... E di sfaticati e ammanicati, aggiungerei... Stamattina sono andata a farmi il vaccino per la meningite (cosa che consiglio vivamente, dati i tempi che corrono...). Arrivo in loco, pago il ticket, entro nella stanza, e lì inizia la scenetta del "Volemose bbene"... La dottoressa che mi deve "bucare" ha l'aria di essere tutto, tranne un medico. La stazza di un amazzone, la voce che ricorda pericolosamente la mia professoressa di economia aziendale alle superiori, niente camice, né guanti. Scapperei, se non fosse che il vaccino precedente me lo ha fatto lei e non sono morta, e quindi merita un po' di fiducia. Tanto per completare il quadro, il pc dell'amazzone si è fulminato e ha rilasciato un fetore di plastica bruciata che si sente fino al piano di sotto. Inoltre, un tale che deve avere delle aderenze con la succitata amazzone è al telefono con una dottoressa di nonsocosa perché è inca**ato come una biscia perché - per non so quale inghippo burocratico - non è stato possibile trasferire il padre da una struttura di assistenza (leggi: ricovero) ad un'altra. Due pensieri mi sorgono spontanei: 1- Domanda: cosa c'entra l'omino e il suo problema con la stanza delle vaccinazioni? 2- Riflessione: comodo, signorino, inca**arsi a distanza: immagino che la tua apprensione per il genitore sia genuina, ma intanto l'hai "parcheggiato"... Il tale, che ha sotto di sé 150 dipendenti alle poste (come tiene a fare sapere all'interlocutrice) si sta riscaldando sempre di più, e sta prendendo sempre più toni da "leinonsachisonoio"... Sono indecisa su chi mi faccia più rabbia: il "signore" vicino a me o la dottoressa all'altro capo del filo che, evidentemente, non sa più che pesci pigliare. Un problema più importante mi urge in quel momento e cioè: se l'omino continua a farsi i fattacci suoi io il vaccino me lo faccio a Pasqua. Nel frattempo: mentre stacca la spina del pc fulminato, l'amazzone stacca anche la spina del telefono con evidente disappunto del "megadirettore", quindi si riattacca la spina con grande fatica ma deve essere rifatto il numero, la conversazione prosegue, l'amazzone parla con la dottoressa, alla fine l'omino, placato, si alza e se ne va.
Io vengo finalmente "bucata".
Con grade gioia scopro che il ticket pagato è troppo alto e l'amazzone ci consiglia (a me e mia madre, mio Virgilio nell'inferno della burocrazia italiana) di scendere all'accoglienza per chiedere il rimborso. L'"accoglienza", così chiamata perché dev'essere veramente accogliente per chi sta dietro il vetro e non per l'utente, è composta da due signore che stanno allegramente continuando la conversazione iniziata quasi un'ora prima quando ero passata di lì a pagare il ticket.
Lungi da me il volerle interrompere, ma mi urge la questione del rimborso.
Spiego il tutto alla gentile donzella al di là del divisorio, la quale mi risponde, per tre volte, seguito mie rimostranze: "Il rimbosso pazziale non è possibbile"con un accento partenopeo adorabile. Le avrei stretto la mano sul momento solo che l'accento era sì adorabile ma le stretto la mano volentieri per quel simpaticissimo accento ma purtroppo il senso delle parole lo era molto meno. All'ennesima mia protesta, ripete quanto sopra aggiungendo un: "Mi dippiace!" e io, di rimando: "Sapesse a me!". Giro il c*** e me ne vado.
Piccola parentesi: la cifra era irrisoria (7 €, li morta', mica poi tanto a ripensarci) e già in cuor mio il cigno si muoveva per la sua ultima danza, ma ci ho voluto provare ugualmente. Mia madre, paladina lancia in resta contro "burocratopoli" mi fa: "Guarda, voglio sentire l'omino della portineria, mica per niente, per punto di impegno voglio farti avere quei sette euri!" Io l'abbandono al suo destino e proseguo verso l'uscita. La vedo tornare con il fumo che le esce dalle orecchie. "Allora?" faccio io. "Macché: gli ho detto solo 'scusi, posso farle una domanda?' e lui 'ora no, sono in attesa al telefono', al che, amore mio, ho gettato la spugna". SuperMamma può tutto contro il calcare, le macchie difficili e i fidanzati irresponsabili, ma contro il muro di gomma della sanità italiana anche lei deve arrendersi...
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