerrafondaio di cui sopra);
- però è scandaloso che non funzioni nemmeno una volta! (come sopra: alla sua età, avrei potuto dire solo: "uffa, ma non funziona mai!");
- Miseria! (l'avrà preso dall'intercalare di Ron Weasley di Harry Potter? Altrimenti non si spiega... Manco i'mi nonno diceva "miseria!", al massimo poteva sputare un "maremmamaiala"!);
- scommetto che stai tremando dalla paura! (tremando no, ma paura me la fai, eccome! Ma per altri motivi...);
... Unisci i puntini dallo zero al milione ed ecco la soluzione... Tadaaaah! Stavano semplicemente giocando ad un videogame...


Il che potrebbe essere un ottimo modo per tenerli impegnati, se non fosse che urlavano come delle scimmie invasate, e saltavano come dei grilli impazziti.


Per carità: sono bambini, se non sono esagitati adesso, quando lo devono essere? Niente da eccepire, sarebbe andato benissimo se non fosse stato per il tono con frequenze tipo ultrasuoni, le urla raccapriccianti e le risposte veramente "a culo" che davano ai genitori. Il capogruppo di lor signori  era un bimbetto con capello a caschetto lucido lucido, maglia, pantaloni e scarpe griffati (fotocopia sputata di uno dei bimbi filoamericani che fanno un raccapricciante rap nelle pubblicità delle merendine), un metro e dieci di bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all'altro. Suddetta creatura, all'ennesimo richiamo dei genitori ha avuto la faccia tosta di rispondere: "HO-DETTO-UN-ATTIMO! LO-CAPISCI-L'-ITALIANO????"


Ora. Se io mi fossi azzardata a rispondere così a mia madre, ci saremmo trovati nell'arco di tre secondi e mezzo a far compagnia alle meduse nel mezzo del Mar Tirreno io, il caschetto e lo stramaledetto Nintendo DS.
Nintendo DS che, per una tarda ma alquanto provvidenziale giustizia, è andato smarrito nel marasma di persone, borse, zaini, cani, nonni, buste e sacchi a pelo che regnava sovrano sul traghetto.


Inoltre, questo piccolo invasato esponeva i suoi concetti probabilmente volendo far partecipi anche i portuali di Napoli, da tanto berciava. Aveva la erre moscia, urlava come se lo stessero scannando e allo stesso tempo gracchiava. Bisogna avere del talento, lo ammetto.


Quello che ancora di più - se possibile - mi agghiacciava era il comportamento dei genitori. Di sicuro da quando ero bambina io (circa 3 ere geologiche fa) i costumi si sono rilassati e c'è più "pressapochismo" (come diceva il mio indimenticato professore d'italiano del biennio delle superiori). I genitori senz'altro sono più tolleranti, oppure semplicemente era mia madre ad essere una magnifica rompiscatole, fatto sta che io non avrei saputo se incavolarmi con loro o compatirli. Tentando inconsapevolmente lo stratagemma del piccolo S., era tutto un "Ti siedi? Ti siedi? Ti siedi?" "Ora basta! Ora basta! Ora basta!".

Questi interventi erano intervallati da una concione sul parrucchiere, sulla palestra, su cosa comprare e quanto spendere una volta rientrati. Ovviamente, il bimbo se ne fregava beatamente, anche perché i richiami - seppure sopra espressi con punti esclamativi - sembravano avere come sottotesto "ma.chi.me.lo.fa.fa'.parlo.perché.ho la.bocca". E la piccola iena seguitava il suo show. Ma mollagli due papagni ben assestati che non hanno mai fatto male a nessuno e vedi come riga dritto la prossima volta.

Alzi la mano chi è intorno ai 30 anni e non ha mai ricevuto nemmeno uno scappellotto dal padre o dalla madre. Infatti: mi sembra che siamo venuti su relativamente normali. Che io sappia, negli anni '80 non fu registrata nessuna impennata nelle chiamate al Telefono Azzurro.

Di contro, tanto per dimostrare che è proprio questione di educazione e rispetto e non altro, dal lato opposto avevo una famiglia di sei persone: padre, madre e quattro figli. Due maschi grandi (più o meno 14 e 11 anni) e due piccole femminucce (un po' più piccole della iena ridens) abbastanza vicine di età tanto che inizialmente le avevo scambiate per gemelle. I maschi giocavano insieme e le bimbe sono state buonissime salvo un mini capriccio della piccola quasi a fine viaggio.


Purtroppo immagino che siano l'eccezione che conferma la regola, ma è almeno un po' confortante.
infine. E' stato disarmante sentire come questi piccoli prodigi di natura parlassero come nei film o nei cartoni animati (cfr. citazioni di cui sopra) quasi senza accento. Avevano il cervello talmente resettato da parlare come dei doppiatori... UGH!


Dopo tutto ciò, mi è anche toccato subire un ritardo di un'ora, vuoi per la partenza scalata di dieci minuti, vuoi perché lo stramaledetto porto di Livorno non dava l'autorizzazione all'attracco, vuoi perché due deficienti si erano probabilmente addormentati nei corridoi e bloccavano millanta auto perché non erano scesi nel garage per lo sbarco. Insomma, un delirio. Dalle una e mezzo di oggi che ero in coda per l'imbarco, sono arrivata a casa a mezzanotte e passa.


Che dire se non... Bentornata a casa!

 

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