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Meet The Boss, l’anti-social network

Imperversa sul web già dalla fine del 2007, ma di certo in tempi di crisi come questi, torna di straordinaria attualità. Meet The Boss, nato da un’idea della Gds di Bristol, è un social network altamente specializzato e orientato alla comunicazione B2B. Non si tratta certo di un luogo virtuale generalista, quindi, ma di uno spazio in cui gli “executive della finanza” possono condividere e scambiare idee e progetti.

 

All’insegna del principio secondo cui la conoscenza collettiva è un patrimonio di innegabile potenzialità per ogni azienda, in Meet The Boss si possono confrontare idee e condividerle, rendere pubbliche best practices o analizzare criticità sopraggiunte in ogni fase di un flusso di lavoro. Tutto questo grazie ai noti strumenti collaborativi nati grazie al web 2.0. Messaggistica istantanea, videoconferenze e condivisione di documenti permettono il propagarsi del knowledge sharing.

 

Straordinario, si direbbe a una prima lettura. Ma andando avanti nell’analisi del social network ci si rende conto che non solo si parla di una realtà assolutamente specializzata, il contrario di Facebook per intenderci, ma anche che è un mondo sì virtuale ma ad appannaggio di pochi, davvero pochi, eletti. Meet The Boss conta 30 mila iscritti e l’obiettivo di consolidamento della community è atipico: si conta di non superare le 50 mila iscrizioni, tutte altamente selezionate. Basti pensare al fatto che ogni giorno, delle 100 richieste di iscrizione al   grande gotha della finanza virtuale, ne vengono rispedite al mittente ben 66. E a questa community l'Italia contribuisce davvero in misura minima: appena 600 iscrizioni. Segno che la voglia di condividere idee e progetti sia ben lungi da essere un valore aggiunto per l'alto management nostrano.

 

Un principio in totale controtendenza con le logiche del web e dei meccanismi del social networking, verosimilmente volte a preservare la “purezza della specie”, sulla falsariga di realtà già note e consolidate come ASmallWorld, che già dal suo claim si professa come una community privata, solo su inviti. Quindi mettiamo da parte ogni esaltazione di un propagarsi dei principi “duepuntozeriani”.

 

Niente di simile a Microsoft Connect, ad Adobe Acrobat Connect o a realtà ben più encomiabili come il progetto WonderLand, che ricostruisce mondi virtuali in cui poter condividere progetti, comunicazioni e applicazioni. Il tutto all’insegna di una realtà tutt’altro che oligarchica: l’Open Source...alla faccia dell'alta finanza.

meettheboss

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