
Unghia laccata. Rossetto ciliegia alternato al fucsia perlato che non valorizza quanto dovrebbe le labbra non proprio carnose. E poi i capelli…ah, che acconciatura! Colpi di sole volutamente poco omogenei che si concentrano nella frangetta sfilzata in stile primi anni ’90, capelli tenuti su da bombolette e bombolette di lacca spray…alla faccia del buco dell’ozono.
Eh sí, all’istrionico/a Solange se dovesse riempire la casella della carta di identità alla voce “segni particolari” non basterebbe un foglio A3. E per la voce “professione”, poi, si presenterebbe lo stesso problema: illusionista, cantante, personaggio tv, cartomante, attore di teatro/cinema/tv, aspirante sacerdote, scrittore…da dove cominciare?
Forse dal meraviglioso mondo della musica, in cui la nostra ugola d’oro mostra tutta la sua trashitudine. Vado su Google, cerco Solange, al secolo Paolo Bucinelli, e resto sopraffatta dalla quantità di risultati che ottengo. Poi guardo meglio e mi rendo conto che la maggior parte si riferisce a Solange Knowles. Trovo quelli dedicati al nostro livornese-tutto/a-lustrini-e-paillettes e mi rendo conto, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le sue qualità vocali non ricordano nemmeno lontanamente quelle della sorella di Beyoncè.
Infine mi imbatto in una performance che è solo l’ultima in termini di tempo. Sole sole sole Solange, un singolo uscito nel 2006. Solo per farvi entrare meglio nella trama complessa della canzone, ecco qualche verso, scritto in collaborazione con il comitato scientifico dell’Accademia della Crusca.
Se ci pensi e mi credi, se con gli occhi mi vedi,
apri il palmo e ti leggo la mano,
siamo in volo e ti porto lontano,
endovene d’amore che ci forano il cuore,
se alle volte ti sembro un po’ strano
è solamente per fare casino
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