Che gioia andare a lavoro. Dopo un week end con i raggi di sole, i profumi e le viole chiudersi nel bunker è davvero un piacere. (Mi sto dando al masochismo, vi avverto). Ma attenzione oggi è giorno di paga, le mia prima paga e quindi sottilmente gioisco. Mi spetta metà del mio rimborso, visto che lo stage agggratise, da junior, è finito il 15 del mese appena passato. E io resto lì, a bocca asciutta, come fossi un fantasma. "Iuuuuu, uuuuu, Iuuuuu, uuuuu! Sono qui!!" dico sventolando la bandiera con lo stemma grigio della stRagista Senior. Ed Eloisa con la pappardella già preimpostata: "Luce, mi ero quasi dimenticata che ora tocca anche a te." Ancora non ho valicato la compatta linea di demarcazione che separa gli stRagisti dai veri dipendenti. L'aver ottenuto lo status di stRagista Senior non mi pone al pari degli altri. Ma ecco un barlume di speranza: un nuovo potenziale stRagista si presenta per un colloquio. Ragazze, è quello che si può autenticamente definire un bel pezzo di figliuolo! Anche Maria Stella se ne accorge e anziché presentarsi come " dottoressa Bombetta" si autoproclama Mary, nascondendo sotto un sorrisetto furbo, l'acidume che la contraddistingue. Sculetta con la gonna longuette e per un momento si impossessa del misterioso e affascinante potere hitleriano che tutti i giorni la schiaccia ed entra sicura nella stanza di ciliegio del Capo dei Capi. Intanto le altre confabulano. "Mmm.. finalmente uno carino. Peccato che è piccolo… se no un pensierino…" dice Valentina"Ma dai!! Sei sposata!!" la schernisce Eloisa. "Bè magari se ci sta metto un buona parola con Adolf e lo faccio assumere direttamente, senza nessuno stage" Mi chiudo nella mia serra di pensieri: lavoro-non sento nulla-lavoro-non parlo-lavoro-non sono qui. Ma ecco che compare, direttamente dalle commedie anni '70, la segretaria sexy Mary che, con voce soave, mi presenta tale bel "Filiberto". "Fil, lei è Lucy, la stagista Senior, ti puoi rivolgere a lei per qualsiasi chiarimento. Lavorerete insieme." "Piacere Luce", dico con un mezzo sorriso, cercando di non vomitare al suono smielato di quel "Lusiiiiiiiiiii". Questo Filiberto mi osserva un po’ impacciato, mostrando lo zigomo alla Bredde Pitte. Sono le 18, approfitto per accodarmi a Filiberto ed uscire. Lui salta nella Smarta e io mi avvio a piedi, verso la fermata dell'autobus. Prima di chiudere la giornata, come al solito, passo in edicola a comprarmi un po’ di illusioni. "Buonasera Franco, mi dà Roma Nonlavoro" "E l'ultima copia signorì. Ce va pure lei ai provini de AmicInciuci?" "Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh??" |