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Lo Stroncatore: Jovanotti

Lo so, m'ero ripromesso di occuparmi soltanto di cose serie (o presunte tali). Ma dopo questo periodo di inattività dovuta a varie vicissitudini e impegni personali, mi sono dato uno sguardo in giro e tra le altre cose ho scoperto che c'è un cantante (o presunto tale) che sta salendo rapidamente ed ineluttabilmente la china del consenso, sia della critica che del pubblico. Se entri in un negozio, se accendi la radio, se attraversi la hall di un albergo, ti arrivano inevitabilmente all'orecchio le note e le esternazioni verbali di un nuovo/vecchio eroe della musica pop.

 

Sì, sto parlando proprio di Jovanotti. Dopo un periodo ibrido ed incerto, dopo un periodo rap di impegno sociale (o presunto tale), da qualche tempo l'ex disc jockey sta percorrendo le strade del sentimento alla Moccia, con parole sdolcinate ed improbabili che comunque giurano amore eterno. Lo stile è disinvolto, da chi apre il cuore con sincerità rassegnata e che riesce a dire l'indicibile, anche perchè la rima giustifica tutto.

 

Frasi che si intrecciano in un crescendo di banalità, di paradossi, di stelle ed aeroplani, di confessioni che fanno rabbrividire e di spudorata retorica. Vette alle quali non era riuscita ad arrivare nemmeno Rita Pavone, nemmeno Orietta Berti, nemmeno Bano (Al è il nome, Bano il cognome. O no?).

 

E la musica? La musica e il modo di cantare scopiazzano brutalmente Francesco De Gregori, violentandolo, scombussolandolo ed equivocandolo. Se il cantautore romano aveva ridisegnato la poetica della canzonetta, l'ex disc jockey la sta riportando alla preistoria. Di originale in Jovanotti resta soltanto la “zeppola” che il cantante sciorina a più non posso. E anche questo è francamente fastidioso.


Un po' tutta la musica italiana popolare, come anche il cinema, sta prendendo una brutta piega, purtroppo, scivolando in temi e toni da fotoromanzo degli anni '50, persino nelle prove di musicisti più “ferrati” del nostro. Sarà il cambiamento dei tempi, la crisi economica, saranno i mutati metodi di fruizione, sarà il peer to peer, sarà quello che vi pare, ma il successo di Jovanotti non è un buon segno, tutt'altro.

lorenzo cherubini

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commenti (4)

Pubblicato da Nemo 26-1-2009 3:59
Posso eventualmente esser d'accordo sul fatto che Lorenzo da tempo abbia intrapreso una strada troppo sdolcinata e sentimentale nei suoi testi... perdendo un po' di quell'impegno sociale (vero, non presunto!!) che lo contraddistingueva. Ma da qui a stroncarlo... da qui a dire che "sta salendo la china"... sono passati 17 anni da quando diceva "dovevate farmi fuori 6 anni fa se volevate la tranquillità"... e ancora "non sono un cantante, faccio il rap, quella musica dura, quella senza melodia, quella che fa paura, paura, ma dove andremo a finire, ma guarda un po' cosa ci tocca sentire, e intanto mentre sto parlando il rap è entrato in Italia, questo genere del quale io mi sento una balia, senza false modestie"... e queste parole rispondono da sole al "presunto cantante", allo "scopiazzatore", ecc...ecc...
Pubblicato da Napoli 52 26-1-2009 10:58
Basta pensare che il primo disco di Jovanotti è del 1988 per capire quanto "velocemente" stia "salendo la china" Lorenzo, e soprattutto quanto lentamente riesce a capire le cose lo Stroncatore, che dopo aver saltato bello bello 20 anni di canzoni commenta solo l'ultima cosetta sentita in radio. Evidentemente lo Stroncatore non brilla per la cura con cui recupera le informazioni per i suoi post. Che dire, continuo ad aver dubbi sull'utilità di simili interventi, ma comunque siamo in democrazia e tutti devono aver spazio. Ce l'hanno perfino le barzellette di Berlusconi...
Pubblicato da alberto68 26-1-2009 15:49
Tenetevi Jovanotti se vi piace. E' quello che vi meritate.
Pubblicato da Napoli 52 27-1-2009 3:46
Mi compiaccio anche con alberto68, per il suo commento acuto e ricco di analisi. Deve aver studiato molto, per esprimere concetti così complessi.

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