Sbagliando non s’impara nulla. Forse dipende dal carattere, forse dal vissuto, forse da una conformazione genetica. Resta il fatto che ci si trova ad agire, sbagliare, soffrire (o far soffrire) e poi ricominciare.
Il lato positivo della cosa emerge quando lo si fa con consapevolezza. “So qual è il modo più conveniente di agire, so cosa è più giusto, ma so anche come sono fatto io e come voglio ottenere le cose… per cui non agirò così!”
Il lato negativo sta in tutto ciò che resta.
Sta nel non essere capaci di migliorare, di cambiare, di capire. Sta nel ripetere ogni volta “vabbè, io provo a fare così, poi si vedrà…”
Bellissimo dire “e poi domani chissà!”…. bellissimo dire “e poi domani chissenefrega!”… fa molto “film”, fa molto “eroe romantico e maledetto”.
Fa molto casino quando quel domani arriva. Perché presto o tardi arriva, cazzo.
E allora scatta il momento in cui ci sono decisioni da prendere, scatta il momento in cui si comincia a rimandare qualunque decisione da prendere.
L’eroe non è maledetto, semmai si maledice… non è maledetto, semmai lo maledicono.
Maledetto mentre cerca di capire se ascoltare la sua parte empatica o se sperimentare la “disempatia” dell’uomo, mentre vorrebbe prendersi le sue responsabilità ma non sa come, mentre vorrebbe egoisticamente scappare ma sa che questo risolverebbe solo una minima parte dei problemi. I suoi.
Ma perché la sua piccola vena di follia non può viversela da solo e deve sempre far di tutto per metterci dentro qualcuno che poi potrebbe pagarne le conseguenze?
Certo… chissà se qualcun altro ha mai fatto questi ragionamenti pensando a lui. Ovvio che ora gli vengono in mente le volte in cui la parola “empatia” era assente dal dizionario di molte persone con cui ha avuto a che fare, ovvio che questo dovrebbe insegnargli a rendere pan per focaccia al mondo, alla vita, al “normale corso degli eventi”.
Non sa farlo e non è detto che ciò sia positivo, non sa farlo e forse anche in questo sbaglia, non lo fa e forse fa solo peggio.
Un’empatia a senso unico? Forse un’empatia bidirezionale che avviene in modi e forme diverse tanto da non essere percepita?
Oppure un’empatia che fa rima con ipocrisia?
Una sola cosa è certa: sbagliando non s’impara nulla.
Stefano Sorci |