Lo so, m'ero ripromesso di occuparmi soltanto di cose serie (o presunte tali). Ma dopo questo periodo di inattività dovuta a varie vicissitudini e impegni personali, mi sono dato uno sguardo in giro e tra le altre cose ho scoperto che c'è un cantante (o presunto tale) che sta salendo rapidamente ed ineluttabilmente la china del consenso, sia della critica che del pubblico. Se entri in un negozio, se accendi la radio, se attraversi la hall di un albergo, ti arrivano inevitabilmente all'orecchio le note e le esternazioni verbali di un nuovo/vecchio eroe della musica pop. Sì, sto parlando proprio di Jovanotti. Dopo un periodo ibrido ed incerto, dopo un periodo rap di impegno sociale (o presunto tale), da qualche tempo l'ex disc jockey sta percorrendo le strade del sentimento alla Moccia, con parole sdolcinate ed improbabili che comunque giurano amore eterno. Lo stile è disinvolto, da chi apre il cuore con sincerità rassegnata e che riesce a dire l'indicibile, anche perchè la rima giustifica tutto. Frasi che si intrecciano in un crescendo di banalità, di paradossi, di stelle ed aeroplani, di confessioni che fanno rabbrividire e di spudorata retorica. Vette alle quali non era riuscita ad arrivare nemmeno Rita Pavone, nemmeno Orietta Berti, nemmeno Bano (Al è il nome, Bano il cognome. O no?). E la musica? La musica e il modo di cantare scopiazzano brutalmente Francesco De Gregori, violentandolo, scombussolandolo ed equivocandolo. Se il cantautore romano aveva ridisegnato la poetica della canzonetta, l'ex disc jockey la sta riportando alla preistoria. Di originale in Jovanotti resta soltanto la “zeppola” che il cantante sciorina a più non posso. E anche questo è francamente fastidioso. Un po' tutta la musica italiana popolare, come anche il cinema, sta prendendo una brutta piega, purtroppo, scivolando in temi e toni da fotoromanzo degli anni '50, persino nelle prove di musicisti più “ferrati” del nostro. Sarà il cambiamento dei tempi, la crisi economica, saranno i mutati metodi di fruizione, sarà il peer to peer, sarà quello che vi pare, ma il successo di Jovanotti non è un buon segno, tutt'altro.
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